john elkann andrea agnelli

BOMBE DA TORINO: JOHN ELKANN AVREBBE OFFERTO A FRANCESCO CALVO IL RUOLO DI AMMINISTRATORE DELEGATO DELLA JUVENTUS. E ANDREA AGNELLI, PER LIBERARSI DEL CUGINO, È DISPOSTO A CONSEGNARGLI IL 12% DI EXOR (VALORE: 1 MILIARDO) PER PRENDERSI LA JUVE! - CHE NE SARÀ DI MARCHIONNE? L’IMPULLOVERATO SI È FATTO UN NEMICO MOLTO POTENTE: DONALD TRUMP. CHE VUOLE RIMETTERE LA CHRYSLER IN MANI AMERICANE. E IN FERRARI... -  GINATTA E I DUE PUMA SCAPPATI DALLA VILLA

DAGOREPORT

 

IL RITORNO DI CALVO A TORINO

ANDREA AGNELLI FRANCESCO CALVOANDREA AGNELLI FRANCESCO CALVO

Acque molto agitate a Torino. Nell’inchiesta sui rapporti tra Juventus e ultrà legati alla ‘ndrangheta è stato sentito anche Francesco Calvo, che all’epoca era direttore commerciale della squadra, braccio destro nonché migliore amico di Andrea Agnelli. Nel frattempo Andrea si è innamorato di sua moglie Deniz, con cui ha avuto una figlia, e Calvo è volato a Barcellona con una liquidazione da due milioni come premio per il suo signorile silenzio.

 

francesco calvofrancesco calvo

Calvo come avvocato ha pensato bene di scegliere Cantamessa, legale del Milan, che si è sentito spesso con la difesa di Agnelli per tenere una linea comune davanti alla Procura. Ma il suo riavvicinamento con la società potrebbe andare ben oltre. Anche per le pressioni della moglie Lavinia Borromeo, che mal sopporta Andrea per i suoi poco sabaudi pasticci sentimentali, John Elkann avrebbe offerto a Calvo il posto di amministratore delegato della Juventus al posto di Aldo Mazzia.

 

ANDREA AGNELLI DENIZ AKALINANDREA AGNELLI DENIZ AKALIN

Non è un’idea folle: Calvo vuole tornare in Italia, visto che con Deniz ha una figlia, e ora che è nata la sorellina, è sempre più difficile gestire il ménage familiare diviso tra Spagna e Italia. Per avvicinarsi a Torino ha fatto anche un colloquio con l’Inter, che però non sarebbe andato come sperava.

 

E cosa fa Andrea davanti a tutto questo? Non può fare nulla. La procura federale punta a 3 anni di squalifica per il caso ‘ndrangheta, anche se chi conosce la giustizia sportiva pensa che la decisione finale oscillerà tra 6 e 12 mesi. La potente Juve ha chiesto di non emettere la sentenza prima della finale di Cardiff, perché sarebbe stato un disastro di immagine e morale. È stata accontentata, e il verdetto è stato spostato a settembre.

andrea agnelli deniz akalinandrea agnelli deniz akalin

 

Se questo ha (per ora) salvato la faccia della squadra, questo costringe il presidente a un ulteriore periodo di silenzio, soprattutto sulle manovre intorno alla squadra.

 

Per Agnelli è un boccone amaro dopo l’altro. L’ultimo caso? La (mancata) festa scudetto. Dopo la vittoria del titolo italiano, la dirigenza ha pensato bene di rinviare a dopo la finale Champions i festeggiamenti in città, per non distrarre la squadra a una settimana dalla partita più importante della stagione.

 

deniz akalin andrea agnelli john elkann lavinia borromeodeniz akalin andrea agnelli john elkann lavinia borromeo

Il trio addetto al marketing (Giorgio Ricci, Federico Palomba, Silvio Vigato) non aveva badato a spese e allestito un mega evento da un milione di euro. Con un dettaglio non secondario: una penale da 400mila euro da versare agli organizzatori in caso di annullamento.

