nudi nell' arte

NUDI E CRUDI - GIA’ NELL'ANTICA GRECIA SI RICERCAVA IL BELLO NELLE RAPPRESENTAZIONI DI CORPI SENZA VELI – DALLA “VENERE DI URBINO” DI TIZIANO FINO ALL’“ORIGINE DEL MONDO” DI COUBERT, ECCO COME E’ CAMBIATA L’EVOLUZIONE DEL GUSTO (E DEL NUDO) NEL CORSO DELLA STORIA DELL’ARTE

Corrado Augias per La Repubblica

 

Anche questa storia, come quasi tutte le altre, comincia in Grecia. Intorno al 350 (a. C.) uno scultore di consolidata fama di nome Prassitele decise di scolpire un' immagine di Venere, dea dell' amore. La statua che uscì dalle sue mani e dal suo scalpello era ammirevole non solo per la proporzione delle membra. L'atteggiamento della figura è intimo, invitante, la donna sta per fare o ha appena fatto il bagno, la forza seduttiva attribuita alla divinità si ripete nella sua immagine in marmo.

OLYMPIA DI MANETOLYMPIA DI MANET

 

L' originale non c' è più, conosciamo solo le numerose copie di epoca romana. Plinio il Vecchio, nella sua "Naturalis historia", scrive: «La Venere primeggia non solo tra tutte le statue di Prassitele, ma tra quelle di tutto il mondo: molti sono andati per nave a Cnido solo per ammirarla». Un giovinetto, pare, si innamorò di quelle membra inanimate al punto da perdere quasi la ragione. Facciamo un salto vertiginoso. Ventiquattro secoli dopo Prassitele, siamo nel 1917, Amedeo Modigliani ritrae la sua compagna, Jeanne Hébuterne, lei ha 19 anni, lui 33 ed è già malato di tisi, morirà tre anni dopo.

 

Il risultato è il grande nudo disteso, forse il suo quadro più celebre, creato nell' anno fatale in cui l' Europa stava per immergersi nel grande bagno di sangue. Quello però è anche l' anno in cui il pittore livornese riuscì ad avere la sua sola (brevissima) mostra personale in vita. Lo spazio è riempito dal corpo, restano fuori le gambe, le mani, parte della testa quasi che la tela non arrivi a contenerli. La totale stilizzazione della figura, è unita ad un languore che aiuta a spiegarne il fascino.

 

NUDO DISTESO DI SCHIENA DI MODIGLIANI  NUDO DISTESO DI SCHIENA DI MODIGLIANI

L' intera storia dell' arte è attraversata dal desiderio di ritrarre la nudità umana. Anche quella maschile naturalmente ma soprattutto quella femminile. Fino ad oggi il desiderio maschile è stato più forte - quanto meno s' è manifestato più fortemente di quello femminile per tutte le ragioni socio-culturali che sappiamo. In un modo o nell' altro la nudità si manifesta come pensiero fisso. Da quando gli esseri umani si scoprirono nudi e cominciarono a coprirsi, rimase in loro la nostalgia e la curiosità dello stato di natura.

 

Nascosta sotto gli abiti, la nudità diventava ancora più allettante, evocava la repressione di un desiderio che molte religioni avevano trasformato in tabù. La storia del nudo nell' arte racconta anche come questo tabù sia stato aggirato e la nudità, almeno in immagine, ripristinata. Facciamo un altro salto, questa volta all' indietro. Siamo a Mantova, Palazzo Te o dei "Lucidi inganni". Villa di delizie per Federico Gonzaga, ma anche gioiello da esibire agli ospiti illustri, fino all' imperatore Carlo V. Giulio Romano in pochi anni preparò questo magnifico giocattolo in technicolor, pieno di capricci, raffinatezze, sorprese teatrali.

 

Qui Giulio Romano osò il massimo fino a raffigurare Giove, padre degli dèi, che in una delle sue trasformazioni - la coda è di pesce - è ripreso mentre giace con Olimpia, moglie di Filippo re di Macedonia. Dall' unione nascerà il Grande Alessandro, sotto gli occhi però Giulio Romano ci mette una scena d' adulterio nella sua crudezza. Siamo intorno al 1530, anni in cui l' Italia, fragile politicamente, stava dando luce al mondo.

