massimiliano gioni

‘’LA GRANDE MADRE” DI GIONI - LA MOSTRA PER L’EXPO 2015 “ANALIZZERÀ IL POTERE DELLA DONNA COME POTENZA GENERATRICE” – ‘’UN’OTTANTINA DI ARTISTI, DALL’INIZIO DEL XX SECOLO AI CONTEMPORANEI’’ – ‘’IN ITALIA, LE INGERENZE NELLA CULTURA SONO TROPPE: DEGLI SPONSOR COME DELLA POLITICA’’

Biennale Venezia Massimiliano Gioni Biennale Venezia Massimiliano Gioni

Dario Pappalardo per La Repubblica

 

«Il problema nella gestione dei musei è quello della divisione dei ruoli. In America è molto chiara: un donatore non interferisce mai nella programmazione scientifica. In Italia, le ingerenze nella cultura sono troppe: degli sponsor come della politica». Viaggiando verso Memphis e la casa di Elvis, un anno dopo la sua Biennale, Massimiliano Gioni racconta del modello americano dei musei, del conflitto pubblico-privato e anticipa la grande mostra che sta preparando con la Fondazione Trussardi in vista di Expo 2015.

 

Biennale Venezia Massimiliano Gioni Biennale Venezia Massimiliano Gioni

La grande Madre sarà un allestimento di 2000 metri quadri, al piano nobile del Palazzo Reale di Milano. Il progetto verrà annunciato ufficialmente entro una decina di giorni e aprirà tra nove mesi, il tempo di una gravidanza, appunto.

 

Gioni, conferma questo titolo?

«Sì. La Grande Madre racconterà l’iconografia e la rappresentazione della maternità. Ma sarà soprattutto una mostra sul potere della donna come potenza generatrice. In un Expo che parla di nutrizione volevamo partire dal principio: si analizzerà l’iconografia e la rappresentazione della maternità nell’arte del Novecento, fino a oggi».

Biennale Venezia Massimiliano Gioni Biennale Venezia Massimiliano Gioni

 

Farà concorrenza alla Biennale?

«Non sarà ciclopica come la Biennale, non voglio creare false aspettative. Ma in qualche modo segnerà una linea di continuità con l’esperienza che ho fatto a Venezia: si tratta di una mostra enciclopedico-pedagogica di carattere storico. Ci saranno un’ottantina di artisti, dall’inizio del XX secolo ai contemporanei. Si inaugurerà nel secondo trimestre di Expo: resterà aperta dalla fine di agosto a metà novembre».

 

Biennale Venezia Massimiliano Gioni Biennale Venezia Massimiliano Gioni

In Italia si dibatte ancora sul rapporto tra pubblico e privato nella gestione dei musei. Si stenta a trovare un giusto equilibrio. Il caso della successione alla direzione del Mart di Rovereto ne è un esempio. Qual è la sua opinione?

«Sono restio a parlare di politiche dei beni culturali: quando bisogna affrontare il tema, significa che qualcosa non va. Il fatto che io non lavori in un museo pubblico italiano vuol dire o che ho avuto paura che non ne sarei uscito vivo, o che ho trovato un migliore equilibrio altrove ».

Biennale Venezia Massimiliano Gioni Biennale Venezia Massimiliano Gioni

 

Altrove significa in America: dal dicembre 2007, lei è direttore artistico del New Museum di New York...

«In America i musei, come il mio, sono di fatto privati, ma in realtà non importa da dove vengano i soldi. I musei sono “pubblici” nella loro missione: hanno lo scopo di catturare l’interesse generale e garantire la propria credibilità. Conquistata questa, ricevono sgravi fiscali, pagano meno tasse e quindi, in qualche modo, sono pubblici».

 

C’è un modello americano che si potrebbe esportare in Italia?

Paolo Baratta e Massimiliano Gioni la Biennale di Venezia Paolo Baratta e Massimiliano Gioni la Biennale di Venezia

«Negli Stati Uniti, storicamente, più soggetti privati si uniscono per creare musei: il Whitney e il Guggenheim sono nati così. E i donatori hanno affidato la gestione e la cura delle istituzioni a dei professionisti. I ruoli sono sempre stati molto ben definiti. Al New Museum io dipendo da un direttore esecutivo, che non è un manager, però: proviene da esperienze curatoriali. Questo è a sua volta soggetto a un board di donatori che non decide assolutamente nulla sulla programmazione scientifica. Il direttore esecutivo lavora perché il museo raggiunga un determinato successo: il giusto equilibrio tra il riconoscimento della comunità scientifica e l’affluenza di pubblico. I biglietti staccati non sono il solo parametro per valutare il successo ».

