prada

LE COPIE VESTONO PRADA – MIUCCIA APRE IL SUO NUOVO MUSEO A MILANO CON LE COPIE ROMANE DI ORIGINALI GRECI. BENE. PECCATO CHE I PEZZI BELLI DELL'ANTICHITÀ CLASSICA SONO IN QUESTI MESI AL BRITISH MUSEUM NELLA SUA MOSTRA "DEFINING BEAUTY". ALLA FONDAZIONE PRADA HA DATO GLI ''SCARTI'' DI MAGAZZINO

serial 2 333x500serial 2 333x500

1. DAGOREPORT

A furia di cacciare giornalisti, o di non farli scrivere, il Corriere scopre un Cazzullo in veste di critico d'arte che presenta il nuovo museo di her majesty Miuccia Prada, la grande investitrice pubblicitaria. E così i due discettano di Benjamin e di discoboli, pensando che siano come modelli in mutande o come segretari del Pd. Ma se nel Pd un segretario vale l'altro, l'arte e la filosofia sono un'altra cosa.  

 

img miuccia prada 01 181958509533img miuccia prada 01 181958509533

"La riproducibilità delle opere d'arte non inizia con Benjamin" ci spiegano i due; peccato che questa sia, appunto, proprio la tesi di Benjamin. Il quale inizia la sua opera del '36 proprio spiegando che "la riproducibilità dell'arte è sempre esistita", prima che ce lo dicessero Prada, Cazzullo e il curatore della prima mostra per il nuovo museo Prada di Milano, che è Salvatore Settis (ma è lo stesso Settis che tuona contro i privati che investono nei beni culturali? Quindi se Prada restaura Ca Corner della Regina a Venezia va bene o non va bene, caro Settis?).

fondazioneprada serial classic archivefondazioneprada serial classic archive

 

Poi la coppia d'arte Cazzullo-Prada ci spiega che per l'inaugurazione del nuovo museo milanese di Prada arriveranno i grandi pezzi dell'antichità, ovvero le copie romane di originali greci. Bene. Tra i quali cinque discoboli e vari pezzi antichi prestati dal British. Sì ma i discoboli non sono intercambiabili come le parlamentari renziane: c`è discobolo e discobolo; quello di Castelporziano non è certo come il discobolo Lancellotti copia da Mirone o come il discobolo Tonwley!

 

fondazioneprada serial classic 3x514fondazioneprada serial classic 3x514

Infatti, i pezzi belli dell'antichità classica sono in questi mesi al British Museum che, però, li sta esponendo nella sua mostra "Defining Beauty". Alla Fondazione Prada ha dato quel che restava in magazzino, che è sempre buona roba, ma non il top. Il discobolo giusto è al British, con la Venere al bagno prestata da Her Majesty la Regina Elisabetta e con il Torso del Belvedere prestato dai musei Vaticani. Non tutti i torsi e i discoboli sono copie ben riuscite così come non tutti i segretari del Pd sono copie ben riuscite di Togliatti. Aridetci i musei capitolini!

 

 

 

2. IL MONDO GUARDA PRADA (E VICEVERSA): «ESSERE SOLO ITALIANI NON BASTA PIÙ»

fondazioneprada serial classic 1 540fondazioneprada serial classic 1 540

Aldo Cazzullo per “La Lettura - il Corriere della Sera”

 

La Fondazione Prada, a pochi giorni dall’inaugurazione, è ancora un cantiere. La vecchia distilleria ripensata dall’architetto olandese Rem Koolhaas si prepara a diventare un museo, uno spazio per mostre, una sala cinema, un bar anni Cinquanta disegnato dal regista americano Wes Anderson. Dalla torre, cui si lavorerà ancora per mesi, ci si affaccia su un panorama sironiano di ciminiere, con la centrale elettrica dipinta da Boccioni, sullo sfondo del Duomo e dei nuovi grattacieli.

 

fondazione prada nuova sedefondazione prada nuova sede

Nella Haunted House , la «Casa degli spiriti», andranno la Cell , la cella di Louise Bourgeois, e le installazioni permanenti di Robert Gober. Ma l’unico pezzo già esposto è uno studiolo intarsiato del Quattrocento. Dice Miuccia Prada che «è una metafora del pensiero. Ed è un omaggio al talento italiano per l’arte, l’artigianato, la tecnica, l’abilità». 
 

