FURIA A PALAZZO CHIGI: IL VIAGGIO DI SARMI A PARIGI DOVEVA RESTARE SEGRETO - GIRI DI POLTRONE NEGLI UFFICI STAMPA: BALLANO GIORGETTI, FENU, FORNARO - IALONGO IN USCITA?

DAGOREPORT

A Palazzo Chigi hanno un diavolo per capello , compreso Enrichetto. La missione di Massimo Sarmi a Parigi doveva essere segreta. E questo lo avevano spiegato al padre-padrone di Poste che con le sue orecchie generose aveva annuito. Invece cosa fa l'ex pupillo di Gianfry Fini?

Passa o comunque fa trapelare l'informazione top secret al Corriere della sera e al Messaggero, dove conta buon agganci. Stamattina, dato che i telefonini dell'ufficio stampa del carrozzone postale erano spenti (in genere vengono accesi non prima delle 10 del mattino), i cronisti di Repubblica, Sole24ore e via via tutti gli altri hanno tempestato di telefonate e di insulti Palazzo Chigi. A quel punto è arrivato da Palazzo Chigi, che oggi è alle prese con un problemino semplice semplice che si chiama Legge di stabilità, il via libera.

Così prima di mezzogiorno le agenzie hanno battuto che Sarmi potrebbe aver incontrato Alexandre de Juniac, il presidente e amministratore del delegato di AirFrance-Klm. Incidente chiuso? Assolutamente no. Massimo Sarmi, che adesso sta cercando una sponda col governo attraverso il sottosegretario alla Presidenza Patroni Griffi e il runner-ministro Lupi, sta proprio sulle scatole a Enrichetto il chierichetto. Non lo sopporta proprio e alle due giorni di Cernobbio ha fatto di tutto e anche vistosamente per cercare di evitarlo.

Comunque la poltrona del manager dalle orecchie generose e alla sponsorizzazioni ancora più generose fino alla prossima primavera, quando scadrà il mandato, è salva. E poi? O sarà traslocato in Telecom (cosa al momento difficile) oppure si dovrà accontentare nella migliore delle ipotesi alla carica di presidente senza deleghe. Un bello smacco per un manager pubblico, che intasca più di due milione di euri l'anno (per l'esattezza 2.201.820 nel 2012) che vedrà più che dimezzarsi la super-retribuzione.

Intanto per gettare benzina sul fuoco domani, il "Fatto" dedicherà addirittura uno speciale alle imprese di Sarmi, annunciato già oggi dal poco tranquillizzante titolo "Il postino con le ali. Ascesa e potere di Massimo Sarmi, da Poste ad Alitalia". In questa guerra con Palazzo Chigi rischia di fare le spese, come purtroppo accade in casi del genere, proprio il suo staff per la comunicazione, guidato da Simona Giorgetti, ex addetta stampa della Merloni e approdata all'Eur dopo una vita passata tra frigoriferi e lavatrici.

La Giorgetti, con un gioco di parole, non gode infatti di buona stampa né al Tesoro, azionista unico di Poste, né a Palazzo Chigi dove la tengono molto in considerazione. E sulla poltrona ancora occupata già si fa il nome del successore. Il Tesoro, nella persona di Francesco Alfonso (ribattezzato Rasputin non tanto perché conosce tre o quattro parole di russo ma per la sua abilità nei giochi di palazzo, veleni compresi), vorrebbe sistemare il suo pupillo Carlo Fenu, disoccupato da quando è stato costretto a lasciare Finmeccanica per via di una imbarazzante intercettazione.

Però l'intercettazione vale anche in Poste per cui si dovrebbe ripiegare su un altro nome. Il più gettonato al momento sarebbe quello di Carlo Fornaro, vecchia conoscenza di Sarmi fin dai tempi di Telecom . Mentre come capoufficio stampa potrebbe arrivare Giancarlo Sgueo, numero due all'ufficio stampa di Palazzo Chigi durante la gestione Monti. Ha l'identikit che piace tanto ad Enrichetto e al suo cerchio magico: poco più che trentenne, conosce l'inglese, porta gli occhiali.

In questo sconquasso postale sarebbe costretto a lasciare anche Giovannino Ialongo, il settantenne postino diventato presidente come in un film di Frank Capra. Non tanto per via di una inchiesta giudiziaria in cui è rimasto coinvolto a sua insaputa, ma perché la la Cisl, la sua terra, non ci terrebbe più tanto e sarebbe pronta a cambiare cavallo .

E per capire come Ialongo stia meno a cuore alla Cisl vale la battuta che oggi circolava in via Po. "Vi immaginate Giovannino che incontra il suo omologo presidente di Air France Alexandre de Juniac , snob come il suo ex capo Christine Lagarde . Che fa ? Gli parla in abruzzese?" scherzavano alcuni dirigenti cislini. Anche per Ialongo , quindi, la primavera rischia essere tempo di transumanza.

