1- RENZI-DELLA VALLE: DALLO STADIO DI FIRENZE A MONTECITORIO PER ROTTAMARE L’ITALIA? 2- NELLA MISSIONE AMERICANA DI MONTI C’È UNA COMPARSA: TERZI DI SANTAQUALCOSA 3- A PROPOSITO DI SPRECHI PUBBLICI: MA CHE FINE HANNO FATTO IL MINISTRO PIETRO GIARDA E IL MANAGER ENRICO BONDI, INCARICATI DA MONTI PER TAGLIARE I CONTI DELLO STATO? 4- IL MONTI DI VARESE NON SEMBRA SENSIBILE AL MONTI DI GIOVANNA E CORRADINO PASSERA

1- NELLA MISSIONE AMERICANA DI MONTI C'È UNA COMPARSA: TERZI DI SANTA QUALCOSA
Mario Monti si è svegliato nel suo albergo di New York con un leggero mal di testa.
Non è colpa della temperatura che in giornata arriverà a 22 gradi con il cielo nuvoloso, ma forse è l'effetto ritardato del jet lag e della cena che ieri sera ha concluso la sua prima giornata nella Grande Mela.

Ad appesantirlo non sono stati gli "spaghetti primavera" del famoso ristorante "Le Cirque" che i critici impietosi del "New York Times", pur attribuendogli 3 stelle, hanno definito "decadente". Piuttosto la fatica si è fatta sentire perché - come racconta il corrispondente del "Sole 24 Ore" Mario Platero - al tavolo erano seduti personaggi come Tim Geithner, George Soros, Frank Bisignano (con la "o" finale, tanto per non sbagliarci) e altri importanti manager italiani tra cui Lamberto Andreotti, il 60enne figlio del divino Giulio che nel 2010 ha lasciato Finmeccanica per prendere la guida del colosso farmaceutico Bristol Myers Squibb.

Anche oggi sarà una giornata molto impegnativa perché SuperMario, come lo ha definito ieri la "CNN", esordirà per la prima volta all'Onu con un discorso nel quale sicuramente traccerà prospettive serene sui rapporti tra il Nuovo e il Vecchio Continente.

L'appuntamento più interessante resta per lui quello in programma con il Council on Foreign Relations, uno dei think tank più prestigiosi degli Stati Uniti che dal 1927 si trova in un palazzo di Park Avenue. La sede consente l'accesso a pochi giornalisti relegati in una saletta, ma gli altri avranno la possibilità di seguire l'intervento in conference call. Anche qui Monti parlerà del futuro dell'Europa mettendo l'accento sulle sfide per l'euro, un tema che eccita gli ambienti finanziari e gli analisti attaccati al mito del dollaro.

Probabilmente accanto a lui ci sarà anche il ministro degli Esteri Giulio Terzi di Sant'Agata che in questa missione di Monti rischia di fare la parte della comparsa. Non a caso oggi ha voluto far sentire la sua voce con alcune dichiarazioni raccolte da "Repubblica" e "La Stampa" in cui mette il dito sulla ferita all'immagine dell'Italia macchiata dalle vergogne della Regione Lazio ("è un vulnus grave che adesso dobbiamo suturare" dice il diplomatico che per anni ha rappresentato l'Italia alle Nazioni Unite di cui conosce gli anfratti più segreti e la storia).

Il buon Terzi di aristocratica famiglia venerdì si presenterà intorno alle 19 al consolato italiano per presentare un libro dedicato a Dag Hammarskjold, il diplomatico svedese perito nel '61 in un incidente aereo in Rodesia quando stava espletando la carica di terzo segretario delle Nazioni Unite. Il ministro sarà accolto al numero 690 di Park Avenue dalla bella console Natalia Quintavalle, arrivata a New York nel settembre dell'anno scorso, e dopo un cocktail parlerà dell'opera scritta da una sua concittadina di Bergamo, la giornalista Susanna Pesenti.

Non è una grande performance quella del povero Terzi messo in disparte dall'ombra di SuperMario, ma il diplomatico pensa di rifarsi lunedì prossimo quando a Milano si terrà il Forum nazionale della Cooperazione alla presenza del premier e del pallido Vittorio Grilli. Ci saranno almeno 1.600 persone e l'inevitabile tavola rotonda moderata dal direttore del "Corriere della Sera" Flebuccio De Bortoli.


2- A PROPOSITO DI SPRECO DI RISORSE PUBBLICHE: CHE FINE HANNO FATTO IL MINISTRO PIETRO GIARDA E IL MANAGER ENRICO BONDI, AL QUALE MONTI HA AFFIDATO LE FORBICI PER TAGLIARE I CONTI DELLO STATO?
Nel salotto di "Ballarò" dove il parroco di campagna Giovanni Floris ha celebrato un funerale dignitoso alla sua creatura mediatica Renata Polverini, ieri sera c'è stata qualche dimenticanza.

Nessuno ha ricordato ad esempio che sul tema dello spreco di risorse pubbliche non si è sentita finora la voce del ministro dalle orecchie generose Pietro Giarda e di Enrico Bondi, il manager aretino al quale Monti ha affidato le forbici per tagliare i conti dello Stato.

Per quanto riguarda Giarda è chiaro che da mesi ha tirato i remi in barca e ha rinunciato a esternare le sue intenzioni perché si è sentito oppresso dai ministri e offeso dall'arrivo di Bondi.

D'altra parte non è che abbia dimostrato di avere una grande consapevolezza del problema che oggi è esploso sommergendo di fetore insopportabile le regioni mal governate. Basta leggere il Rapporto che presentò il 20 aprile sui tagli della spesa stimati intorno ai 300 miliardi. Nella prima parte di quel documento c'è un capitoletto di appena 20 righe titolato: "Il carattere improprio dei rapporti centro-periferia".