Eppure, signora Prada, pare quasi che noi si pensi che essere italiani sia una sfortuna. All’estero sono convinti del contrario. Non trova? 
«Io sono filo-italiana. Ed è vero che all’estero hanno una percezione dell’Italia migliore di quella che abbiamo noi. Ma non mi faccia teorizzare. La mia dimensione è fare. L’orgoglio nazionale è necessario come premessa al fare. Fare anche cose un po’ diverse. Come la mostra di arte antica curata da Salvatore Settis per l’inaugurazione». 

Perché sull’arte antica? 
«Perché l’arte contemporanea guarda molto all’arte classica. E anche per un gesto politico. Settis dimostra che l’originale assoluto non esiste, e la riproducibilità tecnica delle opere d’arte non inizia con Benjamin e con la modernità. Ai tempi dei romani, tutti i ricchi e tutte le città volevano le stesse cose, per valorizzare il patrimonio culturale comune, per rafforzare concetti rilevanti per la comunità.

fondazione prada nuova sede 2fondazione prada nuova sede 2

 

La mostra si chiama Serial Classic perché raccoglie copie dell’antichità. Ci sono pezzi importanti da grandi musei, il Louvre, il British e dal Museo nazionale di Teheran. All’ingresso ci sono cinque discoboli. È sempre più difficile: i musei non vogliono più prestare opere. E a Venezia, a Ca’ Corner della Regina, Settis ha raccolto le copie in miniatura — testine, soprammobili per gli studioli —, dall’antichità fino al Rinascimento». 
 

fondazione prada nuova sede 1fondazione prada nuova sede 1

Cosa succederà nella nuova Fondazione? 
«Abbiamo voluto spazi diversi, piccoli e grandi, flessibili, per sperimentare. Sarà un gran divertimento. L’arte è lo strumento che abbiamo per esprimere le nostre idee, ma ne useremo anche altri. La Fondazione ha allargato le possibilità al cinema, ai dibattiti, a qualunque altro campo. Per l’inaugurazione Roman Polanski ha girato per noi un documentario di 24 minuti sulle sue fonti di ispirazione e sulle sue ossessioni, le scene alle quali si è ispirato e quelle che avrebbe potuto copiare.

miuccia prada and patrizio bertellimiuccia prada and patrizio bertelli

 

Con Alejandro Iñárritu realizzeremo il suo progetto di un film sui messicani che passano clandestinamente la frontiera con gli Usa, tutto in realtà virtuale. La cultura deve essere attrattiva. Non uno sfoggio, un orpello. Per me è così: mi appassiono alle cose che mi riguardano da vicino. E la cultura è profondamente, intimamente necessaria alla tua crescita. Ti aiuta a vivere, a capire il mondo». 
 

5829 800w5829 800w

Chi guiderà la Fondazione? 
«Ci sarà una struttura aperta composta dal team curatoriale interno, dal sovrintendente Germano Celant e da un comitato di pensiero formato da curatori, architetti e teorici pensatori destinato a cambiare formazione nel corso del tempo, che contribuirà a elaborare i progetti» . 
 

Come trova Milano? 
«Spero molto nell’Expo. All’inizio ero un po’ negativa. Ora spero che faccia bene alla città». 
 

fondazione prada fondazione prada

Perché negativa? 
«Perché queste manifestazioni “generaliste” mi sembravano un po’ inutili. Mi pareva ci fossero cose più urgenti per cui spendere tutti quei soldi. Ma il tema della nutrizione è importante. E ci sono tante persone mobilitate. Quale piega prenderà l’Expo, non lo so». 
 

Intanto sembra proprio che in Italia non si possa fare una grande opera senza rubare. 
«Ho appena finito un libro del 1973, Guida ai piaceri e misteri di Palermo , di Pietro Zullino. C’è tutto. Il malaffare, l’illegalità, la criminalità sono la grande questione italiana. Non accade solo da noi; ma da noi è un po’ peggio». 
 

fondazione prada milanofondazione prada milano

Lei rivendica l’orgoglio italiano. Perché allora avete voluto quotare Prada alla Borsa di Hong Kong? 
«Perché se sei solo italiano sei tagliato fuori dal mondo. Se non sei internazionale, non esisti». 
 