 

 

poste italiane sarmi Alexandre de Juniacfenu jpegSIMONA GIORGETTIBERNABE FORNARO GIOVANNI IALONGO RAFFAELE BONANNI

Ultimi Dagoreport

piperno stefanelli sala

DAGOREPORT: L’IRAN E LE ANIME BELLE DELLA SINISTRA - UN TEMPO C’ERANO I GRANDI MAÎTRE À PENSER FILOARABI E PRO RIVOLUZIONE ISLAMICA. CINQUANT’ANNI DOPO ABBIAMO LE VARIE ALESSIA PIPERNO, CECILIA SALA, BARBARA STEFANELLI CHE CI INONDANO SU “CORRIERE” E “FOGLIO” DI ARTICOLI, LIBRI, POST E PODCAST SULLE RIVOLUZIONARIE RAGAZZE IRANIANE OPPRESSE DAL VELO E DAL REGIME, PRONTE ALLA RIVOLUZIONE…  SCOPPIA LA GUERRA E IN PIAZZA, A TEHERAN, CI SONO SOLO DONNE VELATE CHE INNEGGIANO AI GUARDIANI DELLA RIVOLUZIONE, BRUCIANO BANDIERE USA E DI ISRAELE E INNEGGIANO AI MARTIRI DELL’ISLAM - MA LE RAGAZZE IRANIANE DOVE SONO?

edmondo cirielli marta schifone gennaro sangiuliano

DAGOREPORT – LA PIU’ GRANDE BATOSTA PER FRATELLI D’ITALIA AL REFERENDUM E’ ARRIVATA IN CAMPANIA, DOVE IL “NO” E’ ARRIVATO AL 65,2% - UNA REGIONE NON “ROSSA” (IL CENTRODESTRA HA VINTO CON RASTRELLI E CALDORO) DOVE SPADRONEGGIANO EDMONDO CIRIELLI E GENNARO SANGIULIANO – I DUE, CONSIDERATI INTOCCABILI NONOSTANTE LE SCARSE PERFORMANCE ELETTORALI, FANNO GIRARE I CABASISI ALLA DESTRA NAPOLETANA CHE LI VEDE COME CORPI ESTRANEI (E INFATTI NON VA A VOTARE) – AI DUE SI E’ AGGIUNTA MARTA SCHIFONE, CARA AD ARIANNA MELONI, DIVENUTA COMMISSARIO PROVINCIALE DEL PARTITO...

giorgia meloni e il referendum - meme by vukic

DAGOREPORT - L’ITALIA HA DETTO “NO” ALL'ARMATA BRANCA-MELONI! SFANCULATA L'OSCENA RIFORMA DELLA COSTITUZIONE - PER LA DUCETTA, CHE CI HA MESSO FACCIA E MENZOGNE E HA ACCETTATO LA POLITICIZZAZIONE DEL VOTO, È UNA BATOSTA CHE METTE IN DISCUSSIONE IL SUO FUTURO - E ORA L'UNDERDOG DE' NOANTRI CHE FA? ABBOZZA E BALBETTA: "ANDREMO AVANTI", MA SARÀ COSTRETTA A PRENDERE PROVVEDIMENTI. PRIMO: SCARICARE SUBITO IL “TOSSICO” TRUMP, ODIATO DAGLI ITALIANI E CHE CON LA GUERRA ALL'IRAN L'HA AZZOPPATA TOGLIENDOLE CONSENSO - SECONDO: CAMBIARE LA LEGGE ELETTORALE IN MODALITA' ANTI-CAMPOLARGO, MA TRATTANDO CON LEGA E FORZA ITALIA – LA STATISTA ALLE VONGOLE VORREBBE ANTICIPARE LE ELEZIONI DEL 2027 ALLA PRIMAVERA. UN ELECTION DAY COL VOTO DEI COMUNI DI TORINO, MILANO E ROMA, MA LA FIAMMA MAGICA FRENA – LA CACCIA AL CAPRONE ESPIATORIO SARÀ FACILE: PORTA DRITTO A VIA ARENULA (SULLA GRATICOLA I TRE CACCIABALLE NORDIO, BARTOLOZZI E DELMASTRO) - VIDEO: IL MESSAGGIO DI STIZZA MASCHERATA DELLA PREMIER SU INSTAGRAM

monte dei paschi di siena luigi lovaglio francesco gaetano caltagirone fabrizio palermo corrado passera francesco milleri

DAGOREPORT - IL PALIO DI SIENA IN VERSIONE BANCARIA SI È RIDOTTO A UN REFERENDUM: CALTA SÌ, CALTA NO - DOPO LA DECISIONE DI MILLERI DI NON ENTRARE IN CDA, PROBABILMENTE IN VISTA DI DISMETTERE IL PROPRIO 17,5% (UNICREDIT CI COVA), SONO RIMASTI IN CAMPO GLI ALTRI DUE INDAGATI PER “CONCERTO OCCULTO”: ‘’GOLIA’’ CALTAGIRONE VS ‘’DAVIDE’’ LOVAGLIO - LA PARTITA DEL 15 APRILE, MALGRADO LA DISTANZA DI QUOTE, RIMANE MOLTO APERTA PERCHÉ “ALMENO LA METÀ DEL CAPITALE DEL MONTE È CONTROLLATO DA INVESTITORI ISTITUZIONALI, TRA CUI GRANDI FONDI” - LOVAGLIO HA QUALCHE BUON MOTIVO PER INCAZZARSI CON CALTARICCONE DI AVERLO BUTTATO FUORI DA CEO ‘’PER VIA DEI RISCHI LEGATI AL SUO COINVOLGIMENTO” NEL PAPOCCHIO DELLA SCALATA MEDIOBANCA. OGGETTIVAMENTE, NON AVENDO IN TASCA AZIONI DI MPS, QUALE “CONCERTO” POTEVA METTERE IN ATTO LOVAGLIO? IL SUO RUOLO ERA SOLO DI “ESEGUIRE L’INCARICO”, COME SI EVINCE DALLE INTERCETTAZIONI….