MODIGLIANI, L’ULTIMO DEI MALEDETTI - DALLE SCULTURE AI NUDI (UNO DEI QUALI DI PROPRIETA' DI BARBRA STREISAND): LA TATE MODERN DI LONDRA CELEBRA IL GENIO INCOMPRESO - I CELEBRI "LOVE-AFFAIRS" DELL’ARTISTA CON LA POETESSA RUSSA ANNA AKHMATOVA, LA PROSTITUTA ELVIRA, LA SCRITTRICE (BISEX) INGLESE BEATRICE HASTINGS. MA LA STORIA PIÙ IMPORTANTE È STATA QUELLA CON UNA MODELLA - VIDEO

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Antonio Riello per Dagospia

modigliani modigliani

 

Se la mitologia bohémien dell' Avanguardia artistica parigina dei primi del Novecento fosse un "Marchio Registrato" i diritti dovrebbero legittimamente andare tutti e solo ad un artista: Amedeo Modigliani. D'altra parte la sua figura si può considerare anche come la versione 3.0 (altamente urbanizzata e aggiornata) di Vincent Van Gogh che, come lui, era geniale, incompreso, sfortunato, malato e povero. I suoi ritratti femminili sono una specie di topos romantico e obbligatorio dell'arte contemporanea che oggi  quasi  tutti ammirano e conoscono (almeno un po').

 

La grande mostra che la Tate Modern gli dedica con più di cento opere (provenienti soprattutto dagli Stati Uniti, molte mai viste prima in Europa) offre una magnifica panoramica della sua ricerca. I curatori sono Nancy Ireson e Simonetta Fraquelli (con l'assistenza di Emma Lewis).  Il catalogo è molto utile e ben realizzato: permette di dominare con sicurezza le coordinate artistiche della situazione. Ancora meglio se accompagnato alla lettura del formidabile saggio di Claude Roy pubblicato da Skirà nel 1958.

 

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Modigliani era nato nel 1884 a Livorno, da una famiglia di religione israelita. Dopo aver frequentato con entusiasmo la locale Accademia e aver fatto proprie, visitando musei e pinacoteche toscane, le suggestioni dell'Arte Italiana, nel 1906 si era spostato a Parigi  (l'unico posto giusto dove essere, allora, per un artista). Era un uomo con un carattere proverbialmente focoso e dotato di uno straordinario ed innato charme. La sua salute sempre malferma, le ristrettezze e gli eccessi - le droghe e soprattutto l' alcool - lo porteranno alla morte per meningite tubercolare a soli 36 anni, nel gennaio del 1920. É sepolto al cimitero Père Lachaise.

 

Il percorso della visita inizia con un suo  autoritratto del 1915. L'artista si vede in veste di Pierrot (maschera che oscilla tradizionalmente tra il romantico e il tragico). Una premonizione di quanto sarebbe avvenuto nella sua vita ? Il suo stile pittorico all'inizio risulta comunque un po' incerto e abbastanza vicino alle atmosfere di Toulouse-Lautrec  ed allo stile di Cezanne (che era mancato nel 1906).

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Modigliani sembra comunque assorbire avidamente tutto quello che vede e sente sulla scena artistica parigina. Partecipa con visibile entusiasmo alla vita di quell'ambiente tanto da diventare presto una figura piuttosto nota. Conosce Juan Gris, Pablo Picasso, Henri Laurens, Jean Cocteau, Léon Indenbaum, Jacob Epstein (qualcuno di loro sarà anche immortalato nei suoi dipinti). Diventa in particolare amico di Costantin Brancusi, che gli sarà sempre incondizionatamente vicino. Conosce il suo primo cliente e concreto sostenitore: Paul Alexandre.

