franceschini

ARTSPIA - ALTRO CHE BIGLIETTI D'AUGURI! DARIO FRANCESCHINI E' TRAVOLTO DA PROTESTE, DIFFIDE, MINACCE DI RICORSI. COLPA DELLA SUA RIFORMA DEL MIBACT: AVEVA PROMESSO LA RIVOLUZIONE, HA INVECE MANTENUTO I SOLITI INCIUCI

Alessandra Mammì per Dago-art

 

 

Forse il ministro Franceschini pensava (o qualcuno glielo aveva fatto pensare) che lo shopping di Natale avrebbe distratto dalle nomine del suo riformato ministero. Che nessuno si sarebbe accorto che invece della rivoluzione annunciata era arrivato il solito inciucio.

 

PALAZZO COLLEGIO ROMANO SEDE DEL MINISTERO BENI CULTURALIPALAZZO COLLEGIO ROMANO SEDE DEL MINISTERO BENI CULTURALI

Pasticcio dove più che le competenze contano le amicizie, dove i curriculum vengono calpestati all'ultimo minuto, dove gli indarichi slittano come le pedine del Risico sui tavoli delle segrete stanze

 

Ma stavolta il presepe non è bastato. E son partite proteste, diffide, lettere, petizioni, odore di ricorsi....

 

Il caso di Francesco Prosperetti ( Direttore Regionale per La Calabria e dirigente di Prima Fascia) è esemplare. Aveva tutti i requisiti per ottenere la Direzione Generale all'Arte /Architettura contemporanea e Periferie Urbane,quindi quando ieri l'altro diprima mattina è arrivata la telefonata di congratulazioni del Ministero si è rallegrato, ma non stupito. Lo stupore è arrivato alla seconda telefonata quella in cui una voce contrita dal medesimo dicastero gli ha detto: “Scusi, ci siamo sbagliati”.

 

 

FEDERICA GALLONI FEDERICA GALLONI

Carta vince /carta perde. In un blitz all'ultimo secondo invece che su Prosperetti la scelta è caduta su Federica Galloni (dirigente di seconda fascia con incarico di prima) con minore anzianità e soprattutto priva di curriculum adatto.

 

Chi è la Galloni per meritare tanto? E' architetto e direttore regionale per i beni culturali del Lazio.Scorrendo il curriculum sappiamo che si è specializzata in restauro monumenti (non molto conteMporanei ovviamente). Scorrendo le cronache sappiamo che è incappata in problemi istituzionali e giudiziari (vedi a seguire articolo del “Fatto”). Ma per quanto si spulci, il suo nome non figura accanto a un artista, a una mostra, a una iniziativa nazionale o  internazionale che riguardi l'arte contemporanea.

 

ascensore altare della patriaascensore altare della patria

Riguardo l'architettura invece,alla sua gestione si deve il progetto del discutibile ascensore del Vittoriano. In mancanza d'altro evidentemente anche l'ascensore in acciaio e vetro fa curriculum.

 

E allora non c'è Natale che tenga. Altro che biglietti d'auguri! Dall'Ansa con la Uil che chiede la revoca della Galloni-nomina, agli articoli sui giornali nazionali ,fino commenti e proteste di siti on-line e social network ,uno Tsunami di Natale ha travolto il Ministero. Eccone alcuni testi accuratamente scelti.

Buona lettura e Buon Natale

 

 

 

 

(ANSA) - ROMA, 23 DIC - Il ministro Franceschini "blocchi la

nomina dell'architetto Federica Galloni a direttore generale del

Contemporaneo". Lo chiede la Uil beni culturali, che ricorda

l'episodio del vincolo levato e della conseguente demolizione

del Velodromo di Roma. "Per noi questa è una scelta sbagliata -

si legge in una nota della segreteria nazionale Uil Mibact, che

promuove invece gli altri nomi circolati nelle indiscrezioni

Francesco ProsperettiFrancesco Prosperetti

circolate negli ultimi giorni - il ministro corre un rischio

elevatissimo non solo rispetto a quanto la magistratura sta

facendo sul tema della mafia a Roma, ma anche da parte della

Corte dei Conti"

Franceschini, scrive la Uil, ricordando sull'episodio del

Velodromo anche il giudizio dato all'epoca sull'operazione da

Renato Nicolini ( "la demolizione del Velodromo è un crimine

contro la storia, la cultura e l'architettura, segno della

decadenza della città" e "il fatto che il divieto a toccare il

Velodromo da parte del ministero dei Beni culturali sia saltato

così in fretta è il segno che questo non è un paese libero. Non

lo può essere: è palese la subalternità dei tecnici ai poteri

politici") "dovrebbe farsi dire dai suoi uffici perché il

vincolo posto da Francesco Prosperetti fu tolto alla fine di

luglio 2008 da una riunione del Comitato di settore alla quale

parteciparono l'allora Direttore Generale Roberto Cecchi,

l'architetto Martines e l'architetto Federica Galloni.

