CONSOB MULTA LA SEA PER IL BLUFF DI BONOMI - SE NON SUCCEDE NULLA SORGENIA ANDRÀ ALLE BANCHE – TATA, EX NUMERO UNO DEL GRUPPO INDIANO, IN TRIBUNALE PER UNA MAXI TANGENTE NEL PROCESSO FINMECCANICA - A GIUGNO SI DECIDE IL DESTINO DI INDESIT

PARTERRE
Da ‘Il Sole 24 Ore'

SI DECIDE A GIUGNO IL DESTINO DI INDESIT
Che a Fabriano vogliano celebrare il matrimonio tra Indesit e uno sposo estero prima dell'estate, ormai è palese. Lo stesso Marco Milano, il supermanager che assomma i pieni poteri, lo ha dichiarato apertamente. Ma oltre alle intenzioni, ora c'è una sorta di road map: 15 giugno e 15 luglio.

Un mese cruciale, in cui si decide tutto: la prima sarà una data di svolta nella futura vendita del colosso italiano degli elettrodomestici. Per quel giorno, secondo quanto risulta al Sole 24 Ore, è stato convocato un cda di Fineldo. Al board, il arrivare con la short-list, selezionata dall'advisor Goldman Sachs, incaricata dalla famiglia Merloni. A quel punto, con le offerte vincolanti, i giochi saranno praticamente fatti.

I nomi che circolano come possibili papabili sono da tempo oggetto di rumor contraddittori: c'è chi parla di tre concorrenti, Arcelik, Bosch e Whirlpool. Chi addirittura di 5 o 6 (LG e Haier o addirittura una poco probabile Electrolux). Ma la sensazione è che siano gli americani di Whirlpool quelli più avanti. Il 15 luglio, invece, è atteso il closing. Poi tutti in vacanza. (S.Fi.)

DA PREZZI E REGOLE I TIMORI PER LE TELCO
Gli ultimi conti delle telco sono un forte campanello d'allarme forte per il settore delle tlc, ma anche, a ben guardare, per l'intero Paese. Il comparto mobile soprattutto è finito in una spirale generata da una miope guerra dei prezzi e, gli operatori lo ripetono a più riprese, da interventi regolatori penalizzanti come il taglio delle tariffe di terminazione mobile. Negli ultimi 2 anni (2012 e 2013) i ricavi da servizi mobili di Vodafone, Tim e Wind hanno registrato una perdita complessiva di oltre 4,5 miliardi di euro.

In Italia nel trimestre gennaio-marzo Telecom ha visto i ricavi da servizi mobili calare del 15%, Vodafone Italia (tornata leader di mercato nel trimestre) il 20% e Wind il 10,6 per cento. Cali a doppia cifra per un'industria chiamata a dare un contributo essenziale all'attuazione dell'Agenda digitale con i suoi investimenti. Ma fare investimenti con un tale trend di ricavi non è automatico. Va bene lo stop alla suicida guerra dei prezzi. Ma forse non è anche il caso che Governo e varie Autorità, anche nella Ue, si chiedano come fare per evitare il punto di non ritorno? (A. Bio.)

MOODY'S: L'UCRAINA PESA SULLE BANCHE AUSTRIACHE
Le peggiorate prospettive economiche dell'Ucraina e della Russia pesano sul sistema bancario austriaco esposto ad Est. Per questo l'outlook di Moody's rimane negativo, invariato dal 2009.

L'outlook riflette le aspettative che, a dispetto della crescente stabilizzazione economica in Austria, i fondamentali finanziari delle banche resteranno deboli a causa dei rischi sulla qualità degli attivi, rischi derivanti principalmente da esposizioni a diversi mercati molto volatili dell'Europa centro-orientale (CEE), un'area che rappresenta il 30% degli attivi bancari austriaci.

