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1. GHIZZONI SI GIOCA LA POLTRONA IL 13 NOVEMBRE, ALLA PRESENTAZIONE DEL PIANO INDUSTRIALE CHE PREVEDEREBBE TAGLI AL SANGUE 2. IL 6 OTTOBRE, A FIRENZE, IL SAPIENTE MONTEZEMOLO AVVISÒ LO SCEICCO DI ABU DHABI, PRIMO AZIONISTA DI UNICREDIT, CHE UNA TEMPESTA ERA IN ARRIVO SULLA BANCA. RENZI ERA PRESENTE E ANNUIVA. QUATTRO GIORNI DOPO, LE PERQUISIZIONI AL VICEPRESIDENTE PALENZONA E AL “SUO” MERCURI, PER MOLTI DIRIGENTI “L’AD OMBRA DELLA BANCA”

matteo renzi e mohammed bin zayed al nahyan a firenze  8matteo renzi e mohammed bin zayed al nahyan a firenze 8

DAGOREPORT

 

Qualcuno se lo sentiva che la tempesta in Unicredit era in arrivo. Il 6 ottobre, a Firenze, Matteo Renzi ha sconvolto la sua agenda per incontrare nuovamente lo sceicco Mohammed Bin Zayed al Nahyan, principe ereditario degli Emirati Arabi. L’uomo che ha in mano investimenti importanti anche in Italia, come quello di Etihad in Alitalia e quello del fondo Aabar in Unicredit, della quale gli arabi sono i primi soci.

 

matteo renzi e mohammed bin zayed al nahyan a firenze  3matteo renzi e mohammed bin zayed al nahyan a firenze 3

In quella occasione ovviamente c’era anche Luca Cordero di Montezemolo, presidente dell’ex compagnia di bandiera e vicepresidente della banca, sempre per conto dello sceicco. Una volta rimasti senza testimoni, Monteprezzemolo ha fatto uno strano discorso, rivolto ad Al Nahyan: “Unicredit necessita di stabilizzazione, perché qualcuno sta cercando di screditare il management”. E Renzi annuiva.

mohammed bin zayed al nahyan e luca di montezemolomohammed bin zayed al nahyan e luca di montezemolo

 

Quattro giorni dopo è arrivata la bomba dell’avviso di garanzia a Fabrizio Palenzona, potente vicepresidente di Unicredit, con tanto di perquisizioni e accuse di favoreggiamento alla mafia.

 

Il management si è chiuso a riccio, confermando l’impressione di Montezemolo: attacco in corso.

 

Francesco Palenzona Francesco Palenzona

Ma venerdì scorso non è stata una bella idea, per Federico Ghizzoni, tentare di chiudere subito il caso Palenzona con un audit interno portato in cda che garantiva che sulla gestione del cliente Andrea Bulgarella “tutte le procedure interne di Unicredt sono state rispettate”. Non è stata una bella idea perché gli inquirenti fiorentini invece sostengono che le procedure sono state “aggirate” per favorire l’imprenditore ritenuto vicino al boss Matteo Messina Denaro. E per aggirarle si sono mossi Palenzona (due incontri con Bulgarella e i suoi soci) e il suo braccio destro, Roberto Mercuri.

GHIZZONI MONTEZEMOLOGHIZZONI MONTEZEMOLO

 

Anzi, vista dall’interno della banca, forse si dovrebbe parlare più correttamente di un “caso Mercuri”. E’ lui l’amico di Bulgarella, è lui che lo presenta a Palenzona per farlo aiutare, è lui che preme su dirigenti e funzionari dell’istituto per toglierlo dai guai. Certo, lo fa con l’alea di onnipotenza che gli arriva dal fatto di essere il portaordini del vicepresidente, che a sua volta è uno dei grandi azionisti che ha salvato la cadrega a Ghizzoni. Ma lo fa anche in proprio, per tutelare un Bulgarella che è innanzitutto un amico suo.

FLAVIO VALERIFLAVIO VALERI

 

Secondo quanto risulta a Dagospia da più fonti, Mercuri non solo aveva un ufficio al trentesimo piano della sede Unicredit di Milano, a fianco del suo mentore Palenzona, ma ha anche un punto d’appoggio a Roma in via degli Specchi, con tanto di segretarie a disposizione. E soprattutto, le fonti raccontano che partecipava molto spesso ai comitati crediti della banca, pur non avendone alcun titolo. Il tutto per il solo fatto del “mi manda Palenzona”. Un particolare che, se confermato dalle indagini, metterebbe in grandissimo imbarazzo l’ad Ghizzoni.

Premio Guido Carli Romana Liuzzo con Monica e Federico Ghizzoni Premio Guido Carli Romana Liuzzo con Monica e Federico Ghizzoni

 

Non solo, da molti manager interni Mercuri era considerato una sorta di “amministratore delegato ombra”. Una persona che si muove(va?) in banca a proprio piacimento e nei confronti del quale Ghizzoni non aveva alcun potere.

 

Chi non per nulla gradito lo scandalo Mercuri-Palenzona è Calta-riccone, grande azionista di Unicredit proprio su suggerimento di Corsico e Palenzona. Fabio Corsico, responsabile delle relazioni istituzionali del gruppo Caltagirone, è molto vicino a Palenzona al punto che lo ha fatto nominare consigliere della C. R. di Torino.  

CALTAGIRONE PALENZONA VEGAS CALTAGIRONE PALENZONA VEGAS FRANCESCO GAETANO CALTAGIRONE E PALENZONA jpegFRANCESCO GAETANO CALTAGIRONE E PALENZONA jpeg

 

Ma tornando al cda di Unicredit che la scorsa settimana ha liquidato in fretta il caso, difendendo Palenzona e i suoi manager, tutti sono curiosi delle prossime mosse della severa Lucrezia Reichlin, che notoriamente risponde a Mario Draghi.

