LIBRI? QUALI LIBRI? - L’ESPANSIONE DEL REGNO FELTRINELLI: DALLA TELEVISIONE (CON LA7) AI RISTORANTI (IN PROPRIO) - DIVERSIFICARE: QUEST’ANNO LA GRANDE EFFE HA SUBITO UNA PERDITA NETTA DI 7,7 MLN € E ADESSO PUNTA SU UN CANALE SUL DIGITALE TERRESTRE E GIOVEDÌ A ROMA APRIRÀ IL PRIMO “RED”, UN RISTORANTE DOVE SI MANGERÀ A PREZZI MODICI E SI POTRÀ ANCHE LEGGERE…

Alessandra Puato per "CorrierEconomia - Corriere della Sera"

Televisione (con La7), ristoranti (in proprio) e mattone (con l'altro ramo della famiglia). È la terna per il 2012 sfoderata da Feltrinelli, casa editrice ormai multiforme che la scorsa settimana ha presentato il bilancio 2011, chiarificatore del clima: ricavi netti per 449,2 milioni (stabili rispetto al 2010), perdita netta di 7,7 milioni (contro il sostanziale pareggio dell'anno prima) e svalutazioni per 1,4 milioni. La crisi dell'editoria si avverte anche qui, fra le sigle Apogeo e Kowalsky, Gribaudo e Urra, fra i titoli colti della grande «F» ma anche volumi come «Il barbecue, le migliori ricette dall'antipasto al dolce», con posate allegate.

Il gruppo del figlio di Giangiacomo Feltrinelli (Carlo controlla la holding Effe 2005 con l'84,52%, fra quote dirette e fiduciarie), dell'«homo novus», come lo definì la moglie Inge citando Kurt Wolff, che osò mettere i flipper e i juke box nelle sue librerie suscitando qualche indignazione nell'establishment («Nemmeno il distributore voleva credere ai suoi occhi», ricorda la libraia romana Franca Fortini nel libro di Carlo Feltrinelli, «Senior Service»), reagisce così, diversificando, al calo del mercato del libro: vendite crollate del 10-15% al mese da gennaio, lettori scesi nel 2011 dal 46,8% al 45,3% della popolazione (Istat).

Feltrinelli continua, però, anche nella strategia commerciale di catena, inaugurando librerie: sono 108 con l'ultima aperta, giovedì scorso a Ravenna. E prosegue nell'espansione all'estero, dopo le due acquisizioni spagnole dell'anno scorso, quand'è diventata socia di Anagrama Editorial con il 20% (vuole salire al 100%) e nelle librerie LaCentral con il 17% (intende arrivare al 50% e il 12 settembre inaugurerà a Madrid il primo negozio del matrimonio). «La crisi forte del libro parte ora, diversificare è obbligatorio», dice Dario Giambelli, amministratore delegato del gruppo. La sorpresa è la tivù, che l'ex manager di Gs chiama «il nostro nuovo media».

OBIETTIVO CROZZA
Non c'è ancora un progetto concreto presentato al consiglio d'amministrazione, sottolinea Giambelli, ma esiste un gruppo di progettazione con La7 come partner: «Loro mettono la competenza sul mezzo, noi i contenuti». Come guadagnerà, che programmi darà la televisione del dottor Zivago? «Lavoriamo a un canale culturale in digitale terrestre, ma con la possibilità di andare anche sul satellite e arrivare alla web tv - risponde Giambelli -. I contenuti saranno quelli tipici del mondo Feltrinelli. Siamo tra i maggiori promotori culturali d'Italia, con oltre 3 mila eventi organizzati ogni anno». Si userà quel che c'è in casa, insomma.

Il business è difficile e la raccolta pubblicitaria in calo, ma l'obiettivo minimo di Feltrinelli è il rafforzamento del marchio, anche attraverso Internet. «La tv è solo uno dei passi della nostra strategia di crescita nei new media - dice Giambelli -. Abbiamo 300 mila seguaci su Twitter e siamo molto presenti sui social network». Il modello è la francese Arté, «ma più vivace».

