gary cohn (1)

UN DISLESSICO ALLA FED - TRUMP PENSA DI SOSTITUIRE LA YELLEN CON GARY COHN, EX PRESIDENTE DI GOLDMAN SACHS E PERSONAGGIO INCREDIBILE: NON HA UNA LAUREA IN ECONOMIA, NON RIESCE A LEGGERE PIÙ DI 20 PAGINE IN 6 ORE, E HA SCALATO I RANGHI DELLA PIÙ IMPORTANTE BANCA D’AFFARI AMERICANA PARTENDO DA UNA GROSSA BUGIA. QUI TROVATE LA SUA STORIA - TRA LE OMBRE, IL SUO AVER AIUTATO LA GRECIA A ‘CUCINARE’ I CONTI

CHI È GARY COHN: L’ESTRATTO DEL LIBRO DI MALCOLM GLADWELL (‘DAVIDE E GOLIA’) IN CUI SI RACCONTA LA SUA DISLESSIA, GLI ANNI BUI DELL'INFANZIA, IL BLUFF CHE LO HA PORTATO DENTRO GOLDMAN SACHS

 

 

1. LA BANCA CENTRALE USA NON ACCELERA SUI TASSI: «RIALZI MODERATI»

Camilla Conti per il Giornale

 

trump gary cohntrump gary cohn

Procede a passo spedito la corsa dell' euro verso quota 1,15, livello che secondo molti analisti coincide con il traguardo finale di medio termine della gara fra le due principali valute al mondo. Ieri la moneta unica ha chiuso a 1,142 dollari, leggermente sotto i massimi toccati in mattinata quando il biglietto verde era scivolato su livelli che non vedeva da maggio 2016 in seguito degli ultimi sviluppi del Russiagate con lo scambio di mail tra esponenti russi e il figlio maggiore di Donald Trump. Il dollaro si è poi stabilizzato quando è cominciata a circolare la bozza dell' atteso discorso tenuto ieri davanti al Campidoglio dalla presidente della Federal Reserve, Janet Yellen.

 

Quest' ultima ha infatti assicurato che ci sarà un graduale rialzo dei tassi di interesse nel prossimo futuro, ma che non dovrà essere troppo marcato.

gary cohn goldman sachsgary cohn goldman sachs

 

«La crescita è rimbalzata nel secondo trimestre», ha osservato Yellen, «così come la spesa delle famiglie e gli investimenti delle imprese». In questo scenario ulteriori graduali rialzi dei tassi saranno probabilmente appropriati nei prossimi anni per sostenere l' espansione economica e il ritorno dell' inflazione all' obiettivo del 2 per cento. Tuttavia, «i tassi di interesse non dovranno crescere molto per raggiungere un livello di politica monetaria neutrale». Il passo moderato è piaciuto a Wall Street, dove il Dow Jones ha registrato un nuovo record intraday a 21580 punti.

 

gary cohn gary cohn

Il «sergente di ferro» della Fed, che tifava per i democratici per mezzo dei tassi appiattiti a zero, ha però i mesi contati. Quella odierna «potrebbe anche essere» l' ultima audizione della presidente davanti alla Commissione Finanze del Congresso americano, ha ammesso la stessa Yellen in risposta a una domanda di una rappresentante repubblicana. La presidente della Fed non ha invece voluto commentare la sua disponibilità a servire per un nuovo mandato, dietro una eventuale richiesta dell' amministrazione Trump.

 

janet yellenjanet yellen

Al momento «resto focalizzata sul lavoro attuale», ha precisato. In un' intervista rilasciata al Wall Street Journal nell' aprile scorso il presidente Usa aveva lanciato un inatteso endorsement della Yellen: «Mi piace, la rispetto», aveva detto, al punto di non escludere una sua riconferma a febbraio 2018, quando scadrà il mandato (era stata nominata il 3 febbraio 2014). Ma ieri fonti vicine alla Casa Bianca hanno riferito a Politico, punto di riferimento per l' informazione politica americana, che Gary Cohn è il candidato preferito del presidente statunitense per la guida della Fed.

