FALCHI & DRAGHI – OGGI LA BCE SVELA IL PIANO DI ACQUISTO DI TITOLI CARTOLARIZZATI, MA SI ALLARGA IL FRONTE DEL NO – OLTRE AI TEDESCHI DELLA BUNDESBANK C’È L’OPPOSIZIONE DI OLANDESI, FINLANDESI ED ESTONI

Tonia Mastrobuoni per “la Stampa

 

MARIO DRAGHIMARIO DRAGHI

Il fronte anti-Draghi si sta allargando. Secondo una fonte della Bce, alla riunione di stamane del consiglio direttivo che si terrà eccezionalmente a Napoli (due volte all’anno l’Eurotower si riunisce fuori da Francoforte), il presidente rischia di fare i conti non solo con il solito rivale, Jens Weidmann, ma anche con l’opposizione di olandesi, finlandesi ed estoni.

 

Oggi l’Eurotower dovrebbe rendere noti i dettagli sull’acquisto dei titoli cartolarizzati Abs, ma il fronte del Nord si è ricompattato attorno all’idea che la Bce, come si legge in molta propaganda mediatica tedesca, non possa diventare la «cattiva banca» dell’eurozona, che ingloba titoli tossici che somiglierebbero troppo a quelli che scatenarono la Grande crisi negli Usa. Un irrigidimento che potrebbe rendere le cose più difficili per Draghi anche sul fronte del quantitative easing, dell’acquisto in massa di titoli, anche pubblici.

mario draghimario draghi


Ma ieri sera, durante la consueta cena dei governatori, il presidente ha sottolineato che «c’è un problema di domanda troppo debole» che la Bce da sola non può risolvere, anche se ha promesso che stamane «discuteremo come riportare l’inflazione più vicina all’obiettivo del 2%». La «chiave» per una ripresa solida, ha sottolineando, echeggiando l’ormai famoso discorso di Jackson Hole, «sono maggiori investimenti». Soprattutto, Draghi ha mandato un messaggio chiaro all’Italia: solo le riforme garantiscono la crescita e la sostenibilità del debito.


I Paesi che hanno i margini per investimenti - leggi: la Germania - dovrebbero spendere, ma «se è vero che le politiche fiscali possono supportare le riforme strutturali, le riforme strutturali sono essenziali per supportare le politiche fiscali. Con i debiti in eccesso che si osservano in alcuni Paesi, è solo con le riforme strutturali che si può aumentare la crescita potenziale, e dunque la sostenibilità del debito, per creare lo spazio per politiche fiscali in futuro». Un ragionamento, ha concluso, che vale soprattutto per l’Italia.

Jens Weidmann Jens Weidmann


Il numero uno dell’Eurotower ha definito «fatiche di Ercole» gli sforzi di «riavviare la crescita e tagliare la disoccupazione». Come l’eroe mitologico alle prese con Idra, il mostro cui crescevano due teste per ogni testa mozzata, «a volte sembra che abbiamo superato una sfida - quella dei debiti sovrani - e due nuove sfide emergono - come la bassa inflazione e la debole ripresa». E il confronto con il 2012, quando si rischiò la fine dell’euro, è un indizio chiaro di quanto Draghi ritenga pericolosa la situazione attuale.

Jens WeidmannJens Weidmann


Tuttavia, l’irrigidimento della Bundesbank sugli acquisti di Abs non è isolata: è sistemica, è tedesca. Come si evince anche dalle parole di ieri di Merkel, dopo le aperture di quest’estate, la Germania è di nuovo in una fase di arroccamento e sta sfoderando il suo peggior armamentario lessicale e teorico per segnalare che a fronte delle due «provocazioni», quella italiana e francese di non mantenere gli impegni sui conti pubblici, Berlino fa muro. E non soltanto per assumere una posizione negoziale alla vigilia delle trattative sui Programmi di stabilità, insomma sugli impegni sui conti pubblici dei prossimi anni - dove noi rischiamo peraltro due procedure di infrazione, nel 2015: una per il debito e una per il pareggio di bilancio.

Jens Weidmann e Angela MerkelJens Weidmann e Angela Merkel

 
Merkel ha problemi crescenti con il suo partito, che sente il fiato sul collo della destra di Afd, gli anti euro che negli ultimi mesi hanno superato il 10% in tre elezioni regionali e continuano a crescere settimana dopo settimana nei sondaggi. Un sintomo del nervosismo crescente del governo è l’intervista dello scorso fine settimana a Wolfgang Schäuble, che ha paragonato gli Afd ai Republikaner, i neonazisti che vissero un momento di inquietante popolarità negli Anni 90.