 

Quello che è certo è che lui si considerava, fin da giovanissimo, soprattutto e principalmente uno scultore. In questa prospettiva il disegno e la pittura erano appunto semplicemente subordinati alla scultura. Era fortemente ispirato (come i cubisti del resto, ai quali era molto vicino e, nello stesso tempo, stilisticamente lontanissimo) dalle maschere etniche del Museo del Trocadero. Il suo stile inconfondibile (i volti tanto lunghi ed ovali, gli occhi a mandorla immobili, i colli e i corpi molto sinuosi)  prende letteralmente forma attraverso l'esperienza scultorea basata sui reperti/trofei esotici del colonialismo francese.

 

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Ma c'è anche la presenza della Storia della Pittura: certamente Parmigianino e El Greco, che certo conosceva assai bene, potrebbero aver fatto la loro parte (almeno in fatto di colli e visi lunghi). E anche certi occhi dipinti da Giotto alla Cappella degli Scrovegni di Padova, a ben vedere, li si ritrovano pari pari nei suoi ritratti

C'è una intera sala di opere scultoree, le famose "teste di Modigliani". Un privilegio vederle così magnifiche, tante e riunite finalmente assieme in un solo posto. L'artista riesce ad esporre parte delle sue sculture una sola volta nel 1912 al Salon d'Automne e senza molto successo (il successo da vivo non gli arrise praticamente mai...).

 

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Diventa pittore tout-court per questioni contingenti. La polvere di marmo generata dallo scolpire aggravava seriamente la salute dei suoi polmoni e i materiali della scultura erano decisamente molto più costosi delle tele e dei tubetti di colore. Che se la passasse davvero male lo dimostrano, in modo drammatico, un paio di tele (peraltro molto belle) dipinte, per risparmiare, su entrambi i lati. Il freddo e la fame che costellavano  spesso le sue giornate non diminuivano comunque nè l'impeto creativo nè la sua vitalità.

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Non manca infatti di essere travolto da una serie di tempestosi love-affairs. Celebri  sono stati quelli con la poetessa russa Anna Akhmatova, la prostituta Elvira (detta la Quique), la scrittrice (bisex) inglese Beatrice Hastings. La storia più importante è però naturalmente quella con la modella Jeanne Hébuterne che tanto soffrirà della sua morte da suicidarsi subito dopo (al nono mese di gravidanza). Sopravviverà comunque a loro la figlia, anche lei di nome Jeanne, che, divenuta storica d'Arte, scrive nel 1958 un importante libro sul padre:  "Modigliani, senza leggenda".

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Un paio di sale sono dedicate ai memorabili ritratti (molti raffigurano persone dell'ambiente artistico in qualche modo a lui vicino). La loro modernità sta in una essenzialità che si declina in una sorta di minimalismo stilistico che però sa rimanere sempre ricco e generoso. I colori sono pochi e la tinta ocra domina calda e sovrana. Emerge un trionfo sensuale di elegantissime linee curve e traspare un senso di intimità tra il pittore e i soggetti in davvero piuttosto raro per gli standard dell'Arte Contemporanea.

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Assieme a quello di Alberto Giacometti il suo lavoro occupa un posto a parte nel mondo parigino di quegli anni. E' come se fosse avvolto da una'aura di aristocratica eleganza assolutamente senza tempo. Un "classico della modernità".

 

E poi finalmente il "pezzo forte" dell'intera mostra: un salone pieno di quadri con donne languidamente distese che posano nude. Il "nudo" di Modigliani è, per così dire, la Sancta Sanctorum, dell'immaginario artistico a lui riconducibile (in epoca post-Weinestein forse da non potersi considerare più completamente corretto....).

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Comunque sia, il loro impatto è stato enorme sui modelli mentali correlati alla bellezza femminile dell' Occidente. Il loro modo di essere potentemente seduttivi si accompagna ad una delicatezza quasi trascendente. Sono cioè diventati "iconicamente sexy", come dicono gli anglosassoni. Ma non lo sono sempre stati naturalmente: nel 1917 uno dei suoi nudi era stato rimosso da una esposizione per ragioni di "pubblica decenza" (si vedevano chiaramente i peli pubici della modella e nella pur tollerante Parigi del tempo tale vista era troppo conturbante. Evidentemente le signore si radevano sistematicamente il pube e il "pelo" ha evidentemente sempre la sua animalesca forza eversiva).

