LA RAI COTTA IN “AGRODOLCE” - VIALE MAZZINI CONDANNATA A PAGARE 4,5 MLN € ALLA EINSTEIN DI LUCA JOSI PER LA SOAP GIRATA A TERMINI IMERESE, CHE ORA DOVRà RIPARTIRE - LA RAI AVEVA PORTATO EINSTEIN A UNO STATO DI CRISI FINANZIARIA QUASI MORTALE CHIUDENDOGLI TRASMISSIONI E NON PAGANDO ALTRE FATTURE, MANDANDO A CASA 300 PERSONE E BRUCIANDO 25 MILIONI DI CONTRIBUTI DELLA REGIONE SICILIANA - DIETRO “AGRODOLCE” C’ERANO INTERESSI DI IMPORTANTI FUNZIONARI RAI (MINOLI), DENUNCIATI DA JOSI…

David Perluigi per "il Fatto Quotidiano"

Alla fine è stata la magistratura a decretare che Agrodolce era la fiction giusta per rilanciare una parte dell'economia in Sicilia. Solo la Rai, colpevolmente, non lo ha capito. Ora la tv di Stato, e cioè noi contribuenti, dovrà sborsare circa 4,5 milioni di euro per fatture non pagate nei confronti della società produttrice della soap opera di Rai3: l‘Einstein multimedia che le aveva intentato causa.

Un giudice del Tribunale civile di Roma lo ha messo nero su bianco nell'ordinanza su richiesta di un provvedimento d'urgenza ex art. 700 per "il pagamento delle fatture non pagate ed extra-costi per circa 12 milioni di euro per la serie tv". In sostanza: i dirigenti di viale Mazzini non dovevano bloccare una produzione che stava portando tanti posti di lavoro al Sud e, soprattutto, la creazione di un polo cinematografico e televisivo come valida alternativa al declino degli stabilimenti Fiat di Termini Imerese.

Un prodotto seriale che aveva dato lavoro a circa 300 siciliani tra tecnici, attori e comparse e altre centinaia con l'indotto che via via si stava creando. Restano poi decine di milioni di euro di Fondi Fas, circa 25, che la Regione Siciliana tiene ancora bloccati in attesa, chissà quando, che il governo si decida a far ripartire gli studios costruiti per l'occasione in provincia di Palermo. I dati contenuti nella documentazione che i legali della Einstein, Alberto Rossi e Antonio Tola, hanno allegato al ricorso in tribunale spiegano al meglio: "La serie, pur se in una fascia di orario sfavorevole, piazzata in contemporanea dei maggiori telegiornali nazionali, era arrivata a raggiungere il 10 per cento di share".

"La società produttrice - scrive il giudice nell'ordinanza di una ventina di pagine - ha fornito esaurienti elementi documentali da cui risulta: l'avvenuta assunzione di rilevanti obblighi bancari per l'esecuzione dell'opera, anche in forma di anticipazione su fatture, operazione avente diretto collegamento con le fatture rimaste inevase; l'esistenza - inoltre - dell'assunzione di consistenti impegni economici con soggetti terzi per la predisposizione di mezzi, risorse e personale umano, sia a livello tecnico, sia a livello di maestranze di scena, l'esistenza di azioni giudiziarie per la riscossione dei suddetti derivanti crediti".

Tutto questo ha messo in difficoltà una società primaria del campo tv come quella di Luca Josi e Andrea Olcese che dopo i grandi successi legati ai quiz Mediaset con Passaparola, Sarabanda ha investito tutto, o quasi, nella produzione di una serie tv che si è rivelata una idrovora succhiasoldi. "Questi soldi che la Rai dovrà versarci finiranno alle finanziarie e agli istituti di credito, ma è la prova che c'è un giudice a Berlino dopo mesi, anni di attesa sfibrante in cui ci è stato detto di tutto, perfino che eravamo degli speculatori, quando invece cercavamo solo di far rispettare i contratti".

Ma il giudice aggiunge anche altro nell'ordinanza: dice che di fronte ad un'altra Corte civile ora si dovrà decidere se la Rai è tenuta a risarcire milioni di euro di extracosti affrontati per la produzione della prima, della seconda e terza serie. Le ultime due rimaste in buona parte sulla carta, però, con onerosi contratti assunti.

"Questa ordinanza avrà un peso ai fini della causa che partirà a giorni al tribunale civile , alla Rai l'avvocato Alberto Rossi - chiediamo 10 milioni di euro: ci sono gli extracosti e c'è il danno di immagine ad un'azienda di persone alle quale hanno rovinato l'esistenza, quando si dice che le imprese restano strangolate dalla crisi - afferma -, non si fa mai riferimento ai dirigenti pubblici che giocano sulla pelle delle persone e che restano impuniti".

Poi c'è un'altra partita, quella che si sta giocando in procura a Roma, dove nel registro degli indagati sono stati iscritti alcuni ex dirigenti della tv pubblica, se ne occupa il magistrato Giuseppe Deodato, che ha ipotizzato il reato di concussione e altro.