 

Andrea è venuto a conoscenza di questa penale-monstre solo due giorni prima di Cardiff, quando era troppo tardi per cambiare le cose. Sappiamo com’è andata. Non solo la sconfitta cocente con il Real, ma la tragedia organizzativa di piazza San Carlo. La festa è ovviamente saltata, e la società ha dovuto staccare l’assegnone a vuoto.

 

 

CHE SUCCEDE AL TITOLO JUVE?

john elkann andrea agnellijohn elkann andrea agnelli

Le acque agitate non riguardano solo la parte gestionale. Anche sul piano finanziario i movimenti non mancano. Il titolo nei mesi scorsi è decollato a livelli mai raggiunti negli ultimi 10 anni. Gli scambi tra febbraio e giugno sono stati massicci, e anche oggi – dopo la sconfitta in Champions – l’azione vale quasi il doppio (50-60 cent) del prezzo medio (22-30) cui è rimasta inchiodata per stagioni intere (la finale di Champions nel 2015 non spostò molto).

 

andrea agnelli john elkann lavinia borromeoandrea agnelli john elkann lavinia borromeo

Da dove arrivano questi movimenti? Forse qualche fondo sta comprando il flottante della Juve? È possibile, anche perché a Torino si mormora che Andrea avrebbe proposto uno scambio storico al resto della famiglia. Lui e la madre Allegra rinuncerebbero al 12% che hanno in Exor, la cassaforte che controlla tutte le attività principali, in cambio della quota che Exor detiene nella Juventus (63,77%).

 

Il figlio di Umberto in questi mesi è stato messo all’angolo dal cugino John, così tenta un ‘all-in’ pokeristico: butta sul piatto tutto quello che ha, sperando di ribaltare il suo destino incerto. Vuole passare da socio minoritario e maltrattato a padrone di tutto.

andrea agnelli deniz akalin john elkann lavinia borromeoandrea agnelli deniz akalin john elkann lavinia borromeo

 

L’offerta per Elkann è ghiotta. In borsa la Juve vale oggi 528 milioni, ma la società è valutata intorno a 1,5 miliardi, dunque la quota Exor vale circa un miliardo. Exor – che oltre alla Juve ha in pancia il 29,4% di Fca, il 100% di PartnerRe, il 22,9% di Ferrari, il 26,9% di Cnh e il 43,4% dell’Economist – in borsa vale circa 12 miliardi. Quindi il 12% si avvicina molto a quel miliardo di cui si parlava.

 

In tutto questo reticolo societario, John avrebbe offerto ad Andrea di fare il presidente della Ferrari al posto di Marchionne, che ha annunciato (rimandandolo 5 volte) il suo abbandono di FCA nel 2018-2019, ma non quello al vertice di Maranello, dove anzi conta di rimanere fino al 2021. I suoi piani sono emersi leggendo sul bilancio il programma di bonus destinati al manager col pullover (28 milioni), che arrivano fino a quella data.

Deniz Akalin e Francesco Calvo Deniz Akalin e Francesco Calvo

 

 

IL RUOLO DI MARCHIONNE

Ma Sergione non è più stabile come un tempo. Il suo ruolo è in discussione, anche agli occhi degli azionisti internazionali. Una delle ragioni principali ha il volto arancione di Donald Trump. Il presidente degli Stati Uniti ha infatti intenzione di smantellare buona parte delle scelte fatte da Obama, e tra queste c’è l’aver consegnato la Chrysler in mano a Marchionne e agli Agnelli.

 

Peraltro, dopo l’iniziale salvataggio del 2009, negli ultimi anni è stata la controllata americana a portare a casa il grosso degli utili, e ora Trump vuole riportare le galline nel pollaio. Il suo programma ‘hire American, buy American’ suona stonato se una delle tre grandi case di Detroit è in mano italiana.

