flavio cattaneo

UN BUONO PASTO VI SOMMERGERA’ - NELL’ULTIMO TRIMESTRE, TIM HA REGISTRATO DOPO 9 ANNI UNA CRESCITA DEL FATTURATO. MA GUAI DAI SINDACATI SE CATTANEO OSA TAGLIARE IL BUONO PASTO...

Raffaele Barberio per www.key4biz.it

 

telecomtelecom

Nel corso delle ultime settimane si è sviluppata una crescente attenzione sociale a seguito degli scioperi e delle manifestazioni messe in campo dalle cosiddette “felpe rosse”, ovvero i tecnici di rete di Telecom Italia ora TIM.

 

Quando i lavoratori si muovono c’è qualcosa che viene reclamato o che non va ed è sempre utile guardare più da vicino. Al centro delle proteste, stando a quanto abbiamo appreso dagli stessi lavoratori che manifestavano, ci sarebbero cose rilevanti come “…tagli agli organici e con essi la disdetta del contratto di secondo livello, unitamente ad aspetti riguardanti i buoni pasto”, diritti minori si dirà, ma importanti in momenti difficili come quelli attuali.

 

Non sarebbe una novità, si potrebbe obiettare. Da qualche tempo stiamo infatti assistendo, per effetto delle mutate dinamiche di mercato, ad una diffusione a macchia d’olio di queste dinamiche in tutte o quasi le aziende italiane. Abbiamo pertanto cercato di approfondire la vicenda, per capire come stessero effettivamente le cose. Contrariamente alle aspettative, abbiamo riscontrato elementi che contraddicevano le premesse e che forse rappresentano uno dei tanti casi di “asimmetria negoziale” tra le parti.

 

operai telecom1operai telecom1

Il primo elemento nel quale ci siamo imbattuti è che TIM non ha in effetti disdetto l’intero contratto integrativo, come denunciato, ma solo due componenti firmate nel 2008 senza peraltro data di scadenza, con l’obiettivo di rinegoziarle comunque nell’ambito della più ampia contrattazione sindacale.

 

Il secondo elemento è che non ci sono esuberi, nei termini e nelle misure temute dai sindacati. Flavio Cattaneo, amministratore delegato di TIM, ha infatti più volte ribadito, anche durante le conference call con gli analisti di mercato che, a parte i dirigenti (per i quali sono stati avviati concreti piani di accompagnamento), intende mantenere il perimetro organizzativo attuale della società.

 

E per assicurare ciò, Cattaneo ha avviato una concreta operazione di riqualificazione del personale. Il problema da considerare, a questo proposito, è semmai il fenomeno della cosiddetta “stratificazione” di ruoli, soprattutto nelle cosiddette linee che negli anni passati hanno portato molte funzioni a crescere (in modo irregolare e non sempre giustificato) nonostante i mutati scenari economici e tecnologici e le relative dinamiche di mercato che premevano in altre direzioni.

 

Abbiamo voluto sentire qualche voce all’interno dell’azienda ed ecco il quadro che ne abbiamo ricavato. Abbiamo registrato una diffusa (e forse temuta) consapevolezza interna sul fatto che molti lavori e funzioni di tipo concettuale, quelli legati alla “carta” o alla “scrivania” per intenderci, non esistono più.

 

GIUSEPPE RECCHI FLAVIO CATTANEOGIUSEPPE RECCHI FLAVIO CATTANEO

Cosa vuol dire ciò? Vuol dire che occorrono invece altre figure, che se vi è un restringimento in un’area vi possono essere esigenze ed ampliamenti di opportunità in altre. Ma non sappiamo quanta consapevolezza ci sia effettivamente su quest’ultimo aspetto all’interno di TIM.

 

Qui, a nostro avviso, dovrebbe battere Cattaneo. Se in due anni la copertura in fibra ottica è cresciuta di tre volte, passando dal 24% al 60% del Paese, chi venderà i nuovi servizi se non ci sono figure commerciali e di mercato a sufficienza? E questo è sì un problema di prospettiva di mercato.

 

Ora ci rendiamo conto che la rivendicazione sindacale punti a determinati obiettivi, ma in una società come quella in cui viviamo (e questo vale per chiunque in qualunque settore) tutti, dico tutti, dobbiamo essere pronti a imparare, imparare sempre e per tutta la nostra vita lavorativa, seguendo l’evoluzione dei servizi e delle tecnologie e prendendo la forma del contesto di mercato nel quale la propria azienda si trova.