VENERE DI URBINO DI TIZIANOVENERE DI URBINO DI TIZIANO

 

Sempre in quel giro di anni Tiziano dipinge uno dei più bei nudi di donna dall' intera storia della pittura, la Venere detta d' Urbino. Chi è la creatura che ci fissa indolente e complice nella sua placida sensualità? I critici si sono posti queste domande irretiti dalla malia del corpo, dalla misteriosa espressione, dalla mano sinistra un po' troppo affondata per essere solo un gesto pudico. La tela oggi si trova agli Uffizi.

 

L' enigma sul soggetto ritratto permane. Dumas padre fantasticò che fosse la duchessa di Ferrara nella quale Tiziano, dipingendo, aveva riconosciuto una giovanissima modella veneziana impiegata anni prima. Cavalcaselle invece immagina una scena di genere: una giovane nobildonna, dopo il bagno, aspetta sognante che le due cameriere ritratte sullo sfondo portino gli abiti per rivestirla. Hippolyte Taine nel suo Viaggio in Italia si dice certo che si tratti di una cortigiana d' alto bordo, lussuosa amante di un principe rinascimentale. La donna è in primo piano, in una sala patrizia. I soli elementi naturali sono fuori della finestra, un lembo di cielo, le ramaglie di un albero.

COURBET L ORIGINE DEL MONDO jpegCOURBET L ORIGINE DEL MONDO jpeg

 

Cortigiana o duchessa, è di condizione agiata. S' è ipotizzato che i vari elementi si pre- stino ad una lettura allusiva. Per esempio le rose che la donna stringe nella destra, sono uno degli emblemi di Venere. Simbolo che rimanda alla bellezza ma anche alla modestia, addirittura alla verginità. Aiuta questa ipotesi il cagnolino, simbolo per eccellenza di fedeltà. Secondo alcuni critici anzi il cane è lì proprio per testimoniare la fedeltà all' amato. La posizione della mano sinistra non sarebbe dunque ambigua ma riprenderebbe il gesto pudico di tante Veneri fin da Prassitele. Nessuno di questi indizi è decisivo altrimenti l' enigma non ci sarebbe.

 

Resta il fascino di un quadro mirabile quasi venerato nell' Ottocento quando ispirò racconti ed opere di teatro oltre ad avere notevole influenza sulla pittura. Édouard Manet a quella Venere s' ispirò dichiaratamente per una sua "Venere", tela intitolata Olympia. Siamo nella seconda metà dell' Ottocento, il soggetto cambia radicalmente. La ragazza si espone con indifferenza, il piede sinistro calzato da una vezzosa pantofolina bordata di raso, ha un fiore arrogante tra i capelli, la mano poggiata con negligenza sul ventre, è una piccola prostituta, la sua nudità non è giustificata né da un mito né da una circostanza storica o biblica.

 

GIOVE E OLIMPIAGIOVE E OLIMPIA

Ciò che Manet dipinge è semplicemente una donna nuda, né bella né brutta, non si difende dagli sguardi, non cerca di nascondersi. Guarda, aspetta, gli occhi fissano con indifferenza lo spettatore. La sfrontatezza è il suo mestiere. Al Salon parigino del 1865, il quadro fu criticato anche con asprezza. Era necessario capire che il nudo aveva preso nuove strade, che anche un soggetto così esplicito poteva rappresentare un capolavoro.

 

Per una significativa coincidenza in quegli stessi anni (1865-66) un altro pittore, Gustave Courbet, ritrarrà nel suo celeberrimo L' origine du monde il primo piano di un sesso femminile che solo da pochi anni si può ammirare apertamente al parigino Musée d' Orsay. In ventisei secoli sono cambiati strumenti e modalità espressive, non il soggetto.

