1- DRAGHI, UN SUCCESSO CHE HA UN SAPORE SQUISITAMENTE POLITICO. DIETRO LA FAMOSA “CONDIZIONALITÀ” DEGLI AIUTI BCE SI NASCONDE IL FANTASMA DEL COMMISSARIAMENTO 2- DI FRONTE A QUESTA PROSPETTIVA MONTI HA MESSO LE MANI AVANTI DICENDO “PER ORA NON CHIEDIAMO LO SCUDO” MA LA CRISI ITALIANA È TROPPO PROFONDA PER ESCLUDERE CHE NEL 2013 QUANDO LA BATTAGLIA POLITICA SARÀ FURIBONDA QUALSIASI GOVERNO IN ITALIA DOVRÀ BUSSARE ALLE CASSE DI FRANCOFORTE E ACCETTARE VINCOLI PIÙ RIGIDI DELLA FAMOSA LETTERA SCRITTA A QUATTRO MANI DAI DUE SUPERMARIO 3- AL WORKSHOP DI CERNOBBIO 275 OPERATORI FINANZIARI SI AUGURANO UN MONTI-BIS 4- PERCHÉ DEL VECCHIO HA CERCATO, INVANO, DI RASTRELLARE 900 MILIONI DI EURO? CERTO, SPACCHETTARE LUXOTTICA PER I FIGLI. MA LE GENERALI SONO IL TERRENO DOVE SI SCATENERÀ LA BATTAGLIA DEI PROSSIMI MESI TRA CHI HA LE MUNIZIONI PIÙ FORTI

1- DRAGHI, UN SUCCESSO CHE HA UN SAPORE SQUISITAMENTE POLITICO
Mentre la stampa tedesca lo giudica "insopportabile" Mario Draghi da ieri è salito sugli altari con il piano per l'acquisto illimitato da parte della BCE dei titoli pubblici sul mercato secondario.

In meno di un anno è riuscito a far dimenticare la gestione inerte del suo predecessore Trichet e adesso tutti gli mettono addosso i panni del salvatore che è riuscito a infilare un chiodo sotto la sedia dei due rappresentanti tedeschi dentro l'Eurotower. L'operazione sembra perfettamente riuscita perché nella riunione di ieri Jorg Asmussen (il 46enne membro del Comitato esecutivo che dopo la laurea in economia a Bonn ha preso il master alla Bocconi) si è smarcato dal presidente della Bundesbank Weidmann e ha votato a favore della proposta.

Per Draghi questo è un successo che ha un sapore squisitamente politico anche se durante la conferenza stampa ha messo le mani avanti contro l'idea che sia iniziata la "bundesbancarizzazione" della BCE in favore di una "lirizzazione" dell'euro. Ormai nel gergo della finanza sono entrate queste orribili parole come inconsueto è l'uso del termine "condizionalità" quando sarebbe più semplice parlare di condizioni.

Adesso tutti, a cominciare dall'uomo della BCE fino ad Enrichetto Mentana, hanno messo nel circuito mediatico il termine "condizionalità" ed è inutile che i puristi della lingua italiana ricordino come Guido Carli pur nella sua aristocrazia intellettuale parlasse semplicemente di "lacci e lacciuoli" per indicare i vincoli che frenano la crescita.

Comunque la si pensi, la condizionalità non è un dettaglio semantico, ma il vero nodo intorno al quale bisogna valutare la nuova prospettiva aperta ieri a Francoforte con il piano sulle "transazioni monetarie". E qui, dopo l'euforia con cui ancora oggi i mercati hanno accolto le parole di Draghi, si apre un bel dibattito tra gli economisti più qualificati. Tanto per cominciare c'è l'ex-rettore della Bocconi Guido Tabellini che ricorda come le condizionalità per allargare i cordoni della BCE si siano aggiunte rispetto a quelle già esistenti e stipulate tra i governi e la Commissione europea nelle leggi di stabilità.

Altri invece come il triste accademico Quadro Curzio non insistono su questo aspetto e dicono che bisognerebbe chiedere subito e senza remore l'intervento della BCE per l'Italia. La voce più critica è quella dell'economista Paolo Guerrieri, il brillante docente dell'Università La Sapienza di cui è nota la vicinanza a Bersani e D'Alema. La perplessità che lo fa riflettere riguarda il fatto che Draghi abbia lasciato intravedere dietro i futuri e possibili interventi la presenza del Fondo Monetario che quando sbarca in un Paese in crisi non arriva soltanto con la signora Lagarde ma con una troika di uomini vestiti di nero che impongono condizioni (pardon, condizionalità) molto severe.

