1- LA TESI DEL COMPLOTTO AD PERSONAM NON LO SALVERA’: ORSI HA SBAGLIATO SUL PIANO INDUSTRIALE E NEL SOTTOVALUTARE UN RAPPORTO SEGRETO DI GOLDMAN SACHS (PRIMA DI STRIZZARE L'OCCHIO AI GIAPPONESI E AI TEDESCHI DI SIEMENS BISOGNA FARE I CONTI CON I POTERI FORTI DI WASHINGTON, BEN PIU' FORTI DELLA LEGA E DI CIELLE 2- FUGA DA MEDIOBANCA, TUTTI A TRIESTE DA PERISSINOTTO: ASSICURAZIONI GENERALI E' DIVENTATA LA VACCA GRASSA SULLA QUALE VALE LA PENA DI SCOMMETTERE PER IL FUTURO 3- VOLANO PALLONATE IN UNICREDIT: PERCHE’ CONTINUA A TENERE IL 40% DELLA A.S. ROMA E TRA I SUOI NUOVI AZIONISTI HA IL PATRON DELLA FIORENTINA, DIEGUITO DELLA VALLE? E QUEL DOPPIO INCARICO DI BERETTA: RELAZIONI ESTERNE UNICREDIT E LEGA CALCIO? 4- NEL CORSO DI UN VIAGGIO DI RODAGGIO IL NUOVO TRENO "ITALO" DI MONTEZEMOLO SI E’ BLOCCATO PER TRE ORE SUL BINARIO 3 DELLA STAZIONE CENTRALE DI BOLOGNA. L'EQUIPAGGIO DI ITALO E' TORNATO A ROMA A BORDO DI UN FRECCIA ROSSA DI MAURO MORETTI

1- GLI ERRORI DI ORSI
Gli uscieri di Finmeccanica giurano di non aver mai visto Giuseppe Orsi, il Comandante Supremo del Gruppo arrivare in ufficio a bordo di una Maserati. Ogni mattina intorno alle otto il manager che si trova al centro della bufera mediatica scende da un Audi A8 di colore grigio, e gli uscieri pensano che le illazioni sul giro di 6 Maserati di cui oggi parlano i giornali siano soltanto un altra palata di fango che serve in questo momento a sputtanare il Capo sul piano personale.

La stessa convinzione ce l'hanno anche i piu' stretti collaboaratori di Orsi, primi fra tutti l'assistente Alessandro Toci, il mite Marco Forlani e Carlo Maria Fenu, il giornalista ingaggiato per la comunicazione che ha studiato in un istituto dell Opus Dei insieme al figlio di Orsi.

Agli uscieri non sfugge lo strano tintinnio che fa vibrare i vetri del Palazzo e potrebbe portare a soprese clamorose, ma continuano ad essere convinti che le palate di fango sull'uomo che ha sostituito Guarguaglini siano una vendetta privata di quel Borgogni che parla per sentito dire anche se negli anni vissuti al settimo piano di piazza Montegrappa di cose torbide puo' averne viste tante e qualcuna l'ha fatta. La tesi del complotto ad personam contro Orsi non riuscira' probabilmente ad evitare la sua sostituzione, ma agli uscieri interessa di piu' capire gli errori che il Comandante Supremo ha fatto nei pochi mesi della sua gestione.

A loro avviso e' su questo piano che il governo deve valutare le alternative, e gli spunti per bocciare il Presidente e Amministratore delegato non mancano. Cosi, mentre la magistratura fa il suo corso squarciando il velo sugli affari che Finmeccanica ha fatto in giro per il mondo, appare molto piu' importante capire una volta per tutte che Orsi ha sbagliato sul piano industriale. Per mesi ha promesso un Piano che non e' mai venuto alla luce ,poi ha virato sulla strada delle dismissioni di asset in grado di portare a casa 1 miliardo di euro per toppare il buco di bilancio di 2,3 miliardi.

E per far questo si e' messo a parlare ai quattro venti della vendita dei gioielli della casa Ansaldo Breda, Ansaldo STS e Ansaldo Energia. Il titolo Finmeccanica, che nell'arco di un anno ha perso quasi il 67% del suo valore, si e' inebriato, ma la visita fugace di un gruppetto di giapponesi dell'Hitachi nei cantieri liguri non 'e bastata ed e' servita soltanto a fare incazzare gli operai di Genova e il cardinale Bagnasco che ne ha preso le difese mentre Corradino Passera impugnava la bandiera dell'italianita' e dell'integrita' del Gruppo.

