1- SPREAD BTP-BUND OSCILLA A 520 PUNTI, QUELLO SPAGNOLO A 635, PIAZZA AFFARI -3,9% 2- SE L’EURO-CALVARIO DELLA SPECULAZIONE DELLE BANCHE AMERICANE DOVRÀ CONTINUARE PER TUTTO AGOSTO, MEJO UNA FINE SPAVENTOSA CHE UNO SPAVENTO SENZA FINE 3- “PIZZINO” AGLI ITALIANI: SE VOLETE SOPRAVVIVERE RICONFERMATE SUBITO RIGOR MORTIS! 3- ANCHE QUEL GRAN BOCCONIANO DEL PREMIER PERÒ NON HA FATTO BENE I COMPITI: “LA SUA MANCANZA DI SUCCESSI NEL CONSEGUIRE CONCESSIONI DAL CONSIGLIO EUROPEO HA CONDOTTO AD UNA BRUSCA CADUTA DEL SUO CAPITALE POLITICO PERSONALE” 4- CHISSÀ COME SE LA STANNO GODENDO LA C.I. MERKEL CON LE PROBE OLANDA E FINLANDIA

1- SPREAD BTP-BUND OSCILLA A 520 PUNTI
(ANSA) - Lo spread Btp-Bund oscilla a 520 punti base con il rendimento del Btp a 10 anni al 6,33%.

2- BORSA: GIA' FINITO IL TENTATIVO DI RECUPERO, -3,9% FTSE MIB
Radiocor - Il tentativo di recupero di Milano e' gia' terminato, complice l'andamento dello spread tornato a salire a 524 punti: il Ftse Mib e' tornato a precipitare, arretrando adesso del 3,9%. Va male anche Madrid, anche scivola del 3%. Il clima e' peggiorato su tutti i mercati: Francoforte cede il 3%, Parigi il 2,6% e Londra il 2,2%. La Borsa di Atene accusa un tonfo del 7,8%.

3- "PIZZINO" AGLI ITALIANI: SE VOLETE SOPRAVVIVERE RICONFERMATE SUBITO RIGOR MORTIS!
Nouriel Roubini per "la Repubblica" (Testo raccolto da Eugenio Occorsio)

L'annuncio di Mario Monti che «il contagio è cominciato» ha allarmato gli ambienti finanziari internazionali che ora, a maggior ragione, si interrogano sull'identità del governo italiano dopo l'era dell'esecutivo tecnico, visto che lo stesso Monti aveva già detto di non voler restare al potere dopo le elezioni. Però, vista la gravità della recessione e la posizione del Paese al centro della crisi dell'Eurozona, la continuità politica ed economica è vitale.

La prossima amministrazione deve essere preparata a portare avanti l'agenda riformatrice di Monti. Senonché, vista la fluidità e l'imprevedibilità della politica italiana, le prospettive perché questo accada non sono buone. Sta di fatto che nella moltitudine dei recenti sviluppi correlati con la crisi dell'Eurozona, insufficiente attenzione è stata dedicata al riemergere dell'instabilità politica in Italia.

Anche se le elezioni non saranno prima della metà del 2013 (potrebbero essere anticipate se una crisi politica dovesse scoppiare in concomitanza di un intervento di soccorso europeo), la comunicazione della decisione di Monti e la crescente probabilità che Berlusconi si presenti per l'ennesima volta, indicano che la campagna elettorale è cominciata.

I detonatori dell'accresciuta incertezza politica sono stati la cattiva performance dei partiti tradizionali alle elezioni locali di maggio (con la conseguente paura che i risultati si ripetano alle politiche) e poi la crescita di consenso per movimenti radicali e anti-establishment, il periclitante appoggio per le riforme di Monti, la recessione che continua ad aggravarsi.

Ad accrescere la tensione e i pericoli per il Paese, c'è il progressivo distaccarsi della classe politica dalle impopolari riforme del governo. Al punto che le più strutturali di queste hanno un travagliatissimo percorso parlamentare e finiscono spesso con l'incagliarsi.
Eppure all'inizio, dopo il collasso del populistico governo Berlusconi, l'Italia ha attraversato il miglior periodo di stabilità dallo scoppio della crisi dell'euro. E' andato avanti fino a qualche settimana fa.