L'edificio fu fatto saltare con un provvedimento Prefettizio

nonostante l'architetto Prosperetti, rimosso dalla Direzione

Regionale del Lazio e promosso Direttore Generale per l'arte il

paesaggio, nella sua nuova veste ne aveva ottenuto il sequestro

conservativo da parte della magistratura".

Oggi, nota la Uil, Prosperetti "è fuori dalle nomine di

Franceschini nonostante la mancanza dei requisiti dell'arch.

Galloni". (ANSA).

 

Tommaso Montanari per "La Repubblica"

 

«L’ITALIA volta pagina»: non è con understatement che ieri Dario Franceschini ha presentato il decreto sui musei. È vero che il ministro ha condotto in porto il progetto (di Massimo Bray) che prevede venti musei finalmente dotati di autonomia di bilancio e di ricerca: ma nemmeno alla vigilia di Natale si può credere che ciò basti.

 

DARIO FRANCESCHINIDARIO FRANCESCHINI

Se qualcosa, davvero, cambierà lo si vedrà semmai quando usciranno i bandi, e poi i nomi dei vincitori. L’alternativa è chiara: se i direttori saranno tecnici (storici dell’arte o archeologi) di indiscusso valore e di standing internazionale (non importa se italiani o no), allora staremo andando verso il Louvre o il British Museum. Se invece saranno mezze figure scelte per l’appartenenza e non per la competenza, avremo spinto anche i grandi musei pubblici verso la deriva provinciale e lottizzatoria dei musei-fondazione 

 

 

Gli ultimi segnali non sono dei più incoraggianti. Con le nomine dei direttori generali del Mibact, Franceschini non ha toccato i veri centri di potere interni, e ha affidato l’Architettura a chi ha devastato il Vittoriano con un ascensore che si vede fin da Piazza del Popolo; la Ricerca a chi avallò l’acquisto di un Michelangelo-patacca pur di compiacere Bondi; tutti i musei italiani a un architetto... e si potrebbe continuare.

MODENA - PAGINA FACEBOOK I MUSEI NON SI TOCCANOMODENA - PAGINA FACEBOOK I MUSEI NON SI TOCCANO

 

 

Ed è inquietante apprendere che il Consorzio di Venaria Reale ha ritirato il bando internazionale per la ricerca del suo direttore, perché il Mibact caldeggiava la nomina diretta dell’attuale Direttore regionale del Piemonte: come è poi puntualmente accaduto. Difficile non concordare con l’International Council of Museums, per cui questo colpo di mano romano «contraddice i principi ispiratori della riforma e rischia inoltre di demotivare i professionisti, interni ed esterni al Ministero, intenzionati a concorrere alla direzione di alcuni importanti musei italiani». E a poco serve che Franceschini ora annunci che il direttore scientifico, quello si cercherà davvero con un bando.

 

 

D’altra parte, i veri direttori di museo sono dei provvidenziali rompiscatole: perché sono liberi. Come Marco Pierini, che in queste ore ha esemplarmente abbandonato la guida della Galleria Civica di Modena perché il sindaco Muzzarelli aveva unilateralmente deciso di adibirne una delle sedi a showroom di prosciutti e aceti balsamici. Per non rischiare, il sindaco di Firenze ha appena affidato i musei comunali all’ex responsabile dei cimiteri: come dire, mettiamoci una pietra sopra. Ecco, per i venti musei statali non deve finire così.

 

galloni_federicagalloni_federica

Carlo Tecce per "Il Fatto"

 

 Ormai manca soltanto il timbro di Marianna Madia, che da reggente del dicastero per la Funzione Pubblica deve licenziare le nomine di Dario Franceschini, epilogo di un bando interno, che imprimerà il proprio marchio ai Beni culturali.