A preoccupare gli operatori è stata anche la riluttanza dimostrata delle autorità pubbliche austriache a fornire pieno sostegno ai "creditori chirografari senior" delle banche in difficoltà, gettando un'ombra sul rating creditizio complessivo delle banche austriache. Moody's osserva positivamente che il profilo di finanziamento delle banche austriache è migliorato negli ultimi anni: il rapporto prestiti su depositi è sceso al 126% nel 2013 dal 141% del 2010). (V.D.R.)

CONSOB MULTA LA SEA PER IL BLUFF DI BONOMI
Gamberale batte Bonomi 2-0. C'è voluto tempo, ma alla fine Vito Gamberale ha vinto anche sul campo delle authority la partita sul prospetto di quotazione della Sea, operazione naufragata proprio per l'opposizione del manager di F2I.

Consob, con delibera del 23 aprile scorso, ha inflitto infatti una sanzione di 5.000 euro alla Sea, holding degli aeroporti di Milano, per le dichiarazioni rilasciate dal presidente Giuseppe Bonomi nel corso del roadshow di presentazione dell'Ipo nel novembre 2012: per la Consob, quelle dichiarazioni erano infatti «non coerenti con quanto riportato nel prospetto informativo in merito alla politica di dividendi non adottata dall'emittente».

In particolare, Bonomi sostenne pubblicamente «l'intenzione della società di distribuire dividendi in misura pari al 70% degli utili conseguiti». Tale affermazione provocò uno scontro tra il management e l'azionista F2i, che chiese e ottenne un supplemento al prospetto per precisare che la società non aveva adottato una politica di dividendi. (R.Fi.)


IL RITORNO DI MARANZANA. GUIDERÀ INTESA SANPAOLO VITA
Da ‘Il Corriere della Sera'

(giu.fer. ) A volte capita di finire la carriera dove era cominciata. Succede a Luigi Maranzana nominato ieri presidente di Intesa Sanpaolo Vita al posto di Salvatore Maccarone. La nomina assomiglia a un rimpatrio, e Maranzana, 73 anni, ritroverà «amici e colleghi», come ammette lui stesso rallegrandosi per la nuova opportunità.

Al Sanpaolo di Torino, prima della fusione con Banca Intesa, il manager ha infatti costruito l'intera carriera: prima vice e poi direttore generale fino al 1997, quando è stato promosso amministratore delegato dell'istituto torinese. Carica che ha ricoperto fino al 2004. È stato poi presidente di Sanpaolo Imi Wealth management e di Banca Imi, nonché consigliere di amministrazione di Banca Fideuram, di Sanpaolo Imi Internazionale e di Sanpaolo life. Infine è diventato presidente di EurizonVita.

BUON INIZIO DEL 2014 PER I FONDI IN TRE MESI RACCOLTI 30 MILIARDI
Da ‘Il Corriere della Sera'

Con 29,4 miliardi di euro l'industria del risparmio gestito ha chiuso il terzo trimestre 2014 in positivo. Il risultato, secondo Assogestioni, è da attribuire principalmente ai fondi aperti italiani (+6,6 milioni) ed esteri (+17.9). Dalla mappa trimestrale emerge che complessivamente le gestioni collettive raccolgono 24,5 miliardi e le gestioni di portafoglio 5 miliardi.


NO ALLA DOPPIA SANZIONE, GLI AVVOCATI AFFILANO LE ARMI
Da ‘Il Corriere della Sera'

(g. str. ) Il no della Corte europea dei diritti dell'uomo all'Italia sulla doppia sanzione, penale e amministrativa, inizia a fare scuola. La Corte di Strasburgo, lo scorso 4 marzo, ha condannato l'Italia per aver violato il principio del «ne bis in idem» nel processo a carico di Franzo Grande Stevens, Pierluigi Gabetti, Virgilio Marrone (difesi da Natalino Irti e Giuseppe e Aldo Bozzi) e le società Exor e Giovanni Agnelli sapa. La sentenza, nei casi di abuso del mercato, è subito arrivata sulle scrivanie degli avvocati specializzati. Ci sono diverse inchieste che potrebbero essere messe in discussione.