Qui Orsi, che nel suo curriculum ha sempre vantato la grande esperienza internazionale in Agusta Westland, non ha capito il messaggio che all'inizio di aprile era contenuto in un rapporto segreto di Goldman Sachs dove si parlava dei tagli nel budget della Difesa americana e si esprimevano forti riserve sulle "cessioni forzate" di asset strategici.

Quel rapporto diceva anche che Finmeccanica sarebbe rimasta debole per diversi anni e faceva capire che prima di strizzare l'occhio ai giapponesi e ai tedeschi di Siemens bisogna fare i conti con i poteri forti di Washington, che sono ben piu' forti della Lega e di Comunione & Fatturazione.

Cosi', mentre il manager apriva le porte del Consiglio di Amministrazione di Alenia al giornalista Giuseppe Cortese, capo segreteria di Cota e al presidente della provincia di Varese Dario Galli, qualcuno Oltreoceano stava preparando per lui e per i suoi sponsor politici un piattino infernale.

Secondo gli uscieri questo risvolto internazionale e' determinante nella scelta del nuovo vertice di Montegrappa ,ed e' un problema che cade direttamente nelle mani di Monti. Non a caso in questi ultimi due giorni gli altri esponenti del governo hanno tenuto la bocca serrata. Ieri pomeriggio Tonino Catricala' (per gli amici CatricaLetta) ha rilasciato una dichiarazione stizzita rilanciando la palla al collega Corradino Passera. E sempre ieri il pallido Vittorio Grilli, frequentatore amabile dei talk show e' salito su un aereo per Pechino dove restera' fino a sabato per cercare (come ha gia' tentato di fare invano due mesi fa) di convincere il Fondo sovrano a investire nei Btp Italiani.

Il Vice Ministro del Tesoro pare che veda in Alessandro Pansa il candidato ideale per guidare fuori dal disastro la corazzata delle armi e dei velivoli. Questo entusiasmo nei confronti del 50enne figlio del celebre giornalista, che a maggio dell'anno scorso e' stato nominato Direttore Generale, non e' condiviso da tutti perche' c'e' chi ricorda che l'occhialuto manager non e' un turista di passaggio, ma l'uomo che dal 2004 ha firmato i bilanci del Gruppo.

Certo, gli giova essere membro dell'Aspen e del Consiglio per le Relazione tra Italia e Usa, due salotti che servono alle buone relazioni con la finanza americana, ma al di la' di questa referenza forse e' il momento di cercare un manager con attributi pesanti che ne capisca veramente di politica industriale.

A questo punto a Monti non basta avere al vertice di Finmeccanica la trimurti composta da Pansa (Amminstratore Delegato), Zampini (Direttore Generale) e Gianni De Gennaro (Presidente). Lo schema potrebbe anche funzionare con la presenza di De Gennaro , uomo particolarmente gradito agli ambienti americani che potrebbe fare un iniezione di moralita' e di autorevolezza nel grembo malato dell'azienda. Su questa ipotesi sono molti a scommettere, ma nelle ultime ore ha preso a circolare l'idea di un super manager con funzioni di Commissario e con poteri tali da rimettere in sesto la Caporetto di Orsi e del suo mentore Caporaletti.

Secondo gli uscieri l'identikit ha i tratti fisiognomici e professionali di Franchino Bernabe', il manager di Vipiteno che ha tutto l'interesse a lasciare le grane di Telecom Italia ed e gradito nel circuito della finanza anglo americana da cui SuperMario non puo' assolutamente prescindere.


2- FUGA DA MEDIOBANCA
"Fuga da Mediobanca", e' il titolo del film che si sta girando negli ambienti della finanza milanese. E' un film che farebbe piangere lacrime amare a Raffaele Mattioli ed Enrico Cuccia i due personaggi che nel 1946 fondarono la Merchand Bank di Piazzetta Cuccia.

Per decenni Mediobanca e' stata il tempio della finanza dove il capitalismo delle grandi famiglie ha trovato la soluzione dei suoi problemi,ma oggi quel tempio e' disadorno e sembra una chiesetta di provincia con due prevosti, Alberto Nagel e Renato Pagliaro avvitati intorno a dossier piu' grandi delle loro forze (l'ultimo e' quello sul destino di Ligresti dove e' in ballo 1 miliardo di crediti da recuperare). La debolezza di Mediobanca e' nel management e nel suo valore.

