BORSE IN RIPRESA, MILANO +1% - SPREAD A 479 - INCHIESTA MOODY’S: INDAGATI DUE MANAGER - UE: DECLASSAMENTO ITALIANO NON APPROPRIATO - LIGRESTI LIQUIDA LA HOLDING - CONSOB: APPROFONDIMENTI SUI TITOLI UNIPOL - IMPREGILO, SI DIMETTE IL PRESIDENTE DEI SINDACI - JPMORGAN: LA “BALENA” COSTERÀ 5,8 MLD $ - LAPO SCEGLIE I BOT - PASSERA, SCONTENTO BIPARTISAN - MONDIALI NUOTO, MALAGÒ ASSOLTO - CIRIO: CRAGNOTTI SAPEVA TUTTO - BONA SI FA L’OPERATORE “BIP” (CON 3)…


1 - BORSA: WALL STREET RIDA' FORZA A LISTINI UE, MILANO CHIUDE A +0,96%
Radiocor - Il buon andamento di Wall Street ha dato la spinta ai listini europei, che hanno terminato la seduta con rialzi sopra il punto percentuale. In Europa i mercati hanno beneficiato anche del buon esito dell'asta italiana, che ha mostrato rendimenti in calo, nonostante il declassamento di Moody's. A spingere i mercati Usa hanno invece contribuito i conti sopra le attese di JpMorgan, le scommesse su nuove misure di stimolo all'economia cinese, visto il rallentamento del Pil e il dato sui prezzi alla produzione, saliti per la prima volta in quattro mesi.

Milano ha chiuso in rialzo dello 0,96%, grazie soprattutto al balzo dei titoli del lusso che hanno compensato l'andamento debole di banche e auto. Salvatore Ferragamo ha cosi' guadagnato oltre il 6%, seguita nel comparto da Luxottica (+2% circa) e Tod's (+2,7%), mentre Fiat e Pirelli hanno ceduto rispettivamente il 3,3% e lo 0,7%. Giu' Unicredit (-0,6%) e Intesa Sanpaolo (-0,2%). Ha recuperato terreno Telecom (+4,6%). Sul mercato valut ario l'euro tratta in rialzo a 1,223 dollari (1,2188 ieri) e 96,922 yen (96,62). Dollaro/yen a 79,246. Il petrolio sale dello 0,86% a 86,82 dollari.

2 - SPREAD BTP-BUND CHIUDE A 479 PUNTI
(ANSA) - Lo spread Btp-Bund chiude a 479 punti base, dopo aver raggiunto in mattinata un massimo di 485 punti, con il rendimento del Btp a 10 anni al 6%.

3 - BTP: ASSEGNATI 3,5 MLD TRIENNALI, RENDIMENTO SCENDE AL 4,65%
Radiocor - Il Tesoro ha collocato oggi l'importo massimo del nuovo BTp triennale scadenza 15/07/2015 offerto in asta. I 3,5 miliardi collocati hanno spunta to un rendimento lordo del 4,65%, in netta flessione rispetto al 5,30% registrato nel collocamento di giugno. Buona la domanda, che ha superato i 6 miliardi di euro attestandosi a 6,063 miliardi.

4 - MOODY'S: INCHIESTA TRANI, INDAGATI ABERCROMBY E WASSEMBERG
Radiocor - Sono Ross Abercromby, vice president e senior analyst financial institutions group Moody's Investors Service, e Johannes Wassemberg, managing director financial institutions group Moody's Investors Service i due indagati di Moody's per i reati di aggiotaggio e manipolazione del mercato pluriaggravati nell'ambito dell'inchiesta della Procura di Trani.

Ne danno notizia in un comunicato congiunto i presidenti di Adusbef e Federconsumatori, Elio Lannutti e Rosario Trefiletti, che ringraziano la Procura di Trani e il Pm Michele Ruggiero, 'oggetto di tentativi di discredito e di denigrazione, non solo a mezzo stampa con la scelta di 'giornali e direttori di quotidiani economici', da parte delle tre sorelle del rating'. Il procedimento nei confronti di Moody's risale al report diffuso il 6 maggio 2010 a mercati aperti in cui si affermava che il sistema bancario italiano era a rischio (valutazione che fu corretta dalla stessa agenzia Moody's e smentita da soggetti istituzionali), che prov oco' il crollo in Borsa dei titoli bancari e che la Procura ha giudicato basato su giudizi 'infondati e imprudenti'.

Adusbef e Federconsumatori, 'ritenendo non piu' accettabile lo stillicidio continuo di pagelle ad orologeria emesse per finalita' speculative, chiedono che i Governi possano porre all'ordine del giorno nelle prossime agende in sede di G20, norme penali internazionali, per punire condotte criminali che manipolando i mercati, arrecano danni ai risparmiatori minando la sovranita' degli Stati, messi sotto attacco dalle consolidate cricche di banche di affari e fondi azioniste delle stesse sorelle del rating, che si arricchiscono manovrando i corsi regolari dei mercati'.