Si pensa a programmi in studio con un conduttore, a documentari (è produzione Feltrinelli, per esempio, il dvd Terra Madre di Olmi), ma anche a riproporre in orari diversi, magari, trasmissioni de La7, Maurizio Crozza o Gad Lerner, per dire. Si vedrà. Molto dipende, però, da quando La7 troverà l'acquirente che cerca, e soprattutto da chi sarà: la Cir dei De Benedetti è vista con favore in via Andegari, dato lo storico rapporto con l'Espresso. Al Jazeera, meno.

Seconda novità di Feltrinelli è l'avvio dei ristoranti. Non librerie con punti ristorazione, ma il contrario, ristoranti veri, semmai con la libreria dentro.

CENA AL RED
Giovedì 5 aprirà a Roma il primo Red, nuovo marchio che vuol dire «Read eat and dream», ma anche «rosso», naturalmente: libri, musica, eventi, un'ottantina di posti. «Ristorazione di qualità e street food con servizio anche al tavolo, prezzi accessibili e possibilità di leggere - riassume Giambelli -. L'ipotesi è farne altri». Veicolo societario è l'Antica Focacceria San Francesco (Afsf), di cui Feltrinelli ha acquisito il 49%. La gestione dei ristoranti sarà diretta, l'investimento è detto «importante» e il piano va in parallelo con l'avvio da un lato di altri locali Antica Focacceria (oggi cinque, ne sono previsti altri due in autunno), dall'altro di caffetterie nelle librerie (una dozzina). Antica Focacceria fatturava 3,7 milioni nel 2011, il piano è arrivare a otto quest'anno, «poi a crescere».

La ristorazione è una delle ormai cinque gambe del gruppo, che ha pure costituito una società di logistica, Lsi 150, in accordo con Sncf, le ferrovie francesi, e sta per entrare nella Smemoranda (dovrebbe rilevare in luglio il 20% di Gut, la società di Gino e Michele, per salire al 40% in cinque anni). Le altre quattro sono l'editoria con la storica Editoriale Giangiacomo Feltrinelli (ricavi 2011 per 30,8 milioni, ormai meno del 10% del fatturato di gruppo), la vendita al dettaglio e online (Librerie Feltrinelli e laFeltrinelli.com, 357,2 milioni), la distribuzione all'ingrosso con Pde (80,2 milioni di ricavi) e l'immobiliare con Finaval (14,1 milioni): il terzo nuovo affare di Feltrinelli. Impegnativo.

Qui Carlo Feltrinelli, tramite una fiduciaria e la Effe 2005, è socio al 75% della zia Antonella, sorella di Giangiacomo maritata d'Ormesson, la famiglia dell'ex ambasciatore di Francia. Ed è il ciclopico Progetto Porta Volta di Jacques Herzog che assorbirà risorse. Per la sua nuova sede di Milano, che intende come lascito alla città, Feltrinelli non vuole badare a spese.

In viale Pasubio, dove c'era la Feltrinelli Legnami, sorgeranno un immobile di 3 mila metri quadri per la Fondazione Giangiacomo Feltrinelli e un altro di 7.500 per uffici, libreria, ristorante, sala concerti, più un parco. I lavori dovrebbero partire entro l'inizio del 2013, si augura l'azienda, che nel frattempo dovrà guadagnare anche per ripagare il debito con le banche, in testa Intesa Sanpaolo.

È di 180 milioni la linea di credito concessa in rinegoziazione l'anno scorso ed è di circa 100 milioni il debito netto 2011 dichiarato, su un patrimonio netto consolidato di 85 milioni. Però le banche sono uscite dal capitale e questo, con il miglioramento delle relazioni sindacali, fa vedere a Feltrinelli il sol dell'avvenire. Incrociando le dita.

 

carlo_feltrinelliGiangiacomo FeltrinelliMaurizio CrozzaGad Lerner feltrinelliDario-Giambelli