Guerrieri ricorda che ciò è avvenuto per Portogallo, Irlanda e Gracia e aggiunge che nel giugno scorso a Bruxelles quando si discuteva della Spagna fu ribadito che si sarebbe fatto a meno dell'Fmi. In pratica l'economista romano che insegna anche al College of Europe di Bruxelles fa capire che nella famosa condizionalità si nasconde il fantasma di un commissariamento.

Di fronte a questa prospettiva Monti durante la colazione di ieri nella Badia di Fiesole ha messo le mani avanti dicendo "per ora non chiediamo lo scudo" ma la crisi italiana è troppo profonda per escludere che nel 2013 quando la battaglia politica sarà furibonda qualsiasi governo in Italia dovrà bussare alle casse di Francoforte e accettare la logica di un nuovo memorandum con vincoli più rigidi della famosa lettera scritta a quattro mani dai due SuperMario.

Se queste sono le preoccupazioni che cominciano ad affiorare all'indomani dello show salvifico di Draghi, c'è chi si chiede se davvero la massaia di Berlino intenda portare avanti la sua ritirata rispetto all'arroganza che ha portato l'euro sull'orlo dell'abisso. Molti sono convinti che i tedeschi abbiano già fatto fuoco e fiamme e che non andranno oltre anche perché le loro incertezze sull'euro hanno cominciato a danneggiare i bund decennali (come si è visto nell'ultima asta con interessi da speculatori).

Se è vero che Draghi ha dimostrato di avere un grande naso politico e di saper usare in maniera intelligente la dialettica che esiste tra i due membri tedeschi della BCE, è altrettanto sicuro che a Berlino, dove il tiro all'italiano è già cominciato, prepareranno qualche polpetta avvelenata.

Ne sapremo di più a partire da mercoledì quando la Corte costituzionale tedesca dovrà pronunciarsi sul fondo salva-stati. L'opinione prevalente va in direzione di una sentenza positiva, ma è difficile pensare che la Bundesbank e le forze politiche che avversano la Merkel non rialzino la testa per mettere qualche chiodo sotto la sedia di SuperMario.


2- AL WORKSHOP DI CERNOBBIO 275 OPERATORI FINANZIARI RITENGONO CHE SI AUSPICABILE UN SECONDO INCARICO AL PROFESSORE DI VARESE.
Erano le 8 quando stamane sono sbarcati a villa d'Este i primi ospiti per il Workshop che come da 38 anni a questa parte riunisce il gotha della politica e della finanza.

Per tre giorni si discuterà sul tema: "Lo scenario di oggi e di domani per le strategie competitive" e soltanto domenica alle 14 gli ospiti potranno lasciare le sponde del lago di Como. Sarà un gran sollievo anche per i giornalisti ai quali la Fondazione Ambrosetti che organizza il Workshop di Cernobbio ha riservato quest'anno un'area di parcheggio dalla quale è possibile raggiungere con una navetta in pochi minuti i saloni dell'hotel.

Scorrendo la lista degli ospiti non si può mettere da parte un po' di ironia perché l'elenco ricorda quello degli anni precedenti con i soliti Aznar, Shimon Peres, Trichet e la bella Maria Bartiromo che ogni giorno commenta l'apertura di Wall Street ed è considerata l'anchorwoman più importante degli Stati Uniti.

Ci saranno anche Flebuccio De Bortoli e Giulietto Tremonti che avrà modo di incontrare il cardinale Ravasi per confessare i suoi peccati nel precedente governo. Lo schieramento dei ministri italiani è imponente. Oltre alla Cancellieri, alla madonna delle lacrime Fornero, al pallido e silenzioso Grilli e Patroni Griffi, non mancherà Corradino Passera che a Villa d'Este è di casa per gli interessi della sua famiglia.

I giornalisti si augurano che Corradino riesca a soffocare almeno per un giorno le sue esternazioni e che si tenga alla larga dai temi della politica industriale che ha dimostrato di conoscere meno dei barcaioli del lago di Como.

Da parte sua Napolitano interverrà in videoconferenza domani mattina alle 8,30 in punto mentre Monti chiuderà i lavori. Scorrendo l'elenco degli ospiti, pubblicato fino a ieri sera sul sito di Ambrosetti, non si trovano i nomi dei grandi banchieri italiani, ma c'è da giurare che stiano arrivando. Il primo a sbarcare è stato Cucchiani, l'amministratore delegato di IntesaSanPaolo che ha subito dichiarato il suo pieno appoggio a un Monti-bis. E la stessa opinione emerge da un sondaggio che è cominciato a circolare stamane in sala stampa dove 275 operatori finanziari ritengono che si auspicabile un secondo incarico al Professore di Varese.