 

I posti più contesi sono sei, riguardano le direzioni generali, prima fascia, primo ruolo. Senza attendere i risvolti, o conteggiare i delusi, si possono pronosticare caterve di ricorsi. Per il momento, c’è una diffida che l’architetto Francesco Prosperetti ha inviato a Franceschini (acclusi i suoi titoli), saputa la rocambolesca esclusione, ne è seguito un appello di intellettuali con le firme che iniziano con quelle di Achille Bonito Oliva e Domenico De Masi.

demolizione velodromodemolizione velodromo

 

 

Prosperetti racconta di aver ricevuto una chiamata lunedì mattina dal gabinetto del Mibact, era un modo cortese per anticipare l’incarico per l’Arte e l’Architettura Contemporanea e per sollecitare l’invio dei documenti necessari. Dopo pochi minuti, scrive l’avvocato di Prosperetti, ecco una seconda telefonata che, di fatto, annulla la precedente. Nel frattempo, il ministero pare aver indicato Federica Galloni a scapito di Prosperetti , una donna molto conosciuta a Roma e molto relazionata col centrodestra, che ha fatto carriera durante i governi di Silvio Berlusconi. Oltre ad autorizzare la costruzione di un ascensore al Vittoriano di Piazza Venezia, da sovrintendente ai beni architettonici e paesaggio di Roma dell’allora Mibac, sei anni fa, indebolì il vincolo sul Velodromo minato e demolito in fretta. Con l’addio a un simbolo capitolino non si è evitata la diffusione delle pericolosissime polveri di amianto nel quartiere romano dell’Eur.

 

   IL DANNO AMBIENTALE e l’inquinamento hanno provocato un’inchiesta della Procura, il Comune di Roma si è costituto parte civile. Sempre in quegli anni, la Galloni fu scelta da Diego Anemone, l’imprenditore della Cricca, per progettare una ristrutturazione di un appartamento di Propanda Fide che fu ceduto in affitto a Luciano Marchetti, suo diretto superiore al ministero e poi coinvolto nell’inchiesta sugli appalti per il terremoto aquilano. Per le tanto ambite poltrone, Franceschini ha utilizzato il metro democristiano, ha cercato di accontentare destra e sinistra e poi ha eliminato le figure scomode. Come Anna Maria Buzzi, sorella di Salvatore, il braccio sinistro di Mafia Capitale.

PALAZZO COLLEGIO ROMANO SEDE DEL MINISTERO BENI CULTURALIPALAZZO COLLEGIO ROMANO SEDE DEL MINISTERO BENI CULTURALI

 

   Il fratello è stato beccato al telefono mentre si prodigava per aiutare la nipote in gara per un concorso pubblico.

 

   Nonostante il fatto non abbia conseguenze giudiziarie, Franceschini ha fermato la Buzzi che sembrava destinata a dirigere i Musei; poi è stato scelto Ugo Soragni. Fuori anche Carla Di Francesco, amica del ministro, che paga l’avviso di garanzia per abuso d’ufficio per degli incarichi affidati al compagno per il restauro di immobili di pregio dopo il terremoto in Emilia. Al vertice di Educazione e Ricerca, dunque, ci va Caterina Bon di Valsassina. Gino Famiglietti, vicino a Salvatore Settis, ex sovrintendente in Molise, si occuperà di Archeologia. Francesco Scoppola, figlio di Pietro, va al Paesaggio.

 

DOMENICO NICOSIA E SALVO NASTASI DOMENICO NICOSIA E SALVO NASTASI

   Non toccati dalla riforma, Nicola Borrelli (Cinema), Salvo Nastasi (Spettacolo) e Onofrio Cutaia (Turismo), possono possono restare tranquilli sino a scadenza di mandato. Meno il ministero, che sarà sotterrato dalle carte bollate.

