gam ‘’but a storm is blowing from paradise: contemporary art of the middle east and north africa’’

UNA TEMPESTA DAL PARADISO – RIELLO: L’ARTE CONTEMPORANEA DEL MEDIO ORIENTE E DEL NORD AFRICA IN MOSTRA ALLA GAM DI MILANO – TRA LE OPERE IL MAGNIFICO "CORRIMANO DI BANCA" DI HASSAN KHAN: CON IL SUO "SALIRE VERSO IL NULLA" SEMBRA DARE RAGIONE A TUTTI QUELLI CHE PROFETIZZANO UNA RAPIDA FINE ALL'ATTUALE DOMINIO DELLA FINANZA…- VIDEO

 

Antonio Riello per Dagospia

 

HASSAN KHAN

Alla Galleria Arte Moderna (GAM) di Milano è in corso una mostra ‘’But a Storm is Blowing from Paradise: Contemporary Art of the Middle East and North Africa’’ promossa dalla Guggenheim UBS MAP Global Art Initiative e curata da Sara Raza, Paola Zatti e Omar Cucciniello.

 

Nel contesto accademico anglosassone i cosiddetti Post-Colonial Studies sono diventati il fulcro della ricerca umanistica. Esperti di Economia, Storia, Arti, Antropologia cercano, assieme, di spiegare come l'esperienza coloniale ha plasmato (e continua comunque ad influenzare) la vita e la cultura degli ex dominions britannici. Storico senso di colpa? certamente sì.

 

Ma esiste in parallelo anche un genuino e profondo interesse per capire come la creatività dei paesi occupati ha potuto (e saputo) sopravvivere in situazioni subalterne continuando, comunque, ad interagire attivamente con quella del Regno Unito. In sostanza: le colonie hanno subito una fortissima impronta inglese a tutti i livelli (ad iniziare naturalmente dalla lingua) ma queste a loro volta hanno donato significativi frammenti della propria esperienza alla madrepatria creando una multicultura unica e in continua evoluzione.

 

GUSLUN KARAMUSTAFA

Dalla Musica alla Moda, dalla Letteratura alla Cucina, questa è la tendenza che va approfondita. E non è solo la solita cosetta modaiola del "politicamente corretto" londinese. Anche il Guggenheim Museum di New York ha sottolineato (anche con questo stesso progetto) la sua particolare attenzione alle dinamiche Post-Coloniali.

 

La Francia ha sviluppato, su scala senz'altro minore, qualcosa di simile. In Italia, per ovvie vicissitudini storiche, invece non si hanno consapevolezze universitarie dello stesso livello ed estensione.   

 

La mostra di Milano è il tipico prodotto di questo genere di studi. L'Arte Contemporanea ("invenzione/convenzione" molto occidentale e eurocentrica) a partire dal secondo dopoguerra, e in particolare dopo gli anni ottanta, ha lentamente allargato i suoi confini naturali e incluso anche quello che veniva definito (sicuramente con troppo sussiego) "Terzo Mondo". Oggi una delle aree più interessanti sotto osservazione è il cosiddetto "Medio Oriente" con tutto il suo portato di tensioni, rivolte, guerre e fondamentalismi religiosi.

 

AHMED MATER

Gli artisti della mostra sono parecchi. Qualcuno finisce per dar vita a opere scontate o inutilmente troppo "etniche", quasi si cercassero (in una strana forma di masochismo artistico) risultati "pittoreschi" a tutti i costi. Qualche altro è così politicizzato da voler trasformare la propria opera in noioso comizio. Le Arti dovrebbero sempre mettere gli oppressi in condizione di esprimersi appropriatamente e considerarli con molto rispetto. E' altrettanto importante nel contempo però che le vittime non siano confuse con ambigue forme di  "vittimismo professionale" e con i luoghi comuni che spesso sono automaticamente associati.

 

Ma c'è anche chi d'altra parte va visto e seguito con estrema attenzione. Una grande energia intellettuale accompagnata da una fresca capacità di immaginazione non sono elementi che si trovano ovunque:

 

Hassan Khan, artista di origine egiziana sembra particolarmente a suo agio negli ambienti della GAM dove troneggia il suo magnifico "Corrimano di Banca" (2010) tutto in ottone lucidato. In effetti si tratta dell'icona della mostra: con  il suo "salire verso il nulla" sembra infatti dare silenziosamente ragione a tutti quelli che profetizzano una rapida fine all'attuale dominio finanziario che controlla e tiranneggia le attività economiche del pianeta.

 

KADER ATTIA

Ergin Çavusoglu, artista turco che lavora a Londra, è ben noto per i suoi spericolati video. A Milano propone una rilettura contemporanea del "Grande Vetro" di Duchamp vista attraverso una celebre fotografia di Man Ray: "Allevamento di Polvere" (2011). La polvere, come elemento effimero, viene elaborata da Çavusoglu in una complessa installazione interattiva sul pavimento della GAM dove la presenza dei visitatori interagisce con una serie di mappe anamorfiche di un lontano cementificio dismesso (che si trova in Turchia).