5 - MOODY'S: UE, TIMING DECISIONE SU ITALIA NON APPROPRIATO
Radiocor - La Commissione europea ritiene che 'il timing' della decisione di Moody's di tagliare il rating sui titoli di stato italiani di due gradini 'non e' appropriato'. Lo ha indicato il portavoce del commissario Ue Olli Rehn riferendosi all'asta del Tesoro. L'Italia . ha aggiunto - ha dimostrato di fare e sta facendo 'uno sforzo senza precedenti' per rimettere in sesto le finanze pubbliche con l'obiettivo di raggiungere il pareggio in termini strutturali nel 2013.

6 - LIGRESTI: IN LIQUIDAZIONE LA LUSSEMBURGHESE STARLIFE
Radiocor - Starlife, la holding lussemburghese che controlla Sinergia e Imco, e' stata messa in liquidazione con una decisione presa dall'assemblea dei soci del 4 luglio scorso. E' quanto indicano i verbali depositati nel Granducato e consultati da Radiocor. In Starlife e' riunito il 20,2% di Premafin, controllato tramite Sinergia (10,2%) e Imco (9,9%), dichiarate fallite dal tribunale di Milano un mese fa e messe in liquidazione. Gli azionisti di Starlife sono Salvatore Ligresti e i tre figli, con quote paritetiche del 25%. Il liquidatore e' la societa' lussemburghese Lisolux.

7 - FONSAI: APPROFONDIMENTI CONSOB SU STRUTTURATI UNIPOL
(ANSA) - "Sul presente argomento sono in corso approfondimenti da parte della Consob, anche in ordine alla regolarità contabile dei dati comunicati" da Unipol. Lo si legge nel prospetto sull'aumento in un paragrafo dedicato ai titoli strutturati del gruppo: 5,6 miliardi al 31 marzo scorso, il 23,7% degli investimenti finanziari.

Sul tema del portafoglio di titoli strutturati di Unipol, additati dai detrattori della compagnia bolognese come un elemento di debolezza del gruppo guidato da Carlo Cimbri, la Consob è dunque scesa in campo per fare chiarezza. Al 31 marzo scorso il portafoglio presentava, si legge nelle avvertenze del prospetto, minusvalenze latenti, non rilevate a conto economico o a patrimonio netto, di 625 milioni di euro, ascrivibili ai titoli classificati nelle categorie loans & receivables (finanziamenti e crediti) e held to maturity (titoli da detenere a scadenza).

Qualora Unipol "dovesse avere la necessità di alienare integralmente e in un'unica soluzione questa componente di attivi" le perdite comporterebbero una riduzione del margine di solvibilità di 410 milioni di euro. Con riferimento agli investimenti (comprensivi di quelli immobiliari), Unipol ricorda che ciascuna compagnia del gruppo trasmette mensilmente all'Isvap i dati relativi alle minusvalenze potenziali nette riferite al totale degli investimenti.

Al 31 maggio 2012, Unipol segnala che le sue compagnie hanno minusvalenze complessive per gli attivi classificati nei comparti "durevole" e "non durevole" (cioé gli investimenti dell'attivo circolante), pari a 1.476 milioni, di cui 426 milioni relativi al comparto dei titoli "non durevole". Si tratta però, precisa Unipol, di informazioni determinate con i principi contabili nazionali, che hanno "natura gestionale" e "non sono comparabili con i dati economici e patrimoniali" redatti secondo i principi contabili internazionali Ias/Ifrs. Unipol, in considerazione dell' "illiquidità" di questi titoli, "non può escludere che possa non essere individuata una controparte" per la loro cessione o che in caso di vendita "possano essere realizzate minusvalenze di ammontare anche significativamente superiore a quanto sopra riportato".

8 - IMPREGILO: PRESIDENTE SINDACI SI DIMETTE, SUBENTRA TROTTER
(ANSA) - Il presidente del Collegio Sindacale di Impregilo, Giuseppe Levi ha rassegnato le dimissioni con effetto immediato "per motivi legati ai propri impegni professionali". Lo comunica una nota del gruppo. Alessandro Trotter e Fabrizio Gatti "hanno accettato di subentrare rispettivamente nelle cariche di nuovo presidente del collegio sindacale e di sindaco effettivo" aggiunge la nota.

