mike manley john elkann

INIZIARE L'ANNO CON DUE BOTTE ALLA FCA - L'ANTITRUST EMETTE LA MULTA PIÙ ALTA DI SEMPRE CONTRO LE FINANZIARIE DELLE CASE AUTOMOBILISTICHE, ACCUSATE DI CARTELLO: 670 MILIONI TOTALI, E SOLO FCA BANK DOVRÀ CACCIARNE 178 (OVVIAMENTE FANNO RICORSO AL TAR) - NEGLI USA INVECE ALTRI 650 MILIONI SARANNO SBORSATI PER IL ''PATTEGGIAMENTO'' SULLE EMISSIONI DIESEL FALSATE SUI MODELLI JEEP

  1. VERSO ACCORDO USA SU EMISSIONI DIESEL, FCA PAGA 650 MLN

MIKE MANLEY

 (ANSA) - Fca pagherà complessivamente oltre 650 milioni di dollari per risolvere le dispute negli Stati Uniti sulle emissioni diesel. Secondo indiscrezioni riportate dai media Usa, l'accordo con le autorità americane sarà annunciato nelle prossime ore. E prevede il pagamento da parte della casa automobilistica di una sanzione inferiore ai 500 milioni di dollari e pari a 311 milioni di dollari. Fca verserà inoltre almeno 75 milioni di dollari agli stati americani che stanno indagando sulle emissioni diesel, mentre altri 280 milioni serviranno per patteggiare con i proprietari delle auto nel mirino delle indagini delle autorità americane.

 

Si tratta di 104.000 auto: i modelli interessati sono Jeep Grand Cherokee e Ram 1500 prodotti dal 2014 al 2016 con motori diesel a tre litri e venduti in Usa. Ognuno dei proprietari dovrebbe così ricevere circa 2.800 dollari. Il Dipartimento di Giustizia ha accusato Fca nel maggio del 2007 di aver installato su alcune delle sue vetture dispositivi per aggirare gli standard.

 

mike manley john elkann 1

Fca ha più volte negato le accuse mosse nei suoi confronti. Le autorità americane hanno intensificato i controlli sulle auto diesel dopo lo scandalo di Volkswagen, che ha ammesso nel 2015 di aver 'truccato' 11 milioni di auto nel mondo per superare i test sulle emissioni diesel. Volkswagen ha pagato 25 miliardi di dollari negli Stati Uniti per risolvere le rivendicazioni di proprietari di auto, autorità di regolamentazione, stati e concessionari. La casa automobilistica tedesca si è inoltre dichiarata colpevole di aver cospirato per frodare le autorità di regolamentazione, di aver ostacolato la giustizia e di aver rilasciato dichiarazioni fuorvianti.

 

 

  1. SCURE ANTITRUST SU PRODUTTORI E FINANZIARIE AUTO

 (ANSA) - Per oltre un decennio case automobilistiche e società finanziarie hanno messo in piedi un cartello per la vendita di auto tramite finanziamenti, scambiandosi informazioni sensibili su quantità e prezzi, e per questo l'Antitrust ha deciso di sanzionarle, con multe per un totale di oltre 670 milioni di euro. Ma i diretti interessati non accettano l'accusa e già Assofin ha annunciato che ricorrerà al Tar. L'autorità garante ha spiegato che è stata accertata l'esistenza di "un'intesa restrittiva della concorrenza, tra il 2003 e il 2017, funzionale ad alterare le dinamiche concorrenziali nel mercato della vendita di automobili dei gruppi di appartenenza attraverso finanziamenti erogati dalle rispettive captive banks".

SERGIO MARCHIONNE E JOHN ELKANN

 

 La decisione è stata presa dopo che il 20 dicembre scorso si è conclusa un'istruttoria avviata nei confronti delle principali captive banks e dei relativi gruppi automobilistici operanti in Italia nella vendita di autoveicoli con prodotti finanziari e delle relative associazioni di categoria. L'istruttoria era stata avviata dopo la presentazione di una domanda di clemenza da parte delle società Daimler AG e Mercedes Benz Financial Services Italia.

 

 Le società finite nel mirino per attività anticoncorrenziali sono Banca PSA Italia, Banque PSA Finance, Santander Consumer Bank, BMW Bank, BMW, Daimler, Merceds Benz Financial Services Italia, FCA Bank, FCA Italy, CA Consumer Finance, FCE Bank, Ford Motor Company, General Motor Financial Italia, General Motors Company, RCI Banque, Renaul, Toyota Financial Services, Toyota Motor Corporation, Volkswagen Bank GmbH, Volkswagen, nonché le associazioni di categoria Assofin ed Assilea. Immediata la reazione di Assofin che ha annunciato che ricorrerà al Tar in quanto "estranea a qualsiasi intesa restrittiva della concorrenza nel mercato del collocamento di finanziamenti e contratti di leasing per la vendita di automobili".