Fornito di un mandato per introdurre le riforme strutturali che i governi politici avevano continuamente rimandato, l'esecutivo tecnico inizialmente aveva un buon appoggio bipartisan. La solida reputazione di Monti come economista e come ex commissario Ue erano un ottimo capitale politico all'interno e all'estero. L'unica opposizione significativa era quella dei separatisti e populisti della Lega. Monti ha attuato una coraggiosa riforma delle pensioni, un importante pacchetto di austerity e una serie di liberalizzazioni, misure inimmaginabili nel governo Berlusconi.

Queste misure, unite ai finanziamenti a tasso agevolato della Bce alle banche (Ltro) hanno consentito una vistosa caduta dello spread nel primo trimestre 2012 e sembravano spianare la strada per ulteriori riforme prima che si reinsediasse un governo democraticamente eletto. Senonché, recentemente l'effetto degli Ltro si è vanificato ed è riemersa l'instabilità politica tipica dell'Italia.

Monti rimane rispettato all'estero, ma la sua mancanza di successi nel conseguire concessioni dal Consiglio europeo e riabbassare i costi del finanziamento per l'Italia hanno condotto ad una brusca caduta del suo capitale politico personale. Dopo le elezioni locali la situazione è peggiorata perché il centrodestra ha cominciato a differenziarsi da Monti e ad ostruire la sua agenda di riforme.

L'impatto della paralisi politica sul governo è esemplificato dal deludente tentativo di riformare il mercato del lavoro, con innovazioni insufficienti ad invertire l'impennata del costo della manodopera rispetto alla produttività che ha portato alla perdita di competitività dell'export. Al punto che il bisogno di un futuro aiuto internazionale appare non più impossibile.

Eppure, malgrado la popolarità del suo governo stia riducendosi, il prestigio personale di Monti è intatto. La continuazione del "montismo" (un governo impegnato in una graduale austerità fiscale e progressive riforme strutturali auspicando politiche di crescita europee) è l'unica via perché l'Italia possa sopravvivere e svilupparsi all'interno dell'Eurozona. Credo che l'annuncio del ritiro di Monti sia stato tattico, per non compromettersi l'appoggio dei due partiti principali nella prosecuzione della sua agenda.

Così è una mossa estemporanea l'annuncio di Berlusconi per rimettere insieme quel che resta del Pdl. Un'ipotesi potrebbe essere un governo di nuovo presieduto da Monti, appoggiato da un ampio schieramento politico, con alcuni ministri tecnici ancora dentro come Grilli e Passera, e tutto il resto costituito da rappresentanti dei partiti.

Del resto Monti, quale senatore a vita ancorché non iscritto a nessun partito, è costituzionalmente titolato per farlo. La partecipazione dei più seri membri dei partiti a questo governo ne garantirebbe la legittimazione democratica. Quest'opzione sembrerà futuribile ma vista la probabilità di una paralisi post-elettorale, potrebbe essere una possibilità da considerare.

 

ROTTURA EURO ROTTURA DELL EURO LA TOMBA DELL EURO L EURO CHE AFFONDA EURO SI SCIOGLIE EURO IN FIAMME EURO DI CIOCCOLATA CHE SI SCIOGLIE CADUTA EURO euro crisi

Ultimi Dagoreport

naike rivelli

DAGOREPORT – ORA SÌ CHE TI RICONOSCIAMO, NAIKE! LA RIVELLI DEDICA UN ALTRO VIDEO COATTO A DAGOSPIA E FINALMENTE TORNA LA BURINELLA CHE ABBIAMO SEMPRE AMATO – DALLE LEZIONI SULL’INGOIO DELLE BANANE ALLA FOTO CON LA TESTA NEL CESSO FINO ALLA “VULVA ART” E ALLA MEGA-HIT “DEFAILLANCE”, ABBIAMO SEMPRE ADORATO LA NAIKE FUORI CONTROLLO, TRA AVVENTURE LESBO, FOTO IGNUDA E APPELLI PRO-GNOCCA – CARISSIMA NAIKE, ABBIAMO UN CONSIGLIO: LASCIA PERDERE I DISSING, GLI SCONTRI VERBALI, LE POLEMICHE. NON SONO PER TE. NON AFFATICARE LE SINAPSI, LASCIALE LIBERE DI SINTONIZZARSI CON L’UNIVERSO. SPALANCA I CHAKRA, CHISSÀ CHE L’ENERGIA COSMICA NON ENTRI A FARE UN SALUTO. NON PRENDERTI TROPPO SUL SERIO. NOI NON L’ABBIAMO MAI FATTO...