 

Se consideriamo questi aspetti alti, strategici e di sviluppo, vorremmo dire che ci pesa molto doverci soffermare sulla impuntatura sindacale che reclama il buono pasto anche nei giorni in cui il lavoratore è in trasferta ed è già autorizzato a mangiare fuori a spese dell’azienda. Siamo seri, per favore, o il mercato spazzerà via ciascuna di queste voci impropriamente rivendicative: danno un’idea del mondo del lavoro che non è quella reale e responsabile.

operai telecom2operai telecom2

 

Ma torniamo agli elementi di scenario. Nell’ultimo trimestre, TIM ha registrato dopo 9 anni una crescita del fatturato e dopo 7 anni, a luglio, il margine operativo lordo è tornato a mostrare un avanzamento. Sono elementi importanti, giustamente segnalati dai media, ma forse scarsamente recepiti nell’ambito delle relazioni industriali interne.

 

Eppure, in tutti questi lunghi anni di rallentamento del business e precedenti all’arrivo di Cattaneo (negli ultimi 5 anni, dal 2011 al 2015, TIM ha perso circa il 30% del fatturato), forse nessuno tra coloro che oggi reclamano la meticolosa difesa di aspetti rivendicati si è lamentato come avrebbe dovuto e potuto, anzi. E così assistiamo ad uno strano paradosso del momento: la crescita delle lamentele proprio nel momento in cui i conti dell’azienda verso cui si reclama crescono e segnano una inversione di tendenza che mercato e azionisti ignoravano da anni.

 

operai telecomoperai telecom

Per tornare a far crescere i margini, Cattaneo (che è stato chiamato per questo, in condizioni emergenziali gravi create dalle gestioni degli anni precedenti) ha ad esempio tagliato sprechi e contratti che, come spesso succede in molte aziende, si erano sviluppati creando sacche di “dispersione”, comode per fornitori e i loro interlocutori, sulle quali incuria, disattenzione e lo stesso scorrere del tempo avevano assicurato una protezione di consuetudine e legittimità. Un terreno delicato nel quale preferiamo non addentrarci più di tanto. Ma registrare il risparmio di oltre il 40% sulle forniture aziendali, di 20 milioni di euro sul taglio di spese di trasporto (dai taxi agli aerei privati) e di oltre 100 milioni di euro risparmiati sugli immobili e sul taglio di filiere lunghe suona come inversione di tendenza in un’azienda in cui orientamenti e procedure stavano andando in altre direzioni.

 

Inoltre, e questo grida vendetta per chi come noi conosce bene i settori di riferimento, sembrerebbe che negli anni passati molti spazi pubblicitari di TIM venissero gestiti tramite sub-appalti affidati a società di persone (sas o snc, si avete inteso bene). La nuova cura ha già dato l’antibiotico al malato e sono stati risparmiati senza colpo ferire oltre 7 milioni di euro già solo rinegoziando i rapporti con le concessionarie di pubblicità. Parallelamente, ci è stato spiegato in dettaglio il funzionamento di una funzione dedicata a snellire le 11.000 procedure e i 180.000 documenti operativi, per recuperare qualità ed efficienza.

rozzano torre telecomrozzano torre telecom

 

Infine, per la gioia dei consumatori, ci sarà l’installazione delle nuove linee anche nel fine settimana, quando il cliente è a casa e ha più tempo da dedicare. Il quadro che ne emerge ha tratti di familiarità. Quando si fa qualcosa per migliorare, quando ci si muove per ottimizzare e diminuire i costi, aumentando l’efficienza e rivalutando il ruolo e la contribuzione delle persone, si rischia spesso di toccare sacche di piccoli e grandi privilegi incrostati negli anni. Sembra una metafora del paese reale.

 

Ed è evidente che fare ciò può dar fastidio a qualcuno. Pensiamo che in un processo di rilancio così delicato che ha bisogno di ferma determinazione per riuscire, i dipendenti di TIM, come dice la pubblicità, dovrebbe guardare con ottimismo, con spirito di squadra, rigettando facili strumentalizzazioni, perché la faticosa marcia di rilancio di una grande azienda come TIM ha bisogno di quella spinta e quel coraggio e il perseguimento di quegli obiettivi che la cultura del cambiamento impone costantemente al nostro vivere quotidiano, di cui anche le aziende sono parte importante.