3- I PIANI DI DEL VECCHIO
Chi ha avuto modo di frequentarlo sa che Leonardo Del Vecchio oltre ad essere un uomo estremamente riservato si lascia andare raramente a scatti di ira.

Lo sanno anche i marinai del suo yacht da 62 metri Moneikos, ancorato in genere a Montecarlo, i quali lo hanno visto terribilmente incazzato soltanto nel dicembre 2008 quando una colf marocchina lo denunciò dopo molti anni di servizio a bordo del megayacht.

Ieri però il 77enne patron di Luxottica deve aver perso le staffe quando ha visto fallire nello spazio di poche ore l'operazione con la quale voleva mettere sul mercato il 7% di Luxottica portandosi a casa 900 milioni di euro.

Il risultato è stato doloroso perché alla fine gli investitori istituzionali hanno comprato a 27 euro ciascuna soltanto il 3,8% della quota liberata. Qualcuno attribuisce la colpa a Goldman Sachs che avrebbe sbagliato completamente la strategia nei confronti del mercato, ed è molto probabile che l'ex-martinitt si sia lasciato andare a giudizi irriverenti nei confronti della merchant bank più famosa del mondo.

Sullo sfondo resta però la domanda che riguarda le ragioni per le quali l'imperatore degli occhiali abbia cercato di incassare una massa imponente di liquidità perché il suo impero viaggia a gonfie vele e il titolo Luxottica ha guadagnato il 50% in un anno. Personalmente rimane, insieme a Ferrero, Armani e Berlusconi, uno degli uomini più ricchi d'Italia.

Allora perché ha cercato di rastrellare 900 milioni di euro? Gli analisti più seri dicono che abbia in mente la ristrutturazione della holding lussemburghese che controlla Luxottica e ipotizzano che voglia spacchettarla in tre holding per salvaguardare i figli. È un'ipotesi plausibile poiché alla sua età bisogna guardare con gli occhiali del futuro.

Del Vecchio è passato attraverso due matrimoni dai quali sono nati quattro figli e adesso vive con la compagna Sabina Grossi che lavorava in Luxottica nell'area Investor Relator e gli ha dato altri due figli.

Dentro questa prole così numerosa si è distinto in particolare Claudio (figlio di primo letto) che nel 2001 - come si leggeva ieri sul sito "AffariItaliani" - ha rilevato con successo il marchio Brook's Brothers da Mark&Spencer e scalpita dalla voglia di aprire altri negozi oltre i 460 presenti in giro per il mondo.

Tutto questo non basta però a spiegare l'operazione dalla quale il ricco patron sperava di raccattare 900 milioni, ed ecco allora spuntare l'ipotesi più probabile che quei soldi li abbia cercati per aumentare la sua quota dentro Unicredit e Generali. Dopo l'ingresso a piazza Cordusio l'arzillo vecchietto ha puntato la Compagnia di Trieste che il nuovo amministratore delegato Mario Greco vuole rivoltare come un calzino.

I figli, come dicono a Napoli, sono piezz ‘e core, ma le Generali sono il terreno dove si scatenerà la battaglia dei prossimi mesi tra chi ha le munizioni più forti.

4- COME CORRONO I CURRICULA
Avviso ai naviganti: "Si avvisano i signori naviganti che i cacciatori di teste sono sommersi dai curricula di chi vorrebbe occupare le relazioni esterne di alcune realtà importanti come Consip, Wind, ICE. I postulanti sono pregati di mettere da parte le loro ansie perché i vertici di questi ambienti sembrano definitivamente orientati ad attribuire l'incarico a professionisti interni della comunicazione".