 

angela merkel 3angela merkel 3

 E il ministro cristianodemocratico delle Finanze continua ad essere il guardiano più severo dell’austerità in Europa: negli ultimi giorni ha tuonato contro l’ipotesi di acquisti di Abs da parte della Bce - appoggiando la linea Weidmann - e ha bocciato l’idea di Juncker di attingere al fondo salva-Stati per il piano degli investimenti. Schäuble è anche scettico sull’idea di reperire risorse, sia in Germania, sia in Europa, per investimenti pubblici.

bundesinnenminister wolfgang schaeuble propertyposter bundesinnenminister wolfgang schaeuble propertyposter


A spingere il politico su queste posizioni, anche due dettagli importanti. Primo, nel suo ministero c’è meno pessimismo che nel resto del continente sul rischio deflazione; persino il rallentamento della Germania viene percepito come passeggero. Infine, non a torto, il ministro delle Finanze fatica a fidarsi dei Paesi che stanno chiedendo risorse per investimenti. Se l’Italia e la Francia non riescono neanche a spendere la loro quota dei 6 miliardi per la «Youth guarantee», perché concedergli ulteriori risorse che rischiano di rimanere sul piatto, con il solo risultato di aggravare i conti pubblici?

 

Ultimi Dagoreport

monte dei paschi di siena mps francesco gaetano caltagirone luigi lovaglio cesare bisoni gaetano caputi vittorio grilli

SALUTAME A “CALTA” – IL CDA DI MPS RIFILA UN ALTRO “VAFFA” ALL’83ENNE COSTRUTTORE: CESARE BISONI È STATO NOMINATO COME PRESIDENTE DEL “MONTE” CON I SOLI VOTI DELLA LISTA DI “PLT” – SI VOCIFERA CHE “CALTA-RICCONE” ABBIA LA DENTIERA AVVELENATA, IN PARTICOLARE, CON DUE PERSONE: IL PRESIDENTE DI MEDIOBANCA, VITTORIO GRILLI (CHE DOPO LA FUSIONE PRENDERÀ IL POSTO DI BISONI) E IL CAPO DI GABINETTO DI PALAZZO CHIGI, GAETANO CAPUTI. NON È SFUGGITO ALL’OTTUAGENARIO EDITORE DEL “MESSAGGERO” CHE ENASARCO, LA CASSA PREVIDENZIALE DEGLI AGENTI DI COMMERCIO IN OTTIMI RAPPORTI CON CAPUTI, ABBIA VOTATO A FAVORE DI LOVAGLIO COME AD…

meloni la russa

IL CO-FONDATORE DI FRATELLI D’ITALIA E SECONDA CARICA DELLO STATO, IL POCO PALUDATO PRESIDENTE DEL SENATO IGNAZIO LA RUSSA, LEGGE DAGOSPIA E NON SI TROVA PER NULLA D’ACCORDO SU QUANTO SCRIVIAMO SUL SUO RAPPORTO NON IDILLIACO (EUFEMISMO) CON GIORGIA MELONI (DALLE DIMISSIONI DELLA PITONESSA SANTANCHE’ AL CANDIDATO ALLE PROSSIME COMUNALI DI MILANO, CASINI IN SICILIA COMPRESI) E CI SCRIVE UNA ZUCCHEROSA, A RISCHIO DIABETE, LETTERINA: ‘’CARO D'AGOSTINO, POSSIBILE CHE QUANDO (SPESSO) TI OCCUPI DI ME NON NE AZZECCHI UNA? FANTASCIENZA ALLO STATO PURO UN ANCORCHÉ MINIMO DISSENSO CON GIORGIA MELONI CHE PER ME È E RESTERÀ SEMPRE, UNA SORELLA MINORE SUL PIANO AFFETTIVO E UNA LEADER INIMITABILE SUL PIANO POLITICO - SE VUOI SONO SEMPRE PRONTO A DARTI NOTIZIE CHE RIGUARDANO ME, CORRETTE E DI PRIMA MANO. MA FORSE NON TI INTERESSANO” (CIAO CORE...)

meloni la russa manlio messina cannella dell'utri

DAGOREPORT - IL PROBLEMA PIÙ OSTICO PER LA MELONA AZZOPPATA NON È CONTE NÉ SCHLEIN: SI CHIAMA FRATELLI D'ITALIA, A PARTIRE DA LA RUSSA – IL PRESIDENTE DEL SENATO BRIGA, METTE BOCCA, PRETENDE LA SCELTA DEL SINDACO DI MILANO: LA PROVA SI È AVUTA OGGI CON LA NOMINA DEI SICILIANI GIAMPIERO CANNELLA E MASSIMO DELL’UTRI A SOTTOSEGRETARI - ‘GNAZIO VOLEVA UNA “COMPENSAZIONE” PER IL TRASLOCO DEL "SUO" GIANMARCO MAZZI AL TURISMO, PER NON LASCIARE AL SOLO EMANUELE MERLINO (UOMO DI FAZZOLARI) IL COMPITO DI ''BADANTE'' DEL MINISTRO GIULI-VO – IL CAOS IN SICILIA, TRA INCHIESTE SULLA GIUNTA, I SEGRETI “SCOTTANTI” MINACCIATI E MAI RIVELATI DA MANLIO MESSINA E LA DEBOLEZZA DEL TAJANEO SCHIFANI CHE SENTE IL FIATO SUL COLLO DI GIORGIO MULE' (CARO AI BERLUSCONI), CHE PUNTA A PRENDERE IL SUO POSTO E CHIEDE DI COMMISSARIARE FORZA ITALIA IN SICILIA, DOPO IL PESSIMO RISULTATO AL REFERENDUM...