 

E sulla stessa scia si prepara a muoversi anche Assilea che valuterà l'opportunità di impugnare la decisione dell'Antitrust dinanzi al Tar del Lazio, "affinché quest'ultimo possa confermare la piena correttezza e legittimità dell'operato dell'Associazione e la sua totale estraneità all'intesa contestata alle captive banks". Le associazioni dei consumatori, Codacons e Altroconsumo in testa, sono scese sul piede di guerra annunciando l'avvio di una class action a favore degli automobilisti danneggiati.

 

sede antitrust roma

 

  1. BORSA: MILANO POCO MOSSA, SPRINT JUVE, GIÙ A2A E AZIMUT

 (ANSA) - Piazza Affari appare poco mossa al traguardo di metà seduta, con l'indice Ftse Mib a cavallo della parità. Prevale comunque il segno meno nel paniere dei principali titoli per capitalizzazione anche se i pochi rialzi riescono a riequilibrare la situazione. Corre in particolare la Juventus (+4,26%), congelata anche per eccesso di volatilità, seguita a distanza da Unipol (+1,37%), Italgas (+1,21%) ed Enel (+1,05%).

 

Tengono Intesa (+0,32%) e Unicredit (+0,37%) con lo spread tra Btp e Bund in rialzo a 265 punti, mentre scivolano A2a (-2,74%), Azimut (-2,53%). Sotto pressione Tod's (-4,6%), oggetto di una raccomandazione di vendita da parte degli analisti di Berenberg, mentre Fca (-0,58%), che ha chiuso il contenzioso Usa sulle emissioni Diesel, è oggetto insieme a Ferrari (-0,91%) di prese di beneficio dopo la corsa della vigilia.

Ultimi Dagoreport

elly schlein giuseppe conte piepoli

DAGOREPORT – PER CAPIRE PERCHÉ ELLY SCHLEIN SI OPPONE ALLE PRIMARIE NON SERVE UN GENIO: LE PERDEREBBE! IL SONDAGGIO DELL’ISTITUTO PIEPOLI CERTIFICA: IN CASO DI CONSULTAZIONE TRA GLI ELETTORI DEL CAMPO LARGO, IL 55% SCEGLIEREBBE GIUSEPPE CONTE E SOLO IL 37% LA SEGRETARIA DEM – LA “SORPRESA” DI ERNESTO MARIA RUFFINI, CONOSCIUTO AL GRANDE PUBBLICO SOLO COME EX ESATTORE DELLE TASSE (È STATO DIRETTORE DELL’AGENZIA DELLE ENTRATE): IL 26% DEGLI ITALIANI HA FIDUCIA IN LUI (HA UN GRADIMENTO DOPPIO DI ELLY E PEPPINIELLO TRA I MILITANTI DEL CENTRODESTRA) - LA "SVOLTA" DI AVS: DOPO ANNI PASSATI A RIMORCHIO DI CONTE, ORA "SCELGONO" SCHLEIN

matteo renzi theodore kyriakou giorgia meloni brachetti peretti mario orfeo

DAGOREPORT: KALIMERA, THEO! – ALTRO CHE INCONTRO SEGRETO CON RENZI A ROMA, COME HA SCRITTO SALLUSTI SU “LA VERITÀ”: IL NEO EDITORE DI “REPUBBLICA”, THEO KYRIAKOU, STA GIRANDO COME UNA TROTTOLA, CON INCONTRI SU E GIU’ PER L’ITALIA  (APPARECCHIATI DAL SUO STAFF CAPITANATO DAL NUOVO CEO DELL’ACQUISITO GRUPPO GEDI, MIRJA CARTIA D’ASERO), PER CONOSCERE I POTERI DRITTI E STORTI DEL PAESE DI MACHIAVELLI E PULCINELLA: HA STRETTO LA MANINA DI SALA, CAIRO, PIER SILVIO BERLUSCONI, CALTAGIRONE, ANGELUCCI, COMPRESO IL VISPO LEONARDINO DEL VECCHIO - LA TAPPA CAPITOLINA DEL GRAND TOUR DEL GRECO ANTENNATO, È STATA ATTOVAGLIATA NELLA MAGIONE DI UGO BRACHETTI PERETTI – OLTRE ALL'AMICO DI LUNGA DATA, SOTTO L'ALA DI TONY BLAIR, MATTEO RENZI, ALLA COLAZIONE ERANO PRESENTI IL SINDACO DI ROMA GUALTIERI, I DISCEPOLI RENZIANI NASTASI E CARBONE, ATTUALE MEMBRO LAICO DEL CSM - COLPISCE CHE IN TUTTI QUESTI INCONTRI E ABBOCCAMENTI ITALICI, IL NOSTRO THEO ABBIA AVUTO FINORA SOLO UN BREVE CONTATTO TELEFONICO CON GIORGIA MELONI…