9 - GB: NASCE FONDO PER BANCHE, PRESTITI LEGATI A CREDITI A ECONOMIA REALE
Radiocor - La Banca centrale inglese e il Tesoro britannico hanno annunciato il varo di un meccanismo di finanziamento alle banche nazionali del paese che sara' strettamente legato alle attivita' di credito dei medesimi istituti a favore dell'economia reale. Nello specifico le banche potranno chiedere in prestito alla Boe finanziamenti pari al 5% del loro portafoglio di prestiti a imprese e famiglie e se questo portafoglio crescera', di conseguenza potra' aumentare anche l'aiuto chiesto al governo.

Il fondo diventera' operativo il primo agosto e rimarra' in vigore per 18 mesi. Il 5% dei portafoglio di crediti all'economia reale delle banche inglesi equivalgono a circa 80 miliardi di sterline. Le banche pagheranno solo lo 0,25% sui fondi che prenderanno a prestito ma questa percentuale salira' all'1,50% nel caso le autorita' rilevassero una riduzione dei loro crediti all'economia reale.

10 - JPMORGAN: 'BALENA DI LONDRA' COSTERA' 5,8 MLD DLR
(ANSA) - JPMorgan paga il conto della "Balena di Londra" e archivia il secondo trimestre con utili inferiori a quanto previsto oltre a rivedere al ribasso i profitti dei primi tre mesi del 2012. Per colpa di scommesse sbagliate fatte nella sede di Londra la banca Usa ha dovuto registrare ad oggi un buco di 4,4 miliardi di dollari, anziché di due miliardi come aveva inizialmente stimato. CosìJpMorgan ha comunicato di aver chiuso il secondo trimestre con un utile netto in calo a 4,96 miliardi di dollari dai 5,43 dello stesso periodo dell'anno scorso, mentre l'utile del primo trimestre viene sforbiciato di 459 milioni di dollari a 4,92 miliardi da 5,38 miliardi, come comunicato in precedenza. Secondo il direttore finanziario della banca, Doug Braunstein, le perdite della cosiddetta 'Balena di Londra' per JPMorgan raggiungeranno quest'anno i 5,8 miliardi di dollari.

La 'Balena di Londra', è il soprannome del trader Bruno Michel Iksil, che aveva assunto posizioni così grandi da influenzare il mercato dei credit-default swap. "Non siamo orgogliosi di questo momento ma restiamo orgogliosi della nostra società", ha detto l'amministratore delegato, Jamie Dimon. "Questa esperienza ci ha scosso", ha sottolineato, aggiungendo che "gli errori si commettono ma dovrebbero essere una eccezione, e di lieve entità". Dimon ha poi spiegato che il reparto della sede londinese responsabile delle perdite è stato chiuso e che i dirigenti coinvolti nello scandalo sono stati licenziati e non riceveranno alcuna liquidazione. Inoltre, la banca intende recuperare parte delle perdite riprendendosi gli ultimi due anni di stipendio dei trader 'canaglia'. E dire che solo qualche mese fa lo stesso Dimon aveva liquidato la vicenda di Londra come "una tempesta in un bicchier d'acqua".

11 - LAPO SCEGLIE I BOT...
N.C. per "l'Espresso" - In casa Agnelli a tifare davvero Italia è Lapo Elkann. Mentre la Fiat per bocca dell'amministratore delegato Sergio Marchionne minaccia di chiudere uno stabilimento o di spostare la sede negli Stati Uniti, il nipote dell'Avvocato, il cui slogan di sempre è "Italian independent", fa incetta di titoli di Stato. Sfogliando il bilancio della sua piccola cassaforte, La holding Srl, si scopre infatti che Lapo nel corso del 2011 ha investito per la prima volta con la sua società quasi 150 mila euro in buoni del Tesoro.

E chissà se gli acquisti sono avvenuti proprio in occasione del Btp-day dello scorso novembre quando istituzioni, banche e privati, tra cui i calciatori della nazionale azzurra, avevano comprato a mani basse titoli di Stato per dare un calcio ai mercati e sostenere l'Italia in un momento economico difficile che ormai dura da tempo.

L'investimento del rampollo ammonta per l'esattezza a poco più di 149 mila euro e risulta essere l'unica attività finanziaria in possesso della società. Per il resto, il bilancio di La holding - che comprende le partecipazioni in I Spirits (la vodka made in Italy lanciata insieme a Cipriani), Sound Identity, La Communication e Mybluezebra - stenta ancora a decollare. L'esercizio si è chiuso infatti con ricavi che sfiorano mezzo milione di euro e un utile piuttosto risicato: 11 mila euro. Peccato che abbia dovuto destinare il poco guadagnato alle riserve straordinarie, se no chissà, avrebbe potuto comprare altri Bot.