 

Fabio Corsico Fabrizio Palenzona Paolo Messa Fabio Corsico Fabrizio Palenzona Paolo Messa

La Reichlin pare non abbia detto una parola sullo scandalo. Aspetta le carte. E del resto è anche nel comitato Rischi. Farà sentire la sua vocina nelle prossime riunioni? E da Francoforte che istruzioni le arriveranno? Draghi metterà la mano sul coperchio della pentola oppure lascerà esplodere il bubbone?

 

SERVIZIEVOLE PALENZONA PER CALTAGIRONE SERVIZIEVOLE PALENZONA PER CALTAGIRONE

Dopo lo scandalo, Ghizzoni è comunque corso ai ripari e ha deciso che, al fine di rendere più trasparenti i rapporti tra il consiglio di amministrazione e la banca, i membri del cda d’ora in poi potranno parlare solo con le prime linee del management (quelle che riportano direttamente all’ad) e per questi contatti saranno “supportati” (controllati?) da assistenti di direzione nominati dalla banca.

 

LUCREZIA REICHLIN f af e b ccdd a e kp H U uiG x LaStampa it LUCREZIA REICHLIN f af e b ccdd a e kp H U uiG x LaStampa it

Sempre sull’onda del clamore per l’inchiesta toscana, al cda sarebbe arrivata una dura lettera di Paolo Biasi, il grande sconfitto dell’ultima assemblea, con la quale si contesta l’operato dei vertici aziendali nel caso Bulgarella-Palenzona. Biasi ovviamente è pronto ad allearsi con i soci stranieri (arabi, americani e norvegesi) per far fuori Palenzona e Ghizzoni.

 

draghi contestato con i coriandoli  3draghi contestato con i coriandoli 3

Insomma, il presidente Giuseppe Vita e Federico Ghizzoni sono di nuovo nel mirino, anche perché i risultati della banca non sono buoni e i confronti con il competitor Intesa sono umilianti. Gli americani di Blackrock, secondo azionista, come amministratore delegato vorrebbero Flavio Valeri (Deutsche Bank). Mentre risulta anche che altri soci stranieri, compresi gli arabi di Aabar, premano per un manager straniero. Pur di portare a casa il risultato, sarebbero pronti a sostenere la “promozione” di Ghizzoni alla presidenza.

 

FRANCESCO GAETANO CALTAGIRONE E FEDERICO GHIZZONI ALLA PRESENTAZIONE DEL NUOVO MESSAGGERO FOTO OLYCOM FRANCESCO GAETANO CALTAGIRONE E FEDERICO GHIZZONI ALLA PRESENTAZIONE DEL NUOVO MESSAGGERO FOTO OLYCOM

Poco prima che scoppiasse lo scandalo, si erano mossi anche i soci italiani, ovvero le fondazioni. La presidenza della banca, in un summit riservatissimo, è stata offerta all’ex ministro Domenico Siniscalco, che però ha rifiutato. Adesso in Unicredit c’è chi dice che Siniscalco avesse fiutato l’aria avvelenata. O più semplicemente, si vuole giocare le sue carte per la presidenza di Intesa.

fassino siniscalco fassino siniscalco

 

C’è dunque grossa pressione sui vertici per il caso Mercuri e per la situazione della banca.

 

L’altro vicepresidente Luca Cordero di Montezemolo, che fino a ieri ha fatto asse con Palenzona, ha subito preso le distanze dal “Camionista” sostenendo che la giustizia “deve fare il suo corso”. E in caso di ribaltone totale rischia pure di fare il presidente. Ma sotto sotto difende Palenzona e farà di tutto per aiutarlo, fino all’ultimo.  

 

La partita si gioca tutta, aule giudiziarie a parte, a metà novembre. Il 13 novembre Ghizzoni deve presentare il nuovo piano industriale e si vocifera di tagli lacrime & sangue.

Federico Ghizzoni Unicredit Federico Ghizzoni Unicredit

E del resto Ghizzoni deve pur fare cassa, perché se prova a chiedere ai soci un aumento di capitale lo cacciano in un minuto.

 

Tra parentesi, Ghizzoni deve anche giustificare una serie di nomine. Ad esempio, quando ad agosto è uscito dalla vicedirezione Jean Pierre Mustier, il manager piacentino mise il veto sull’ingaggio di Gaetano Miccichè da Intesa, che gli avrebbe fatto sicuramente ombra (per la cronaca Miccichè faceva ombra anche a Claudio Costamagna, che per Cdp ha preferito Fabio Gallia)

GAETANO MICCICHE E SIGNORA FRANCESCO CALTAGIRONE BELLAVISTA GAETANO MICCICHE E SIGNORA FRANCESCO CALTAGIRONE BELLAVISTA

 

Ma attenzione, e qui torniamo, al “caso Mercuri”. L’uomo di Palenzona avrebbe messo becco anche nell’ultima tornata di nomine ai vertici di Unicredit, quella andata in scena poco prima dell’estate. E molti manager promossi lo hanno ringraziato. Quanto è possibile scaricare dall’oggi al domani un personaggio così ingombrante, che teneva rapporti di alto livello anche nella Capitale, amico di tutti i principali lobbisti e conosciuto da un buon numero di politici?

TORRE UNICREDITTORRE UNICREDIT

 

Ultima notazione: dalle prime carte dell’inchiesta emerge che i telefoni di Mercuri sono stati intercettati per quattro mesi. E lo stesso vale per Palenzona. A parte i potenziali veleni, nelle prossime settimane, al primo arresto, può uscire uno spaccato illuminante sul sistema di potere che gravita intorno a Palenzona. Uno che è andato d’accordo con tutti i governi, Renzi compreso. 

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