giorgia meloni salvini tajani legge elettorale

DAGOREPORT – GIORGIA MELONI ERA CONVINTA DI AVER TROVATO UN ACCORDO CON SALVINI E TAJANI: PER AMMANSIRE I SUOI DUE ALLEATI, CONTRARISSIMI ALLE PREFERENZE, LI AVEVA ACCONTENTATI CON LE NOMINE DI STRISCIUGLIO A FERROVIE E STAZI ALLA CONSOB. OTTENUTO TUTTO QUESTO, NON SI METTERANNO MICA A ROMPERE I COJONI, PENSAVA LA DUCETTA. E INVECE… - IL GUAIO È CHE IL “FU TRUCE DEL PAPEETE” E L’EX MONARCHICO DI FERENTINO NON GOVERNANO PIÙ I LORO PARTITI, ORMAI SFARINATI – DENTRO FRATELLI D’ITALIA, MICA VA TANTO MEGLIO: QUANDO FRANCESCO LOLLOBRIGIDA PARLA DI “VIGLIACCHINI” CHE HANNO VOTATO NO, CE L’HA ANCHE CON I SUOI CAMERATI DI VIA DELLA SCROFA (IL PARTITO GRANITICO E COMPATTO DIETRO “IO SO’ GIORGIA’ NON ESISTE PIÙ

giorgia meloni roberto vannacci

DAGOREPORT- MENTRE LA RIFORMA ELETTORALE APPRODA IN PARLAMENTO, GIORGIA MELONI È TORMENTATA DA DUBBI E PERPLESSITÀ - ALL’EPOCA DELLA STESURA DEL NUOVO SISTEMA DI VOTO, NESSUNO DELLA FIAMMA MAGICA AVEVA PRESO IN SERIA CONSIDERAZIONE IL GENERALISSIMO VANNACCI E L'INARRESTABILE ASCESA DEL SUO PARTITO FUTURO NAZIONALE - E ADESSO SI CORRE IL FORTE RISCHIO CHE NESSUNA DELLE DUE CONTRAPPOSTE ALLEANZE RIESCA A INCAMERARE QUEL 42% CHE PORTEREBBE A UN PREMIO DI MAGGIORANZA DI 70 DEPUTATI E 35 SENATORI - UN BONUS TALMENTE ESAGERATO CHE LA CORTE COSTITUZIONALE NON AVREBBE IL MINIMO DUBBIO NEL BOCCIARLO - NON SOLO: A FINIRE SOTTO GLI ARTIGLI DELLA CORTE SPICCA ANCHE L’INDICAZIONE DEL CANDIDATO PREMIER NEL PROGRAMMA, UNA SORTA DI PREMIERATO IN VERSIONE DIETOR CHE VA A CONFLIGGERE CON LA COSTITUZIONE CHE VUOLE CHE SIA IL CAPO DELLO STATO A INDICARE IL PREMIER…

baroni universitari

DAGOREPORT - TRUFFE, FAVORI, ABUSI DI POTERE: MA COME SI FA A DIRE AI RAGAZZI DI STUDIARE E A CREDERE NELL’UNIVERSITÀ ITALIANA? - IL PRIMO ATENEO IN CLASSIFICA, IL POLITECNICO DI MILANO, TIENE PER TRENT’ANNI UN PROFESSORE PRECARIO A MILLE EURO CIRCA ALL’ANNO, MENO DI UN PAKISTANO CHE RACCOGLIE POMODORI! - CONTRO GLI ESITI, PILOTATI, DEI CONCORSI UNIVERSITARI, GIACCIONO CENTINAIA DI CAUSE DI RICORSO, POICHÉ L’ITALIA È L’UNICO PAESE DOVE PRIMA SI SCEGLIE IL CANDIDATO, POI SI RITAGLIA IL CONCORSO - IL CELEBRATO ERASMUS E' TANTO DIVERTENTE PER GLI STUDENTI (ANCHE PER ACCOPPIARSI) QUANTO INUTILISSIMO PER LO STUDIO: LO SANNO TUTTI CHE LO STUDENTE ERASMUS LO SI FA PASSARE PERCHÉ TANTO POI SE NE TORNA NELLA SUA UNIVERSITÀ - IN PARLAMENTO HANNO FATTO SALTARE L’ABILITAZIONE NAZIONALE (CHE FU INTRODOTTA DALLA GELMINI): I CONCORSI PER NUOVI DOCENTI SARANNO LOCALI, CIOE’ CONSEGNATI, COMPLETAMENTE, NELLE MANI DEI ‘’BARONI’’: TANTO LA MAGISTRATURA DORME (OPPURE LI ASSOLVE) - E PER FORTUNA CHE È IL GOVERNO DELLA MERITOCRAZIA, PRESIEDUTO DA UN “UNDERDOG”…