SERGIO MARCHIONNE E JOHN ELKANN SERGIO MARCHIONNE E JOHN ELKANN

 

Le pressioni su Marchionne per cedere il business a qualcuno più ‘local’ sono molto forti, e l’inchiesta della EPA, l’agenzia per la protezione ambientale, sul dieselgate della Chrysler, è un chiaro segnale di ostilità da parte del nuovo governo. Il Dipartimento di Giustizia, il 23 maggio scorso, ha portato in tribunale la società, in una causa che potrebbe rivelarsi molto costosa, anche in termini di immagine, per FCA.

 

E’ un caso, secondo voi, che certi giornali italiani che molto devono a Fiat, tra pubblicità e controllo, sparino contro Trump in modo spesso incontrollato?

trump marchionnetrump marchionne

 

L’impulloverato, dopo i suoi tentativi disperati (e respinti) di fondersi con GM, continua a ripetere il mantra dei volumi: per sopravvivere, bisogna vendere milioni di veicoli più di oggi. In America sono d’accordo. Ma se ci sarà, la fusione avverrà secondo i loro termini.

 

 

GINATTA E I SUOI FELINI

Per chiudere sulle notizie dal magico mondo torinese, una storia divertente su Roberto Ginatta, che con Umberto Agnelli costituiva un universo parallelo (e molto ostile) al duo Gianni-Romiti. Il manager è attualmente socio di Andrea ed è tornato sulle pagine economiche quando qualche anno fa comprò i capannoni di Termini Imerese, ex impianto Fiat in Sicilia scaricato da Marchionne, per costruirci auto elettriche. Incassati gli incentivi statali per resuscitare l’area, dei veicoli naturalmente non c’è traccia.

MARY BARRA DONALD TRUMP SERGIO MARCHIONNEMARY BARRA DONALD TRUMP SERGIO MARCHIONNE

 

Ma non è questo l’aneddoto divertente, che riguarda invece la villa dei Ginatta nel parco della Mandria, lo stesso dove vive (e dove fu derubata) Allegra Agnelli. Un paio di anni fa il figlio 35enne Mario fu indagato dopo che i due puma selvatici che la famiglia teneva in casa erano scappati, terrorizzando i facoltosi vicini.

 

Ebbene, si è tenuta l’udienza del processo a suo carico per detenzione di animali esotici, e lui e i domestici hanno sostenuto davanti al giudice che i due gattoni se li erano ritrovati casualmente in casa, e che la famiglia decise di adottarli e accudirli non sapendo di avere davanti pericolosi animali selvatici…

roberto ginattaroberto ginatta Fiat TERMINI IMERESE Fiat TERMINI IMERESEANDREA AGNELLI FRANCESCO CALVO E DENIZ AKALIN DA  CHI -2ANDREA AGNELLI FRANCESCO CALVO E DENIZ AKALIN DA CHI -2

Ultimi Dagoreport

giuseppe conte pd nazareno

DAGOREPORT – TRA UNA "SORA GIORGIA" DIVENTATA DI COLPO "SÒLA GIORGIA" PER UN ELETTORATO CON LE TASCHE SEMPRE PIÙ VUOTE E UNA "SINISTR-ELLY" SEMPRE PIÙ IN MODALITA' SFOLLA-CONSENSO, IL CIUFFO DI GIUSEPPE CONTE NON RISCHIA PIÙ DI AMMOSCIARSI - ANZI, C'E' CHI SCOMMETTE CHE L'EX ''AVVOCATO DEL POPOLO'' PUNTI A UN IMMAGINIFICO COLPO GROSSO: IN CASO DI VITTORIA  ALLE PRIMARIE APERTE DEL CAMPOLARGO PER SFIDARE NEL 2027 LA MELONA AZZOPPATA, SI VOCIFERA CHE PEPPINIELLO SAREBBE PRONTO A PROPORRE UNA FUSIONE TRA PD E M5S PER DAR VITA A UN "PARTITO PROGRESSISTA" - UNA SORTA DI RIEDIZIONE, MA DA SINISTRA, DELL'ACCOPPIATA DS-MARGHERITA (2007) - UN FANTASCENARIO CHE NON DISPIACEREBBE ALLA FRONDA ANTI-ELLY DEL PD (IDEOLOGO BETTINI) NE' AGLI EX GRILLINI ORMAI "CONTIZZATI" CON POCHETTE... 