 

Ultimi Dagoreport

elly schlein giorgia meloni taruffi bonafoni de luca bonaccini

LA NUOVA LEGGE ELETTORALE PROPOSTA DA MELONI HA UN COMPLICE SEGRETO: ELLY SCHLEIN - OLTRE ALL’OBBLIGO PER UNA COALIZIONE DI INDICARE IL NOME DEL CANDIDATO PREMIER (ELLY E' SICURA DI BATTERE CONTE ALLE PRIMARIE), C’È UN NODO CHE STA SPACCANDO I PARTITI: LE PREFERENZE – IL “MELONELLUM”, CHE AVEVA ELIMINATO LA PREFERENZE PER "RESTITUIRE SOVRANITÀ" AGLI ELETTORI, TOGLIENDO POTERE AI CACICCHI E A FAVORE DELLE "NOMINE DALL'ALTO" DELLE SEGRETERIE NEI LISTINI BLOCCATI, È STATO BOCCIATO DA FORZA ITALIA E LEGA! - BRUTTO SCHIAFFO PER SCHLEIN CHE HA L'AMBIZIONE SFRENATA DI RIEMPIRE LE LISTE CON CANDIDATI A SUA IMMAGINE E SOMIGLIANZA - MA I RISULTATI DELLE AMMINISTRATIVE RACCONTANO UN’ALTRA STORIA: NEI COMUNI VINCONO CANDIDATI CHE NON NASCONO CON PD-ELLY, NON PARLANO IL SUO LINGUAGGIO DI SUPERCAZZOLE CON SCAPPELLAMENTO A SINISTRA E, IN MOLTI CASI, NON APPARTENGONO NEMMENO AL PERIMETRO DEL “CAMPO LARGO” TEORIZZATO DALLA SEGRETARIA - SE IL SISTEMA DELLE "LISTE BLOCCATE" DOVESSE ANDARE IN PORTO CHI PORTERÀ I VOTI AL PD, I CARNEADI DI ELLY: BONAFONI, TARUFFI, CHIARA BRAGA?

sallusti cerno

FLASH! - ALLA NOTIZIA DELLA NOMINA DI ALESSANDRO SALLUSTI A DIRETTORE DI “LIBERO”, TOMMASO CERNO HA INIZIATO A SMANIARE: E’ ANDATO IN CRISI DI ATTENZIONI – PER OSCURARE IL RITORNO DI SALLUSTI, E RIMETTERE SE STESSO AL CENTRO DEL VILLAGGIO, QUELLA REGINA PAZZA DI CERNO HA DATO DISPOSIZIONI ALLA REDAZIONE DI "SCHIERARE" DOMANI IN PRIMA PAGINA TUTTE LE FIRME PIU’ IMPORTANTI DE "IL GIORNALE" – STRANO, PER UN DIRETTORE CHE IN REDAZIONE SI VEDE POCO E HA VIA VIA OSCURATO GLI EDITORIALI ALTRUI LASCIANDO SPAZIO SOLO A SE STESSO…

giorgia meloni carlo calenda

FLASH! - CARI FRATELLINI D’ITALIA, SMETTETELA DI CORTEGGIARE CARLETTO CALENDA: CON L’ARMATA BRANCA-MELONI, NON ANDRÀ MAI E POI MAI - CALENDA CI HA INVIATO LA SEGUENTE PRECISAZIONE: “CARO DAGO, NON HO NESSUNA INTENZIONE DI CANDIDARMI A FARE IL SINDACO DI ROMA. NON HO MAI AVUTO CONTATTI CON LA DESTRA A QUESTO PROPOSITO E SE ME LO CHIEDESSERO RISPONDEREI “NO GRAZIE”. IL LAVORO IN CUI SONO TOTALMENTE IMPEGNATO È GUIDARE AZIONE ALLE PROSSIME ELEZIONI POLITICHE” – COME SI DICE ALLA GARBATELLA: “ 'A GIO', SE VEDEMO…”

il messaggero francesco gaetano caltagirone giorgia meloni villa galleria borghese crosetto