A parte il titolo che in un anno e' passato da poco meno di 8 euro e 3,6,c'e' da considerare che con una capitalizzazione intorno ai 3 miliardi e' diventata una preda senza protezione, un boccone che detiene partecipazioni importanti ,ma e' vulnerabile rispetto ad eventuali assalti.

Forse questa e' la ragione per cui la fuga da Mediobanca e' diventata negli ultimi giorni un tema molto caldo che, alla luce dell'articolo 36 del Disegno di Legge "Salva-Italia" dove si bandiscono i doppi incarichi ,ha indotto molti personaggi importanti a lasciare sguarnito il salotto di Piazzetta Cuccia. E' il caso del francese Bollore', di Ennio Doris e del massiccio Pallenzona che hanno preferito sbarcare nelle Generali di Trieste oppure in Unicredit.

Questa scelta va interpretata come un palese segno di disaffezione nei confronti della creatura del mitico Cuccia e dei suoi modesti eredi, e adesso l'oggetto del desiderio non e' piu' la piccola parrocchia di Nagel e Pagliaro dove Dieguito Della Valle potra' scalciare a volonta', ma il Leone di Trieste guidato dal pacioso Perissinotto (per gli amici PerissirRotto). Il motivo e' chiaro : la Compagnia delle Assicurazioni e' diventata la vacca grassa sulla quale vale la pena di scommettere per il futuro.

Cosi la pensano personaggi come Caltariccone e Pelliccioli che rispetto ai pochi business in giro per l'Italia vedono dentro le Generali un patrimonio immobiliare di 400 miliardi. Questa attenzione nei confronti delle Generali aumenta il peso delle responsabilita' di Perissirotto e dei suoi manager, ma al tempo stesso gli da' la forza per sganciarsi dalla subalternita' dell'azionista Mediobanca che ha sempre preteso di menare la danza anche nel palazzo austroUngarico di Trieste.

E quando il pallido Nagel e il Direttore Generale di Mediobanca Saverio Vinci avranno lasciato Trieste per l'incompatibilita' con i loro attuali inacarichi in Mediobanca, il buon Perissirotto non sara' piu' un prigioniero condizionato dalla volonta' da quei milanesi che il giorno di Pasqua gli hanno fatto trovare sulla tavola una micidiale intervista dell'economista Zingales.


3- VOLANO PALLONATE IN UNICREDIT
Avviso ai naviganti n.1: "Si avvisano i signori naviganti che una pattuglia di piccoli azionisti si sta preparando a fare casino nell'assemblea di Unicredit che si terra' l'11 maggio all'Auditorium romano della banca.

I piccoli azionisti sono anche tifosi del pallone e vogliono capire dall' Amministratore Delegato Ghizzoni le ragioni per cui Unicredit continua a tenere il 40% di partecipazione nella A.S. Roma e abbia tra i suoi nuovi azionisti il patron della Fiorentina, Dieguito Della Valle. Una domandina riguardera' anche il doppio incarico di Maurizio Beretta alle relazioni esterne e alla Presidenza della Lega Calcio."


4- "ITALO" SI 'E BLOCCATO PER TRE ORE SUL BINARIO 3

Avviso ai naviganti n.2: "Si avisano i signori naviganti che ieri nel corso di un viaggio di rodaggio il nuovo treno "Italo" di NTV si 'e bloccato per tre ore sul binario 3 della stazione centrale di Bologna. La notizia non e' stata data a Luchino di Montezemolo che in quelle ore stava incontrando nella Silicon Valley i vertici di Google e Apple. Per colmo dell'ironia l'equipaggio di Italo e' tornato a Roma a bordo di un Freccia Rossa delle Ferrovie dello Stato. E Moretti gode come un riccio in calore".