Ultimi Dagoreport

edmondo cirielli guido crosetto giorgia meloni antonio tajani maurizio gasparri

DAGOREPORT - NELL’ARMATA BRANCA-MELONI, GIUNTA AL QUARTO ANNO DI POTERE, I REGOLAMENTI DI CONTI NON AVVENGONO SOLO TRA "VIA DELLA SCROFA E "FIAMMA MAGICA", TRA SALVINI E LA DUCETTA - CHI AVEVA INTERESSE A COLPIRE IL VICEMINISTRO DEGLI ESTERI IN QUOTA FDI, EDMONDO CIRIELLI, RENDENDO PUBBLICA SULLE COLONNE DEL “CORRIERE DELLA SERA”, LA NOTIZIA DEL SUO INCONTRO CON L’AMBASCIATORE RUSSO IN ITALIA ALEKSEJ PARAMONOV? - CHE LA DUCETTA SIA ANDATA SU TUTTE LE FURIE E' UNA CAZZATA PERCHE' IL MINISTRO TAJANI ERA A CONOSCENZA DELL'INCONTRO ESSENDO AVVENUTO ALLA FARNESINA ALLA PRESENZA DI DI DUE FUNZIONARI DEL MINISTERO - A VOLERE LO SCALPO DELL’EX GENERALE DI BRIGATA DEI CARABINIERI SONO IN TANTI, DATO CHE IL SUO CARATTERE FUMANTINO STA SUL GOZZO SIA AI CAMERATI D'ITALIA SIA A FORZISTI ITALIOTI - IL SILURO DIRETTO ALLE PARTI BASSE DI CIRIELLI È “MADE IN CIOCIARIA”…

donald trump benjamin netanyahu ali khamenei iran usa

DAGOREPORT – NON SIAMO ASSISTENDO AL DISORDINE POLITICO MONDIALE, MA PIUTTOSTO AL DISORDINE MENTALE DI GRAN PARTE DEI LEADER - LA STRATEGIA DELLA “DECAPITAZIONE” DI NETANYAHU  (BANG! BANG! UCCIDIAMO TUTTI I LEADER IRANIANI) È UNA MINCHIATA CHE RADICALIZZERA' ANCORA DI PIU' IL REGIME TEOCRATICO DI TEHERAN - PER OGNI AYATOLLAH SPEDITO A MAOMETTO, CE NE SONO ALMENO DUE ANCORA PIÙ ESTREMISTI PRONTI A SUBENTRARE - COME DIMOSTRANO GAZA E LIBANO: HAMAS E HEZBOLLAH, PUR DECIMATI, CONTINUANO A COMANDARE, GOVERNARE E COMBATTERE – L’UCCISIONE DI LARIJANI, CAPO DELLA SICUREZZA NAZIONALE CHE AVEVA PRESO LE REDINI DEL COMANDO DOPO KHAMENEI, AVEVA COME SCOPO DI NON FAR ''SCAPPARE'' TRUMP DALLA GUERRA (LA CASA BIANCA ERA STATA TENUTO ALL'OSCURO DAGLI ISRAELIANI) - CON LO STRETTO DI HORMUZ BLOCCATO E MINATO, LA BENZINA ALLE STELLE, TRAFFICI E COMMERCI IN TILT, UNA CRISI ECONOMICA GLOBALE MINACCIA GLI STESSI STATI UNITI, CHE PERDONO ALLEATI: DOPO GLI STATI EUROPEI, ANCHE IL GIAPPONE RINCULA - UNICA VIA USCITA PER TRUMP? DICHIARARE "HO VINTO" E ANDARE A CASA...

andrea iervolino antoniozzi giuli santanche floriana gentile cinecitta

DAGOREPORT – “CIAK”, SI SCAZZA! NON BASTAVA LA LITE CON BUTTAFUOCO E UN VESPAIO DI NOMINE DEMENTI, ORA IL MINISTRO GIULI-VO DELLA CULTURA SI RITROVA CONTRO IL CINE-PRODUTTORE ANDREA IERVOLINO, A CUI IL MIC HA BLOCCATO 66 MILIONI DI TAX CREDIT – OLTRE A UNA INTERROGAZIONE PARLAMENTARE DI FDI A SUO FAVORE (SIC!), LA SETE DI VENDETTA DI IERVOLINO SI ARMA DI UN "MANGANELLO DI CARTA": HA ACQUISITO DALLA SANTANCHE' LA RIVISTA “CIAK” PER SVELARE "DA VICINO E DA DENTRO TUTTI I MECCANISMI CHE MUOVONO I FILM: FINANZIAMENTI PUBBLICI, DINAMICHE DEL TAX CREDIT, PREMI E LORO MODALITÀ DI ASSEGNAZIONE" - IERVOLINO HA GIA' DENUNCIATO CHE LE SOCIETÀ DA PUNTARE, QUANDO SI PARLA DI TAX CREDIT, NON SONO LE SUE, MA PIUTTOSTO...