FLASH! – DOPO LA BATOSTA BANCARIA DI MPS, L’IDILLIACO RAPPORTO TRA I FRATELLI DI MELONI E CALTAGIRONE MINACCIA DI INCRINARSI? - SBIRCIANDO “IL MESSAGGERO” DI OGGI SPICCANO DUE ARTICOLI CHE NON AVRANNO FATTO ALCUN PIACERE ALLA FIAMMA MAGICA – IL PRIMO È ADDIRITTURA UNO SCOOP, ESSENDO L’UNICO GIORNALE A RIVELARE UNA “LITE FURIBONDA A PALAZZO CHIGI” TRA LA DUCETTA E CROSETTO (CHE HA SMENTITO) – IL SECONDO È UNA PAGINATA DEDICATA ALL’AMPLIAMENTO DELLA GALLERIA BORGHESE, CARO A CALTA-RUTELLI-CHICCOTESTA, CHE IL “TIMES” DI LONDRA, IN COMPAGNIA DI FDI (FABIO RAMPELLI), HA DEFINITO “BLASFEMO”…

manfredi lefebvre d'ovidio dovidio aponte, palenzona bisignani porro scaroni cimbri costamagna brachetti peretti, caltagirone nagel jes staley nicole junkerman stella li mara carfagna

ALTA SOCIETÀ, BASSA MAREA - NON AVENDO UN CAZZO DA FARE (O MOLTI AFFARI DA CONCLUDERE), 700 PERSONAGGI ILLUSTRI SONO SALITI A BORDO DELLA "CRYSTAL SYMPHONY" PER LA ZUPPA DI NOZZE DELL’ARMATORE ITALO-MONEGASCO MANFREDI LEFEBVRE D'OVIDIO – 5-GIORNI-5 DI UN’INDICIBILE CROCIERA DA CIVITAVECCHIA A MALTA CHE HA VISTO LA PARTECIPAZIONE DI APONTE, PALENZONA, BISIGNANI, NICOLA PORRO, SCARONI, CIMBRI, COSTAMAGNA, BRACHETTI PERETTI, BERNABÈ, PASSERA, DOMPÉ, MARA CARFAGNA, MARCO CARRAI; CILIEGINA SULLA TORTA: LA GLACIALE STRETTA DI MANO TRA CALTAGIRONE E NAGEL - PIÙ PICCANTE LA PRESENZA A BORDO DI DUE PERSONAGGI CHE HANNO AVUTO A CHE FARE CON JEFFREY EPSTEIN: L'EX CEO DEL COLOSSO BANCARIO BRITANNICO "BARCLAYS", JAMES STALEY, CHE GESTIVA PERSONALMENTE IL PATRIMONIO MULTIMILIONARIO DEL FINANZIERE PORCONE. E LA SPLENDIDA NICOLE JUNKERMAN, NONCHÉ CONTESSA BRACHETTI PERETTI, CHE PER 20 LUNGHI ANNI E' STATA AMICA DEL DEFUNTO DEPRAVATO...

rocco basilico - nicoletta zampillo - leonardo maria del vecchio

DAGOREPORT - FERMI TUTTI! COLPO DI SCENA NELLA TRIBOLATISSIMA “SUCCESSION” DEGLI EREDI DEL VECCHIO – DAGOSPIA PUÒ RIVELARE CHE NICOLETTA ZAMPILLO, VEDOVA DEL VECCHIO, CON UNA LETTERA AL BOARD DI DELFIN, HA DECISO DI DISCONOSCERE LA CESSIONE DEL 12,5% DELLE QUOTE DELLA HOLDING AL FIGLIO ROCCO BASILICO, AVUTO DAL MATRIMONIO COL BANCHIERE PAOLO BASILICO, APPOGGIANDO L’ALTRO FIGLIO LEONARDO, AVUTO DALLE SUCCESSIVE NOZZE COL PATRIARCA DI LUXOTTICA: “L’ATTO È STATO DA ME STIPULATO A SOLI TRE GIORNI DALLA MORTE DEL MIO COMPIANTO MARITO, ERA UN MOMENTO NEL QUALE, ANCORA DEVASTATA DAL DOLORE, NON ERO IN GRADO DI VALUTARE LA PORTATA E LE CONSEGUENZE” – LA MOSSA DELLA ZAMPILLO ARRIVA DOPO CHE ROCCO BASILICO HA FATTO RICORSO ALLA CORTE DEL LUSSEMBURGO PER BLOCCARE L’OPERAZIONE CON CUI LEONARDINO HA OTTENUTO L’OK PER PRENDERSI IL 25% DELLE QUOTE DI DELFIN DAI FRATELLI LUCA E PAOLA – NELLA LETTERA LA ZAMPILLO AGGIUNGE: “CON L’AUSILIO DEI MIEI CONSULENTI HO APPRESO CHE LA VALIDITÀ GIURIDICA DI QUELL’ATTO È FORTEMENTE DUBBIA…”