Cinque giorni dopo l’Expo c’è l’anteprima della Biennale. Venezia non rischia di diventare una città-vetrina, un gigantesco showroom? 
«È vero. Ma almeno esiste. Noi italiani che ci siamo formati a sinistra dobbiamo accettare di mettere in discussione le nostre idee, anche quando sono giuste. Il dialogo ti fa crescere, ti obbliga al confronto, ti àncora alla realtà, più o meno piacevole, più o meno volgare. L’isolamento è sbagliato. Del vecchio Pci si diceva fosse “egemone”, perché le sue idee piacevano anche agli altri.

fondazione prada milanofondazione prada milano

 

Il Sessantotto degli hippy e dell’amore libero era attraente, e i giovani vi aderivano. Oggi per certa intellighenzia tutto è orribile. Ma criticare non è sufficiente. Se io faccio oggetti bellissimi ma troppo sofisticati, non li vuole nessuno. Parlando di Venezia, è importante che il turismo ci sia. È bieco consumismo? Allora costruiamo un’alternativa, che sia credibile però. Cerchiamo di proporre progetti interessanti» . 
 

fondazione prada milano  fondazione prada milano

Come giudica l’operazione di Pinault, accusato di aver «privatizzato» di fatto la Punta della Dogana per esporre la sua collezione?
«Penso che Pinault ami sinceramente l’arte. E non penso che si possa criticare un privato che investe nell’arte. Semmai lo Stato, il pubblico, deve investire a sua volta. Per fortuna che Pinault c’è, ed espone a Venezia e non solo a Parigi, Londra, New York». 

Lei come conciliava la militanza nel Pci e l’amore libero del Sessantotto? 
«Ero nel movimento femminile, ma rispetto alle femministe scelsi l’Udi, l’Unione donne italiane, vicina al Pci. Forse avevo un’anima più ordinata: meno ribelle, più pragmatica. Le femministe sostenevano la libertà assoluta. Il Pci si occupava degli asili nido, dei consultori». 
 

patrizio bertelli e miuccia prada (2)patrizio bertelli e miuccia prada (2)

Ha messo anche lei le gonne a fiori? 
«Sì, ma firmate. Non ho mai negato me stessa e le mie idee, mi sono sempre presentata come quella che sono, a costo di sentirmi molto a disagio». 
 

È vero che andava ai cortei vestita Yves Saint-Laurent? 
«Sì, ma con gli zoccoli». 
 

Lei ha smentito di aver conosciuto suo marito Patrizio Bertelli in tribunale, dopo averlo accusato di copiare le sue borse. Sul vostro incontro circola un’altra versione: un litigio in una fiera. 
«Questa seconda versione si avvicina di più alla realtà. Ci siamo conosciuti in una fiera, e abbiamo deciso di lavorare insieme. Poi è arrivato l’amore». 
 

roman polanski miuccia prada francesco vezzoli DSC roman polanski miuccia prada francesco vezzoli DSC

Ma lui la copiava, sì o no? 
«Diciamo che aveva attitudini simili alle mie». 
 

Anche sulla Fondazione la pensate allo stesso modo? 
«Sì. L’abbiamo creata nel 1993. Abbiamo cominciato a studiare, a conoscere gli artisti. Lui è toscano, ha la passione del Rinascimento, un senso più classico dell’estetica, un’idea della bellezza più tradizionale». 

PRADA-VEZZOLIPRADA-VEZZOLI


Tra gli artisti italiani chi vi piace? 
«Abbiamo fatto un percorso con Vezzoli. Cattelan è un grande artista. Rosa Barba è interessante». 
 

Bertelli, come lei chiama suo marito, apprezza molto Renzi. E lei? 
«Io non voglio dare giudizi politici. Tutti speriamo che Renzi riesca, anche perché sembrano non esserci alternative. La mia posizione di stilista “ricca” è la peggiore per fare politica. Partecipo alla vita pubblica con la Fondazione». 
 

miuccia prada con koolhaasmiuccia prada con koolhaas

Ma ha sempre detto che l’impegno politico la interessava. 
«È vero, ma deve essere a tempo pieno. Non temo i compromessi, che poi sono l’essenza della democrazia. Temo il fango, la calunnia, le macchine elettorali. Vedremo cosa accadrà ora a Hillary Clinton. È un lavoro difficilissimo. E quando me la sentirò di farlo forse sarà troppo tardi». 
 

«Il diavolo veste Prada»: quanto vi è servito quel film? 
«Niente. Serve il duro lavoro. Non ci hanno neppure chiesto il permesso di usare il nostro marchio. Quando l’ho saputo ero terrorizzata: il libro era orrendo. Il film invece è divertente. Ora fanno pure il sequel…». 

