GOMME A MANDORLA – SU PIRELLI SI ASPETTA L’OPA DEI CINESI DI NATIONAL CHEMICAL – TRONCHETTI E I RUSSI DI ROSNEFT RESTERANNO NEL GRUPPO DI COMANDO – PIRELLI VERRÀ PRIMA TOLTA DALLA BORSA E POI NUOVAMENTE QUOTATA DOPO LO SPIN-OFF DELLA PARTE CAMION

Federico De Rosa per il “Corriere della Sera

 

Pirelli sotto i riflettori a Piazza Affari in attesa dell’Opa che dovrebbe portare al delisting della società e all’ingresso di China National Chemical Corporation, colosso pubblico da 70 miliardi di euro di fatturato, attivo anche nel business degli pneumatici, con cui la Bicocca salderebbe una nuova alleanza.

TRONCHETTI PROVERATRONCHETTI PROVERA

 

 Ieri le azioni del gruppo guidato da Marco Tronchetti Provera hanno aperto la seduta in rialzo di quasi il 5%, oltrepassando quota 15 euro — il massimo da 25 anni — e hanno proseguito attorno a quel livello per gran parte della giornata per poi chiudere a +3,26%. La Consob ha fatto sapere di aver «attivato i poteri» per verificare eventuali anomalie. Ieri si sono susseguite riunioni, anche al quartier generale della Bicocca, per cercare di arrivare rapidamente alla quadra. Che, secondo alcune voci, sarebbe stata trovata e dunque l’annuncio potrebbe arrivare anche oggi. Ma il piano messo a punto dalla Lazard è molto articolato e ha già subito cambiamenti, per cui c’è ancora cautela. 


La mossa di Tronchetti, che resterà al comando del gruppo gestendo l’intero riassetto, apre uno scenario nuovo per la Pirelli, che appena due anni fa si è alleata con il colosso russo Rosneft. Ora allargherebbe la geografia con l’ingresso di un nuovo socio industriale con cui sviluppare ulteriormente il business degli pneumatici ed estrarre valore dalla Bicocca. Oggi il Far East già contribuisce per il 9% al fatturato della Pirelli, dal 6% del 2008, e dalla Russia arriva invece il 4%. La scelta di sancire l’alleanza attraverso un’Opa, a cui gli attuali soci stabili del gruppo aderirebbero, reinvestendo però una parte dell’incasso per mantenere la posizione, sarebbe stata scelta per accelerare il percorso del riassetto.

 

pirelli nuovo calendario in laticepirelli nuovo calendario in latice

Nell’ambito del quale il gruppo milanese procederebbe allo spin-off delle attività «industrial», gli pneumatici per camion e mezzi pesanti, per integrarle con le quelle di Aeolus, la controllata di ChemChina specializzata nello stesso segmento. Si tratta di un passaggio che richiederà l’individuazione del perimetro da scorporare, la sua valutazione insieme a quella delle attività del partner a cui verrebbero conferite e quindi l’integrazione.


L’addio alla Borsa non sarà però definitivo. Gli accordi tra i soci — negoziati dagli studi legali Chiomenti, Clifford Chance, Linklaters e Pedersoli — oltre a confermare per cinque anni il management guidato da Tronchetti, attribuiscono al presidente la facoltà di decidere, entro i quattro annui successivi, di riportare Pirelli in Borsa. Una Pirelli diversa.

 

CHINA NATIONAL CHEMICALCHINA NATIONAL CHEMICAL

Le attività «industrial», scorporate e messe insieme a quelle dei cinesi, andrebbero a creare il quarto o quinto gruppo al mondo nel segmento «truck». A quel punto sarà possibile portare in Borsa la nuova Pirelli, ossia la sola parte «car» e «moto», i cui margini sono più elevati, che il mercato potrebbe valutare a multipli superiori agli attuali. L’operazione, in attesa che si crei il valore derivante dallo spin-off, passando totalmente dal mercato darebbe un beneficio immediato anche agli azionisti di minoranza. 

tronchetti e putintronchetti e putin


Per i soci di maggioranza, oltre al vantaggio di un’alleanza con ChemChina, partner dalle spalle larghe e con un enorme mercato da sfruttare, c’è la possibilità grazie all’Opa di monetizzare, restando nella compagine azionaria. Una parte del ricavato verrebbe infatti reinvestito e i soci si legherebbero per cinque anni attraverso un patto parasociale, in cui viene confermata la leadership a Tronchetti fino al 2021. 

 

Ultimi Dagoreport

giorgia meloni marina berlusconi antonio tajani

DAGOREPORT – A PALAZZO CHIGI ALEGGIA DAVVERO UN CLIMA DA FINE IMPERO - AL VERTICE DI MARTEDÌ SCORSO IL NERVOSISMO DI GIORGIA MELONI HA SUPERATO LA SOGLIA DI GUARDIA, ACCUSANDO PESANTEMENTE SALVINI E TAJANI DI “TRADIMENTO” SULLE PREFERENZE (SE L’EMENDAMENTO VENISSE BOCCIATO ANCHE AL SENATO, LA “SFI-DUCETTA” DELLA CAMERA DIVENTEREBBE UNA CATASTROFICA "SFI-DUCIONA") - IL LEGHISTA HA SUBITO SMOLLATO LA PATATONA BOLLENTE SU FORZA ITALIA. L’EX MONARCHICO DI FERENTINO, FINO A IERI FEDELE ‘’CAMERIERE’’ DELLA DUCETTA, HA RIFILATO IL SOLITO BLA BLA DI SUPERCAZZOLE CON SCAPPELLAMENTO AI “VALORI DEL BERLUSCONISMO DA DIFENDERE'' – LA VERITÀ È CHE NÉ SALVINI NÉ TAJANI RIESCONO A CONTROLLARE I LORO PARLAMENTARI, AL PUNTO CHE LA MELONI, DISPERATA, AVREBBE CHIAMATO MARINA BERLUSCONI - LIQUIDATA DALLA ''CAVALIERA'' CON “NON HO AUTORITÀ SULLE SCELTE DEL PARTITO”, “IO SO’ GIORGIA” AVREBBE CHIUSO CON UN MINACCIOSO: “ME LO RICORDERÒ…”