 

Gülsün Karamustafa è anche lui turco e produce lavori utilizzando objet trouvé di svariata provenienza. Qui esposto c'è "Create Your Own Story with Given Material" (1997) fatto di bianche giacchine di bambino cucite in modo da non poter essere indossate. Reliquia poetica, severa e toccante di migrazioni vere ed immaginarie.

riello

 

Ahmed Mater arriva invece dall'Arabia Saudita e fa il suo secco rapporto fotografico sulla militarizzazione dei luoghi sacri dell'Islam (La Mecca). La sua opera "Disarm 1-10" (2013) usa Immagini notturne di sapore tecnico; fredde e precise come quelle di solito fotografate dai droni o dai satelliti.

 

Kader Attia, giovane star francese di origine algerina, è noto per aver presentato una straordinaria installazione dedicata ai soldati francesi sfigurati della prima Guerra Mondiale ("The Repair") alla XIII Documenta nel 2012. Stavolta ha in mostra una installazione che possiede anche una sua precisa scia olfattiva: una città maghrebina in miniatura appollaiata su una collinetta e fatta tutta di profumato cuscus. Si chiama "Untitled" (2009) ed è anche un fecondo discorso sull'Architettura e sulle sue varianti etnico-culturali (alla parete fotoritratti di Le Corbusier).

ANTONIO RIELLO

 

 But a Storm is Blowing from Paradise:

Contemporary Art of the Middle East and North Africa

 

GAM

Via Palestro 16, Milano

Fino al 17 Giugno 2018

 

 

KADER ATTIA 2

Ultimi Dagoreport

150corriere

DAGOREPORT - ALL’EVENTO-CONCERTO ALLA “SCALA” PER LA CELEBRAZIONE DEI 150 ANNI DEL “CORRIERE DELLA SERA”, PRESENTE SERGIO MATTARELLA, NON SONO PASSATE INOSSERVATE LE ASSENZE ILLUSTRI DELLA POLITICA: DA FRATELLI D’ITALIA (MELONI E MANTOVANO) A FORZA ITALIA (TAJANI) FINO ALLA LEGA (SALVINI) - HANNO INVECE TIMBRATO IL CARTELLINO I SINISTRATI ELLY SCHLEIN, BONELLI & FRATOIANNI FINO AL “GIANNILETTA” DI CAIRO, WALTER VELTRONI - MA LA LATITANZA PIÙ CHIACCHIERATA È STATA QUELLA DELL’EX PLURI-DIRETTORE DEL “CORRIERONE”, PAOLO MIELI, CHE HA GIUSTIFICATO L’ASSENZA CON L’URGENZA DI “UN CONTROLLO MEDICO” A ROMA - FORSE, DALL’ALTO DEL SUO EGO ESPANSO, PAOLINO AVEVA INTUITO IL RUOLO DI MATTATORI CHE KING URBANO (PROPRIETARIO), LUCIANO FONTANA (DIRETTORE DEL ''CORRIERE'') E FERRUCCIO DE BORTOLI (PRESIDENTE DELLA FONDAZIONE CORRIERE) AVREBBERO AVUTO NELL’EVENTO DEI 150 ANNI E LUI NO? AH, SAPERLO... – IN COMPENSO, CONFONDENDO L’EVENTO STORICO CON LA CONVENTION AZIENDALE, CAIRO HA FATTO SFILARE SUL PALCOSCENICO, DAVANTI AL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA, BEN SEI BIG SPENDER PUBBLICITARI CHE FANNO LA GIOIA DEL BILANCIO RCS… - VIDEO

marina berlusconi silvio mario orfeo repubblica

DAGOREPORT - LA GUERRA È FINITA, ANDATE IN PACE… - DOPO AVER VISSUTO 20 ANNI DI ANTI-BERLUSCONISMO SENZA LIMITISMO, MARIO ORFEO DIMENTICA LA STORIA E L’IDENTITÀ DI "REPUBBLICA" E SPARA IN PRIMA PAGINA UNA LETTERA DI MARINA BERLUSCONI (+ FOTO) CHE FA UN'INSOSTENIBILE PROPAGANDA AL REFERENDUM CONTRO LA MAGISTRATURA: ‘’SE DOVESSE VINCERE IL SÌ, NON SI TRATTERÀ DI UNA VITTORIA DEL GOVERNO O DI FORZA ITALIA, NÉ DI UNA VITTORIA POSTUMA DI MIO PADRE. IO PENSO SEMPLICEMENTE CHE SARÀ UNA GRANDE VITTORIA DEGLI ITALIANI’’ – MENO SPAZIO (E NIENTE FOTO) PER LA REPLICA DEL VICEDIRETTORE CARLO BONINI, AUTORE CON D'AVANZO DI MILLE INCHIESTE CONTRO IL MARCIO DEL BERLUSCONISMO, ALLA "PADRONA" DI FORZA ITALIA CHE AL "CORRIERE DELLA SERA" DELLO SCORSO 10 FEBBRAIO AFFERMÒ, TRONFIA: "SE VINCE LA MELONI, VINCE IL PAESE" – DOPO L’INCHINO REVERENZIALE, SEMPRE IN PRIMA, ALLA MELONI (“REFERENDUM, NON È VOTO SUL GOVERNO”), L’"ORFEO NERO" OGGI DÀ IL SUO BENVENUTO AL NUOVO PROPRIETARIO DI “REPUBBLICA”, IL MAGNATE GRECO THEO KYRIAKOU - SEMPRE CON IL SOLITO GIOCHETTO PARAGURU DI CHI DÀ UN COLPO ALLA BOTTE E UNO AL CERCHIO, DI CHI METTE TUTTI SULLO STESSO PIANO, IL SOLITO VIZIO PILATESCO DI LAVARSI LE MANI CON "EQUIDISTANZA" (MA, SI SA, L’IMPORTANTE È MANTENERE LA POLTRONA SOTTO IL SEDERE…)

