negri christov

ALLA BIENNALE DI ISTANBUL L'ARTE ITALIANA LA SPIEGA TONI NEGRI - LA CURATRICE CHRISTOV-BAKARGIEV HA ESTESO L'INVITO A UN'OTTANTINA DI TEORICI, FILOSOFI, PENSATORI E INTELLETTUALI, TRA I QUALI BRILLA ANCHE L'EX TERRORISTA ROSSO

toni negritoni negri

Luca Beatrice per “il Giornale”

 

Se quella di Venezia rappresenta la storia e l'istituzione, la Biennale di Istanbul giunta alla sua 14ma edizione è senz'altro la più «cool and trendy» d' Europa. Il motivo è legato innanzitutto alla città: porta di confine tra Occidente e Oriente, una delle metropoli più popolose del vecchio continente che si sviluppa a vista d'occhio eppure mantiene un fortissimo legame con la storia e la tradizione. Tecnologia ovunque accoppiata a una bellezza da far perdere la testa.

 

Nata negli anni Ottanta, dopo un iniziale periodo «local», la Biennale ha visto passare a Istanbul i curatori più alla moda del momento, da Dan Cameron a Vasif Kortun, da Harald Szeeman a Massimiliano Gioni: strategia che l'ha portata a essere uno dei luoghi chiave del contemporaneo.

toni  190x130toni 190x130

 

Dura poco, appena due mesi, quest' anno dal 5 settembre al 1° novembre, e ogni direttore può scegliere se compattare la mostra in spazi limitati oppure - come nel 2015 - espanderla in tutta la città costringendo il visitatore a un vero e proprio tour de force per il quale ci vogliono tre giorni pieni di visita.

 

La nuova curatrice è Carolyn Christov-Bakargiev, e la scelta ha fatto discutere nella Turchia di Erdogan poiché per la seconda volta consecutiva al timone c' è una donna. Apolide, un po' italiana, un po' americana e bulgara, la Christov viene dalla direzione di Documenta 2012, la mostra forse più importante al mondo in cui diede un'ottima prova organizzativa e culturale.

negri  downloadnegri download

 

Pochi giorni dopo aver inaugurato Istanbul (i tre giorni di opening sono fissati tra il 2 e il 4 settembre) volerà a Torino per presentare alla stampa il suo nuovo prestigioso incarico: la direzione del moribondo Castello di Rivoli accorpato alla GAM, la galleria civica, strategia da tempo messa in pista da Comune e Regione Piemonte per risparmiare sui costi e provare a invertire la rotta rispetto a una preoccupante perdita di pubblico.

 

carolyn christov bakargiev 585988carolyn christov bakargiev 585988

La Carolyn ha un carattere difficile - Francesco Bonami ne ha sottolineato l'istinto dittatoriale e l'atteggiamento talebano, tanto per gradire - decide e fa di testa sua e tale propensione mal si concilia con i politici nostrani. Ma per questo c'è tempo, staremo a vedere.

bonino negri mg2bonino negri mg2

 

Basti rileggersi ciò che ha detto a una rivista francese, dichiarazione ripresa da Artribune : nessun elenco di artisti perché «Con me non esiste un elenco di artisti, non ci sarà mai un elenco di artisti. Chi mi conosce sa che io lavoro così. Non credo nel sistema della comunicazione, ho un' altra visione».

 

biennale istanbul downloadbiennale istanbul downloadnegri  gesnegri ges

A questo punto un buon cronista, che non si accontenta del linguaggio astruso di un comunicato stampa dove si elucubra sul titolo « Saltwater: A Theory Thought Forms », potrebbe anche passare oltre. Si capisce che ha messo in piedi una vera e propria task force di intellos capitanata da artisti importanti quali William Kentridge e Pierre Huyghe e dallo scrittore simbolo della Turchia contemporanea Oran Pamuk.

istanbulistanbul

 

Però le notizie filtrano lo stesso, e conoscendole comunque una certa propensione a considerare l'arte di casa nostra sia per questioni di famiglia che per formazione culturale, si è giunti a un sicuro elenco di presenze italiane capitanato dall'emergente e sponsorizzatissima Elena Mazzi, di cui non si sa bene che faccia e per questo prenderà il premio della Fondazione Sandretto. Segue uno sguardo alla storia, con il divisionista Pelizza da Volpedo insieme a Piero Manzoni e due indispensabili poveristi (Giovanni Anselmo e Michelangelo Pistoletto).

 

may23 istanbul img 280x280may23 istanbul img 280x280

Fin qui niente di nuovo né di notiziabile, ma l'Italian High School di Istanbul ha fatto uscire, tra la sorpresa e l'indignazione, anche il nome di Toni Negri. Possibile che l'ex fiancheggiatore brigatista e terrorista si sia messo a dipingere? Niente affatto. Carolyn Christov-Bakargiev ha esteso l'invito a teorici, filosofi, pensatori e intellettuali. Un'ottantina in tutto sparsi per la città dove non si vedrà soltanto, ma si ascolteranno conferenze e panel teorici.

negri toninegri toni

 

Ancora una volta quando si fa riferimento all'Italia il pensiero va agli anni di piombo, con l' propensione a schierarsi dalla parte dei carnefici, mai delle vittime. Un conformismo sinistro e nefasto, che rende persino sopportabile la lettura del Capitale di Karl Marx alla Biennale di Venezia ancora in corso, mentre a Istanbul l' Italia verrà rappresentata dunque da un cattivo maestro di cui avremmo volentieri fatto a meno.