 

 

MARIO DRAGHI Mario Draghi con il membro del comitato esecutivo Jörg AsmussenMARIO DRAGHI MARIO DRAGHI MARIO DRAGHI MARIO DRAGHI ALLA BCE MARIO DRAGHI MERKEL weidmann draghi GUIDO TABELLINI 7cap53 alberto quadro curzioPAOLO GUERRIERICAMUSSO MONTI E FINI A CERNOBBIOMaria Bartiromopassera e salza ENRICO CUCCHIANI DEL VECCHIO

Ultimi Dagoreport

giorgia meloni roberto vannacci friedrich merz antonio tajani matteo salvini

DAGOREPORT – CAMERATI, LA PAROLA D'ORDINE E': ASPETTIAMO E VEDIAMO! - A GIORGIA MELONI, IN FORMATO "PREMIER DURACELL", CONVIENE PROVARE A PORTARE A TERMINE LA LEGISLATURA FINO A SCADENZA NATURALE, A OTTOBRE 2027, QUANDO SARA' PIU' CHIARO L'ASSETTO DELLE FORZE IN CAMPO NELL'UNIONE EUROPEA - SPIRA UN VENTO DI DESTRA NELL'UE E SE MARINE LE PEN VINCESSE LE PRESIDENZIALI IN FRANCIA, I NEO-FRANCHISTI DI VOX ANDASSERO AL GOVERNO IN SPAGNA E LA CDU, SFANCULATO MERZ, CERCASSE UN ACCORDO CON LE SVASTICHELLE DI AFD, ALLORA ANCHE LA DUCETTA POTREBBE PIU' FACILMENTE "SVOLTARE A DESTRA" E CERCARE UN'ALLEANZA ELETTORALE CON VANNACCI - QUEL CHE OGGI APPARE COME UNA FOLLIA, DOMANI, CON UN'EUROPA "IN NERO" DIVENTEREBBE UNA MOSSA QUASI NATURALE. A QUEL PUNTO, FORZA ITALIA E LEGA NON POTRANNO CHE FARE PIPPA E INGOIARE L'AMARO BOCCONE...

repubblica gedi mirja cartia d’asero kyriakou

DAGOREPORT – CHE ARIA TIRA ALLA “REPUBBLICA” DI ATENE? NELL’INCONTRO TRA IL CDR DEL QUOTIDIANO E L’AD DI GEDI, MIRJA CARTIA D’ASERO, È STATO CHIARITO IL METODO DEL NUOVO EDITORE GRECO, THODORIS KYRYAKOU: PIÙ PARTECIPAZIONE DEI GIORNALISTI, PERCHÉ IL RILANCIO NON PUÒ ESSERE CALATO DALL’ALTO, E SOPRATTUTTO ATTENZIONE AI CONTI – IL VERO INNESTO È SULL’INNOVAZIONE, CON L’INGRESSO DI VERONICA DIQUATTRO, MANAGER CON UN PASSATO IN SPOTIFY E GOOGLE, PER IL RILANCIO DEL DIGITALE – IL PIANO INDUSTRIALE 2027-2030: IL PAREGGIO DI BILANCIO IN TRE ANNI, SENZA LICENZIAMENTI E SENZA UN PREPENSIONAMENTO IN PIÙ RISPETTO A QUELLI GIÀ PREVISTI – IL PRIMO BANCO DI PROVA DEL NUOVO CORSO SARÀ IL LANCIO DI “REPUBBLICA EUROPE”...

giuseppe conte giorgia meloni elly schlein

DAGOREPORT – SCHLEIN E CONTE SE LE DANNO DI SANTA RAGIONE, SCIORINANDO UNA MINCHIATA DOPO L'ALTRA – PEPPINIELLO SCRIVE UNA LETTERA A “REPUBBLICA” NELLA QUALE, PRENDENDO FISCHI PER FIASCHI, RINNEGA LA ''CULTURA WOKE'': UN CALCIONE A ELLY, CHE HA COSTRUITO LA SUA ASCESA POLITICA SUL WOKISMO – PER FAR CAPIRE A CONTE CHE LA PRIMA VOCE DEL CENTROSINISTRA E' IL LEADER DEL MAGGIORE PARTITO, ANCHE ELLY SCRIVE A "REPUBBLICA" PER INVITARE MELONI A CERCARE INSIEME SOLUZIONI PER LA CRISI ENERGETICA - UNA MOSSA CHE SI È RIVELATA UN DOPPIO BOOMERANG: LA DUCETTA FURBETTA L’HA SBERTUCCIATA E CONTE, COME REAZIONE, HA INGRANATO LA QUINTA SULLO STOP AGLI AIUTI ALL’UCRAINA - E NESSUNO DEL PD GLI HA REPLICATO CHE IL NOSTRO SOSTEGNO A KIEV, DAL 2022 A OGGI, E' STATO DI TRE MILIARDI, CIOE' 50 EURO PRO-CAPITE PER OGNI ITALIANO. UNA CIFRA NOTEVOLMENTE PIÙ BASSA DEI 230 EURO PRO CAPITE DELLA GERMANIA O DEI 206 EURO DELLA GRAN BRETAGNA, MA ANCHE DEI 90 EURO DELLA FRANCIA... 