markus soder soeder ursula von der leyen manfred weber friedrich merz

DAGOREPORT – ANCHE MERZ, NEL SUO PICCOLO, S’INCAZZA! IL CANCELLIERE TEDESCO È UNA FURIA CONTRO MANFRED WEBER, IL BOSS DEL PPE CHE A BRUXELLES LAVORA PER L’ALLEANZA CON I POST-NAZISTI DI AFD: “NON COLLABORIAMO CON L’ESTREMA DESTRA E ANCHE LUI LO SA”. TRADOTTO DAL TEDESCO: SE NON TI ADEGUI, SEI FUORI – È LA STESSA LINEA DEL POTENTE MARKUS SOEDER, PRESIDENTE DELLA BAVIERA CHE SCALPITA, E TEME LA CRESCITA DI AFD NEL SUO LAND (INTANTO, DOMENICA SI VOTA IN RENANIA PALATINATO, REGIONE DELL’OVEST IN CUI FROTTE DI VOTI STANNO MIGRANDO VERSO LE SVASTICHELLE…)

peter thiel donald trump papa leone xiv thomas joseph white

DAGOREPORT – PREVOST, CUOR DI LEONE: “NON ME NE FREGA NULLA DEI SOLDI CHE ARRIVANO DAGLI STATI UNITI. CANCELLATE LE CONFERENZE ALL'ANGELICUM DI PETER THIEL” - LA RISPOSTA TOSTA DEL SANTOPADRE AL RETTORE DELL'ANGELICUM, IL TRUMPIANO THOMAS JOHN WHITE, CHE GLI AVREBBE FATTO PRESENTE DI CORRERE COSI' UN SERIO RISCHIO: FAR SVANIRE L'OBOLO DEGLI STATI UNITI, PRIMO FINANZIATORE DEL VATICANO (13,7 MILIONI) – COLPO DI SCENA AL TERZO GIORNO DI PISTOLOTTI ROMANI, THIEL HA SVELATO IL NOME DI CHI AVREBBE AVVERTITO IL MONDO DELL’ARRIVO DELL’ANTICRISTO: RATZINGER, DEFINITO “IL PIÙ  GRANDE PENSATORE CRISTIANO DEGLI ULTIMI 100 ANNI” (NON A CASO FU BENEDETTO XVI CHE TOLSE LA SCOMUNICA AI SEGUACI ANTI-CONCILIARI DI MONS. LEFEVBRE) - IL NOME DI RATZINGER   SERVE SOLO A RINFOCOLARE LA SPACCATURA TRA LA CHIESA CONSERVATRICE USA E QUELLA PROGRESSISTA DI LEONE XIV…

donald trump e mark rutte a palm beach

DAGOREPORT – PEGGIO DI TRUMP CI SONO SOLO I CAMERIERI PAVIDI COME MARK RUTTE CHE, PER ACCONTENTARE IL "PADRONCINO" DI TURNO, SONO DISPOSTI A TUTTO – IL SEGRETARIO GENERALE DELLA NATO HA RICEVUTO UN “VAFFA” DAI PAESI EUROPEI, STUFI DEI SUOI APPECORONAMENTI DI FRONTE AL TYCOON – RUTTE, DOPO LO SCOPPIO DELLA GUERRA IN IRAN, HA GARANTITO A TRUMP IL MASSIMO SUPPORTO DELLA NATO, CIANCIANDO DI UN “AMPIO SOSTEGNO” DA PARTE DEI LEADER DELL’ALLEANZA. SOSTEGNO CHE NON C’È MAI STATO, TANTOMENO ADESSO CHE IL TYCOON MINACCIA GLI ALLEATI DI UN “FUTURO TERRIBILE”, E METTE IN DISCUSSIONE L’ESISTENZA STESSA DELLA NATO…