 

 

 

Ultimi Dagoreport

stefano benigni marina berlusconi antonio tajani

LA “SFI-DUCETTA” ALLA LEGGE ELETTORALE HA APERTO IL VASO DI PANDORA: IN FORZA ITALIA SIAMO ALLA NOTTE DEI LUNGHI COLTELLI! SI VOCIFERA CHE IL SEGRETARIO, ANTONIO TAJANI E STEFANO BENIGNI PASSASSERO FRA I BANCHI A DIRE AI DEPUTATI COME VOTARE. MA HANNO FALLITO: IL LORO OBIETTIVO ERA INFATTI FAR PASSARE L’EMENDAMENTO SULLE PREFERENZE, IN PARTICOLARE IL SUPERAMENTO DELLA REGOLA DEL 60/40 (L’ALTERNANZA DI GENERE) - L’EX MONARCHICO VORREBBE LIBERARSI DEI PARLAMENTARI STORICAMENTE LEGATI A SILVIO BERLUSCONI, E OGGI A MARINA – IL SEGRETARIO È CONVINTO CHE LA “CAVALIERA” NON METTERÀ BOCCA SULLE LISTE PERCHE' SI SAREBBE GIÀ STANCATA DEL "GIOCATTOLO” FORZA ITALIA...

naike rivelli

DAGOREPORT – ORA SÌ CHE TI RICONOSCIAMO, NAIKE! LA RIVELLI DEDICA UN ALTRO VIDEO COATTO A DAGOSPIA E FINALMENTE TORNA LA BURINELLA CHE ABBIAMO SEMPRE AMATO – DALLE LEZIONI SULL’INGOIO DELLE BANANE ALLA FOTO CON LA TESTA NEL CESSO FINO ALLA “VULVA ART” E ALLA MEGA-HIT “DEFAILLANCE”, ABBIAMO SEMPRE ADORATO LA NAIKE FUORI CONTROLLO, TRA AVVENTURE LESBO, FOTO IGNUDA E APPELLI PRO-GNOCCA – CARISSIMA NAIKE, ABBIAMO UN CONSIGLIO: LASCIA PERDERE I DISSING, GLI SCONTRI VERBALI, LE POLEMICHE. NON SONO PER TE. NON AFFATICARE LE SINAPSI, LASCIALE LIBERE DI SINTONIZZARSI CON L’UNIVERSO. SPALANCA I CHAKRA, CHISSÀ CHE L’ENERGIA COSMICA NON ENTRI A FARE UN SALUTO. NON PRENDERTI TROPPO SUL SERIO. NOI NON L’ABBIAMO MAI FATTO...

giorgia meloni salvini tajani legge elettorale

DAGOREPORT – GIORGIA MELONI ERA CONVINTA DI AVER TROVATO UN ACCORDO CON SALVINI E TAJANI: PER AMMANSIRE I SUOI DUE ALLEATI, CONTRARISSIMI ALLE PREFERENZE, LI AVEVA ACCONTENTATI CON LE NOMINE DI STRISCIUGLIO A FERROVIE E STAZI ALLA CONSOB. OTTENUTO TUTTO QUESTO, NON SI METTERANNO MICA A ROMPERE I COJONI, PENSAVA LA DUCETTA. E INVECE… - IL GUAIO È CHE IL “FU TRUCE DEL PAPEETE” E L’EX MONARCHICO DI FERENTINO NON GOVERNANO PIÙ I LORO PARTITI, ORMAI SFARINATI – DENTRO FRATELLI D’ITALIA, MICA VA TANTO MEGLIO: QUANDO FRANCESCO LOLLOBRIGIDA PARLA DI “VIGLIACCHINI” CHE HANNO VOTATO NO, CE L’HA ANCHE CON I SUOI CAMERATI DI VIA DELLA SCROFA (IL PARTITO GRANITICO E COMPATTO DIETRO “IO SO’ GIORGIA’ NON ESISTE PIÙ

giorgia meloni roberto vannacci

DAGOREPORT- MENTRE LA RIFORMA ELETTORALE APPRODA IN PARLAMENTO, GIORGIA MELONI È TORMENTATA DA DUBBI E PERPLESSITÀ - ALL’EPOCA DELLA STESURA DEL NUOVO SISTEMA DI VOTO, NESSUNO DELLA FIAMMA MAGICA AVEVA PRESO IN SERIA CONSIDERAZIONE IL GENERALISSIMO VANNACCI E L'INARRESTABILE ASCESA DEL SUO PARTITO FUTURO NAZIONALE - E ADESSO SI CORRE IL FORTE RISCHIO CHE NESSUNA DELLE DUE CONTRAPPOSTE ALLEANZE RIESCA A INCAMERARE QUEL 42% CHE PORTEREBBE A UN PREMIO DI MAGGIORANZA DI 70 DEPUTATI E 35 SENATORI - UN BONUS TALMENTE ESAGERATO CHE LA CORTE COSTITUZIONALE NON AVREBBE IL MINIMO DUBBIO NEL BOCCIARLO - NON SOLO: A FINIRE SOTTO GLI ARTIGLI DELLA CORTE SPICCA ANCHE L’INDICAZIONE DEL CANDIDATO PREMIER NEL PROGRAMMA, UNA SORTA DI PREMIERATO IN VERSIONE DIETOR CHE VA A CONFLIGGERE CON LA COSTITUZIONE CHE VUOLE CHE SIA IL CAPO DELLO STATO A INDICARE IL PREMIER…

