L’AZIENDA CHE PRODUCE BANCONOTE SI PREPARA AL RITORNO DELLA DRACMA - PIAZZA AFFARI PASSA DA -1 A +1,5%, RECUPERANO LE BANCHE - MALE I TITOLI LIGRESTI, JONELLA SI DIMETTE DAL CDA DI MILANO ASS. - PREMAFIN RIDURRÀ IL SUO PESO NELLA FUSIONE - LA BENZINA CALA DI 1 CENT (PIÙ CARA D’EUROPA) - SCHAEUBLE: CI VORRANNO 1 O 2 ANNI PRIMA CHE I MERCATI SI CALMINO - ZUCKERBERG SUONERÀ LA CAMPANELLA DI WALL ST. - CAMUSSO LICENZIA ORSI - SALINI PREPARA L’ATTACCO FINALE A IMRPEGILO - IPOTESI QUARANTA ALL’AGCOM…

1 - CRISI: TIMES; AZIENDA BANCONOTE SI PREPARA PER NUOVA DRACMA
(ANSA) - De La Rue, l'azienda britannica che produce banconote per oltre 150 paesi del mondo, si sta preparando per un potenziale ritorno della dracma. Lo rivela oggi il Times di Londra. La società - che stampa le sterline e l'euro - avrebbe infatti chiesto al suo staff di stabilire gli eventuali rischi oggi individuabili per una nuova moneta e recuperare una vecchia collezione di matrici di rame, usata per la filigrana, da impiegare nel caso in cui la Grecia dovesse uscire dall'euro e ritornare alla vecchia divisa.

2 - BORSA, MILANO ACCELERA RIALZO (+1,5%) CON BANCHE, PESANTE FONSAI
(LaPresse) - Accelera al rialzo la Borsa di Milano nel primo pomeriggio di scambi. Il Ftse Mib sale dell'1,53% a 13.289,97 punti e il Ftse all-Share avanza dell'1,3% a 14.279,62 punti. Traina i listini il rimbalzo delle banche, con Mps (+2,78%), Intesa Sanpaolo (+3,63%) e Unicredit (+5,12%). Bene anche Finmeccanica (+5,22%), A2A (+3,84%), Enel (+3,29%), Fiat (+1,56%) e Telecom Italia (+1,37%). Fuori dal paniere principale ancora in caduta la scuderia Ligresti, con Fonsai (-7,37%) e Premafin (-4,3%).

3 - FACEBOOK: NYSE, ZUCKERBERG SUONERA' CAMPANELLA NASDAQ
(ANSA) - Il fondatore e ceo di Facebook Mark Zuckerberg suonerà oggi la campanella di apertura della seduta del Nasdaq in collegamento dal quartiere generale del social network in Menlo Park, California in occasione dello sbarco in borsa dell'azienda.

4 - SCHAEUBLE, ANCORA 1 O 2 ANNI PRIMA MERCATI SI CALMINO
(ANSA) - "Ci vorranno ancora 12 o fino a 24 mesi prima che i mercati finanziari internazionali si calmino": lo ha detto oggi il ministro delle Finanze tedesco, Wolfgang Schaeuble, intervistato dalla radio Europe 1, come riporta l'agenzia Dpa. "Siamo l'area economica più forte del mondo - ha poi aggiunto Schaeuble - abbiamo bisogno di avere un po' più di fiducia in noi stessi". Per il ministro al G8 di Camp David, negli Stati Uniti, è importante che i Paesi europei giungano più velocemente del solito a posizioni comuni. "Penso che negli anni passati non siamo stati abbastanza bravi in questo", ha chiosato.

5 - GRECIA;SCHAEUBLE, E' TEMPO VERITA', NON FALSE PROMESSE
(ANSA) - Il ministro delle Finanze tedesco Wolfgang Schaeuble ha detto di guardare con scetticismo all'atteggiamento dell'elite politica greca. Oggi non si tratta di fare false promesse, ha chiarito il ministro in un'intervista rilasciata alla radio Europe 1 di cui dà conto l'agenzia Dpa, ma di chiarire la verità a una popolazione disorientata. Per Schaeuble la Grecia deve rimanere nell'euro, ma il Paese deve anche fare la sua parte per risanare l'economia

6 - JONELLA LIGRESTI SI DIMETTE DA CDA MILANO
(ANSA) - Jonella Ligresti si è dimessa dal consiglio di amministrazione di Milano Assicurazioni, la compagnia assicurativa controllata da Premafin, di cui, tramite il 61,09% di Fonsai, possiede il 63,39% del capitale.

7 - FONSAI: QUOTE POST-FUSIONE ANCORA IN FASE NEGOZIALE
(ANSA) - La proposta deliberata ieri dal consiglio di amministrazione di Fonsai sulla fusione con Unipol é "ancora in fase negoziale" e dunque "i suoi contenuti non saranno comunicati al mercato fino a quando la stessa non sarà accettata dalle altre società coinvolte nell'integrazione". E' quanto afferma la compagnia in una nota diffusa all'indomani dell'accordo tra il gruppo Ligresti e Unipol per la fusione a 4 con Milano Assicurazioni e Premafin.

