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EUROPA SOTTO CHOC (ENERGETICO)! ELETTRICITÀ E GAS MAI COSÌ CARI. LE PESANTISSIME BOLLETTE RISCHIANO DI FRENARE LA RIPRESA POST COVID E DI ALIMENTARE L’INFLAZIONE - PREZZI QUINTUPLICATI IN UN ANNO PER IL GAS. I GUAI RISCHIANO DI ARRIVARE CON L'INVERNO. LE SCORTE DI METANO SONO AI MINIMI DA 10 ANNI: LA RUSSIA, CHE IN PASSATO CI HA SALVATO PIÙ VOLTE DALL'EMERGENZA, NON FORNISCE FORNITURE EXTRA: IL MOTIVO...

Sissi Bellomo per il Sole 24 Ore

 

bollette luce gas 4

Elettricità, gas, diritti per la CO2, persino il vecchio carbone di cui puntiamo a liberarci. Sui mercati energetici ogni giorno (o quasi) è segnato da una raffica di record. I prezzi, in rialzo da mesi, hanno addirittura accelerato la corsa durante l'estate - stagione di vacanze e di termosifoni spenti, in cui in teoria non dovrebbero crearsi forti tensioni - portandosi in Europa a livelli senza precedenti.

 

È un rally che sta diventando sempre più preoccupante per le possibili ricadute sull'economia: bollette troppo pesanti rischiano di frenare la ripresa post Covid e di alimentare ulteriormente l'inflazione, in una fase già critica a causa delle strozzature che tuttora bloccano le supply chain, provocando rincari e difficoltà di approvvigionamento di molte materie prime e componenti, a cominciare dai microchip. Per le banche centrali - compresa la Bce, che si riunisce oggi - è una situazione delicata e da gestire.

 

Un ritiro anticipato degli stimoli per raffreddare l'inflazione potrebbe mettere in pericolo la crescita, ma le politiche monetarie espansive mal si conciliano con l'aumento dei prezzi al consumo, soprattutto se questo dovesse rivelarsi più duraturo dell'auspicata «fiammata temporanea». La componente energia, volatile come quella dei prezzi alimentari, non entra nella cosiddetta inflazione "core", a cui guardano i banchieri centrali. Ma rincari esasperati in bolletta rischiano di trasmettersi fino agli ultimi anelli della catena del valore e di persistere a lungo.

bollette luce gas

 

Nell'Eurozona ad agosto l'inflazione si è impennata al 3%, il massimo da un decennio, e la voce più pesante era proprio quella dell'energia, con un aumento del 15,4% su base annua. Ma anche l'inflazione "core" ha iniziato a risvegliarsi: all'1,6% è la più alta dal 2012. C'è solo da augurarsi che davvero rimanga un fenomeno transitorio. Oggi come oggi, tuttavia, è difficile vedere la luce in fondo al tunnel, sia per i problemi di rifornimento e di trasporto delle merci - che restano in gran parte irrisolti - sia per le condizioni dei mercati energetici, che rischiano addirittura di peggiorare con l'arrivo dell'inverno, soprattutto in caso di temperature molto rigide.

 

GAS ENERGIA 5

Se negli shock energetici del passato era il petrolio ad essere protagonista, stavolta l'epicentro è il mercato del gas: il prezzo del combustibile è quintuplicato nell'ultimo anno sui principali hub europei, spingendosi ieri sopra 55 euro per Megawattora. La salita, sempre più impetuosa, è legata a carenze di offerta che hanno ostacolato la ricostituzione delle scorte per l'inverno e trascina con sé anche i prezzi dell'elettricità: sul mercato all'ingrosso in Italia ci sono stati picchi mai visti, superiori a 150 /MWh nei giorni scorsi. Intanto anche i diritti europei per l'emissione di CO2 bruciano un record dietro l'altro, mantenendosi sopra 60 euro per tonnellata, quasi il doppio rispetto a inizio anno. Nello stesso periodo il carbone ha guadagnato il 70% superando 120 dollari per tonnellata in Europa (ma il gas è così caro da renderlo comunque conveniente). Il petrolio stesso - così come i carburanti alla pompa - non è certo economico: il Brent scambia sopra 70 dollari al barile, in rialzo del 40% da gennaio.

