FIAT SMENTISCE CONFERMANDO: “IL TRASFERIMENTO IN AMERICA NON È ALL’ORDINE DEL GIORNO”. INFATTI, DOPO LA QUOTAZIONE

1 - SPREAD BTP-BUND CHIUDE A 264 PUNTI
(ANSA) - Lo spread tra Btp e Bund chiude a 264 punti base, in leggero rialzo dai 262 punti di ieri. Il rendimento del Btp è termina sotto il 4% (al 3,97% da 4,01% precedente). Il divario tra i decennali di Spagna e Germania chiude a 296 punti base con il tasso dei Bonos al 4,29%.

2 - BORSA: MILANO TIENE IN CHIUSURA (+0,2%), MEDIASET NON ARRESTA LA CORSA
Radiocor - Indici positivi anche oggi a Milano, con Piazza Affari che si conferma la migliore in Europa in una giornata all'insegna della debolezza. Cosi' in chiusura il Ftse Mib segna un rialzo dello 0,29% e il Ftse All Share dello 0,22%. In calo o ferme sui livelli di avvio le altre Borse europee. A guidare i rialzi a Milano e' ancora Mediaset che dopo il +9% della vigilia mette a segno un altro +6%, beneficiando dei conti trimestrali annunciati martedi' e apprezzati soprattutto per il taglio dei costi.

Forti acquisti anche su Finmeccanica (+4%) che risente ancora delle aspettative per la vendita degli asset non strategici nei prossimi mesi. In coda al listino, invece, la Popolare Milano (-3,5%) dopo il downgrade di Moody's. Sul mercato dei cambi, l'euro ha ripreso a salire sul dollaro dopo un mix di dati deludenti arrivati dagli Usa. La divisa unica a fine seduta e' scambiata a 1,2915 (da 1,2864 di ieri) mentre sullo e' yen a 131,81 (132,04). Il dollaro/yen e' a 102,09 (102,28). Scale dell'1% infine, il prezzo del petrolio: il future giugno sul Wti si attesta a 95,22 dollari al barile.

3 - BANCHE: EBA,SERVE ANALISI ATTIVI,POI NUOVI STRESS TEST
(ANSA) - L'autorità europea di controllo sulle banche (Eba) fa slittare al 2014 gli stress test sugli istituti di credito e chiede alla Bce di realizzare prima un'analisi sulla qualità dei loro attivi. Lo si legge in una nota secondo cui l'operazione mira a dissipare i timori sul deterioramento degli attivi a causa delle crisi.

4 - MARZOTTO: NESSUNA MULTA DAL FISCO PER VENDITA VALENTINO FG
(ANSA) - La Marzotto Spa e le società appartenenti al Gruppo Marzotto non sono state oggetto di accertamento fiscale né di alcuna indagine da parte dei pm milanesi per la vendita nel 2007 del marchio Valentino Fashion Group, in quanto tale operazione riguarda una società che non fa parte del Gruppo Marzotto. Lo afferma, in una nota, il Gruppo Marzotto, smentendo notizie di stampa in proposito. "La notizia non corrisponde in alcun modo alla realtà dei fatti ed è destituita di ogni fondamento", sottolinea la nota.

5 - IMMOBILIARE: IL QATAR COMPRA IL 40% DI PORTA NUOVA A MILANO
Radiocor - Qatar Holding ha comprato il 40% del progetto di sviluppo immobiliare Porta Nuova a Milano. Lo annunciano il gruppo arabo e Hines Italia sgr in una nota. Qatar Holding, sottoscrivendo quote di nuova emissione, acquisira' una partecipazione pari a circa il 40%, mentre il restante 60% continuera' a essere detenuto dagli attuali soci. Le banche che finanziano l'operazione sono Intesa Sanpaolo, Unicredit, Hypothekenbank Frankfurt, Banca Popolare di Milano e Monte dei Paschi di Siena.

