ADDIO MIA BELLA TUNISI - DOPO L’ATTENTATO, LE COMPAGNIE NAVALI CANCELLANO LA TUNISIA DALLE ROTTE DELLE CROCIERE - VISTO IL CAOS IN EGITTO, LIBIA, ISRAELE, LIBANO E CRIMEA, RESISTE SOLO IL MAROCCO

Massimo Minella per “la Repubblica”

 

PORTO DI TUNISIPORTO DI TUNISI

La mappa delle crociere a rischio è un qualcosa che quasi non si riesce a immaginare. Eppure è con questo che il mercato che non conosce crisi, che ha saputo resistere alle guerre e alla recessione, che ha pure digerito senza troppa ansia la tragedia della Concordia deve fare i conti. In realtà, i focolai grandi e piccoli di tensione hanno già costretto le compagnie armatoriali a rivedere i propri piani.

 

Ma adesso, la tragedia di Tunisi impone un ulteriore, pesante cambio di rotta. Proprio a cominciare da quel Mediterraneo che, paradossalmente, rappresenta ormai il primo mercato al mondo, cresciuto più dei Caraibi grazie a un prodotto che ha sbaragliato la concorrenza turistica e attratto croceristi da tutto il mondo. La Tunisia da questo momento, e per chissà quanto ancora, è cancellata dalla geografia del business.

IL PORTO DI TUNISI  IL PORTO DI TUNISI

 

Un danno devastante per l’economia del Paese provocato dalla contemporanea rinuncia, annunciata ieri, delle prime due compagnie d’Europa, Costa e Msc, che nel porto di La Goulette avevano mercoledì “Fascinosa” e “Splendida”. A questo punto, nella sponda Sud del Mediterraneo resiste saldamente soltanto il Marocco. La Libia, tentata da Costa nel periodo di Gheddafi, è stata cancellata da anni.

 

L’Algeria non è ancora stata presa in considerazione. Fortemente critica la situazione dell’Egitto, che con Alessandria, apre ai suoi croceristi le porte per le Piramidi e con Port Said introduce sulla rotta del Mar Rosso, con scali considerati altrettanto a rischio. Molto delicata anche la situazione di Israele, che ancora offre come destinazione Ashdod e la straordinaria Eilat, nel Mar Rosso. Il Libano, con Beirut, tentato in passato, è uscito di scena. Ma anche il Mar Nero, che pure si aperto con successo al business delle crociere, ha dovuto fare i conti con addii importanti.

nave da crociera nel porto di tunisinave da crociera nel porto di tunisi

 

La Crimea, ad esempio, che offriva come destinazioni Odessa e Yalta, è uscita di scena per il conflitto fra Ucraina e Russia. Defezioni che impongono alle compagnie l’inserimento di nuove mete. Anche di questo si sta discutendo a Miami, dove è in corso l’evento più importante al mondo per il mercato delle crociere, il Seatrade Cruise.

 

Per un Nord Africa che esce di scena si pensa a un ulteriore rafforzamento del Nord del Mediterraneo, Spagna, Italia (con Sicilia e Sardegna), ma anche Grecia, Montenegro e Turchia, pure sempre osservata speciale. E poi il Nord Europa, con la Scandinavia, i Paesi Baltici e la Russia.

 

nave da crociera  nel porto di tunisinave da crociera nel porto di tunisi

E fuori dall’Europa? Intanto, come detto, preoccupa sempre più l’attraversamento del Mar Rosso, non solo per le tappe intermedie (le egiziane Safaga e Sharm El Sheik, la giordana Aqaba), ma anche per la sua uscita nel Corno d’Africa, da sempre meta della pirateria somala. Da qui passano le crociere attorno al mondo, ma anche quelle di trasferimento delle navi dal Mediterraneo all’Oriente. E se la situazione del Medio Oriente non desta preoccupazioni, qualche apprensione arriva dall’India (Bombay) e dall’Asia, in particolare dallo Sri Lanka, con la tappa di Ceylon.

 

la nave da crociera costa fascinosa su cui hanno viaggiato i turisti italiani 9d49c53la nave da crociera costa fascinosa su cui hanno viaggiato i turisti italiani 9d49c53

A questo punto si tratta di reinventare rapidamente un’offerta di crociere che, soltanto quest’anno, vedrà movimentare nei porti italiani quasi undici milioni di passeggeri. Dato in crescita rispetto all’anno precedente, che conferma appunto il consolidamento di un business inventato di fatto negli anni Settanta, quando l’americano Ted Arison decise di trasformare una vacanza per pochi ricchi anziani in una grande festa popolare.

 

«Dev’essere come un Carnevale», sentenziò inaugurando la sua prima nave, appunto la “Carnival”. Quel nome rappresenta ora il primo gruppo internazionale, con dieci differenti marchi in giro per i mari del mondo, fra cui Costa Crociere. Ma a fare festa, oggi, non pensa proprio nessuno.

 

 

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