 

Secondo le indiscrezioni apparse ieri sul sito Politico.com, Trump sarebbe infatti sempre più orientato verso la nomina dell' ex presidente ed ex direttore operativo di Goldman Sachs, ora direttore del National Economic Council, agenzia federale che dà al presidente consulenza su questioni economiche interne e internazionali. Tra i possibili successori della Yellen si parla molto anche di Kevin Warsh, ex governatore della Fed (Cohn e Warsh hanno in comune la mancanza di una laurea in economia).

 

KEVIN WARSH CON BEN BERNANKE E DONALD KOHNKEVIN WARSH CON BEN BERNANKE E DONALD KOHN

Intanto, per la prima volta dal 2010, la Bank of Canada ha incrementato il costo del denaro, portandolo dallo 0,5% allo 0,75 per cento.

La Banca centrale canadese è dunque il primo grande istituto centrale a seguire la Federal Reserve sulla via di una politica monetaria progressivamente più restrittiva.

 

 

2. BANCHIERE, PRATICO E ARROGANTE TROVATO L' UOMO GIUSTO PER LA FED

Ugo Bertone per ‘Libero Quotidiano

 

La notizia bomba ha preceduto di qualche ora la testimonianza di Janet Yellen al Congresso, probabilmente una delle ultime e senz' altro delle meno sorprendenti della presidente della banca centrale più potente del mondo che si è limitata a ripetere i concetti più volte esposti in queste settimane.

trump gary  cohntrump gary cohn

 

Al contrario, Donald Trump, secondo un report di "Politico", ha rotto gli indugi e individuato in Gary Cohn, oggi a capo dei consiglieri economici della Casa Bianca, l' uomo che guiderà la banca centrale più potente del pianeta dal prossimo febbraio.

 

Le possibilità di una conferma della Yellen «sono vicine allo zero», spiega un collaboratore del presidente. Intanto Cohn, da mesi in pole position per l' incarico, sembra aver superato le resistenze dei falchi repubblicani, che non vedono di buon occhio l' avanzata di Cohn, già vicino ai democratici ed apertamente ostile ad alcune campagne dell' amministrazione, dal protezionismo alle barriere contro gli immigrati.

 

gary cohn lloyd blankfeingary cohn lloyd blankfein

Ma la grande novità è che, dopo una lunga striscia di accademici, saliti alla presidenza della banca centrale dall' università o dagli uffici studi, alla guida della banca arriva un finanziere che ha alle spalle un quarto di secolo di esperienza nella prima linea dei mercati, nelle sale operative dei derivati azionari e delle materie prime. «Uno come lui - ha commentato a caldo Jim Cramer, l' opinionista di Cnbc - vale da solo un 5% in più per gli indici di Borsa. Lo conosco: è la persona giusta per dar la sveglia alla Fed».

 

Ma l' opinione di Cramer, ex Goldman Sachs, è senz' altro partigiana: Cohn ha militato nelle fila della banca dal 1990 al 2016, scalando la gerarchia dell' istituto fino a diventare il numero due, alle spalle di Lloyd Blankfein. Una lunga carriera, chiusa nel 2015 con una liquidazione di 285 milioni di dollari, in cui non mancano le tappe oscure: nel 2009 fu a capo della missione di Goldman incaricata di aiutare la Grecia a nascondere con una serie di derivati, la drammatica situazione delle finanze di Atene dopo anni di finanza facile.

rex tillerson jared kushner h.r. mcmaster  gary cohn  rex tillerson jared kushner h.r. mcmaster gary cohn

 

La lunga militanza in Goldman Sachs di questo figlio di un elettricista, dislessico da bambino, esuberante («dite pure arrogante» dice un ex collega citando l' abitudine di ricevere i clienti con i piedi sul tavolo) rappresenta l' aspetto più criticato sia dall' opposizione democratica che da una parte dei repubblicani.