alberto leonardis maurizio molinari angelo binaghi la stampa giuseppe bottero

DAGOREPORT – A TORINO TORNA IL REGNO DI SARDO-SABAUDO! -  L’ACQUISIZIONE DE “LA STAMPA” BY ALBERTO LEONARDIS SI CHIUDERÀ A FINE MAGGIO: IN PRIMA FILA LA FONDAZIONE DI SARDEGNA, CHE ERA GIA' PRESENTE NEL QUOTIDIANO “NUOVA SARDEGNA” QUANDO FU ACQUISITO DALLA SAE DI LEONARDIS, VARI IMPRENDITORI PIEMONTESI, TRA CUI, PARE, IL SARDISSIMO ANGELO BINAGHI (TRAMITE “SPORTCAST”, SOCIETÀ EDITORIALE DELLA TV “SUPERTENNIS”) – SE L'EX DIRETTORE DI "REPUBBLICA", MAURIZIO MOLINARI, CURERÀ IL “DORSO INTERNAZIONALE”, PER IL DOPO-MALAGUTI LEONARDIS CERCA UN PROFILO “STANZIALE”: UN UOMO MACCHINA CON I PIEDI A TORINO. IL NOME CHE CIRCOLA È QUELLO DI…

trump meloni vance schlein conte

DAGOREPORT – GIORGIA MELONI ALLA CAMERA HA PARLATO COME SE NON CI FOSSE STATO IL REFERENDUM: HA RIFILATO UN COMIZIO AUTO-CELEBRATIVO E VITTIMISTA, NELL’INDIFFERENZA DELL’OPPOSIZIONE - SCHLEIN E CONTE, INVECE CHE INCASTRARLA, HANNO PIGOLATO DISCORSETTI CHE PAREVANO SCRITTI DA CHATGPT: SONO TROPPO IMPEGNATI A FARSI LA GUERRA TRA LORO CHE A OCCUPARSI DELLE SORTI DEL PAESE – EPPURE, SAREBBE STATO FACILISSIMO METTERE ALL’ANGOLO LA TRUMPETTA DELLA GARBATELLA: A BUDAPEST IL VICEPRESIDENTE JD VANCE L’HA CITATA INSIEME A ORBAN TRA I LEADER UE CHE HANNO “AIUTATO” GLI STATI UNITI CON LA GUERRA IN IRAN, ARRIVANDO A DIRE CHE LA PREMIER ITALIANA “È STATA MOLTO UTILE”. A NESSUNO A MONTECITORIO È VENUTO IN MENTE DI CHIEDERE: COME?

donald trump benjamin netanyahu libano iran xi jinping

DAGOREPORT - CON IL CESSATE IL FUOCO NON VINCONO NÉ TRUMP NÉ I PASDARAN, MA PERDE NETANYAHU, CHE VOLEVA LA "GUERRA PERMANENTE" - IL TYCOON CERCAVA DA SETTIMANE UNA EXIT STRATEGY DAL CONFLITTO CON L'IRAN, E ALLA FINE È STATA LA CINA A FORNIRGLIELA (VIA PAKISTAN, TURCHIA, ARABIA SAUDITA), CONVINCENDO GLI AYATOLLAH ALLA TREGUA - ALLA FACCIA DELLA TREGUA, NETANYAHU CONTINUA A BOMBARDARE IL LIBANO E TRUMP LO STRIGLIA: "RIDUCI GLI ATTACCHI" - ED ORA FINALMENTE CAPIREMO CHI COMANDA: NETANYAHU O TRUMP - "BIBI" ANNUNCIA NEGOZIATI DIRETTI CON IL GOVERNO LIBANESE, MA SE NON LA SMETTE DI GETTARE BOMBE SU BEIRUT, ALLORA VUOL DIRE CHE TIENE PER LE PALLE L'UOMO PIÙ POTENTE DEL MONDO (DAVVERO BASTA QUALCHE "EPSTEIN FILES"?