Le quote di Fonsai (27,45%), Milano Assicurazioni (10,7%) e Premafin (0,85%) nel nuovo gruppo post-fusione di cui Unipol deterrà il 61% - precisa poi la nota - "non possono essere considerate isolatamente rispetto al complessivo e articolato contenuto, in termini di assunzioni finanziarie e di struttura, della proposta formulata".

8 - FONSAI: CDA PREMAFIN SI RIAGGIORNA NEL POMERIGGIO
(ANSA) - Tornerà a riunirsi nel pomeriggio il Cda di Premafin dopo la proposta arrivata ieri da Fonsai relativa ai pesi che le varie società coinvolte avranno nel polo assicurativo destinato a nascere dalla fusione con Unipol. Con ogni probabilità i consiglieri saranno chiamati ad esaminare la proposta di Fonsai, leggermente peggiorativa per Premafin rispetto a quanto chiesto ieri dal consiglio. La compagnia guidata da Emanuele Erbetta ha offerto a Premafin un peso dello 0,85% nel nuovo aggregato contro la richiesta della holding di una quota compresa tra lo 0,98% e l'1,66%.

Secondo fonti vicine al dossier è probabile che il cda di Premafin accetti la proposta arrivata ieri da Fonsai rivedendo al ribasso la sua quota nel nuovo gruppo. Appare infatti difficile - anche se permane uno spazio di incertezza dovendo il consiglio confrontarsi con i propri advisor e con il comitato degli indipendenti - che per una differenza minima di valutazione Premafin possa far saltare una mediazione così faticosamente raggiunta.

Meno accidentato dovrebbe essere lunedì il cda della Milano, anch'esso chiamato a verificare la congruità della proposta di Fonsai. Il peso attribuito alla controllata nel futuro maxipolo, pari al 10,7%, rientra infatti nel range stabilito dal consiglio con i propri advisor che dovrebbe oscillare - secondo quanto viene riferito - tra il 10,4% e l'11%. Se i cda di Premafin e della Milano si allineeranno alle valutazioni di Fonsai a questo punto la proposta verrà formalmente sottoposta a Unipol che la valuterà nel suo consiglio di amministrazione.

9 - FINMECCANICA: CAMUSSO, SAREBBE MEGLIO SE ORSI LASCIASSE
(ANSA) - "L'amministratore delegato sarebbe meglio che lasciasse l'incarico". Lo ha detto nel corso di un'assemblea alla Fincantieri di Monfalcone (Gorizia), la segretaria generale Cgil Susanna Camusso, riferendosi a Giuseppe Orsi, ad di Finmeccanica. "Io penso che la politica che ha introdotto Orsi sia sbagliata - ha spiegato a margine dell'incontro, parlando con i giornalisti - è sbagliata l'idea di spezzettare Finmeccanica".

10 - CARBURANTI, FIGISC: PREZZI IN CALO DI 1 CENTESIMO NEI PROSSIMI GIORNI
(LaPresse) - I prezzi dei carburanti dovrebbero scendere di 1 centesimo di euro al litro nei prossimi giorni. Lo afferma il presidente di Figisc-Confcommercio, Luca Squeri, commentando l'analisi settimanale dell'associazione. "Mentre la quotazione del greggio è diminuita - spiega Squeri - portandosi da 87 a 85 euro al barile, le chiusure del mercato internazionale dei prodotti finiti Platt's di questa settimana con gli ultimissimi dati di ieri hanno fatto registrare un decremento di circa 0,6 eurocent al litro per la benzina e di circa 0,5 eurocent al litro per il gasolio. I prezzi interni sono calati da venerdì scorso di 0,007 euro al litro per la benzina e di 0,002 euro al litro per il gasolio".

Quindi, prosegue il presidente Figisc, "per i prossimi giorni, ci si può attendere che i prezzi possano ulteriormente scendere fino ad un massimo di 1,0 eurocent al litro. Nonostante dal primo maggio i prezzi italiani siano crollati di 7,7 cent al litro per la benzina e di 3,4 per il gasolio, il prezzo della benzina rimane il più alto dell'Europa Comunitaria e quello del gasolio si conferma al secondo".

11 - LA PRESA DI SALINI...
Sara Bennewitz per "la Repubblica" - L´assemblea per la revoca del cda di Impregilo è stata convocata a luglio, ma Salini ha già ultimato la lista da presentare al mercato. Per la presidenza è stata scelta una figura di respiro internazionale, ma le deleghe andranno tutte in mano a Pietro, carica che si sommerà a quella della Salini Group. Anche se l´imprenditore romano è mosso da nobili intenzioni e vuole gestire l´azienda in nome del mercato, il sospetto che avvantaggi il gruppo che porta il suo cognome resta.

Per questo Salini ha riservato per sé e per la sua famiglia solo un pugno di poltrone, lasciando due terzi dei seggi ai consiglieri indipendenti. L´idea è buona ma va riconosciuto il fatto che Beniamino Gavio, il cui gruppo si occupa di costruzioni e concessioni, in Impregilo si limita a fare il consigliere e l´azionista.