MASSIMILIANO GIONI MASSIMILIANO GIONI

 

In Italia, invece?

«Pubblico e privato non parlano la stessa lingua. Da un lato c’è una macchina statale burocratica, lenta, grigia. Dall’altra ci sono investitori che vedono il settore pubblico come un territorio da conquistare. Entrambe le parti dovrebbero riconoscere i propri limiti e le zone di non interferenza. Il pubblico deve accettare l’importanza del privato. E il privato deve capire che, se contribuisce al miglioramento di un’istituzione, non ne diventa però il padrone. Negli Stati Uniti i donatori si “accontentano” di riconoscimenti “immateriali”. C’è l’orgoglio di rendere un museo e una città un posto migliore. In Italia, mi pare siamo ancora lontani da questo. E poi c’è il problema della politica...».

 

Cioè?

LA BIENNALE DI VENEZIA BY GIONI LA BIENNALE DI VENEZIA BY GIONI

«Anche qui, altre interferenze. La continuità dei direttori dei musei è messa a rischio. Spazi d’arte contemporanea che erano fiori all’occhiello del Paese mentre io mi formavo, hanno perso smalto, non sono più “aggressivi”. Penso a Rivoli, al Macro di Roma che non ha un direttore. A New York, ho un contratto di cinque anni. Nel mentre, possono rinnovarmelo o licenziarmi, indipendentemente dalla maggioranza politica ».

 

Ci sono esempi virtuosi italiani?

matrimonio michelle hunziker   beatrice trussardi matrimonio michelle hunziker beatrice trussardi

«Spero che la collaborazione con il Comune di Milano per la mostra di Palazzo Reale possa diventarlo: con l’assessore Filippo Del Corno c’è un buon dialogo. Ma oggi le maggiori novità in questo settore arrivano dalla moda, che ha intercettato la velocità di comunicazione del contemporaneo. Fondazioni come Trussardi, Sandretto, Prada hanno portato avanti una ricerca che ha una missione “pubblica” nell’offerta. L’unica critica che si può muovere è che le fondazioni legate alla moda prediligono visibilità e mostre che facciano parlare. Ma mi sembra il male minore».

 

La Fondazione Trussardi da dodici anni è una costante nella sua vita...

«La considero un’istituzione “pubblica” nell’accezione americana: utilizza e valorizza spazi pubblici e propone ogni anno mostre gratuite. Quando è nata, con Beatrice Trussardi, volevamo dimostrare che un museo esiste con le idee: non servono le cattedrali nel deserto costruite dalle archistar».

 

Cosa si aspetta dalla Biennale d’arte di Okwui Enwezor?

«La scelta del presidente Paolo Baratta è stata geniale: a una Biennale intimista, come è stata la mia, seguirà una mostra progettata dal curatore più interessato all’arte come fenomeno politico. Dalle ossessioni private alla res publica ampia. Enwezor si è sincronizzato sui movimenti sociali di più parti del mondo, ha una visione geografica allargatissima ».

 

okwui enwezorl x okwui enwezorl x

Durante la Biennale, si leggerà Marx. Lei ha letto Il Capitale?

«Solo alcune parti».

 

Cosa si fa quando a 41 anni si è già guidata la Biennale di Venezia?

«Non lo so. Il problema della Biennale è non lasciare che ti dia alla testa. Harald Szeemann, dopo la mastodontica Documenta del 1972, allestì una piccolissima mostra nel suo appartamento dedicata al nonno parrucchiere. Nel mio caso, avere il lavoro alla Fondazione Trussardi e al New Museum mi garantisce la continuità di un progetto. Dopo aver preparato il banchetto della regina, torno a fare da mangiare per trenta persone ».