maria rosaria boccia sigfrido ranucci

IL LIBRO DI MARIA ROSARIA BOCCIA SU RANUCCI E’ UN LIBRO…SULLA BOCCIA – L’EX AMANTE DI SANGIULIANO ESCLUDE OGNI FORMA DI RELAZIONE SENTIMENTALE CON L’EX CONDUTTORE DI “REPORT” MA SCRIVE: “NON SO SE, IN QUALCHE MOMENTO, SIGFRIDO MI ABBIA CORTEGGIATA” - E LO SFOTTE PURE: “E’ UN SUPERMAN CHE AVREBBE AVUTO BISOGNO DI MANUTENZIONE”. LA DESCRIZIONE DELLA POLEMICA SULLA LOBBY GAY CON CERNO E GILETTI. LEI GLI CHIEDE: “VADO DA FORMIGLI IL GIOVEDÌ OPPURE DA GILETTI IL LUNEDÌ?” E LUI SUGGERISCE IL CIMITERO, “INDICANDOMI COME POSSIBILI ALTERNATIVE IL VERANO OPPURE PRIMA PORTA” - RANUCCI E SALLUSTI A PIEDI NUDI - LA GELOSIA DI LAURA CIANFONI…

bollo auto roberto vannacci giorgia meloni giancarlo giorgetti ursula von der leyen

DAGOREPORT - BOLLO CHE NON BALLA! LA TROVATA ELETTORALE DI SOSPENDERE PER UN ANNO IL BOLLO AUTO, PRESA IN AUTONOMIA DALLA MELONI, SI È RIVELATA UN PASTICCIO (ALTRO CHE "MISURA STRUTTURALE", DURA UN SOLO ANNO!) – DOVE SI PRENDONO I 2,3 MILIARDI DI EURO DI COPERTURE PER COMPENSARE I MANCATI INCASSI DELLE REGIONI? IL TESORO VUOLE USARE I "RISPARMI" DEI FONDI PNRR, BRUXELLES E' SCETTICA E GIORGETTI HA REAGITO IN MODO SCOMPOSTO: “QUELLI ORMAI SONO SOLDI NOSTRI” – LA MOSSA SPERICOLATA CONFERMA COME LA DUCETTA STIA ORMAI RINCORRENDO VANNACCI, CHE NEL PROGRAMMA DI "FUTURO NAZIONALE" AVEVA PREVISTO PROPRIO IL TAGLIO DEL BOLLO. IL GENERALE HA GIOCO FACILE A RINFACCIARE ALLA DUCETTA CHE LA MISURA È TUTT’ALTRO CHE “STRUTTURALE”, DAL MOMENTO CHE È VALIDA SOLO PER IL 2027, CIOE' L’ANNO ELETTORALE. UNA SORTA DI “BOLLO DI SCAMBIO”…

anna wintour e beppe sala - vogue world milano john galliano

DAGOREPORT – IL 22 SETTEMBRE SBARCA IN GALLERIA A MILANO VOGUE WORLD, QUEL BARACCONE A SCOPI SEMI-BENEFICI CHE ANNA WINTOUR ORGANIZZA UN ANNO QUI E UN ANNO LÀ, MA CHE IN REALTÀ MIRA A RIMPINGUARE LE CASSE DI CONDÉ NAST – LA WINTOUR SI PRESENTA MEZZA AZZOPPATA PER L’INCIDENTE DEL MET GALA, CON LA MOSTRA DEDICATA AL SUO AMICO JOHN GALLIANO, POI CANCELLATA PER LE POLEMICHE SULLE USCITE ANTISEMITE DELLO STILISTA – “LADY VOGUE” HA INGOLOSITO BEPPE SALA GARANTENDOGLI DUE MILIONI DI EURO PER RECUPERARE UNA BIBLIOTECA A QUARTO OGGIARO – POI GLI ORGANIZZATORI HANNO MESSO “SOTTO TORCHIO” CHIUNQUE FACCIA MODA PER FARSI DARE VESTITI E ACCESSORI PER LA SFILATA E HANNO FATTO SAPERE CHE L’EVENTO ERA SÌ GRATIS, MA LA PRESENZA ERA GARANTITA CON 25 MILA EURO PER LA PRIMA FILA E 15 MILA PER LA SECONDA. ALLA FINE SI È ARRIVATI ALL'OFFERTA LIBERA…