baroni universitari

DAGOREPORT - TRUFFE, FAVORI, ABUSI DI POTERE: MA COME SI FA A DIRE AI RAGAZZI DI STUDIARE E A CREDERE NELL’UNIVERSITÀ ITALIANA? - IL PRIMO ATENEO IN CLASSIFICA, IL POLITECNICO DI MILANO, TIENE PER TRENT’ANNI UN PROFESSORE PRECARIO A MILLE EURO CIRCA ALL’ANNO, MENO DI UN PAKISTANO CHE RACCOGLIE POMODORI! - CONTRO GLI ESITI, PILOTATI, DEI CONCORSI UNIVERSITARI, GIACCIONO CENTINAIA DI CAUSE DI RICORSO, POICHÉ L’ITALIA È L’UNICO PAESE DOVE PRIMA SI SCEGLIE IL CANDIDATO, POI SI RITAGLIA IL CONCORSO - IL CELEBRATO ERASMUS E' TANTO DIVERTENTE PER GLI STUDENTI (ANCHE PER ACCOPPIARSI) QUANTO INUTILISSIMO PER LO STUDIO: LO SANNO TUTTI CHE LO STUDENTE ERASMUS LO SI FA PASSARE PERCHÉ TANTO POI SE NE TORNA NELLA SUA UNIVERSITÀ - IN PARLAMENTO HANNO FATTO SALTARE L’ABILITAZIONE NAZIONALE (CHE FU INTRODOTTA DALLA GELMINI): I CONCORSI PER NUOVI DOCENTI SARANNO LOCALI, CIOE’ CONSEGNATI, COMPLETAMENTE, NELLE MANI DEI ‘’BARONI’’: TANTO LA MAGISTRATURA DORME (OPPURE LI ASSOLVE) - E PER FORTUNA CHE È IL GOVERNO DELLA MERITOCRAZIA, PRESIEDUTO DA UN “UNDERDOG”…

tommaso cerno lirio abbate sigfrido ranucci giuliano ferrara valter lavitola

DAGOREPORT - SE C'È UN FILO DI CONTINUITÀ NELLA STORIA DELL’ITALIETTA, UN ELEMENTO CHE RIMBALZA DA UN SECOLO ALL'ALTRO, È IL TRASFORMISMO - SE ALL’EPOCA SULLA VOLATILITÀ DI GIULIANO FERRARA SCESE UNA SORTA DI CONDANNA MORALE, OGGI SI VEDONO COSE CHE DIECI ANNI FA SI POTEVANO IMMAGINARE SOLO IN UN FANTAFUMETTO - L'"AMICIZIA FRATERNA" CHE LEGA L’EX GALEOTTO LAVITOLA CON IL GIORNALISTA DI PUNTA DELL’ANTI-POTERE, SIGFRIDO RANUCCI - L’EX DIRETTORE DELL’''ESPRESSO” LIRIO ABBATE CHE È IN ATTESA DI ASSUMERE LA VICE-DIREZIONE DEL ‘’GIORNALE’’, DOVE L’ATTENDE IL ‘’CERNO-BYL’’ DEL TRASFORMISMO: IL GAIO TOMMASINO, NEL BREVE GIRO DI UN LUSTRO, È STATO DIRETTORE DELL’’’ESPRESSO’’, VICEDIRETTORE DI ‘’REPUBBLICA’’, SENATORE PD SOTTO L’ALA DI RENZI, FINO A QUANDO, TRAFITTO DAL RAGGIO DI GIORGIA MELONI, E' PLANATO NELLA STAMPA DI DESTRA - TI BUTTI NELLA VITA DI MARIO ORFEO E SALTA FUORI DI TUTTO: DA CALTAGIRONE ALLA RAI, DA “REPUBBLICA” A LEONARDINO DEL VECCHIO…