 

Gary CohnGary Cohn

«Dieci anni dopo lo scoppio della grande crisi - ha detto la senatore Elisabeth George - possiamo trovarci alla guida della Fed un esponente della banca che più è stata aiutata dal governo». Eppure Cohn, uno spirito pratico, alieno dal dogmatismo, potrebbe guidare la riforma delle regole in maniera più cauta di quanto invocato da alcuni banchieri: in passato si è espresso più volte per il ripristino della Glass-Steagall, la legge che imponeva la separazione tra banche commerciali e banche d' affari.

 

GLI UOMINI DI GOLDMAN BLANKFEIN E COHN GLI UOMINI DI GOLDMAN BLANKFEIN E COHN

Vista dall' Europa, la domanda più importante riguarda, ovviamente, il costo del denaro. Fin dai primi contatti con Donald Trump, Cohn ha convinto il presidente che un dollaro troppo forte rischia di essere un danno per l' export americano, così come per l' inflazione, che non accenna a salire. Per questo la sua ascesa non dovrebbe coincidere con una forte ascesa dei tassi in aperta collisione con la politica della Banca Centrale Europea.

 

Ma è meglio non nutrire troppe illusioni: il nuoco presidente potrebbe imporre ritmi accelerati al rientro al normalità del budget della Fed dai 4.500 miliardi accumulati durante la crisi. In quel caso, le conseguenze si faranno sentire anche da noi.

 

 

Ultimi Dagoreport

politecnico di milano rettrice donatella sciuto big mama

DAGOREPORT - L’ULTIMA FRONTIERA DELLA PARITA’ DI GENERE? LE UNIVERSITA’ MILANESI, PASSATE NEGLI ULTIMI DIECI ANNI DA ZERO A SEI RETTRICI - ORA, SULL’ESEMPIO DI MANFREDI A NAPOLI, QUALCUNA PENSA AL “GRANDE SALTO”. E’ IL CASO DELLA RETTRICE DEL POLITECNICO, DONATELLA SCIUTO: IN UNA INTERVISTA AL “CORRIERE” DICHIARA DI NON VOLERSI CANDIDARE E INVITA A VOTARE UN SINDACO DEL PD - DEL RESTO, NEL SUO ATENEO C’E’ APPENA STATO UN CONCORSO CON UNA SOLA CANDIDATA (GUARDA CASO!): LA EX PARLAMENTARE PD, LEYLA CIAGA’ – LA LAUREA IN URBANISTICA A BIG MAMA, LA CUI CANZONE “LA RABBIA NON TI BASTA” E’ STATA DEDICATA DALLA SCHLEIN ALLA MELONI. INSOMMA UN POLITECNICO ROSSO DI RABBIA…

elly schlein giuseppe conte roberto vannacci

FLASH – IL CAMPO LARGO LITIGA ANCHE SU VANNACCI! SCHLEIN, CONTE E COMPAGNI SONO DIVISI SU COME FRONTEGGIARE LE SPARATE E I VIDEO INDECENTI DELL’EX GENERALE - C’È CHI VORREBBE DENUNCIARLO, PRENDERLO DI PETTO E INCALZARLO PER LA SUA PROPAGANDA NEO-FASCIA CONVINTO CHE VADA ARGINATO CON LE CATTIVE. MA ALTRI, TRA CUI GIUSEPPE CONTE, CHE INVECE PENSANO SIA MEGLIO LASCIARLO SCORRAZZARE LIBERO. IL RETROPENSIERO È: “PIÙ CRESCE VANNACCI, PEGGIO È PER LA MELONI” (ALMENO FINCHÉ NON SI ALLEANO)