ministero della giustizia giusi bartolozzi

FLASH – LA “ZARINA” È SEMPRE DI CASA A VIA ARENULA! PARE CHE QUESTA MATTINA GIUSI BARTOLOZZI, EX CAPO DI GABINETTO DI CARLO NORDIO, GIUBILATA DA MELONI DOPO LA SCONFITTA AL REFERENDUM, SIA TORNATA A FAR VISITA AI SUOI EX COLLEGHI AL MINISTERO DELLA GIUSTIZIA. E NON SAREBBE LA PRIMA VOLTA, NELLE ULTIME SETTIMANE – LA BARTOLOZZI, A QUANTO SPIFFERANO GLI “ADDETTI AI LIVORI”, SI SAREBBE INTRATTENUTA CON IL VICE-CAPO DI GABINETTO DEL MINISTERO DELLA GIUSTIZIA, VITTORINO CORASANITI, E CON LA RESPONSABILE DEL DIPARTIMENTO DELL’ORGANIZZAZIONE GIUDIZIARIA, LINA DI DOMENICO. DI COSA DOVEVANO PARLARE I DUE FUNZIONARI CON L'EX CAPETTA DI VIA ARENULA?

guido crosetto giorgia meloni roberto vannacci marina berlusconi

DAGOREPORT - L’IRRESISTIBILE ASCESA DEL FENOMENO VANNACCI SARÀ LA PIETRA TOMBALE DEL MELONISMO? IMBARCARE LA “FECCIA” DI FUTURO NAZIONALE AVREBBE CONSEGUENZE CATASTROFICHE PER MELONI & CAMERATI – FORZA ITALIA, PER LA VOCE DI FRANCESCO PAOLO SISTO, GIÀ AVVOCATO DI SILVIO BERLUSCONI E ATTUALE VICEMINISTRO DELLA GIUSTIZIA, HA GIÀ INVITATO I DEPUTATI AZZURRI CHE SI SENTONO ATTRATTI DALLE POSIZIONI DI VANNACCI, A "PASSARE IL RUBICONE". CIOÈ A TOGLIERSI DAI PIEDI E ACCOMODARSI ALTROVE - ALLO STESSO TEMPO LA PRESENZA DEL GENERALISSIMO RISCHIA DI TRAFIGGERE IL VERTICE DI FRATELLI D’ITALIA. IL PRIMO AD ALZARE I TACCHI SAREBBE DI CERTO IL CO-FONDATORE DEL PARTITO E MINISTRO DELLA DIFESA, GUIDO CROSETTO…

gianni alemanno giorgia meloni roberto vannacci

DAGOREPORT – SENZA UN’ALLEANZA CON VANNACCI, GIORGIA MELONI RISCHIA DI PERDERE LE PROSSIME ELEZIONI – E ALLORA A VIA DELLA SCROFA HANNO PROVATO AD AMMANSIRE IL GENERALE PER TIRARE IN COALIZIONE ANCHE FUTURO NAZIONALE – PECCATO CHE L’EX PARA’ SIA PAPPA E CICCIA, IN EUROPA, CON I NEONAZISTI DI AFD, NEL GRUPPO “EUROPA DELLE NAZIONI SOVRANE” – PER RENDERSI “POTABILE” A UNA COALIZIONE DI GOVERNO, VANNACCI DOVREBBE “RIPULIRSI” PARECCHIO, FARE PARECCHIE ABIURE, PENA L’OSTILITA’ DI BRUXELLES E DEL PPE (CHE HA IN AFD IL SUO NEMICO) – MA AL GENERALE CONVIENE DILUIRSI IN UN CENTRODESTRA CHE ANNACQUEREBBE LA SUA FASCIO-RETORICA O RESTARE ALL’OPPOSIZIONE E INGROSSARE I CONSENSI? LA SECONDA CHE HAI DETTO…

politecnico di milano rettrice donatella sciuto big mama

DAGOREPORT - L’ULTIMA FRONTIERA DELLA PARITA’ DI GENERE? LE UNIVERSITA’ MILANESI, PASSATE NEGLI ULTIMI DIECI ANNI DA ZERO A SEI RETTRICI - ORA, SULL’ESEMPIO DI MANFREDI A NAPOLI, QUALCUNA PENSA AL “GRANDE SALTO”. E’ IL CASO DELLA RETTRICE DEL POLITECNICO, DONATELLA SCIUTO: IN UNA INTERVISTA AL “CORRIERE” DICHIARA DI NON VOLERSI CANDIDARE E INVITA A VOTARE UN SINDACO DEL PD - DEL RESTO, NEL SUO ATENEO C’E’ APPENA STATO UN CONCORSO CON UNA SOLA CANDIDATA (GUARDA CASO!): LA EX PARLAMENTARE PD, LEYLA CIAGA’ – LA LAUREA IN URBANISTICA A BIG MAMA, LA CUI CANZONE “LA RABBIA NON TI BASTA” E’ STATA DEDICATA DALLA SCHLEIN ALLA MELONI. INSOMMA UN POLITECNICO ROSSO DI RABBIA…