giorgia meloni matteo piantedosi claudia conte

DAGOREPORT - GESÙ È RISORTO, MA DA DOMANI INIZIA UNA NUOVA VIA CRUCIS PER L’ARMATA BRANCA-MELONI: ANCHE SE LO SCANDALO PIANTEDOSI-CONTE FOSSE SOLTANTO UNA RIVALSA SENTIMENTALE DELLA GIOVANE DONNA SEDOTTA E ABBANDONATA DAL POTENTONE, È COMUNQUE UNA MINA PIAZZATA SOTTO PALAZZO CHIGI. L’UNICO CHE GODE È MATTEO SALVINI, CHE DA TEMPO SOGNA DI PRE-PENSIONARE IL SUO EX CAPO DI GABINETTO PIANTEDOSI PER TORNARE AL VIMINALE – PERCHÉ I DONZELLI E LE ARIANNE HANNO LASCIATO SENZA GUINZAGLIO IL GIOVANE VIRGULTO DI ATREJU, MARCO GAETANI? PERCHÉ LA DUCETTA HA PERMESSO UNA TALE BIS-BOCCIA? E SOPRATTUTTO: QUANTO POTRÀ RESISTERE PIANTEDOSI? FINIRÀ COME SANGIULIANO: DOPO AVERLO DIFESO DI SOPRA E DI SOTTO, POI LA FIAMMA MAGICA LO COSTRINGERÀ A FARSI ‘’CONFESSARE’’ DA CHIOCCI AL TG1? QUALI RIVELAZIONI E QUANTE INTERVISTE HA IN SERBO LA MESSALINA CIOCIARA? NEI PROSSIMI GIORNI SALTERANNO FUORI MAIL, POST E CONTRATTI CHE POTRANNO ANCOR DI PIÙ SPUTTANARE IL MINISTRO INNAMORATO? AH, NON SAPERLO...

vespa lollobrigida infante rossi

VIDEO-FLASH! - VESPA, FURIA CONTINUA - NON ACCENNA A SBOLLIRE L’IRA DELL’OTTUAGENARIO CONDUTTORE DI “PORTA A PORTA” PER AVER SUBITO LA SOVRAPPOSIZIONE DEL PROGRAMMA DI MILO INFANTE SU RAI2 – DOPO L’INTEMERATA IN DIRETTA (“UNA CORTESE, SOTTOMESSA PREGHIERA AI RESPONSABILI DI QUESTA AZIENDA PERCHÉ FACCIANO RISPETTARE LE REGOLE’’), AL RECENTE INCONTRO IN MASSERIA, VESPA HA RINCARATO LA DOSE CON LOLLOBRIGIDA. BERSAGLIO: L’AD GIAMPAOLO ROSSI. E GIU’ LAGNE DEL TIPO: PERCHÉ MELONI INSISTE A TENERLO ANCORA LÌ… - VIDEO

matteo piantedosi claudia conte

TUTTE LE DOMANDE SUL CASO CONTE-PIANTEDOSI – PERCHÉ CLAUDIA CONTE, CHE SOSTIENE DI ESSERE UNA “PERSONA MOLTO RISERVATA”, HA DECISO DI ROMPERE GLI INDUGI E DICHIARARE AL MONDO LA SUA RELAZIONE CON IL MINISTRO DELL’INTERNO PROPRIO ADESSO? LA GIORNALISTA E “PRODUCER” DEI SUOI AFFARI SI È RESA CONTO DI AVER MESSO IN DIFFICOLTÀ IL PREFETTO IRPINO, E PURE SE STESSA (I SUOI INCARICHI PASSATI E FUTURI SARANNO PASSATI AL SETACCIO) – CON TUTTI I GIORNALISTI CHE CONOSCE, PERCHÉ CLAUDIA CONTE SI È FATTA INTERVISTARE DAL “FRATELLINO D’ITALIA” MARCO GAETANI, CONCORDANDO PRIMA LA DOMANDA SU PIANTEDOSI? IL BOCCOLUTO CONDUTTORE DI RADIO ATREJU SI È ACCORTO CHE LA NOTIZIA SAREBBE STATA UNA BOMBA SU PALAZZO CHIGI? – INFINE, LA DOMANDA DELLE DOMANDE: QUAL È L’OBIETTIVO DEL “COMING OUT”? C’È UN INTERESSE SINGOLO O MULTIPLO? E DI CHI? È DI CONTE E PIANTEDOSI INSIEME? DELLA SOLA EX "RAGAZZA CINEMA OK"? OPPURE LA NOTIZIA INTERESSA ANCHE QUALCUN ALTRO, CON CONSEGUENZE POTENZIALMENTE FATALI PER IL GOVERNO?

