ettore sottsass

L’ARTE "EROTICA" DI SOTTSASS – DALL’ARCHITETTURA SERBA ALLA GRAFICA DELLE CARTINE CHE AVVOLGONO LA FRUTTA, UNA RACCOLTA DI SCRITTI RACCONTA L’AMORE PER LA PAROLA DEL DESIGNER - BELPOLITI: DUE SONO STATE LE SUE MUSE: LA MALINCONIA E L'EROS. IL SUO EMBLEMA È "L'OUROBOROS", IL SERPENTE CHE SI MORDE LA CODA E DIVENTA TONDO COME UNA O...

ettore sottsass

Marco Belpoliti per “Robinson - la Repubblica”

 

Quello che non mancava a Ettore Sottsass era la fantasia. Ne aveva tanta e sempre volatile, aerea, imprendibile, volubile e bizzarra. Non gli mancava neppure la voce, un tono inconfondibile nello scrivere, che ha conservato sino alla fine della sua vita, e che è stata uno dei modi attraverso cui ha manifestato la sua presenza nel mondo.

 

Tutti conoscono Sottsass come designer, uno dei due o tre più geniali creatori d' oggetti in Italia nella seconda metà del Ventesimo secolo. Ma Sottsass non era solo un designer; era prima di tutto un uomo che viveva con intensità. Se si prende in mano il primo volume di scritti ''Per qualcuno può essere lo spazio'' (Adelphi) che raccoglie testi tra il 1940 e il 1957, con un' interessante nota di Matteo Codignola, ci si accorge come Sottsass sia anche uno scrittore.

 

Gli argomenti che il libro tratta sono tanti e diversi: dall' architettura serba, visitata nel corso della guerra, a una riflessione sull' arte e sulla bellezza del 1946, dalla grafica popolare delle cartine che avvolgono la frutta all' apologia di una Bauhaus "immaginista" del 1956. Certo, i primi testi, quelli più narrativi, ricordano nel tono le voci dell' epoca, quella del realismo americano degli anni Quaranta e quella del neorealismo italiano del dopoguerra con il suo andante con moto.

ettore sottsass cover

 

Tuttavia dentro le frasi di questi scritti, si percepisce la tonalità affettiva di un uomo che ama immensamente la parola, che è innamorato delle frasi, tanto quanto lo è delle immagini. E senza dubbio sono le parole a costituire il sottofondo della vita di Sottsass, come dimostrano il diario Scritto di notte (Adelphi), le agende, i quaderni, le riviste che ha prodotto nel corso del suo lavoro quotidiano. Nessun giorno senza parole, ma anche nessun giorno senza linee. Senza le parole non ci sarebbe l' avventuroso, ardimentoso e curiosissimo figlio di un architetto trasferitosi dalle montagne del Tirolo austriaco alla Torino sabauda. Ettore Sottsass possiede la doppia articolazione.

 

ettore sottsass-2

Il lettore resterà stupito nel trovare in queste pagine racconti e piccoli saggi, incontri con personaggi noti e discussioni sul tema dello "standard". La voce che c' è dentro è sempre la medesima. Dice Io anche quando è in terza persona, quando "teorizza", ovvero quando parla di sé. In Sottsass la scrittura, come il design, è sempre in prima persona; è un' arte dell' Io.

 

A differenza di altri designer, tutte le sue "cose" dicono: Io. Nessun eccesso di narcisismo, tuttavia. Come spiega nel testo che dà titolo al libro, Per noi, è lo spazio (1947), "se scrivo in prima persona è solo perché non si possa dare agli altri la colpa dei miei pensieri (...) voglio dire per prendere su di me la responsabilità se alla fine combinerò qualche pasticcio".

 

ettore sottsass

Pasticcio è una parola molto importante, perché il lavoro di Sottsass è davvero un "pasticcio". Non tanto, e non solo, nel senso usuale di "disordinato e confuso" (cos' è stato Memphis se non proprio questo mettere in scacco il design modernista con il disordine delle forme e dei colori, e con l' errore del senza-funzione?), ma perché l' architetto nato a Innsbruck ha lavorato con la "pasta", ovvero con una massa molle, molto vischiosa, che a volte è la parola, altre la materia in senso stretto, dal gres al legno, dalle vernici ai mattoni. Ha rammollito il solido, l' ha destrutturato e ne ha tratto qualcosa d' altro. La plasticità del suo fare deriva proprio dal pasticcio.

 

La vitalità procede in lui attraverso il vischioso, situazione limite tra liquido e gassoso. I suoi "oggetti" - mobili, libri, riviste, ecc. - possiedono le due caratteristiche tipiche del vischioso: mobilità e fluidità. Anche quando sembrano solidificarsi in qualcosa di stabile, contengono un elemento inafferrabile.

 

sottsass pivano

Questo perché due sono state le muse dell' arte e della vita di Ettore Sottsass: la malinconia e l' eros. Che poi è una sola. Il suo lavoro contiene l' eros malinconico e insieme la malinconia dell' eros. Un' arte erotica che si trasforma di continuo, pur restando uguale a sé stessa. Un eros vitale attraversa questi testi raccolti nel libro di Adelphi, eros malandrino e ingannatore, come testimonia il curatore del volume. Aldo Rossi, suo compagno di strada, una volta riguardo a Sottsass ha parlato di "malinconia dissolutoria". Aveva ragione.

 

Dissolve le forme date, le scompagina, le divide e le assembla di nuovo. L' erotismo ha questa doppia funzione: unire e disgiungere, disgiungere e unire. Il suo emblema è l' Ouroboros, il serpente che si morde la coda e diventa tondo come una O. Niente di più facile, niente di più difficile.