In quel momento l'attenzione di Giarda era dedicata soprattutto al taglio dei costi delle prefetture che nel 2010 avevano toccato l'apice di 583 milioni, ma se si torna indietro nel tempo si scopre che già nel 2004 in un articolo ricco di citazioni alla politica di Luigi XVI e del suo direttore delle finanze Necker, il povero Giarda non aveva orecchie per gli sprechi delle Regioni.

E anche Bondi, il tosto toscano 78enne che aveva annunciato una resa dei conti a settembre, si è tenuto alla larga da questo problema puntando soprattutto sugli sprechi da 100 miliardi nella sanità e nell'acquisto di beni e servizi da parte dello Stato.

Adesso il pallino passa nelle mani di Giuliano Amato, il politico torinese che Monti ha coinvolto insieme a Bondi e Giavazzi per affrontare il problema dei costi della politica. A smuoverlo da dietro le quinte è stata la telefonata di sdegno con cui Napolitano ha chiesto a Monti di mettere mano al più presto a una riforma che consenta di partorire al più presto un provvedimento rapido del Governo.

Quando si tratta di prendere il randello il "dottor Sottile" non è uomo che si tira indietro e lo ha fatto nel '92 quando fece la famosa manovra nelle tasche degli italiani con il prelievo del 6% dai conti correnti. Oltre ad essere di intelligenza raffinata, Amato è un uomo che ha visto con i suoi occhi le degenerazioni e gli sprechi della Prima Repubblica quando il suo cuore batteva per Craxi e nella stanza accanto a quella del leader socialista in via del Corso non riusciva a capire i movimenti delle valigie, dei nani e delle ballerine.

Ma quelli erano altri tempi dove i riflettori dei media non erano così accecanti e gli episodi di corruzione avevano un sapore meno carnascialesco di quelli che si sono consumati sotto gli occhi socchiusi della Polverini.

Adesso toccherà a lui dimostrare che quelle pagine lontane hanno lasciato una traccia nel suo animo e nel suo cervello. E non è affatto un caso che a tirargli la volata affinché prenda il testimone di una battaglia moralizzatrice sia stato l'uomo del Colle.

Per Napolitano, che sta lentamente preparando la sua uscita dal Quirinale, Giuliano Amato è l'uomo che dovrebbe raccogliere la sua eredità. È un candidato più credibile di Prodi, D'Alema, Casini, Gianni Letta e di tutti gli altri nomi circolati nelle ultime settimane. Su di lui il gioco dei veti incrociati potrebbe non aver spazio sempre che, naturalmente, i consensi all'ultimo momento non vadano in direzione di SuperMario.


3- A PALAZZO CHIGI IL MONTI DI VARESE NON SEMBRA SENSIBILE AL MONTI DI GIOVANNA E CORRADINO
Quando alla fine di aprile Riccardo Monti è stato nominato presidente dell'Ice in casa Passera si è stappato lo champagne.

Ormai lo sanno tutti che a quella nomina ha dato un contributo determinante Giovanna Salza, l'intraprendente moglie-"regina" di Corradino, che ha sempre avuto una particolare ammirazione per questo manager napoletano.

Ad accreditarlo presso l'altro Monti di Palazzo Chigi c'era un curriculum niente male dove si può leggere che ha solo 44 anni e si è specializzato alla Columbia University e al Brooklyn Polytechnic di New York. Ma c'è di più perché negli ultimi 15 anni ha lavorato nel Gruppo "Value Partners" dove ha seguito l'esplosione dei grandi mercati emergenti. Purtroppo la sua attività all'Ice non è partita con il piede giusto e con l'accelerazione che si sperava.

La nuova Agenzia diventerà operativa solo dal 1° gennaio 2013, un ritardo grave rispetto alle attese del mondo che esporta. La colpa però non è sua perché - come spiega il "Sole 24 Ore" - mancano ancora i decreti attuativi della presidenza del Consiglio. Ciò non toglie che il manager stimato da Giovanna e da Corradino abbia cominciato a disegnare la nuova mappa dell'Istituto che è stato governato per molti anni e tra molte critiche dall'ambasciatore Umberto Vattani.

Secondo il progetto le sedi dell'Ice all'estero si ridurranno da 92 a 64 e saranno distinte in 14 sedi dirigenziali e 50 unità di livello funzionariale.

Per uno che ha lavorato 15 anni nella società di consulenza manageriale "Value Partners" è stato facile ridisegnare l'organigramma del vecchio Istituto. Il guaio è che a Palazzo Chigi il Monti di Varese non sembra sensibile al Monti napoletano e non è affatto chiaro se al 1° gennaio 2013 oltre al semaforo verde della nuova struttura arriveranno anche i quattrini.


4- RENZI-DELLA VALLE: DALLO STADIO AL PARLAMENTO PER ROTTAMARE LA POLITICA?
Avviso ai naviganti: "Si avvisano i signori naviganti che nell'intervallo della partita di ieri sera tra Fiorentina e Juventus nella tribuna d'onore tutti gli occhi erano puntati sul fitto dialogo tra il sindaco Renzi e Andrea Della Valle, fratello dello scarparo marchigiano.

I due sembrano aver dimenticato le dure polemiche del 2010 quando i fratelli Tod's polemizzarono duramente con il piccolo Obama di Firenze per la convenzione dello stadio. In quell'occasione volarono parole grosse poi Renzi scrisse una lettera cercando di attenuare la polemica.

Adesso sono in molti a chiedersi se il fratello Andrea sia stato mandato in avanscoperta dallo scarparo-scassasalotti per esplorare un'intesa politica all'insegna della rottamazione".

 

 

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