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Altra nota in odore di Gossip: Barbara Streisand, la celebre cantante americana che si era ritirata dagli spettacoli dal vivo (dopo una devastante ed imbarazzante performance nel 1967: stecca e perfino parole dimenticate in un paio di canzoni) ha fatto eccezionalmente l'anno scorso uno speciale tour al solo scopo di raggranellare un po' di quattrini (si parla di circa 50 milioni di dollari...) per comprarsi finalmente uno dei "nudi" di Modigliani.

 

Un desiderio che, sembra abbia confessato, l'ha sempre ossessionata. Il quadro in questione è tra quelli della sala (anche se non è ovviamente possibile individuarlo esattamente tra la selva dei vari e discretissimi "private collection"). A Londra già si scommette su quale possa effettivamente essere quello di sua proprietà.

Gli apparati della Tate ci informano con dovizia e assoluta precisione toponomastica su tutti gli spostamenti di Modigliani a Parigi. Dagli inizi passati a Montmartre alle sistemazioni definitive a Montparnasse (inclusi i soggiorni fatti in Riviera, a Nizza). Un notevole film costruito con rari spezzoni d'epoca mostra i luoghi della leggenda parigina: piacevolmente istruttivo.

RITRATTO DI CHAIME SOUTINE DI MODIGLIANI RITRATTO DI CHAIME SOUTINE DI MODIGLIANI

 

Nel 1919 Modigliani si trasferisce in quello che sarà suo ultimo studio, in rue de la Grand Chaumière - gli era stato procurato dal mercante d'arte Zborowski - che diventa anche cenacolo, alcova, rifugio, santuario. Proprio questo spazio (esiste ancora a Parigi ed è noto come "The Ochre Atelier") è l'oggetto di una indimenticabile avventura per i visitatori. Grazie ad una sensazionale ed emozionante ricostruzione dello studio in ambiente VR (Realtà Virtuale)  è possibile entrare e visitarlo (appunto virtualmente) fin nei minimi dettagli con un realismo che quasi spaventa.

 

riello riello

Bisogna naturalmente prima indossare un apposito marchingegno stile "Matrix". In questa "visita" si vede perfino un portacenere con una sigaretta ancora fumante che dà l'impressione sia stata lasciata da Modigliani pochi istanti prima, giusto appena dimenticata al momento di andarsene.

 

Uscendo dalla mostra e andando verso il Millenium Bridge sul Tamigi mi viene incidentalmente in mente la storia accaduta nell'ormai lontano 1984, quando tre ragazzi livornesi, usando un trapano di una nota marca, scolpirono per burla degli immaginari lavori di Modigliani che poi il Gotha della critica d'arte italiana certificherà come "senz'altro autentici". Ne seguì la messa in ridicolo di tutto il sistema dell'Arte e delle sua fragili certezze (con conseguenze oltre che estremamente  imbarazzanti anche tragiche, almeno per qualcuno). La si potrebbe in fondo leggere anche come una indiretta vendetta postuma del povero Modigliani che, fin che era vivo, esperti, critici e professoroni vari avevano ingiustamente e ferocemente bistrattato.

 

 

MODIGLIANI

NUDO DISTESO DI MODIGLIANI NUDO DISTESO DI MODIGLIANI

TATE MODERN

Bankside, Londra SE1 9TG

RITRATTO DI MARIA DI MODIGLIANI RITRATTO DI MARIA DI MODIGLIANI

23 Novembre 2017 - 2 Aprile 2018

ANTONIO RIELLO ANTONIO RIELLO NUDO DISTESO DI SCHIENA DI MODIGLIANI NUDO DISTESO DI SCHIENA DI MODIGLIANI amedeo modigliani amedeo modigliani

 

 

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