 

toni negri gestoni negri ges

Se il Paese reale vuole dimenticare, gli intellettuali si sforzano di ricordare con il tipico atteggiamento snob di chi è stato sempre alla finestra e per questo si permette il lusso di giudicare. Di questo passo arriveremo, prima o poi, alla retrospettiva dei disegni di Renato Curcio o di Graziano Mesina, sempre che ne abbiano fatti.

img bakargiev 121642342702 x 325x433 cimg bakargiev 121642342702 x 325x433 c

Ultimi Dagoreport

stefano benigni marina berlusconi antonio tajani

LA “SFI-DUCETTA” ALLA LEGGE ELETTORALE HA APERTO IL VASO DI PANDORA: IN FORZA ITALIA SIAMO ALLA NOTTE DEI LUNGHI COLTELLI! SI VOCIFERA CHE IL SEGRETARIO, ANTONIO TAJANI E STEFANO BENIGNI PASSASSERO FRA I BANCHI A DIRE AI DEPUTATI COME VOTARE. MA HANNO FALLITO: IL LORO OBIETTIVO ERA INFATTI FAR PASSARE L’EMENDAMENTO SULLE PREFERENZE, IN PARTICOLARE IL SUPERAMENTO DELLA REGOLA DEL 60/40 (L’ALTERNANZA DI GENERE) - L’EX MONARCHICO VORREBBE LIBERARSI DEI PARLAMENTARI STORICAMENTE LEGATI A SILVIO BERLUSCONI, E OGGI A MARINA – IL SEGRETARIO È CONVINTO CHE LA “CAVALIERA” NON METTERÀ BOCCA SULLE LISTE PERCHE' SI SAREBBE GIÀ STANCATA DEL "GIOCATTOLO” FORZA ITALIA...

naike rivelli

DAGOREPORT – ORA SÌ CHE TI RICONOSCIAMO, NAIKE! LA RIVELLI DEDICA UN ALTRO VIDEO COATTO A DAGOSPIA E FINALMENTE TORNA LA BURINELLA CHE ABBIAMO SEMPRE AMATO – DALLE LEZIONI SULL’INGOIO DELLE BANANE ALLA FOTO CON LA TESTA NEL CESSO FINO ALLA “VULVA ART” E ALLA MEGA-HIT “DEFAILLANCE”, ABBIAMO SEMPRE ADORATO LA NAIKE FUORI CONTROLLO, TRA AVVENTURE LESBO, FOTO IGNUDA E APPELLI PRO-GNOCCA – CARISSIMA NAIKE, ABBIAMO UN CONSIGLIO: LASCIA PERDERE I DISSING, GLI SCONTRI VERBALI, LE POLEMICHE. NON SONO PER TE. NON AFFATICARE LE SINAPSI, LASCIALE LIBERE DI SINTONIZZARSI CON L’UNIVERSO. SPALANCA I CHAKRA, CHISSÀ CHE L’ENERGIA COSMICA NON ENTRI A FARE UN SALUTO. NON PRENDERTI TROPPO SUL SERIO. NOI NON L’ABBIAMO MAI FATTO...

giorgia meloni salvini tajani legge elettorale

DAGOREPORT – GIORGIA MELONI ERA CONVINTA DI AVER TROVATO UN ACCORDO CON SALVINI E TAJANI: PER AMMANSIRE I SUOI DUE ALLEATI, CONTRARISSIMI ALLE PREFERENZE, LI AVEVA ACCONTENTATI CON LE NOMINE DI STRISCIUGLIO A FERROVIE E STAZI ALLA CONSOB. OTTENUTO TUTTO QUESTO, NON SI METTERANNO MICA A ROMPERE I COJONI, PENSAVA LA DUCETTA. E INVECE… - IL GUAIO È CHE IL “FU TRUCE DEL PAPEETE” E L’EX MONARCHICO DI FERENTINO NON GOVERNANO PIÙ I LORO PARTITI, ORMAI SFARINATI – DENTRO FRATELLI D’ITALIA, MICA VA TANTO MEGLIO: QUANDO FRANCESCO LOLLOBRIGIDA PARLA DI “VIGLIACCHINI” CHE HANNO VOTATO NO, CE L’HA ANCHE CON I SUOI CAMERATI DI VIA DELLA SCROFA (IL PARTITO GRANITICO E COMPATTO DIETRO “IO SO’ GIORGIA’ NON ESISTE PIÙ