CINDY SHERMAN FRANCESCO VEZZOLI MIUCCIA PRADA E PATRIZIO BERTELLI - copyright PizziCINDY SHERMAN FRANCESCO VEZZOLI MIUCCIA PRADA E PATRIZIO BERTELLI - copyright Pizzi

 

Ultimi Dagoreport

stefano benigni marina berlusconi antonio tajani

LA “SFI-DUCETTA” ALLA LEGGE ELETTORALE HA APERTO IL VASO DI PANDORA: IN FORZA ITALIA SIAMO ALLA NOTTE DEI LUNGHI COLTELLI! SI VOCIFERA CHE IL SEGRETARIO, ANTONIO TAJANI E STEFANO BENIGNI PASSASSERO FRA I BANCHI A DIRE AI DEPUTATI COME VOTARE. MA HANNO FALLITO: IL LORO OBIETTIVO ERA INFATTI FAR PASSARE L’EMENDAMENTO SULLE PREFERENZE, IN PARTICOLARE IL SUPERAMENTO DELLA REGOLA DEL 60/40 (L’ALTERNANZA DI GENERE) - L’EX MONARCHICO VORREBBE LIBERARSI DEI PARLAMENTARI STORICAMENTE LEGATI A SILVIO BERLUSCONI, E OGGI A MARINA – IL SEGRETARIO È CONVINTO CHE LA “CAVALIERA” NON METTERÀ BOCCA SULLE LISTE PERCHE' SI SAREBBE GIÀ STANCATA DEL "GIOCATTOLO” FORZA ITALIA...

naike rivelli

DAGOREPORT – ORA SÌ CHE TI RICONOSCIAMO, NAIKE! LA RIVELLI DEDICA UN ALTRO VIDEO COATTO A DAGOSPIA E FINALMENTE TORNA LA BURINELLA CHE ABBIAMO SEMPRE AMATO – DALLE LEZIONI SULL’INGOIO DELLE BANANE ALLA FOTO CON LA TESTA NEL CESSO FINO ALLA “VULVA ART” E ALLA MEGA-HIT “DEFAILLANCE”, ABBIAMO SEMPRE ADORATO LA NAIKE FUORI CONTROLLO, TRA AVVENTURE LESBO, FOTO IGNUDA E APPELLI PRO-GNOCCA – CARISSIMA NAIKE, ABBIAMO UN CONSIGLIO: LASCIA PERDERE I DISSING, GLI SCONTRI VERBALI, LE POLEMICHE. NON SONO PER TE. NON AFFATICARE LE SINAPSI, LASCIALE LIBERE DI SINTONIZZARSI CON L’UNIVERSO. SPALANCA I CHAKRA, CHISSÀ CHE L’ENERGIA COSMICA NON ENTRI A FARE UN SALUTO. NON PRENDERTI TROPPO SUL SERIO. NOI NON L’ABBIAMO MAI FATTO...

giorgia meloni salvini tajani legge elettorale

DAGOREPORT – GIORGIA MELONI ERA CONVINTA DI AVER TROVATO UN ACCORDO CON SALVINI E TAJANI: PER AMMANSIRE I SUOI DUE ALLEATI, CONTRARISSIMI ALLE PREFERENZE, LI AVEVA ACCONTENTATI CON LE NOMINE DI STRISCIUGLIO A FERROVIE E STAZI ALLA CONSOB. OTTENUTO TUTTO QUESTO, NON SI METTERANNO MICA A ROMPERE I COJONI, PENSAVA LA DUCETTA. E INVECE… - IL GUAIO È CHE IL “FU TRUCE DEL PAPEETE” E L’EX MONARCHICO DI FERENTINO NON GOVERNANO PIÙ I LORO PARTITI, ORMAI SFARINATI – DENTRO FRATELLI D’ITALIA, MICA VA TANTO MEGLIO: QUANDO FRANCESCO LOLLOBRIGIDA PARLA DI “VIGLIACCHINI” CHE HANNO VOTATO NO, CE L’HA ANCHE CON I SUOI CAMERATI DI VIA DELLA SCROFA (IL PARTITO GRANITICO E COMPATTO DIETRO “IO SO’ GIORGIA’ NON ESISTE PIÙ

