GENERAL DOLORS - “GM” È INDAGATA PER FODE: HA NASCOSTO I DIFETTI DELLE SUE AUTO. E ORA RISCHIA UNA NUOVA BANCAROTTA

Federico Rampini per "la Repubblica"

Mary Barra pensava di essersi già conquistata un posto nella storia, per essere la prima chief executive donna in un mondo che più maschilista non si può: l'industria automobilistica. Ma ora la Barra il posto nella storia se lo deve guadagnare affrontando una sfida drammatica: salvare la sua General Motors da un disastro senza precedenti, con una catena di morti, una cultura omertosa, responsabilità legali potenzialmente enormi.

Uno scandalo che coinvolge non solo l'immagine della casa automobilistica ma anche le sue finanze, perché ora si apre un nuovo fronte che rimanda alla procedura della bancarotta ed apre un'altra diatriba legale.

Dopo le accuse alla Gm per aver nascosto dei gravi difetti di fabbricazione che hanno provocato incidenti mortali, ora si aggiunge un'indagine federale sulla possibile frode commessa nel corso della bancarotta: se venisse dimostrata questa seconda accusa, la Gm dovrebbe fronteggiare non solo le sue responsabilità verso le vittime degli incidenti e i familiari dei deceduti, ma anche verso gli azionisti e i creditori a cui furono nascoste delle responsabilità legali dall'evidente impatto finanziario.

Il nuovo colpo di scena, con quest'inchiesta federale, può portare a una class action da parte degli azionisti e dei proprietari di bond, qualora venga dimostrato che i vertici Gm conoscevano i gravi difetti di fabbricazione quando avviarono la procedura di fallimento nel 2009.

«Qualcosa è andato molto storto », ha detto la chief executive. I primi avvertimenti sui difetti all'accensione risalgono addirittura al 2001. In certi casi bastava che un grosso portachiave urtasse l'accensione, per spegnere il motore e disattivare tutti i comandi elettronici inclusi gli airbag. Con enorme pericolo per il conducente e i passeggeri, nei casi in cui questo è accaduto mentre un'auto viaggiava a velocità sostenuta.

Il bilancio: 31 incidenti gravi e 12 morti, per lo più passeggeri del modello Chevrolet Cobalt di cui la Gm ha venduto oltre 1,6 milioni con quel difetto. Solo il mese scorso la casa automobilistica si è decisa a richiamare in fabbrica le vetture difettose. Per ben due volte la Gm aprì delle indagini interne, nel 2004 e nel 2005, senza prendere alcun provvedimento.

Per quanto riguarda le responsabilità nei confronti dei clienti, nonché eventuali reati commessi occultando i difetti alle authority di controllo, sulla Gm indaga l'Fbi per conto della procura di Manhattan. La task force dell'Fbi è la stessa che perseguì la Toyota in uno scandalo analogo, concluso quando la casa giapponese ha patteggiato una multa di 1,2 miliardi di dollari per aver mentito alle autorità federali. La complicazione per la casa americana riguarda la bancarotta avviata nel 2009.

Qualcuno è stato frodato se furono nascoste delle future perdite di bilancio. Nell'operazione di ristrutturazione la Gm fu divisa in due parti: una "old company" con dentro le maggiori passività (impianti da chiudere, debiti anche legati a indennità per guasti e incidenti accaduti prima del 2009); e una "new company" da rilanciare e rendere competitiva.

La "new company", cioè la Gm rinata dopo la bancarotta, e oggi guidata da Mary Barra, doveva essere al riparo da richieste di indennizzi per vicende anteriori al 2009. Una volta dimostrata la frode e la deliberata menzogna, la Gm odierna dovrà risponderne eccome. Donde la furia dei nuovi azionisti che credevano di aver investito in un'impresa nuova e sana, e ora la scoprono piena di scheletri negli armadi. Nello scenario più catastrofico per l'azienda, si potrebbe perfino invalidare le modalità di uscita dalla bancarotta e quindi riaprire lo stesso procedimento fallimentare.

 

 

 

Mary Barra mary barra general motors GENERAL MOTORS BUILDING NEW YORK DAN AKERSON CEO DI GM GENERAL MOTORSgeneral-motors-sede

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