monte dei paschi di siena luigi lovaglio francesco gaetano caltagirone fabrizio palermo corrado passera francesco milleri

DAGOREPORT - MPS, LA PARTITA È PIÙ APERTA CHE MAI - A MILANO SUSSURRANO UN’IPOTESI CHE AI PIÙ PARE PIUTTOSTO AZZARDATA: UN IMBUFALITO LOVAGLIO STAREBBE LAVORANDO PER PRESENTARE UNA SUA LISTA - I FONDI NON APPREZZEREBBERO POI L’ECCESSIVA “IMPRONTA” DI CALTAGIRONE SU FABRIZIO PALERMO, CHE POTREBBE ESSERE SUPERATO DA VIVALDI COME AD - NEMMENO LA CONFERMA DI MAIONE È COSÌ SCONTATA. E SI RAFFORZA L’IPOTESI, CALDEGGIATA DA MILLERI, DI CORRADO PASSERA COME PRESIDENTE - LOVAGLIO MOLTO INCAZZATO ANCHE CON GIORGETTI…

lovaglio meloni maione caltagirone mps mediobanca caltagirone

DAGOREPORT – POVERO LOVAGLIO, USATO E GETTATO VIA COME UN KLEENEX USATO. CHE FARÀ ORA L’AD DI MPS, (GIUSTAMENTE) FUORI DI SÉ DALLA RABBIA DOPO ESSERE STATO ESCLUSO DALLA LISTA PER IL VERTICE DEL “MONTE”, NONOSTANTE ABBIA PORTATO A TERMINE CON SUCCESSO IL RISANAMENTO DI MPS E IL RISIKO MEDIOBANCA ED OGGI SCARICATO A MO’ DI CAPRONE ESPIATORIO? IL “LOVAGLIO SCARICATO” È IMBUFALITO IN PRIMIS CON CALTAGIRONE, CHE GLI PREFERIREBBE COME CEO FABRIZIO PALERMO, MA ANCHE CON GLI “ANTIPATIZZANTI” SENESI ALLA SUA RICONFERMA: NICOLA MAIONE, PRESIDENTE DI MPS, E DOMENICO LOMBARDI, PRESIDENTE DEL COMITATO NOMINE – È UNA MOSSA INEVITABILE (AGLI ATTI DELLA PROCURA C'È L'INTERCETTAZIONE BOMBA CON "CALTA" IN CUI SI DANNO DI GOMITO: "MA LEI È IL GRANDE COMANDANTE?"; "IL VERO INGEGNERE È STATO LEI"), MA RISCHIOSISSIMA: COSA USCIRÀ DALLA BOCCUCCIA DI UN INCAZZATISSIMO LOVAGLIO QUANDO SI RITROVERÀ SOTTO TORCHIO DA PARTE DEI PM DELLA PROCURA DI MILANO CHE INDAGANO SUL “CONCERTONE”? AH, SAPERLO….

crosetto meloni mantovano mattarella caravelli

DAGOREPORT - SUL CAOS DEL VIAGGIO DI CROSETTO A DUBAI, SOLO TRE QUESTIONI SONO CERTE: LA PRIMA È CHE NON SI DIMETTERÀ DA MINISTRO, PENA LA CADUTA DEL GOVERNO (CROSETTO HA INCASSATO ANCHE LA SOLIDARIETÀ DI MATTARELLA, CHE OGGI L’HA RICEVUTO AL QUIRINALE) – LA SECONDA È LA GRAVE IDIOSINCRASIA DELLO “SHREK” DI CUNEO PER LA SCORTA: COME A DUBAI, ANCHE QUANDO È A ROMA VA SPESSO IN GIRO DA SOLO. LA TERZA, LA PIÙ “SENSIBILE”, RIGUARDA LA NOSTRA INTELLIGENCE: GLI 007 DELL’AISE, INVECE DI TRASTULLARSI CON GLI SPYWARE E ASPETTARE DI ESSERE AVVISATI DA CIA E MOSSAD, AVREBBERO DOVUTO AVVERTIRE CROSETTO, E GLI ALTRI TURISTI ITALIANI NEGLI EMIRATI, CONSIGLIANDO DI NON SVACANZARE TRA I GRATTACIELI DI DUBAI. E INVECE NISBA: SUL SITO DELLA FARNESINA, NON ERANO SEGNALATI RISCHI...