Ultimi Dagoreport

venezia elezioni sindaco simone venturini andrea martella elly schlein

DAGOREPORT - LA TRAGEDIA VENEZIANA È L’ENNESIMA CONFERMA DELL'INADEGUATEZZA (PIETOSO EUFEMISMO) DI ELLY SCHLEIN A GOVERNARE LA POLITICA – LA MINCHIATA, LA PIU' MADORNALE, E' STATA LA SCELTA DEL CANDIDATO ANDREA MARTELLA: A VENEZIA SI DIVIDONO TRA CHI NON LO CONOSCE E CHI NON L’HA MAI VISTO; IN QUANTO SENATORE, STA INFATTI PIÙ A ROMA CHE A MESTRE E DINTORNI – AL RESIDUATO BELLICO DEGLI APPARATI DEL NAZARENO, IL CENTRODESTRA HA OPPOSTO SIMONE VENTURINI: UN ASSESSORE, BRACCIO DESTRO DI BRUGNARO, CHE I VENEZIANI DEI CETI MEDI E BASSI, COSÌ COME LA PARTE PRODUTTIVA, CONOSCONO, E BENE - I CASI VENEZI E BIENNALE NON HANNO SPOSTATO VOTI: SE LA “BACCHETTA NERA” FA GIRARE LE GONDOLE AI 50MILA ABITANTI DI VENEZIA, I RESTANTI 150MILA ELETTORI SONO TRA MARGHERA, MESTRE E FAVERO, NON PROPRIO GENTE CHE VA ALLA FENICE - MENTRE DELLA RUSSIFICAZIONE DEL PADIGLIONE DELLA BIENNALE DA PARTE DI BUTTAFUOCO, AL DI LÀ DELLE ÈLITES, GLI ELETTORI SE NE FOTTONO, AVENDO PROBABILMENTE ALTRI PROBLEMI DA FAR QUADRARE NELLA LORO VITA QUOTIDIANA...

giorgia meloni sergio mattarella

FLASH - GIORGIA MELONI VORREBBE ANTICIPARE AD APRILE IL VOTO PER LE POLITICHE 2027 SGANCIANDOLO DALLE ELEZIONI AMMINISTRATIVE (SI VOTERA' ANCHE PER I SINDACI DI ROMA, MILANO, TORINO, NAPOLI E BOLOGNA): NON VUOLE CHE UN'EVENTUALE ONDA DI CONSENSO PER IL CENTROSINISTRA ALLE COMUNALI NON RICADA ANCHE SULLE POLITICHE - IL QUIRINALE PERO' NON LA PENSA ALLO STESSO MODO: ELEZIONI POLITICHE ANTICIPATE AD APRILE 2027 SOLO SE IN "ELECTION DAY" CON LE AMMINISTRATIVE ALTRIMENTI SI VOTA A OTTOBRE, DOPO LA NATURALE CONCLUSIONE DELLA LEGISLATURA...

silvio berlusconi marina berlusconi letizia moratti

DAGOREPORT - AIUTO! ARIECCO "MESTIZIA" MORATTI, LA LADY MACBETH A MISURA DUOMO, SEMPRE TALMENTE PIENA DI SÉ CHE POTREBBE DIGIUNARE PER TRE MESI - DALL’ALTO DI UNA FORZA PATRIMONIALE BILLIONAIRE, LA 77ENNE VEDOVA DEL PETROLIERE MORATTI È POSSEDUTA DALL’AMBIZIONE, LA PIÙ INDICIBILE: DALLA PRESIDENZA DI FORZA ITALIA ALLA PRESIDENZA DEL QUIRINALE, NON C’È OSTACOLO ALLA SUA BRAMA DI POTERE. E VISTO CHE I DEL DEBBIO E I PORRO SE NE FOTTONO DI INVITARE LA MUMMIA SOTTO DUOMO SPINTO, CE LA RITROVIAMO OSPITE RIVERITA DI LILLI GRUBER - INCALZATA DAI PERFIDI SCANZI E FITTIPALDI, “MESTIZIA” E’ ANDATA IN BAMBOLA MOLLANDO UNA MINCHIATA SUL FASCIO VANNACCI ('SE DOVESSE SPOSARE I NOSTRI VALORI, NESSUNO VUOLE ESCLUDERLO') E COMMETTENDO UN TERRIFICANTE REATO DI LESA MAESTÀ CHE HA FATTO ROVESCIARE OCCHI-NASO-ORECCHIE (E LIFTING) ALLA PRIMOGENITA DI ARCORE: "MARINA BERLUSCONI HA SBAGLIATO! NON DOVEVA CONVOCARE TAJANI NEGLI UFFICI MEDIASET PER ALLONTANARE GASPARRI" - SAPETE COME L’HA PRESA LA SUSCETTIBILE CAVALIERA DI ARCORE? MALE, MALISSIMO! MA COME SI PERMETTE, DOPO CHE LA “FAMIGLIA” L’HA RIPRESA IN FORZA ITALIA, PIÙ ACCIACCATA DI UN PARAURTI, E L'HA RICANDIDATA ALLE EUROPEE? – SI SA, SON COSE CHE SUCCEDONO QUANDO SI HA UN’AMBIZIONE PIÙ RICCA DEL CONTO IN BANCA… - VIDEO