marina berlusconi antonio tajani fulvio martusciello

DAGOREPORT - LA PRESA DI TAJANI SU FORZA ITALIA SI È RIDOTTA DOPO IL SILURAMENTO DEI SUOI "DIOSCURI", BARELLI E GASPARRI. IL PARTITO ORA È IN EBOLLIZIONE: VOGLIONO RIMUOVERE FULVIO MARTUSCIELLO DA CAPOGRUPPO DI FORZA ITALIA A BRUXELLES. AL SUO POSTO, SI FANNO AVANTI LETIZIA MORATTI E MASSIMILIANO SALINI - E IL "MAGGIORDOMO CIOCIARO" DI CASA MELONI, CHE FA? RESTA IN TRINCEA BLOCCANDO LA NOMINA DI FEDERICO FRENI ALLA CONSOB PER FORZARE IL GOVERNO A TROVARE UNA SISTEMAZIONE AL SUO CONSUOCERO BARELLI E ALLA SUA FEDELISSIMA CHIARA TENERINI, LANCIATA CONTRO LA DEBORA BERGAMINI DI MARINA…

giuseppina di foggia giorgia meloni arianna claudio descalzi terna eni

CHE FIGURA DI TERNA PER GIORGIA! – NELL’APRILE 2023 MELONI SI VANTAVA DELLA NOMINA DI GIUSEPPINA DI FOGGIA ALLA GUIDA DI TERNA: “È LA PRIMA DONNA AD DI UNA GRANADE PARTECIPATA PUBBLICA” – CHISSA COME SI SARÀ PENTITA DI QUELLA SCELTA, SPONSORIZZATA DALLA SORELLA ARIANNA, ORA CHE LA MANAGER HA DECISO DI INCASSARE FINO ALL’ULTIMO EURO DELLA SUA BUONUSCITA DA 7,3 MILIONI, ALLA FACCIA DELLA CRISI ENERGETICA, ED È PRONTA A RINUNCIARE ALLA PRESIDENZA DI ENI CHE LE È STATA OFFERTA COME “PARACADUTE”, PUR DI TENERE IL PUNTO – DI FOGGIA PRETENDEVA DI ESSERE CONFERMATA IN TERNA O DI AVERE COMUNQUE UN RUOLO OPERATIVO IN UN ALTRO COLOSSO STATALE: SA BENE CHE LA POLTRONA DA PRESIDENTE DEL CANE A SEI ZAMPE È DI RAPPRESENTANZA, DAL MOMENTO CHE IN CASA ENI TUTTO PASSA PER L’AD CLAUDIO DESCALZI – IL VERBALE DI TERNA CHE INGUAIA PALAZZO CHIGI

borsa italiana dario scannapieco fabrizio testa cdp cassa depositi e prestiti

DAGOREPORT - PERCHE' ALLA BORSA ITALIANA COMANDANO I FRANCESI? – INFURIA LA BATTAGLIA SULLA CONFERMA DI FABRIZIO TESTA ALLA GUIDA DI BORSA ITALIA, IMPOSTA DALLA FRANCESE EURONEXT E CONTESTATA DA CDP (ENTRAMBI AZIONISTI ALL’’8,08%). SECONDO LA CASSA, NON SAREBBE STATO RISPETTATO IL PATTO PARASOCIALE – EPPURE LA CONSOB, NEL SUO “ACCERTAMENTO” SU BORSA ITALIANA DELLO SCORSO NOVEMBRE, ERA STATA CHIARA: HA RILEVATO UNA “RIPETUTA VIOLAZIONE DELLE REGOLE DEL GOVERNO SOCIETARIO”, HA ACCERTATO CHE “TESTA NON HA DATO LA NECESSARIA INFORMATIVA AL CDA DI BORSA ITALIANA SUI PROGETTI O LE MODIFICHE ALLA STRUTTURA COMMISSIONALE”, “MORTIFICANDO IL RUOLO DEL CDA” – L’ASSEMBLEA DEI SOCI DI BORSA ITALIANA È CONVOCATA PER IL 29 APRILE PER RINNOVARE CDA E VERTICI MA LA GUERRA LEGALE POTREBBE ESSERE MOLTO PIU’ LUNGA...