12 - IL VERTICE DELL'AGCOM E L'IPOTESI QUARANTA...
M.Sid. per il "Corriere della Sera" - Presidenza Agcom, facciamo il punto: alle Camere se ne dovrebbe discutere mercoledì. Ma Fabio Colasanti - sostanzialmente l'unico uomo su cui fino ad ora c'era stata una vaga convergenza - ha definitivamente deciso: rimarrà a Bruxelles. La candidatura dell'outsider Stefano Quintarelli è lì, sul tavolo del ministero, sostenuta da una significativa raccolta di firme su Twitter. Ma, almeno per adesso, quello che conta è sempre un accordo politico più che il curriculum.

Anche perché di mezzo ci sono partite molto delicate come la gara per le frequenze tv, quelle del noto beauty contest organizzato dal precedente governo Berlusconi e bloccato dal ministro Corrado Passera con il sostegno del premier Monti. Ed è in questa situazione di stallo che potrebbe passare il nome dell'attuale presidente della Corte Costituzionale Alfonso Quaranta, in scadenza a fine anno. La nomina formalmente dipenderà da Monti e Passera. Ma si sa, le partite si vincono anche per mancanza di candidati alternativi.

E così in queste ore è arrivato il nome di Quaranta, suggerito da Gianni Letta e, come sembra, gradito dal presidente della Repubblica Napolitano. Il centrosinistra lo considera un uomo del centrodestra. E non solo perché fu il Pdl a riuscire a imporre il magistrato 76enne nel giugno 2011 alla presidenza della Consulta, pochi mesi prima della caduta di Berlusconi. Ma anche perché Quaranta fu il relatore della sentenza 106 della Corte, quella che dava torto al pm Armando Spataro sul caso Abu Omar e il «segreto di Stato».

13 - INTESA FA CAUSA AL SOCIO «VERDE»...
Giu.Fer. per il "Corriere della Sera" - Intesa Sanpaolo fa causa a uno dei suoi grandi azionisti. La banca guidata da Enrico Cucchiani ha citato per danni a New York il Crédit Agricole su un prodotto strutturato, chiedendo un risarcimento di 180 milioni di dollari, più interessi e altre compensazioni. Sotto accusa c'è uno dei famigerati Cdo (la sigla sta per Collateralized debt obligation), cioè quei prodotti strutturati che hanno contribuito alla grande crisi finanziaria del 2008.

Dai documenti sui conti trimestrali della Banque Verte, consultati da Radiocor, emerge che lo scorso 9 aprile Intesa Sanpaolo ha chiamato in causa davanti alla Corte Federale di New York il Crédit Agricole Cib, il Crédit Agricole Securities Usa, diverse società del gruppo Magnetar e la Putnam Advisory Company per un Cdo strutturato dal Crédit Agricole Cib e denominato «Pyxis Abs Cdo 2006-1».

Intesa, si legge nelle carte, «essendo stata indotta a concludere con il Crédit Agricole Cib un Credit Default Swap di un importo di 180 milioni di dollari sulla tranche super senior del Cdo, ritiene di avere subito un danno dalla strutturazione del Cdo e chiede un risarcimento di 180 milioni di dollari, più interessi su questa somma, come pure risarcimenti compensativi e punitivi e rimborso di spese ed onorari, ad oggi non quantificabili».

L'Agricole era già finito nel mirino della giustizia Usa quando nell'autunno 2010 il fondo di investimento europeo Loreley Financing aveva presentato una causa presso la Corte Suprema accusando di frode Calyon, la banca di investimento del gruppo francese. Secondo Lorely, Calyon avrebbe permesso a Magnetar (contro la quale la Sec ha già avviato un'inchiesta) di riempire Pyxis e un altro Cdo chiamato Orion 2006-1 con bond di bassa qualità, per poi scommetterci contro, e indotto il fondo a comprarlo in modo fraudolento.

Un'accusa non nuova per le banche, inclusa Goldman Sachs, multata per il caso Abacus con un'ammenda da 550 milioni dalla Sec. Ma se le accuse civili contro Magnetar venissero formalizzate, per la prima volta un hedge fund sarebbe incriminato in relazione a un Cdo.

14 - IL CONTO APERTO DI JPMORGAN...
Giu.Fer. per il "Corriere della Sera" - Jamie Dimon aveva messo le mani avanti. La perdita da 2,1 miliardi mark-to market rivelata a sorpresa da JPMorgan Chase la settimana scorsa poteva aumentare di un altro miliardo, a causa della forte volatilità del mercato. In realtà il buco si sarebbe già allargato del 50%, un miliardo in più appunto, rivela il New York Times. Ma il contro potrebbe peggiorare ancora. Le posizioni su prodotti derivati, pari a circa 350 miliardi di dollari, sarebbero ancora aperte e, poiché si tratta di posizioni molto volatili ed estremamente rischiose, sarebbe difficile stabilire in questa fase a quanto realmente ammontano le perdite della banca.

 

 

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