parolin papa leone xiv prevost pena parra barbara jatta franceaca francesca immacolata chaouqui

DAGOREPORT - GRRRRR! LA ZAMPATA DI PAPA LEONE: IN SOFFITTA L’ERA BERGOGLIO, PIENI POTERI A PAROLIN - PREVOST HA RESTITUITO IL FAVORE DELLA SUA ELEZIONE AL TRONO DI PIETRO CONCEDENDO, FINALMENTE IL GOVERNO DELLA CHIESA A PIETRO PAROLIN - PER 13 ANNI IL SEGRETARIO DI STATO E' STATO INFATTI IGNORATO E UMILIATO, PREFERENDO IL PAPA ARGENTINO FARSI RIMBAMBIRE DAL DISCUSSO EDGAR PEÑA PARRA, UNA SORTA DI RASPUTIN NELLE STANZE DI SANTA MARTA - COME NUOVO SOSTITUTO AGLI AFFARI GENERALI DELLA SEGRETERIA DI STATO ARRIVA PAOLO RUDELLI, MENTRE PEÑA PARRA VIENE ACCANTONATO COME NUNZIO IN ITALIA MA PARE CHE DURERÀ POCO: IL SUO NOME È DESTINATO A RIENTRARE NELLE CARTE DEL PROCESSO BECCIU - CON PAROLIN LA CURIA TORNA AD ESSERE UN'ISTITUZIONE CATTOLICA. E FORSE PER QUESTO C’È GRANDE AGITAZIONE TRA “LE CARDINALESSE” DELL'ERA BERGOGLIO, PRIVE DELLO SCUDO  DELLO SCUDO DI PEÑA PARRA: SUOR RAFFAELLA PETRINI, PRESIDENTE DEL GOVERNATORATO VATICANO; BARBARA JATTA, DIRETTRICE DEI MUSEI VATICANI; L’AVVOCATO CANONICO LAURA SGRÒ, PALADINA DI CAUSE MOLTO MEDIATIZZATE E FRANCESCA IMMACOLATA (SI FA PER DIRE) CHAOUQUI...

matteo piantedosi claudia conte

FLASH – FERMI TUTTI: MATTEO PIANTEDOSI E CLAUDIA CONTE SI CONOSCEVANO GIÀ PRIMA CHE IL PREFETTO IRPINO DIVENTASSE MINISTRO! IL 16 DICEMBRE 2021, PIANTEDOSI PARTECIPÒ ALLA PRESENTAZIONE DEL ROMANZO DELLA PREZZEMOLONA CIOCIARA, “LA LEGGE DEL CUORE”. UN EVENTO PATROCINATO DAL MINISTERO DELLA CULTURA, ALLORA GUIDATO DA “SU-DARIO” FRANCESCHINI – GLI “ADDETTI AI LIVORI” “DATANO” L’INIZIO DELLA RELAZIONE TRA I DUE AL 2023, QUANDO CLAUDIA CONTE MODERÒ UN CONVEGNO SULL'EREDITÀ DI ALDO MORO AL SENATO, A CUI PARTECIPAVA IL MINISTRO DELL'INTERNO. AVEVANO INIZIATO A FREQUENTARSI PRIMA?