'L'investimento di Qatar Holding in Porta Nuova - spiega una nota - diversifica il portafoglio in generale e aumenta la presenza nel mercato immobiliare italiano in particolare. Il progetto imprimera' una trasformazione radicale per il Paese e creera' valore per tutti soggetti coinvolti'. Il controvalore dell'operazione non e' stato reso noto, ma Porta Nuova rappresenta uno dei maggiori progetti di riqualificazione urbana in Europa, con un valore di mercato superiore ai 2 miliardi di euro. Al suo interno c'e' anche la nuova sede di Unicredit progettata dall'architetto argentino Cesar Pelli.

6 - FIAT: IL TRASFERIMENTO DELLA SEDE NON E' ALL'ORDINE DEL GIORNO
Radiocor - Il tema del possibile trasferimento della sede legale della Fiat negli Stati Uniti 'non e' all'ordine del giorno come recentemente ha ricordato l'amministratore delegato Sergio Marchionne'. Cosi' un portavoce del Lingotto commenta le indiscrezioni sull'argomento. 'L'informazione, tutt'altro che nuova', nota inoltre il portavoce, rappresenta 'una non notizia', dato che le stesse indiscrezioni sottolineano che 'nessuna decisione e' stata presa e che altre opzioni sono in corso di esame'.

7 - ALITALIA SMENTISCE FUSIONE CON MERIDIANA
(Reuters) - Alitalia smentisce indiscrezioni giornalistiche che prefigurano un merger con la compagnia aerea Meridiana, con base ad Olbia e di proprietà dell'Aga Khan, di cui si sta completando il delisting per favorire accordi con altri vettori.

"In merito a reiterati rumors apparsi negli ultimi giorni su stampa nazionale ed estera, Alitalia smentisce categoricamente qualsiasi ipotesi di fusione con la compagnia Meridiana", si legge in una nota.

"Tali rumors sono del tutto fantasiosi e le ipotesi riportate destituite da qualsiasi fondamento". A fine ottobre scadrà il lock up sulle azioni Alitalia che una cordata di imprenditori italiani guidati da Roberto Colaninno hanno rilevato dallo Stato nel 2008.

I soci italiani vorrebbero uscire, anche perché Alitalia, che ha chiuso il 2012 con una perdita di 280 milioni e un indebitamento netto a 1 miliardo, non è stata ancora in grado di riprendersi dalla crisi di cinque anni fa.

L'interlocutore naturale sembra Air France-Klm, socio al 25% di Alitalia, ma il vettore franco-olandese ha smentito che ci siano negoziati con i soci italiani e ha detto di avere risorse estremamente modeste per nuove acquisizioni.

Giovedì scorso l'Aga Khan, con l'offerta pubblica di acquisto lanciata sul 10% di azioni Meridiana fly che ancora non possedeva, ha superato la soglia del 95% del capitale della compagnia aerea sarda. L'operazione, si legge nel prospetto informativo, mira a ritirare il titolo dai listini di Borsa e "a favorire eventuali operazioni straordinarie, ivi inclusi accordi con altri soggetti operanti nel settore aereo".

8 - PONTE MESSINA: FORTUNATO COMMISSARIO, LIQUIDAZIONE E' IRREVERSIBILE
Radiocor - 'La macchina per la liquidazione della Societa' Stretto di Messina e' avviata e, a norma di legge, non puo' essere fermata'. Lo spiega in un'intervista a Radiocor Vincenzo Fortunato, commissario liquidatore della concessionaria costituita nel 1981 per realizzare il Ponte sullo Stretto. La nomina di Fortunato, gia' capo di gabinetto al Tesoro per molti anni (con quattro ministri) risale alla meta' di marzo ed e' stata firmata dall'allora titolare dell'Economia Vittorio Umberto Grilli. L'atto non ha avuto pubblicita'.

La procedura di liquidazione della societa' concessionaria per la 'progettazione, la realizzazione e l'esercizio dell'attraversamento stabile stradale e ferroviario tra la Sicilia e il Continente' e' scattata il primo marzo, dopo la mancata firma dell'atto aggiuntivo richiesto dal Governo Monti al general contractor Eurolink, guidato da Impregilo, per verificare la fattibilita' tecnica e finanziaria dell'opera, in assenza della quale sa rebbe intervenuta la revoca dei contratti. In questa prima fase, Fortunato sta predisponendo il Piano di liquidazione della societa', che di norma viene approvato dall'azionista (il controllante e' Anas): 'Ma - osserva - ricadendo la societa' in un ambito pubblicistico il via libera dovrebbe venire dai ministri'.

