CARNEVAL DO TELECOM – IN BRASILE TELECOM ITALIA FRENA SULL’ACQUISIZIONE DELL’OPERATORE LOCALE “OI” – PROMESSI INVECE PIÙ INVESTIMENTI PER LA RETE DI TIM BRASIL

Marigia Mangano per “Il Sole 24 Ore

 

PATUANO PATUANO

Telecom promette di accelerare gli investimenti per la rete di Tim Brasil e frena su una possibile aggregazione con Oi. In Europa il gruppo telefonico si guarda intorno: non ci sono riferimenti espliciti ma è all’operazione Metroweb che l’amministratore delegato Marco Patuano sembra far riferimento in un’intervista a Valor, quotidiano economico brasiliano. «In questo momento la situazione ci suggerisce che è meglio concentrarsi su Tim Brasil - dice il manager nell’intervista -. Circa la possibilità di una integrazione, presenta un livello di complessità difficilmente compatibile con l’approccio di corporate governance del gruppo Telecom».

 

tim logo tela tim logo tela

Dichiarazioni che hanno contribuito a far sgonfiare la speculazione sul titolo, ieri in calo del 2,32%, mentre Oi, che venerdì scorso era scesa di oltre il 10%, ieri ha rimbalzato. A Madrid invece ha sofferto Telefonica (-2,67%) sulle indiscrezioni di un aumento di capitale molto più grande del previsto (fino a 5 miliardi invece dei 3,4 miliardi attesi) per finanziare le acquisizioni e rafforzare il bilancio.

 

Tornando a Telecom, il dossier più caldo di piazza Affari sembra dunque per ora congelato. Gli occhi del mercato erano infatti puntati sull’ipotesi di una fusione con l’operatore carioca Oi che, come ricorda Valor Economico, sta attraversando un momento difficile con continue diminuzioni del valore di mercato (da inizio anno ha perso il 35%). E’ altrettanto vero, però, che Patuano in più occasioni ha ribadito di voler valutare una eventuale operazione su Oi senza fretta. Anche perchè pendono diverse incognite. Specie sul piano regolamentare.

 

OI BRASILE OI BRASILE

Tra queste, spicca il contenzioso per gli obblighi inevasi gravanti sull’incumbent. Secondo stime, il rischio di sanzioni potrebbe arrivare fino a 22 miliardi di reais (quasi 7 miliardi di euro). Ma tra i temi caldi c’è anche la durata della concessione per la telefonia fissa. Quella di Oi scade il 31 dicembre 2025, troppo poco se si devono programmare interventi di ammodernamento strutturale della rete.

 

Oi, sottolinea Valor Economico, ha dichiarato di voler svolgere un ruolo da protagonista nel consolidamento del settore in Brasile. La Banca BTG è stata contattata dall’operatore per imbastire una proposta per Tim Brasil, da acquisire assieme a Claro e Telefonica. «Non ho mai visto un assegno sul tavolo», ha precisato Patuano. L’amministratore delegato ha poi spiegato che «lo stile di Telecom Italia è quello di non fare nulla nel mezzo della tempesta. E mantenere un atteggiamento molto industriale. In questo momento la situazione ci suggerisce che sia meglio concentrarsi sulla società » ha dichiarato Patuano a Valor, sottolineando che «l’evoluzione è un po’ turbolenta, c’è un po’ di agitazione ma Tim sta facendo un ottimo lavoro, un passo dopo l’altro».

RECCHI RECCHI

 

Durante il viaggio in Brasile l’ad e il presidente Giuseppe Recchi - che riferiranno al cda del 5 febbraio - hanno incontrato tra gli altri il ministro delle comunicazioni e quello dello sviluppo economico brasiliano e oltre a riconfermare l’impegno hanno ribadito di essere investitori di lungo periodo per i quali un ciclo economico, difficile come quello che sta vivendo il Brasile, non conta.

 

Ultimi Dagoreport

gian marco chiocci giorgia meloni palazzo chigi

DAGOREPORT: ‘STA RIFORMA NON SERVE A UN CAZZO –  LE MODIFICHE ALLA GOVERNANCE DELLA RAI, IMPOSTE DALL’UE, AVREBBERO DOVUTO ESSERE OPERATIVE ENTRO GIUGNO. E INVECE, IL GOVERNO SE NE FOTTE – SE IERI PALAZZO CHIGI SOGNAVA UNA RIFORMA “AGGRESSIVA”, CON L’OBIETTIVO DI “MILITARIZZARE” VIALE MAZZINI IN VISTA DELLE ELEZIONI DEL 2027, L’ESITO DISASTROSO DEL REFERENDUM SULLA GIUSTIZIA HA COSTRETTO LA “FIAMMA TRAGICA” DI MELONI A RICONSIDERARE L’EFFICACIA DI RAI E MEDIASET – SOLO IL TG1 DI CHIOCCI FUNZIONA COME STRUMENTO DI PROPAGANDA: GLI ALTRI NON SONO DETERMINANTI, O PERCHÉ NON LI VEDE NESSUNO (RAINEWS) O PERCHÉ NON CONTROLLABILI (IL TG5-AFTER-MARINA, MA ANCHE TG2 E TG3) - INOLTRE, È IL “MODELLO” STESSO DEL TELEGIORNALE A ESSERE ORMAI OBSOLETO, QUANDO SI HA IN TASCA UN TELEFONINO SPARA-SOCIAL O UN COMPUTER SUL TAVOLO CHE INFORMA IN TEMPO REALE...