 

 

Giuseppe-OrsiPIERFRANCESCO GUARGUAGLINI ROBERTO COTA ELICOTTERO AGUSTA WESTLAND AW VITTORIO GRILLI ANTONIO CATRICALA FRANCO BERNABE Alessandro PansaVINCENT BOLLORE ALBERTO NAGEL E RENATO PAGLIAROGIOVANNI PERISSINOTTODELLA VALLEMaurizio Beretta - Copyright PizziLUCA CORDERO DI MONTEZEMOLO MAURO MORETTI

Ultimi Dagoreport

donald trump giorgia meloni ixe sondaggio

DAGOREPORT - CHE COSA SI PROVA A DIVENTARE “GIORGIA CHI?”, DOPO ESSERE STATA CARAMELLATA DI SALAMELECCHI E LECCA-LECCA DA DONALD TRUMP, CHE LA INCORONÒ LEADER "ECCEZIONALE", "FANTASTICA", "PIENA DI ENERGIA’’ E ANCHE "BELLISSIMA"? - BRUTTO COLPO, VERO, SCOPRIRE CHE IL PRIMO DEMENTE AMERICANO SE NE FOTTE DELLA “PONTIERA” TRA USA E UE CHE SI È SBATTUTA COME MOULINEX CONTRO I LEADER EUROPEI IN DIFESA DEL TRUMPISMO, E ORA NON RACCATTA NEMMENO UN FACCIA A FACCIA DI CINQUE MINUTI, COME È SUCCESSO AL FORUM DI DAVOS? - CHISSÀ CHE EFFETTO HA FATTO IERI A PALAZZO CHIGI LEGGERE SUL QUEL “CORRIERE DELLA SERA” CHE HA SEMPRE PETTINATO LE BAMBOLE DELL’ARMATA BRANCA-MELONI, IL DURISSIMO EDITORIALE DI UN CONSERVATORE DOC COME MARIO MONTI - CERTO, PER TOGLIERE LA MASCHERA ALL’INSOSTENIBILE GRANDE BLUFF DELLA “GIORGIA DEI DUE MONDI”, C’È VOLUTO UN ANNO DI ''CRIMINALITÀ'' DI TRUMP MA, SI SA, IL TEMPO È GALANTUOMO, I NODI ALLA FINE ARRIVANO AL PETTINE E LE CONSEGUENZE, A PARTIRE DAL REFERENDUM SULLA GIUSTIZIA DI FINE MARZO, POTREBBERO ESSERE MOLTO AMARE TRASFORMANDO IL ''NO'' ALL'UNICA RIFORMA DEL GOVERNO IN UN "NO" AL LEGAME DI MELONI CON LA DERIVA FASCIO-AUTORITARIA DI TRUMP... 

tommaso cerno barbara d'urso durso d urso francesca chaouqui annamaria bernardini de pace

FLASH – IERI SERA GRAN RADUNO DI PARTY-GIANI ALLA CASA MILANESE DI TOMMASO CERNO, PER CELEBRARE IL 51ESIMO COMPLEANNO DEL DIRETTORE DEL “GIORNALE” – NON SI SONO VISTI POLITICI, AD ECCEZIONE DI LICIA RONZULLI. IN COMPENSO ERANO PRESENTI L’AVVOCATESSA ANNAMARIA BERNARDINI DE PACE E L’EX “PAPESSA” FRANCESCA IMMACOLATA CHAOUQUI. A RUBARE LA SCENA A TUTTE, PERÒ C’HA PENSATO UNA SFAVILLANTE BARBARA D’URSO STRETTA IN UN ABITINO DI DOLCE E GABBANA: “BARBARELLA” AVREBBE DELIZIATO I PRESENTI ANNUNCIANDO CHE, DOPO FABRIZIO CORONA, ANCHE LEI TIRERÀ FUORI QUALCHE VECCHIA MAGAGNA…

giorgia meloni carlo calenda

FLASH – CARLO CALENDA UN GIORNO PENDE DI QUA, L’ALTRO DI LÀ. MA COSA PENSANO GLI ELETTORI DI “AZIONE” DI UN’EVENTUALE ALLEANZA CON LA MELONI? TUTTO IL MALE POSSIBILE: IL “TERMOMETRO” TRA GLI “AZIONISTI” NON APPREZZA L'IPOTESI. ANCHE PER QUESTO CARLETTO, ALL’EVENTO DI FORZA ITALIA DI DOMENICA, È ANDATO ALL’ATTACCO DI SALVINI: “NON POSSO STARE CON CHI RICEVE NAZISTI E COCAINOMANI” (RIFERIMENTO ALL’ESTREMISTA INGLESE TOMMY ROBINSON) – IL PRECEDENTE DELLE MARCHE: ALLE REGIONALI DI SETTEMBRE, CALENDA APRÌ A UN ACCORDO CON IL MAL-DESTRO ACQUAROLI, PER POI LASCIARE LIBERTÀ “D’AZIONE” AI SUOI CHE NON NE VOLEVANO SAPERE...