Tutto denunciato da Luca Josi, patron di Einstein, che ha allegato all'esposto presentato ai Carabinieri ore e ore di conversazioni registrate, senza che la controparte lo sapesse,dove si evincerebbe che dietro Agrodolce c'erano interessi di importanti funzionari Rai. In una di queste Giovanni Minoli, ex potente direttore di Rai3 e di Rai educational, il padre putatitvo della soap siciliana dice ai manager della Einstein: "Voi siete ospiti e faccio quello che voglio".

 

agrodolceLUCA JOSI prati14 giovanni minoliAndrea Olcese

Ultimi Dagoreport

naike rivelli

DAGOREPORT – ORA SÌ CHE TI RICONOSCIAMO, NAIKE! LA RIVELLI DEDICA UN ALTRO VIDEO COATTO A DAGOSPIA E FINALMENTE TORNA LA BURINELLA CHE ABBIAMO SEMPRE AMATO – DALLE LEZIONI SULL’INGOIO DELLE BANANE ALLA FOTO CON LA TESTA NEL CESSO FINO ALLA “VULVA ART” E ALLA MEGA-HIT “DEFAILLANCE”, ABBIAMO SEMPRE ADORATO LA NAIKE FUORI CONTROLLO, TRA AVVENTURE LESBO, FOTO IGNUDA E APPELLI PRO-GNOCCA – CARISSIMA NAIKE, ABBIAMO UN CONSIGLIO: LASCIA PERDERE I DISSING, GLI SCONTRI VERBALI, LE POLEMICHE. NON SONO PER TE. NON AFFATICARE LE SINAPSI, LASCIALE LIBERE DI SINTONIZZARSI CON L’UNIVERSO. SPALANCA I CHAKRA, CHISSÀ CHE L’ENERGIA COSMICA NON ENTRI A FARE UN SALUTO. NON PRENDERTI TROPPO SUL SERIO. NOI NON L’ABBIAMO MAI FATTO...

giorgia meloni salvini tajani legge elettorale

DAGOREPORT – GIORGIA MELONI ERA CONVINTA DI AVER TROVATO UN ACCORDO CON SALVINI E TAJANI: PER AMMANSIRE I SUOI DUE ALLEATI, CONTRARISSIMI ALLE PREFERENZE, LI AVEVA ACCONTENTATI CON LE NOMINE DI STRISCIUGLIO A FERROVIE E STAZI ALLA CONSOB. OTTENUTO TUTTO QUESTO, NON SI METTERANNO MICA A ROMPERE I COJONI, PENSAVA LA DUCETTA. E INVECE… - IL GUAIO È CHE IL “FU TRUCE DEL PAPEETE” E L’EX MONARCHICO DI FERENTINO NON GOVERNANO PIÙ I LORO PARTITI, ORMAI SFARINATI – DENTRO FRATELLI D’ITALIA, MICA VA TANTO MEGLIO: QUANDO FRANCESCO LOLLOBRIGIDA PARLA DI “VIGLIACCHINI” CHE HANNO VOTATO NO, CE L’HA ANCHE CON I SUOI CAMERATI DI VIA DELLA SCROFA (IL PARTITO GRANITICO E COMPATTO DIETRO “IO SO’ GIORGIA’ NON ESISTE PIÙ

giorgia meloni roberto vannacci

DAGOREPORT- MENTRE LA RIFORMA ELETTORALE APPRODA IN PARLAMENTO, GIORGIA MELONI È TORMENTATA DA DUBBI E PERPLESSITÀ - ALL’EPOCA DELLA STESURA DEL NUOVO SISTEMA DI VOTO, NESSUNO DELLA FIAMMA MAGICA AVEVA PRESO IN SERIA CONSIDERAZIONE IL GENERALISSIMO VANNACCI E L'INARRESTABILE ASCESA DEL SUO PARTITO FUTURO NAZIONALE - E ADESSO SI CORRE IL FORTE RISCHIO CHE NESSUNA DELLE DUE CONTRAPPOSTE ALLEANZE RIESCA A INCAMERARE QUEL 42% CHE PORTEREBBE A UN PREMIO DI MAGGIORANZA DI 70 DEPUTATI E 35 SENATORI - UN BONUS TALMENTE ESAGERATO CHE LA CORTE COSTITUZIONALE NON AVREBBE IL MINIMO DUBBIO NEL BOCCIARLO - NON SOLO: A FINIRE SOTTO GLI ARTIGLI DELLA CORTE SPICCA ANCHE L’INDICAZIONE DEL CANDIDATO PREMIER NEL PROGRAMMA, UNA SORTA DI PREMIERATO IN VERSIONE DIETOR CHE VA A CONFLIGGERE CON LA COSTITUZIONE CHE VUOLE CHE SIA IL CAPO DELLO STATO A INDICARE IL PREMIER…