giorgia meloni riforma legge elettorale stabilicum

DAGOREPORT: ‘STA RIFORMA ELETTORALE, DITEMI A CHI CAZZO CONVIENE? – LA MELONA AZZOPPATA DAL REFERENDUM SAREBBE PRONTA A RITOCCARE IN BASSO L'ABNORME PREMIO DI MAGGIORANZA DELLO “STABILICUM” PUR DI FAR CONVERGERE IL SI' DELL’OPPOSIZIONE – MA LA FU DUCETTA HA DAVANTI DUE OSTACOLI: NON È SICURA DEI VOTI, A SCRUTINIO SEGRETO, DI LEGA E DI FORZA ITALIA CHE TEMONO UN TRAPPOLONE SUI SEGGI - IL SECONDO PROBLEMA SERPEGGIA IN FDI: IN CASO DI SCONFITTA, MOLTI DI LORO RISCHIANO DI FINIRE TROMBATI PROPRIO A CAUSA DEL PREMIO DI MAGGIORANZA – A SINISTRA, SE IL M5S E' ABBASTANZA FAVOREVOLE ALLA RIFORMA, IL DUPLEX PD-AVS E' DI AVVISO CONTRARIO (IL SOLITO ''DIVIDI E PERDI'', NON CONOSCENDO LA REGOLA DI OGNI COALIZIONE DI SUCCESSO: “PRIMA SI PORTA A CASA IL POTERE, POI SI REGOLANO I CONTI”)

beatrice venezi

DAGOREPORT! UNA NOTTE CON "BEATROCE" VENEZI: LA "FU BACCHETTA NERA" RICICCIA NEL RUOLO DI PRESENTATRICE DEL PROGRAMMA DI ''SKY ARTE", “RINASCIMENTI SEGRETI” - NON STIAMO SCHERZANDO, MEGLIO DI UNA DILETTA LEOTTA, LA VENEZI, CHIODO DI PELLE NERA E PANTA ADERENTI, RIPRESA PIÙ DA DIETRO CHE DA DAVANTI, HA VOCE SUADENTE, LEGGE IL GOBBO CON CAPACITÀ E GUARDA IL TELESPETTATORE CON UNA CERTA INNATA MALIZIA - ALLA VENEZI ANDREBBE AFFIDATO UN PROGRAMMA PER LA DIVULGAZIONE DELLA MUSICA CLASSICA, NON LA FENICE! SAREBBE DI AIUTO PER LA SOLITA TIRITERA DI “AVVICINARE I GIOVANI ALLA MUSICA CLASSICA”. L’AMICHETTISMO FA SCHIFO, MA SE INOLTRE GLI AMICI LI METTI FUORI POSTO, DALLA BACCHETTA AL PENNELLO… - VIDEO

buttafuoco giuli arianna giorgia meloni emanuele merlino elena proietti fazzolari

DAGOREPORT - UTERINO COM'È, GIULI NON HA RETTO ALL'ELEVAZIONE DI BUTTAFUOCO A NUOVO IDOLO DELLA SINISTRA LIBERALE E DELLA DESTRA RADICALE: VUOLE ANCHE LUI DIVENTARE LO ‘’STUPOR MUNDI’’ E PIETRA DELLO SCANDALO. E PER DIMOSTRARE DI ESSERE LIBERO DAL ‘’CENTRO DI SMISTAMENTO DI PALAZZO CHIGI’’, HA SFANCULATO IL SUO “MINISTRO-OMBRA”, IL FAZZO-BOY MERLINO – IL CASO GIULI NON È SOLO L’ENNESIMO ATTO DEL CREPUSCOLO DEL MELONISMO-AFTER-REFERENDUM: È IL RISULTATO DEL FALLIMENTO DI RIMPIAZZARE LA MANCANZA DI UNA CLASSE DIRIGENTE CAPACE CON LA FEDELTÀ DEI CAMERATI, FINO A TOCCARE IL CLIMAX DEL FAMILISMO METTENDO A CAPO DEL PARTITO LA SORELLINA ARIANNA, LA CUI GESTIONE IN VIA DELLA SCROFA HA SGRANATO UN ROSARIO DI DISASTRI, GAFFE, RIPICCHE, NON AZZECCANDO MAI UNA NOMINA (MICHETTI, TAGLIAFERRI, GHIGLIA,  SANGIULIANO, CACCIAMANI, DI FOGGIA, MESSINA, ETC) - FINIRÀ COSI': L'ALESSANDRO MIGNON DELL'EGEMONIA CULTURALE SCRIVERÀ UN ALTRO LIBRO: DOPO “IL PASSO DELLE OCHE”, ‘’IL PASSO DEI CAPPONI’’ (UN POLLAIO DI CUI FA PARTE...)

nigel farage keir starmer elly schlein giuseppe conte

DAGOREPORT – “TAFAZZISMO” BRITISH”! A LONDRA, COME A ROMA, LA SINISTRA È CAPACE SOLO DI DARSI LE MARTELLATE SULLE PALLE: A FAR PROSPERARE QUEL DISTURBATO MENTALE DI FARAGE  È LA SPACCATURA DELLE FORZE “DI SISTEMA”, CHE NON RIESCONO A FARE ASSE E FERMARE I SOVRANISTI “FISH AND CHIPS” - È MORTO E SEPOLTO IL BIPARTITISMO DI IERI E LA FRAMMENTAZIONE È TOTALE, TRA VERDI, LIB-LAB, LABOUR, TORY E CORNUTI DI NUOVO E VECCHIO CONIO – IL CASO MELONI INSEGNA: NEL 2022, LA DUCETTA VINSE SOLO PERCHÉ IL CENTROSINISTRA SI PRESENTÒ DIVISO, PER MERITO DI QUEI GENI DI ENRICO LETTA E DI GIUSEPPE CONTE – APPUNTI PER FRANCIA E GERMANIA, DOVE SI SCALDANO LE PEN E AFD (E L’EUROPA TREMA…)