giorgia meloni roberto vannacci

DAGOREPORT- MENTRE LA RIFORMA ELETTORALE APPRODA IN PARLAMENTO, GIORGIA MELONI È TORMENTATA DA DUBBI E PERPLESSITÀ - ALL’EPOCA DELLA STESURA DEL NUOVO SISTEMA DI VOTO, NESSUNO DELLA FIAMMA MAGICA AVEVA PRESO IN SERIA CONSIDERAZIONE IL GENERALISSIMO VANNACCI E L'INARRESTABILE ASCESA DEL SUO PARTITO FUTURO NAZIONALE - E ADESSO SI CORRE IL FORTE RISCHIO CHE NESSUNA DELLE DUE CONTRAPPOSTE ALLEANZE RIESCA A INCAMERARE QUEL 42% CHE PORTEREBBE A UN PREMIO DI MAGGIORANZA DI 70 DEPUTATI E 35 SENATORI - UN BONUS TALMENTE ESAGERATO CHE LA CORTE COSTITUZIONALE NON AVREBBE IL MINIMO DUBBIO NEL BOCCIARLO - NON SOLO: A FINIRE SOTTO GLI ARTIGLI DELLA CORTE SPICCA ANCHE L’INDICAZIONE DEL CANDIDATO PREMIER NEL PROGRAMMA, UNA SORTA DI PREMIERATO IN VERSIONE DIETOR CHE VA A CONFLIGGERE CON LA COSTITUZIONE CHE VUOLE CHE SIA IL CAPO DELLO STATO A INDICARE IL PREMIER…

baroni universitari

DAGOREPORT - TRUFFE, FAVORI, ABUSI DI POTERE: MA COME SI FA A DIRE AI RAGAZZI DI STUDIARE E A CREDERE NELL’UNIVERSITÀ ITALIANA? - IL PRIMO ATENEO IN CLASSIFICA, IL POLITECNICO DI MILANO, TIENE PER TRENT’ANNI UN PROFESSORE PRECARIO A MILLE EURO CIRCA ALL’ANNO, MENO DI UN PAKISTANO CHE RACCOGLIE POMODORI! - CONTRO GLI ESITI, PILOTATI, DEI CONCORSI UNIVERSITARI, GIACCIONO CENTINAIA DI CAUSE DI RICORSO, POICHÉ L’ITALIA È L’UNICO PAESE DOVE PRIMA SI SCEGLIE IL CANDIDATO, POI SI RITAGLIA IL CONCORSO - IL CELEBRATO ERASMUS E' TANTO DIVERTENTE PER GLI STUDENTI (ANCHE PER ACCOPPIARSI) QUANTO INUTILISSIMO PER LO STUDIO: LO SANNO TUTTI CHE LO STUDENTE ERASMUS LO SI FA PASSARE PERCHÉ TANTO POI SE NE TORNA NELLA SUA UNIVERSITÀ - IN PARLAMENTO HANNO FATTO SALTARE L’ABILITAZIONE NAZIONALE (CHE FU INTRODOTTA DALLA GELMINI): I CONCORSI PER NUOVI DOCENTI SARANNO LOCALI, CIOE’ CONSEGNATI, COMPLETAMENTE, NELLE MANI DEI ‘’BARONI’’: TANTO LA MAGISTRATURA DORME (OPPURE LI ASSOLVE) - E PER FORTUNA CHE È IL GOVERNO DELLA MERITOCRAZIA, PRESIEDUTO DA UN “UNDERDOG”…

tommaso cerno lirio abbate sigfrido ranucci giuliano ferrara valter lavitola

DAGOREPORT - SE C'È UN FILO DI CONTINUITÀ NELLA STORIA DELL’ITALIETTA, UN ELEMENTO CHE RIMBALZA DA UN SECOLO ALL'ALTRO, È IL TRASFORMISMO - SE ALL’EPOCA SULLA VOLATILITÀ DI GIULIANO FERRARA SCESE UNA SORTA DI CONDANNA MORALE, OGGI SI VEDONO COSE CHE DIECI ANNI FA SI POTEVANO IMMAGINARE SOLO IN UN FANTAFUMETTO - L'"AMICIZIA FRATERNA" CHE LEGA L’EX GALEOTTO LAVITOLA CON IL GIORNALISTA DI PUNTA DELL’ANTI-POTERE, SIGFRIDO RANUCCI - L’EX DIRETTORE DELL’''ESPRESSO” LIRIO ABBATE CHE È IN ATTESA DI ASSUMERE LA VICE-DIREZIONE DEL ‘’GIORNALE’’, DOVE L’ATTENDE IL ‘’CERNO-BYL’’ DEL TRASFORMISMO: IL GAIO TOMMASINO, NEL BREVE GIRO DI UN LUSTRO, È STATO DIRETTORE DELL’’’ESPRESSO’’, VICEDIRETTORE DI ‘’REPUBBLICA’’, SENATORE PD SOTTO L’ALA DI RENZI, FINO A QUANDO, TRAFITTO DAL RAGGIO DI GIORGIA MELONI, E' PLANATO NELLA STAMPA DI DESTRA - TI BUTTI NELLA VITA DI MARIO ORFEO E SALTA FUORI DI TUTTO: DA CALTAGIRONE ALLA RAI, DA “REPUBBLICA” A LEONARDINO DEL VECCHIO…