baroni universitari

DAGOREPORT - TRUFFE, FAVORI, ABUSI DI POTERE: MA COME SI FA A DIRE AI RAGAZZI DI STUDIARE E A CREDERE NELL’UNIVERSITÀ ITALIANA? - IL PRIMO ATENEO IN CLASSIFICA, IL POLITECNICO DI MILANO, TIENE PER TRENT’ANNI UN PROFESSORE PRECARIO A MILLE EURO CIRCA ALL’ANNO, MENO DI UN PAKISTANO CHE RACCOGLIE POMODORI! - CONTRO GLI ESITI, PILOTATI, DEI CONCORSI UNIVERSITARI, GIACCIONO CENTINAIA DI CAUSE DI RICORSO, POICHÉ L’ITALIA È L’UNICO PAESE DOVE PRIMA SI SCEGLIE IL CANDIDATO, POI SI RITAGLIA IL CONCORSO - IL CELEBRATO ERASMUS E' TANTO DIVERTENTE PER GLI STUDENTI (ANCHE PER ACCOPPIARSI) QUANTO INUTILISSIMO PER LO STUDIO: LO SANNO TUTTI CHE LO STUDENTE ERASMUS LO SI FA PASSARE PERCHÉ TANTO POI SE NE TORNA NELLA SUA UNIVERSITÀ - IN PARLAMENTO HANNO FATTO SALTARE L’ABILITAZIONE NAZIONALE (CHE FU INTRODOTTA DALLA GELMINI): I CONCORSI PER NUOVI DOCENTI SARANNO LOCALI, CIOE’ CONSEGNATI, COMPLETAMENTE, NELLE MANI DEI ‘’BARONI’’: TANTO LA MAGISTRATURA DORME (OPPURE LI ASSOLVE) - E PER FORTUNA CHE È IL GOVERNO DELLA MERITOCRAZIA, PRESIEDUTO DA UN “UNDERDOG”…

tommaso cerno lirio abbate sigfrido ranucci giuliano ferrara valter lavitola

DAGOREPORT - SE C'È UN FILO DI CONTINUITÀ NELLA STORIA DELL’ITALIETTA, UN ELEMENTO CHE RIMBALZA DA UN SECOLO ALL'ALTRO, È IL TRASFORMISMO - SE ALL’EPOCA SULLA VOLATILITÀ DI GIULIANO FERRARA SCESE UNA SORTA DI CONDANNA MORALE, OGGI SI VEDONO COSE CHE DIECI ANNI FA SI POTEVANO IMMAGINARE SOLO IN UN FANTAFUMETTO - L'"AMICIZIA FRATERNA" CHE LEGA L’EX GALEOTTO LAVITOLA CON IL GIORNALISTA DI PUNTA DELL’ANTI-POTERE, SIGFRIDO RANUCCI - L’EX DIRETTORE DELL’''ESPRESSO” LIRIO ABBATE CHE È IN ATTESA DI ASSUMERE LA VICE-DIREZIONE DEL ‘’GIORNALE’’, DOVE L’ATTENDE IL ‘’CERNO-BYL’’ DEL TRASFORMISMO: IL GAIO TOMMASINO, NEL BREVE GIRO DI UN LUSTRO, È STATO DIRETTORE DELL’’’ESPRESSO’’, VICEDIRETTORE DI ‘’REPUBBLICA’’, SENATORE PD SOTTO L’ALA DI RENZI, FINO A QUANDO, TRAFITTO DAL RAGGIO DI GIORGIA MELONI, E' PLANATO NELLA STAMPA DI DESTRA - TI BUTTI NELLA VITA DI MARIO ORFEO E SALTA FUORI DI TUTTO: DA CALTAGIRONE ALLA RAI, DA “REPUBBLICA” A LEONARDINO DEL VECCHIO…

sondaggi pagnoncelli meloni salvini vannacci trump

DAGOREPORT - DISGREGARE L’UNIONE EUROPEA, ALIMENTANDO FINANZIARIAMENTE LE FORZE SOVRANISTE EUROPEE, È L’OBIETTIVO DI TRUMP - NEL 2019, ALLA VIGILIA DELLE ELEZIONI EUROPEE, BANNON RISPONDE A UNA MAIL DI EPSTEIN: “SONO CONCENTRATO SOLO SUL RACCOGLIERE FONDI PER LE PEN E SALVINI IN MODO CHE POSSANO CANDIDARSI CON LISTE COMPLETE” - MEZZO MILIARDO DI CONTRIBUTI NON PUBBLICI DI CUI NON SI HA TRACCIA HANNO ARRICCHITO LE CASSE DEL BRITANNICO FARAGE ALLO SPAGNOLO VOX, FINO AI NAZI-TEDESCHI AFD – FINITO A “VAFFA” IL RAPPORTO TRA TRUMP E MELONI, SGRETOLATASI LA LEGA, ENTRA IN CAMPO, CARICO DI MUNIZIONI, IL GENERALE ROBERTINO VANNACCI. E SUBITO IL SUO PARTITO FA IL BOTTO  - “L’AFD ALLEATO CON FUTURO NAZIONALE È LA SCOMMESSA DI BANNON. I PUNTI NEL PROGRAMMA SONO GLI STESSI: REMIGRAZIONE, FINE DEL SOSTEGNO ALL’UCRAINA. PIÙ IN GENERALE: IMPLOSIONE DELL’UNIONE EUROPEA” – E RICICCIA LA DOMANDINA: CHI FINANZIA L’EX PARA’ DELLA FOLGORE?