peter thiel donald trump dario amodei christopher olah papa leone xiv

DAGOREPORT - L'ENNESIMO ROUND TRA DONALD TRUMP E PAPA LEONE SI SVOLGERÀ IL 25 MAGGIO IN VATICANO - IL NUOVO “PAPAGNO” SARÀ LA PUBBLICAZIONE DELLA PRIMA ENCICLICA DI ROBERT PREVOST. SI INTITOLA “MAGNIFICA HUMANITAS” ED È DEDICATA INTERAMENTE ALL’INTELLIGENZA ARTIFICIALE - NON FARÀ ASSOLUTAMENTE PIACERE A TRUMP SAPERE CHE TRA I RELATORI DEL DOCUMENTO PAPALINO, BRILLA IL NOME DI UN ALTRO ACERRIMO NEMICO DELL’AMMINISTRAZIONE USA: CHRISTOPHER OLAH, CO-FONDATORE DI ANTHROPIC, LA PRIMA AZIENDA BIG TECH CHE SI ONORA DELL’APPELLATIVO DI “ETICA” – ALTRO DISPIACERE PER TRUMP: IL 28 MAGGIO IL GENIO DI ANTHROPIC, DARIO AMODEI INCONTRERÀ A PALAZZO CHIGI L'ORMAI DETRUMPIZZATA GIORGIA MELONI E IL GIORNO DOPO, QUASI SICURAMENTE, SERGIO MATTARELLA. OGGETTO DEGLI INCONTRI: LO SVILUPPO DI UN DATA CENTER IN ITALIA E PROGETTI NELL’AMBITO DELLA DIFESA – MASSI', E’ ANDATA ALLA GRANDE AD AMODEI LA DECISIONE DEL PADRE DI EMIGRARE IN CALIFORNIA: FOSSE RIMASTO A MASSA MARITTIMA, IN TOSCANA, CHE SAREBBE STATO DI LUI? TRA “SCUOLA OBSOLETA” E “POLITICA MARCIA”, UN AMODEI DE’ NOANTRI AVREBBE APERTO AL MASSIMO UNA PIZZERIA… - VIDEO

cannes culi donne signorine prostitute donne escort

DAGOREPORT - CIAO CANNES, CIAO CORE! NON È CHE NON ESISTANO PIÙ I GRANDI FILM: SONO I FESTIVAL CHE NON HANNO PIÙ SENSO, “RELITTO PERFETTO” DI UN MONDO INGHIOTTITO DALLA TECNOLOGIA – QUEST’ANNO HOLLYWOOD È ASSENTE DALLA CROISETTE, SE NE FOTTE DI GIURIE E CRITICI, IMPEGNATA A COMPETERE CON SOCIAL, SERIE, GAMING, PIATTAFORME, NOTIFICHE, STREAMING PERMANENTE – CANNES OGGI RENDE MOLTISSIMO, MA GRAZIE A MODA, GIOIELLI, RED CARPET, CELEBRITY DRESSING, INFLUENCER, LUSSO E LUSSURIA PREZZOLATA; QUELLA CHE UNA VOLTA PRENDEVA IL NOME DI “MERCATO DELLA CARNE” - IL GLAMOUR UNA VOLTA ERA UNA APPENDICE DEL FESTIVAL. ORA SEMBRA LA SUA RAGIONE PRINCIPALE. MA I DIVI DOVE SONO? - IL RED CARPET PRODUCE PIÙ FLASH DEI FILM. LE MAISON COMPRANO PRESTIGIO CULTURALE. LE STAR PASSANO DA UN PRIVE' ALL’ALTRO. E ANCHE LA POLITICA RISCHIA DI DIVENTARE PARTE DELLO SPETTACOLO…

claudia conte

FLASH! – CLAUDIA CONTE ANCHE QUEST’ANNO SARÀ CO-DIRETTRICE ARTISTICA DEL FERRARA FILM FESTIVAL! NELLA CITTÀ EMILIANA, SE LA TENGONO STRETTA: DOPO L’INGRESSO NEL TEAM DELLA PREZZEMOLONA CIOCIARA, L’EVENTO HA OTTENUTO 25MILA EURO DAL MINISTERO DELLA CULTURA DI ALESSANDRO GIULI – IL POLVERONE SCATENATO DALLA “CONFESSIONE” DI ESSERE L’AMANTE DI MATTEO PIANTEDOSI NON HA SCALFITO L’IMMAGINE PUBBLICA DI CLAUDIA CONTE: LA TRASMISSIONE A RADIO1 (CON RUBRICA DELLA POLIZIA) PROCEDE, I PREMI CONTINUANO A PIOVERLE ADDOSSO (L’ALTRO GIORNO HA RICEVUTO IL LEONE D’ORO DEL GRAN PREMIO INTERNAZIONALE DI VENEZIA), E LEI CONTINUA A POSTARE I SUOI PENSIERINI SU INSTAGRAM E SU “L’OPINIONE”