giuseppe conte elly schlein giorgia meloni

DAGOREPORT - MENTRE CASA ITALIA BRUCIA, TRA PISTOLERI E GENERALI, NON DISTURBATE ELLY SCHLEIN E GIUSEPPE CONTE: I DUE LEADER (SI FA PER DIRE) PROPRIO NON SI RENDONO CONTO CHE IL "CAMPO LARGO" VA ALLARGATO A TUTTE LE FORZE MODERATE E RIFORMISTE. AD OGGI, DI UNA COALIZIONE ALTERNATIVA ALL'ARMATA BRANCA-MELONI, NON C’È TRACCIA - SE CONTE E SCHLEIN TENESSERO DAVVERO ALLA VITTORIA DELLA COALIZIONE, PIÙ CHE ALLA PERSONALE AMBIZIONE DI ANDARE A PALAZZO CHIGI, AVREBBERO DA TEMPO FATTO UN PASSO INDIETRO A FAVORE DI UN "PAPA STRANIERO" (IL FAVORITO E' ROBERTO GUALTIERI) - MA I DUE LEADER (SI FA PER DIRE) NON RIESCONO A FICCARSI NELLA TESTA CHE, IN CASO DI SCONFITTA ALLE POLITICHE DEL 2027, RISCHIAMO DAVVERO DI SVEGLIARCI UNA MATTINA CON MELONI AL QUIRINALE E VANNACCI A PALAZZO CHIGI…

stefano benigni marina berlusconi antonio tajani

LA “SFI-DUCETTA” ALLA LEGGE ELETTORALE HA APERTO IL VASO DI PANDORA: IN FORZA ITALIA SIAMO ALLA NOTTE DEI LUNGHI COLTELLI! SI VOCIFERA CHE IL SEGRETARIO, ANTONIO TAJANI E STEFANO BENIGNI PASSASSERO FRA I BANCHI A DIRE AI DEPUTATI COME VOTARE. MA HANNO FALLITO: IL LORO OBIETTIVO ERA INFATTI FAR PASSARE L’EMENDAMENTO SULLE PREFERENZE, IN PARTICOLARE IL SUPERAMENTO DELLA REGOLA DEL 60/40 (L’ALTERNANZA DI GENERE) - L’EX MONARCHICO VORREBBE LIBERARSI DEI PARLAMENTARI STORICAMENTE LEGATI A SILVIO BERLUSCONI, E OGGI A MARINA – IL SEGRETARIO È CONVINTO CHE LA “CAVALIERA” NON METTERÀ BOCCA SULLE LISTE PERCHE' SI SAREBBE GIÀ STANCATA DEL "GIOCATTOLO” FORZA ITALIA...

naike rivelli

DAGOREPORT – ORA SÌ CHE TI RICONOSCIAMO, NAIKE! LA RIVELLI DEDICA UN ALTRO VIDEO COATTO A DAGOSPIA E FINALMENTE TORNA LA BURINELLA CHE ABBIAMO SEMPRE AMATO – DALLE LEZIONI SULL’INGOIO DELLE BANANE ALLA FOTO CON LA TESTA NEL CESSO FINO ALLA “VULVA ART” E ALLA MEGA-HIT “DEFAILLANCE”, ABBIAMO SEMPRE ADORATO LA NAIKE FUORI CONTROLLO, TRA AVVENTURE LESBO, FOTO IGNUDA E APPELLI PRO-GNOCCA – CARISSIMA NAIKE, ABBIAMO UN CONSIGLIO: LASCIA PERDERE I DISSING, GLI SCONTRI VERBALI, LE POLEMICHE. NON SONO PER TE. NON AFFATICARE LE SINAPSI, LASCIALE LIBERE DI SINTONIZZARSI CON L’UNIVERSO. SPALANCA I CHAKRA, CHISSÀ CHE L’ENERGIA COSMICA NON ENTRI A FARE UN SALUTO. NON PRENDERTI TROPPO SUL SERIO. NOI NON L’ABBIAMO MAI FATTO...