12 - PASSERA E LO SCONTENTO BIPARTISAN...
M.A. per "l'Espresso" - Cresce la tensione sulle questioni economiche tra la maggioranza e il ministro dello Sviluppo economico Corrado Passera. È in particolare il capitolo sulle assicurazioni che scontenta tra l'altro gli esperti del Pdl e del Pd. Nonostante l'incertezza sul caso Isvap e Premafin-Fonsai, il ministro non è mai intervenuto sul tema che pure è di sua competenza, si mormora nella Commissione Finanze della Camera, che per questo conta di sentire Passera in audizione. I dissapori riguardano anche il testo sulle cambiali finanziarie inserito nel decreto Sviluppo che ha irritato i vertici della Commissione: il testo, nonostante le rassicurazioni del ministro, non coincide con quello preparato in commissione. Da qui un pepato carteggio tra la segreteria tecnica dello Sviluppo guidata da Stefano Firpo e il presidente della Commissione, Gianfranco Conte.

13 - MONDIALI NUOTO 2009, ASSOLTO GIOVANNI MALAGÃ’
Da "Corriere.it" - Il giudice monocratico del tribunale di Roma ha assolto dalle accuse, con la formula «perché il fatto non sussiste», Giovanni Malagò, presidente del centro sportivo Aquaniene, imputato nel processo per gli abusi edilizi avvenuti in occasione dei campionati mondiali di nuoto del 2009. La sentenza è stata emessa dal giudice Marina Finiti che ha accolto una istanza presentata dal difensore di Malagò, Carlo Longari.

14 - PROCESSO CIRIO, LE MOTIVAZIONI: CRAGNOTTI? SAPEVA TUTTO...
M.Sid. per il "Corriere della Sera" - C'è voluto un anno secco per avere le motivazioni della sentenza sul crac Cirio. Ora qualche spiraglio, per usare un eufemismo, emerge dalle 1.500 pagine scritte dai giudici del tribunale di Roma che si prestano a dare materiale a un nuovo libro d'inchiesta su quello che nel 2002 appariva il crac dei crac (ma che in un solo anno è stato nettamente surclassato dal fallimento della Parmalat di Calisto Tanzi).

Sergio Cragnotti, si legge ora, era il «dominus dell'intero gruppo» Cirio «e, dunque, effettivo motore nonché centro decisionale di tutte le società, anche per il tramite di titolari apparenti» ed «era ben consapevole del fatto che l'alterazione dei bilanci avrebbe contribuito a trascinare la società nello stato di dissesto, che poi sfociava nella dichiarazione dello stato di insolvenza». Nel luglio del 2011 si era chiuso il processo che ha portato alla condanna di Cragnotti a nove anni di carcere e di Cesare Geronzi a quattro anni.

«Gli elementi probatori acquisiti - proseguono i giudici - hanno dimostrato come la condotta di false comunicazioni sociali abbia certamente concorso a causare il dissesto innestandosi sulla situazione di grave crisi in cui versava la società Cirio spa, già alla fine dell'anno 1999. In tale momento storico, infatti, con l'operazione Bombril si era verificata la completa distruzione del patrimonio delle imprese del gruppo Cirio e si era venuta a creare la condizione di permanente squilibrio economico e finanziario che poteva, in qualsiasi momento, trasformarsi nell'impossibilità di adempiere alle proprie obbligazioni». Parole dedicate agli ex azionisti e creditori del gruppo.

15 - TRA WIND E TELECOM BONA SI FA IL PROPRIO OPERATORE «BIP» (CON 3)...
M.Sid. per il "Corriere della Sera" - Chi conosce la storia di Fabrizio Bona non avrà difficoltà a capire come mai stia facendo partire il nuovo operatore virtuale Bip Mobile trattando l'acquisto del traffico all'ingrosso con 3 Italia: è l'unica società nella quale non ha lavorato e con la quale non ha avuto seri problemi.

Proprio di recente si è chiuso (con l'assoluzione) il processo in cui era indagato come direttore commerciale di Wind insieme agli ex vertici del gruppo (Tommaso Pompei, Stefano Azzi e Mario Ruggiero) per una denuncia di un fornitore a Spoleto. Anche se pochi giorni fa i 4 sono finiti davanti al giudice delle udienze preliminari di Taranto con una nuova accusa di concorso in tentata estorsione.

Nel 2009 il passaggio da Wind a Telecom si concluse con un «siluramento» (copyright dello stesso Bona) per avere ideato la fallimentare campagna pubblicitaria con Belén Rodriguez e altre accuse reciproche mai emerse. In Vodafone era stato al tempo di Omnitel. Evidentemente Bona preferisce ora fare da solo. O quasi. La Bip Mobile di cui detiene il 19% e che oltre che di traffico mobile si vorrebbe occupare anche di reti e spot, è controllata al 66,70% da One Italia Srl (società peraltro che risulta avere diversi pacchetti azionari per un totale di 54,8% in pegno ad Eutelia, il quinto operatore italiano portato al dissesto e dal 2010 in fallimento).

 

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