tommaso cerno lirio abbate sigfrido ranucci giuliano ferrara valter lavitola

DAGOREPORT - SE C'È UN FILO DI CONTINUITÀ NELLA STORIA DELL’ITALIETTA, UN ELEMENTO CHE RIMBALZA DA UN SECOLO ALL'ALTRO, È IL TRASFORMISMO - SE ALL’EPOCA SULLA VOLATILITÀ DI GIULIANO FERRARA SCESE UNA SORTA DI CONDANNA MORALE, OGGI SI VEDONO COSE CHE DIECI ANNI FA SI POTEVANO IMMAGINARE SOLO IN UN FANTAFUMETTO - L'"AMICIZIA FRATERNA" CHE LEGA L’EX GALEOTTO LAVITOLA CON IL GIORNALISTA DI PUNTA DELL’ANTI-POTERE, SIGFRIDO RANUCCI - L’EX DIRETTORE DELL’''ESPRESSO” LIRIO ABBATE CHE È IN ATTESA DI ASSUMERE LA VICE-DIREZIONE DEL ‘’GIORNALE’’, DOVE L’ATTENDE IL ‘’CERNO-BYL’’ DEL TRASFORMISMO: IL GAIO TOMMASINO, NEL BREVE GIRO DI UN LUSTRO, È STATO DIRETTORE DELL’’’ESPRESSO’’, VICEDIRETTORE DI ‘’REPUBBLICA’’, SENATORE PD SOTTO L’ALA DI RENZI, FINO A QUANDO, TRAFITTO DAL RAGGIO DI GIORGIA MELONI, E' PLANATO NELLA STAMPA DI DESTRA - TI BUTTI NELLA VITA DI MARIO ORFEO E SALTA FUORI DI TUTTO: DA CALTAGIRONE ALLA RAI, DA “REPUBBLICA” A LEONARDINO DEL VECCHIO…

sondaggi pagnoncelli meloni salvini vannacci trump

DAGOREPORT - DISGREGARE L’UNIONE EUROPEA, ALIMENTANDO FINANZIARIAMENTE LE FORZE SOVRANISTE EUROPEE, È L’OBIETTIVO DI TRUMP - NEL 2019, ALLA VIGILIA DELLE ELEZIONI EUROPEE, BANNON RISPONDE A UNA MAIL DI EPSTEIN: “SONO CONCENTRATO SOLO SUL RACCOGLIERE FONDI PER LE PEN E SALVINI IN MODO CHE POSSANO CANDIDARSI CON LISTE COMPLETE” - MEZZO MILIARDO DI CONTRIBUTI NON PUBBLICI DI CUI NON SI HA TRACCIA HANNO ARRICCHITO LE CASSE DEL BRITANNICO FARAGE ALLO SPAGNOLO VOX, FINO AI NAZI-TEDESCHI AFD – FINITO A “VAFFA” IL RAPPORTO TRA TRUMP E MELONI, SGRETOLATASI LA LEGA, ENTRA IN CAMPO, CARICO DI MUNIZIONI, IL GENERALE ROBERTINO VANNACCI. E SUBITO IL SUO PARTITO FA IL BOTTO  - “L’AFD ALLEATO CON FUTURO NAZIONALE È LA SCOMMESSA DI BANNON. I PUNTI NEL PROGRAMMA SONO GLI STESSI: REMIGRAZIONE, FINE DEL SOSTEGNO ALL’UCRAINA. PIÙ IN GENERALE: IMPLOSIONE DELL’UNIONE EUROPEA” – E RICICCIA LA DOMANDINA: CHI FINANZIA L’EX PARA’ DELLA FOLGORE?