donald trump peter thiel mark zuckerberg sam altman ice minneapolis

DAGOREPORT – IL NERVOSISMO È ALLE STELLE TRA I CAPOCCIONI E I PAPERONI DI BIG TECH: MENTRE ASSISTONO INERMI ALLE VIOLENZE DI MINNEAPOLIS (SOLO SAM ALTMAN E POCHI ALTRI HANNO AVUTO LE PALLE DI PRENDERE POSIZIONE), SONO MOLTO PREOCCUPATI. A TEDIARE LE LORO GIORNATE NON È IL DESTINO DELL'AMERICA, MA QUELLO DEL LORO PORTAFOGLI. A IMPENSIERIRLI PIÙ DI TUTTO È LO SCAZZO TRA USA E UE E IL PROGRESSIVO ALLONTANAMENTO DELL'EUROPA, CHE ORMAI GUARDA ALLA CINA COME NUOVO "PADRONE" – CHE SUCCEDEREBBE SE L’UE DECIDESSE DI FAR PAGARE FINALMENTE LE TASSE AI VARI ZUCKERBERG, BEZOS, GOOGLE, IMPONENDO ALL’IRLANDA DI ADEGUARE LA PROPRIA POLITICA FISCALE A QUELLA DEGLI ALTRI PAESI UE? – COME AVRÀ PRESO DONALD TRUMP IL VIAGGIO DI PETER THIEL NELLA FRANCIA DEL “NEMICO” EMMANUEL MACRON? SPOILER: MALISSIMO…

viktor orban giorgia meloni santiago abascal matteo salvini

FLASH – GIORGIA MELONI SI SAREBBE MOLTO PENTITA DELLA SUA PARTECIPAZIONE ALL’IMBARAZZANTE SPOTTONE PER LA CAMPAGNA ELETTORALE DI VIKTOR ORBAN, INSIEME A UN’ALLEGRA BRIGATA DI POST-NAZISTI E PUZZONI DI TUTTA EUROPA – OLTRE AD ESSERSI BRUCIATA IN UN MINUTO MESI DI SFORZI PER SEMBRARE AFFIDABILE ED EUROPEISTA, LA SORA GIORGIA POTREBBE AVER FATTO MALE I CONTI: PER LA PRIMA VOLTA DA ANNI, I SONDAGGI PER IL “VIKTATOR” UNGHERESE NON SONO BUONI - IL PARTITO DEL SUO EX DELFINO, PETER MAGYAR, È IN VANTAGGIO (I GIOVANI UNGHERESI NON TOLLERANO PIÙ IL PUTINISMO DEL PREMIER, SEMPRE PIÙ IN MODALITÀ RAGAZZO PON-PON DEL CREMLINO)

zelensky beltrame meloni putin

FLASH – CHI E PERCHÉ HA FATTO USCIRE IL DISPACCIO DELL’AMBASCIATORE “LEGHISTA” A MOSCA, STEFANO BELTRAME, RISERVATO AI DIPLOMATICI, IN CUI SI ESPRIMEVANO LE PERPLESSITÀ ITALIANE SULLE NUOVE SANZIONI ALLA RUSSIA, CON TANTO DI STAFFILATA ALL’ALTO RAPPRESENTANTE UE, KAJA KALLAS (“IL CREMLINO NON LA RICONOSCE COME INTERLOCUTRICE”)? NON SONO STATI I RUSSI, MA QUALCUNO DALL'ITALIA. EBBENE: CHI HA VOLUTO FARE UN DISPETTUCCIO A GIORGIA MELONI, CHE CI TIENE TANTO A MOSTRARSI TRA LE PIÙ STRENUE ALLEATE DI KIEV? -  PICCOLO REMINDER: BELTRAME, EX CONSIGLIERE DIPLOMATICO DI SALVINI AI TEMPI DEL VIMINALE, NELL’OTTOBRE DEL 2018 ORGANIZZÒ IL VIAGGIO DI SALVINI A MOSCA, AI TEMPI DELL’HOTEL METROPOL…