 

Ma anche l'oro nero è stato sorpassato dal gas, che - fatte le dovute equivalenze - ormai vale più di 100 dollari al barile, fa notare Bloomberg. E il peggio forse deve ancora venire. «I problemi non sono nemmeno cominciati - avverte Julien Hoarau di Engie EnergyScan - L'Europa dovrà affrontare un inverno segnato dalla scarsità di offerta. Se avremo di nuovo un fenomeno meterologico come la Beast of the East (l'ondata di gelo estremo del 2018, Ndr) non sarei sorpreso di vedere prezzi spot a tre cifre». «Lo spettro della povertà energetica potrebbe abbattersi rapidamente sull'Europa», rincarano gli analisti di Citi. Anche senza sorprese climatiche «i prezzi di gas e carbone resteranno probabilmente elevati fino a fine anno» , prevede Stefan Konstantinov di ICIS Energy, perché l'offerta è troppo limitata e i consumi cresceranno.

 

GAS ENERGIA

L'inverno è ormai alle porte, il nuovo anno termico comincia il 1° ottobre. E le scorte di gas europee sono a livelli di guardia, ai minimi da 10 anni per questo periodo: in media gli stoccaggi sono pieni al 69% (dati Gie). L'Italia sta un po' meglio con l'83%, ma l'anno scorso in quest' epoca erano al 95%. Per ora non ci sono carenze. Prima di tutto perché il sole splende. Ma anche perché i prezzi record di fatto hanno già scoraggiato la domanda di gas nel termoelettrico (in qualche caso purtroppo a favore del carbone e non solo delle rinnovabili). In Italia, secondo un'analisi di Staffetta Quotidiana, i consumi delle centrali sono calati del 6,9% ad agosto rispetto a un anno prima.

 

tralicci energia elettrica 1

I guai rischiano di arrivare con l'inverno, quando l'Europa potrebbe sperimentare carenze di energia tali da costringere a rallentare la produzione industriale, avvertono gli esperti. Non sarà il Gnl - né dagli Usa né da altre origini - a venirci in soccorso, se non a prezzi ancora più alti di quelli attuali: la scarsità di gas non è un problema solo europeo e l'Asia è in competizione per attirare carichi spot. Restano le forniture via tubo, che però scarseggiano. Dal Mare del Nord arriva pochissimo gas, a causa di manutenzioni più volte rinviate causa Covid. L'Algeria ha avvertito di «problemi upstream» che per tutto settembre potranno provocare cadute fino al 25% dei flussi verso l'Italia.

 

E poi c'è la Russia, che in passato ci ha salvato più volte dall'emergenza, ma che da mesi si limita a rispettare gli obblighi contrattuali, senza offrire forniture extra: un mistero che ha spinto molti analisti a ipotizzare una forma di ricatto, per forzare la mano sul Nord Stream 2. Ora tuttavia sta crescendo il sospetto (già avanzato due mesi fa dal Sole 24 Ore) che Gazprom in realtà non riesca a fare di più. È emerso che a inizio agosto c'è stato un incendio nell'impianto di trattamento del gas di Urengoy, in Siberia occidentale, di cui tuttora si osservano ricadute: cali di fornitura dal gasdotto Yamal-Europe, che non si spiegano con teorie del complotto. La stessa Russia inoltre ha scorte di gas troppo basse, che il Governo ha imposto di ricostituire con priorità assoluta rispetto al rifornimento dei clienti europei. Per centrare l'obiettivo servono iniezioni di 280 milioni di metri cubi al giorno fino a fine ottobre, stima Bloomberg: volumi pari all'80% delle normali forniture di Gazprom all'Europa occidentale.

putin

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