La legge da' un anno di tempo per procedere alla liquidazione: 'Forse - premette Fortunato - ci vorra' qualcosa in piu' perche' il contenzioso e' cospicuo e non riguarda solo Eurolink'. Il general contractor guidato da Impregilo, secondo indiscrezioni, sarebbe pronto a chiedere un maxi-indennizzo fino a un miliardo di euro. 'Ma io non li ho ancora sentiti', precisa Fortunato.

9 - FONDIARIA SAI, AD MEDIOBANCA ASCOLTATO DAI PM DI TORINO SUI CREDITI VERSO I LIGRESTI
Da "il Fatto Quotidiano"

Alberto Nagel è stato ascoltato dai pm della Procura di Torino che indagano su FonSai. L'amministratore delegato di Mediobanca, già indagato a Milano per ostacolo agli organi di vigilanza per il presunto patto occulto con la famiglia Ligresti, è stato interrogato come testimone dai magistrati per ricostruire i rapporti tra l'istituto di Piazzetta Cuccia e la compagnia assicurativa. In particolare le domande hanno mirato a far luce, secondo quanto risulta all'Adnkronos, al credito vantato da Mediobanca e ad alcuni aspetti degli ultimi bilanci dell'ex società dei Ligresti.

L'inchiesta dei pm di Torino Marco Gianoglio e Vittorio Nessi ruota intorno alla presunta falsificazione del bilancio 2010 nel quale sarebbe stata truccata la voce relativa alla riserva sinistri per nascondere un passivo nei conti della compagnia assicurativa. Sospetto che mercoledì ha portato a 14 nuovi avvisi di garanzia nei confronti dei vertici di FonSai, tra cui anche Salvatore Ligresti, con le accuse di aggiotaggio, falso in bilancio e falso in prospetto.

Le nuove ipotesi di reato riguardano il bilancio consolidato di FonSai del 2010, nel quale, anche a seguito di quanto accertato dall'ispezione Isvap, sarebbe stato nascosto al mercato un buco di almeno 600 milioni di euro. In questo modo, secondo l'accusa, gli investitori sarebbero stati privati di informazioni determinanti per una corretta valutazione dei titoli azionari. Il bilancio 2010, sostengono i magistrati, è stato preso a base anche per la predisposizione del progetto informativo dell'aumento di capitale di FonSai. Una operazione di circa 450 milioni di euro, avvenuta nel luglio 2011, che avrebbe finito con il fornire al mercato altre informazioni fuorvianti.

L'incontro "cordiale" tra Nagel e i magistrati non ha invece riguardato in alcun modo gli aspetti su cui indaga la Procura di Milano, ossia il papello siglato tra Nagel e Ligresti il 17 maggio 2012. Il colloquio di cui si è avuto conferma solo ora è avvenuto, secondo indiscrezioni, un paio di mesi fa.

Intanto la Consob ha convocato Giulia Ligresti per chiarire le allarmanti affermazioni su Unipol e FonSai rilasciate lunedì dall'ex presidente di Premafin. Nei prossimi giorni la figlia di Salvatore Ligresti verrà sentita dagli uffici dell'authority guidata da Giuseppe Vegas. La Ligresti aveva dichiarato che la fusione tra Unipol e Fonsai sarebbe "destinata a naufragare" e ha addebitato alla compagnia bolognese "criticità patrimoniali, mai sanate" relative al suo portafoglio di titoli strutturati.

 

CATTELAN PIAZZA AFFARI BORSA MILANOAndrea Enria MARZOTTO Qatar Emiro Tamim Bin Hamad Al Thani Marchionne e Obama nella fabbrica Chrysler Giancarlo Schisano, Il direttore operativo di AlitaliameridianaPonte sullo stretto di MessinaVINCENZO FORTUNATO Alberto Nagel e Renato Pagliaro ligresti e figlie

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