giorgia meloni roberto vannacci

DAGOREPORT- MENTRE LA RIFORMA ELETTORALE APPRODA IN PARLAMENTO, GIORGIA MELONI È TORMENTATA DA DUBBI E PERPLESSITÀ - ALL’EPOCA DELLA STESURA DEL NUOVO SISTEMA DI VOTO, NESSUNO DELLA FIAMMA MAGICA AVEVA PRESO IN SERIA CONSIDERAZIONE IL GENERALISSIMO VANNACCI E L'INARRESTABILE ASCESA DEL SUO PARTITO FUTURO NAZIONALE - E ADESSO SI CORRE IL FORTE RISCHIO CHE NESSUNA DELLE DUE CONTRAPPOSTE ALLEANZE RIESCA A INCAMERARE QUEL 42% CHE PORTEREBBE A UN PREMIO DI MAGGIORANZA DI 70 DEPUTATI E 35 SENATORI - UN BONUS TALMENTE ESAGERATO CHE LA CORTE COSTITUZIONALE NON AVREBBE IL MINIMO DUBBIO NEL BOCCIARLO - NON SOLO: A FINIRE SOTTO GLI ARTIGLI DELLA CORTE SPICCA ANCHE L’INDICAZIONE DEL CANDIDATO PREMIER NEL PROGRAMMA, UNA SORTA DI PREMIERATO IN VERSIONE DIETOR CHE VA A CONFLIGGERE CON LA COSTITUZIONE CHE VUOLE CHE SIA IL CAPO DELLO STATO A INDICARE IL PREMIER…

baroni universitari

DAGOREPORT - TRUFFE, FAVORI, ABUSI DI POTERE: MA COME SI FA A DIRE AI RAGAZZI DI STUDIARE E A CREDERE NELL’UNIVERSITÀ ITALIANA? - IL PRIMO ATENEO IN CLASSIFICA, IL POLITECNICO DI MILANO, TIENE PER TRENT’ANNI UN PROFESSORE PRECARIO A MILLE EURO CIRCA ALL’ANNO, MENO DI UN PAKISTANO CHE RACCOGLIE POMODORI! - CONTRO GLI ESITI, PILOTATI, DEI CONCORSI UNIVERSITARI, GIACCIONO CENTINAIA DI CAUSE DI RICORSO, POICHÉ L’ITALIA È L’UNICO PAESE DOVE PRIMA SI SCEGLIE IL CANDIDATO, POI SI RITAGLIA IL CONCORSO - IL CELEBRATO ERASMUS E' TANTO DIVERTENTE PER GLI STUDENTI (ANCHE PER ACCOPPIARSI) QUANTO INUTILISSIMO PER LO STUDIO: LO SANNO TUTTI CHE LO STUDENTE ERASMUS LO SI FA PASSARE PERCHÉ TANTO POI SE NE TORNA NELLA SUA UNIVERSITÀ - IN PARLAMENTO HANNO FATTO SALTARE L’ABILITAZIONE NAZIONALE (CHE FU INTRODOTTA DALLA GELMINI): I CONCORSI PER NUOVI DOCENTI SARANNO LOCALI, CIOE’ CONSEGNATI, COMPLETAMENTE, NELLE MANI DEI ‘’BARONI’’: TANTO LA MAGISTRATURA DORME (OPPURE LI ASSOLVE) - E PER FORTUNA CHE È IL GOVERNO DELLA MERITOCRAZIA, PRESIEDUTO DA UN “UNDERDOG”…

tommaso cerno lirio abbate sigfrido ranucci giuliano ferrara valter lavitola

DAGOREPORT - SE C'È UN FILO DI CONTINUITÀ NELLA STORIA DELL’ITALIETTA, UN ELEMENTO CHE RIMBALZA DA UN SECOLO ALL'ALTRO, È IL TRASFORMISMO - SE ALL’EPOCA SULLA VOLATILITÀ DI GIULIANO FERRARA SCESE UNA SORTA DI CONDANNA MORALE, OGGI SI VEDONO COSE CHE DIECI ANNI FA SI POTEVANO IMMAGINARE SOLO IN UN FANTAFUMETTO - L'"AMICIZIA FRATERNA" CHE LEGA L’EX GALEOTTO LAVITOLA CON IL GIORNALISTA DI PUNTA DELL’ANTI-POTERE, SIGFRIDO RANUCCI - L’EX DIRETTORE DELL’''ESPRESSO” LIRIO ABBATE CHE È IN ATTESA DI ASSUMERE LA VICE-DIREZIONE DEL ‘’GIORNALE’’, DOVE L’ATTENDE IL ‘’CERNO-BYL’’ DEL TRASFORMISMO: IL GAIO TOMMASINO, NEL BREVE GIRO DI UN LUSTRO, È STATO DIRETTORE DELL’’’ESPRESSO’’, VICEDIRETTORE DI ‘’REPUBBLICA’’, SENATORE PD SOTTO L’ALA DI RENZI, FINO A QUANDO, TRAFITTO DAL RAGGIO DI GIORGIA MELONI, E' PLANATO NELLA STAMPA DI DESTRA - TI BUTTI NELLA VITA DI MARIO ORFEO E SALTA FUORI DI TUTTO: DA CALTAGIRONE ALLA RAI, DA “REPUBBLICA” A LEONARDINO DEL VECCHIO…