ETTORE SOTTSASS 2ETTORE SOTTSASSSOTTSASSsottsasssottsass barbara

Ultimi Dagoreport

pier silvio berlusconi barbara d'urso

LA D’URSO VUOLE LA GUERRA? E GUERRA SIA – PIER SILVIO BERLUSCONI HA INCARICATO DUE AVVOCATI DI PREPARARE UNA CONTROFFENSIVA LEGALE ALLA POSSIBILE CAUSA INTENTATA DA “BARBARIE” - IL “SILENZIO” DI MEDIASET DI FRONTE ALLE SPARATE DELL’EX CONDUTTRICE SI SPIEGA COSÌ: MEGLIO EVITARE USCITE PUBBLICHE E FAR LAVORARE I LEGALI, POI CI VEDIAMO IN TRIBUNALE – A FAR INCAZZARE “PIER DUDI” COME UNA BISCIA, ANZI, UN BISCIONE, È STATO IL RIFERIMENTO DELLA CONDUTTRICE A PRESUNTE “CHAT” E CONVERSAZIONI PRIVATE, COME SE VOLESSE LASCIAR INTENDERE CHE CI SIANO REGISTRAZIONI E ALTRO... – I POSSIBILI ACCORDI DI RISERVATEZZA E LE LAGNE DELLA D’URSO, CHE DA MEDIASET HA RICEVUTO 35 MILIONI DI EURO...

marco gaetani claudia conte matteo piantedosi

FLASH! – ALLORA GIOVANNI DONZELLI, CAPO DELL’ORGANIZZAZIONE DI FDI, NON HA CACCIATO A CALCI IN CULO MARCO GAETANI, AUTORE DELL’INTERVISTA A CLAUDIA CONTE CHE HA SPUTTANATO L’IMMAGINE DEL MINISTRO PIANTEDOSI E DEL GOVERNO MELONI - ESILIATO PER UN PAIO DI MESI IN PUGLIA PER FAR SCEMARE LE POLEMICHE, IL 25ENNE PRESIDENTE DI GIOVENTÙ NAZIONALE A LECCE, LAUREATO IN SCIENZE POLITICHE CON UNA TESI SULLA COMUNICAZIONE DIGITALE DI DONALD TRUMP, HA RIPRESO LA SUA TRASMISSIONE SU "RADIO ATREJU", COME SE NULLA FOSSE – A QUESTO PUNTO, VIEN IL SOSPETTO CHE LO 'SCOOP' SIA STATO PILOTATO DA VIA DELLA SCROFA (MAGARI PER ANTICIPARE RIVELAZIONI ANCOR PIÙ DIROMPENTI? AH, SAPERLO…)

gian marco chiocci giorgia meloni palazzo chigi

DAGOREPORT: ‘STA RIFORMA NON SERVE A UN CAZZO –  LE MODIFICHE ALLA GOVERNANCE DELLA RAI, IMPOSTE DALL’UE, AVREBBERO DOVUTO ESSERE OPERATIVE ENTRO GIUGNO. E INVECE, IL GOVERNO SE NE FOTTE – SE IERI PALAZZO CHIGI SOGNAVA UNA RIFORMA “AGGRESSIVA”, CON L’OBIETTIVO DI “MILITARIZZARE” VIALE MAZZINI IN VISTA DELLE ELEZIONI DEL 2027, L’ESITO DISASTROSO DEL REFERENDUM SULLA GIUSTIZIA HA COSTRETTO LA “FIAMMA TRAGICA” DI MELONI A RICONSIDERARE L’EFFICACIA DI RAI E MEDIASET – SOLO IL TG1 DI CHIOCCI FUNZIONA COME STRUMENTO DI PROPAGANDA: GLI ALTRI NON SONO DETERMINANTI, O PERCHÉ NON LI VEDE NESSUNO (RAINEWS) O PERCHÉ NON CONTROLLABILI (IL TG5-AFTER-MARINA, MA ANCHE TG2 E TG3) - INOLTRE, È IL “MODELLO” STESSO DEL TELEGIORNALE A ESSERE ORMAI OBSOLETO, QUANDO SI HA IN TASCA UN TELEFONINO SPARA-SOCIAL O UN COMPUTER SUL TAVOLO CHE INFORMA IN TEMPO REALE...

giorgia meloni riforma legge elettorale stabilicum

DAGOREPORT: ‘STA RIFORMA ELETTORALE, DITEMI A CHI CAZZO CONVIENE? – LA MELONA AZZOPPATA DAL REFERENDUM SAREBBE PRONTA A RITOCCARE IN BASSO L'ABNORME PREMIO DI MAGGIORANZA DELLO “STABILICUM” PUR DI FAR CONVERGERE IL SI' DELL’OPPOSIZIONE – MA LA FU DUCETTA HA DAVANTI DUE OSTACOLI: NON È SICURA DEI VOTI, A SCRUTINIO SEGRETO, DI LEGA E DI FORZA ITALIA CHE TEMONO UN TRAPPOLONE SUI SEGGI - IL SECONDO PROBLEMA SERPEGGIA IN FDI: IN CASO DI SCONFITTA, MOLTI DI LORO RISCHIANO DI FINIRE TROMBATI PROPRIO A CAUSA DEL PREMIO DI MAGGIORANZA – A SINISTRA, SE IL M5S E' ABBASTANZA FAVOREVOLE ALLA RIFORMA, IL DUPLEX PD-AVS E' DI AVVISO CONTRARIO (IL SOLITO ''DIVIDI E PERDI'', NON CONOSCENDO LA REGOLA DI OGNI COALIZIONE DI SUCCESSO: “PRIMA SI PORTA A CASA IL POTERE, POI SI REGOLANO I CONTI”)