La sentenza, che non si ferma alla semplice condanna della doppia sanzione ma affronta anche altri aspetti, ha ora alimentato un rilevante dibattito. Come un incontro lo scorso mese a Torino, a cui hanno partecipato diversi nomi importanti tra i giuristi italiani. Un altro convegno è poi promosso dall'Abi per giugno.

E «Les Echos», il quotidiano francese, ha dedicato un articolo agli effetti che la condanna della Corte all'Italia potrebbe avere anche tra Parigi e Marsiglia. Naturalmente ci sono poi i nuovi possibili risvolti in Italia. E già si parla, negli ambienti giuridici, delle prossime occasioni in cui i principi della Corte potrebbero fare capolino. Occasioni che potrebbero riguardare anche le banche.

FONDACO FESTEGGIA IL DECENNALE SUPERANDO I 3 MILIARDI DI PATRIMONIO
Da ‘Il Corriere della Sera'

(s. rig.) Fondaco, la società indipendente di gestione del risparmio (sgr) nata nel 2002 per mano della Compagnia di San Paolo di Torino, della Fondazione Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo e della Fondazione Cassa di Risparmio in Bologna, ha chiuso l'esercizio 2013 con il miglior bilancio di sempre. Le masse in gestione sono aumentate del 34 per cento a 3,174 miliardi di euro rispetto ai 2,387 dell'anno precedente, mentre l'utile netto è aumentato del 15 per cento a 941.975 euro (erano 816.621 nel 2012).

Fondaco, presieduta da Gian Luigi Garrino, con Davide Tinelli amministratore delegato, in dieni anni di attività ha distribuito ai soci dividendi per complessivi 3,8 milioni di euro e ha accantonato riserve per 1,2 milioni, raddoppiando in questo modo il valore economico dell'investimento iniziale degli azionisti. «Festeggiamo il decimo anno di attività - ha sottolineato Tinelli - con importanti risultati economici, ma senza venir meno al principio fissato nello statuto di un profitto equo che, limitando in maniera precisa la remunerazione dei soci e il lavoro di amministratori e dipendenti, permette a Fondaco di applicare commissioni minime sui propri prodotti». A Fondaco, che ha Ersel investimenti quale partner tecnico, si sono aggiunte nel corso degli anni parte delle attività della Fondazione Cassa di Risparmio di Cuneo e di Fondazione Roma.

MAXI-TANGENTE: TATA IN TRIBUNALE
Da ‘Il Giornale'

Ratan Tata, ex numero uno dell'omonimo gruppo industriale indiano, testimonierà il prossimo 29 maggio nel processo a carico dell'ex presidente di Finmeccanica Giuseppe Orsi e dell'ex ad di AgustaWestland Bruno Spagnolini, imputati di corruzione e false fatturazioni per il presunto pagamento di una maxi-tangente tesa ad aggiudicarsi una commessa dal governo indiano per 12 elicotteri.

SE NON SUCCEDE NULLA SORGENIA ANDRÀ ALLE BANCHE
Da ‘Il Giornale'

Se non si scioglierà insieme agli attuali azionisti il nodo dell'esposizione debitoria di Sorgenia e della sua necessaria ricapitalizzazione, la società passerà in mano alle banche creditrici. È quanto ha sostenuto ieri l'amministratore delegato del Banco Popolare, Pierfrancesco Saviotti.

Il banchiere, interpellato a margine dell'esecutivo dell'Abi a Milano, ha ricordato che è previsto un ulteriore incontro «che dovrebbe essere gestito da tre rappresentanti delle banche, ma non so dire quando avverrà». Manca insomma ancora un calendario. «Finora non ci sono passi nuovi - ha confermato l'ad del Banco Popolare- .Se nell'incontro previsto nel prossimo futuro non succede niente l'unica possibilità che resta in piedi è quella» ,ha aggiunto Saviotti riferendosi alla conversione dei crediti in azioni.

 

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