Ultimi Dagoreport

riccardo muti domenico beatrice venezi

DAGOREPORT – NESSUNO SI SOGNEREBBE MAI DI PENSARE CHE IL GIUDIZIO POSSIBILISTA DI RICCARDO MUTI SU BEATRICE VENEZI ALLA FENICE (“LASCIATELA DIRIGERE E POI LE ORCHESTRE VARIE E I CORI VARI DECIDERANNO”) DIPENDA DAL FATTO CHE LA FENICE HA ASSUNTO SUO FIGLIO, L’AVVOCATO DOMENICO MUTI, INCARICATO DI “CONSULENZA STRATEGICA E PROCACCIAMENTO DI AFFARI” PER LA MODICA CIFRA DI 30 MILA EURO ALL’ANNO – EN PASSANT, SI SCOPRE ANCHE CHE LA FENICE PAGA 39 MILA EURO PER SEI MESI, DAL 15 GENNAIO SCORSO AL 14 LUGLIO PROSSIMO, ALLA BARABINO & PARTNERS, CIOÈ L’AGENZIA CHE SI STA OCCUPANDO DELL’IMMAGINE DI BEATRICE VENEZI, SENZA GRANDE SUCCESSO VISTE LE ULTIME INFELICI USCITE PUBBLICHE DELLA SIGNORA - (AH, COME AVEVA RAGIONE LEO LONGANESI QUANDO PROPONEVA DI METTERE SUL TRICOLORE UNA GRANDE SCRITTA: “TENGO FAMIGLIA”) – VIDEO

vannacci meloni la russa crosetto alleanza nazionale movimento sociale fratelli d italia

DAGOREPORT - PER NON DIMENTICARE LA…MEMORIA - VANNACCI FA MALE A SALVINI MA ANCHE A GIORGIA MELONI. E NON SOLO PER RAGIONI ELETTORALI, CIOE’ PER I VOTI CHE PUO’ PORTARLE VIA, MA SOPRATTUTTO PER QUESTIONI IDEOLOGICHE - IL GENERALE, CHE RIVENDICA DI RAPPRESENTARE “LA VERA DESTRA”, HA BUON GIOCO A SPUTTANARE I CAMALEONTISMI E I PARACULISMI DELLA DUCETTA (BASTA ASCOLTARE GLI INTERVENTI DI QUANDO FDI ERA ALL'OPPOSIZIONE) - DAL COLLE OPPIO A PALAZZO CHIGI, LA DESTRA MELONIANA HA INIZIATO UN SUBDOLO SPOSTAMENTO VERSO IL CENTRO. E COSI' IL GIUSTIZIALISMO PRO-MAGISTRATI E' FINITO IN SOFFITTA; DA FILO-PALESTINESE E ANTI-SIONISTA E' DIVENTATA FILO-ISRAELIANA; DA ANTI-AMERICANA E ANTI-NATO, SI E' RITROVATA A FARE DA SCENDILETTO PRIMA A BIDEN ED OGGI A TRUMP - CERTO, LA VERA MISURA DELL’INTELLIGENZA POLITICA È LA CAPACITÀ DI ADATTARSI AL CAMBIAMENTO, QUANDO E' NECESSARIO. E LA “SALAMANDRA DELLA GARBATELLA” LO SA BENISSIMO. MA DEVE ANCHE TENER PRESENTE CHE CI SONO PRINCIPI E VALORI CHE NON VANNO TRADITI PERCHE' RAPPRESENTANO L'IDENTITA' DI UN PARTITO...

giorgia meloni elly schlein giuseppe conte antonio tajani matteo salvini

DAGOREPORT - LA LEGGE ELETTORALE BY MELONI-FAZZO È PRONTA E C’È UNA SORPRESA: SECONDO RUMORS RACCOLTI DA DAGOSPIA, LA RIFORMA NON PREVEDEREBBE IL NOME DEL PREMIER SUL SIMBOLO ELETTORALE, COME INVECE SOGNAVA LA SORA GIORGIA (AVENDO FALLITO IL PREMIERATO, “MADRE DI TUTTE LE RIFORME”, PROVAVA A INTRODURLO DI FATTO) – FORZA ITALIA E LEGA HANNO FATTO LE BARRICATE, E LA DUCETTA HA DOVUTO TROVARE UN COMPROMESSO - MA TUTTO CIO'  NON TOGLIE DALLA TESTA DI GIUSEPPE CONTE, DALL'ALTO DI ESSERE STATO DUE VOLTE PREMIER, LA FISSA DELLE PRIMARIE PER LA SCELTA DEL CANDIDATO PREMIER DEL CENTROSINISTRA UNITO - ALL'INTERNO DI UN PARTITO, LE PRIMARIE CI STANNO; PER LE COALIZIONI VIGE INVECE IL PRINCIPIO DEL PARTITO CHE OTTIENE PIU' VOTI (VALE A DIRE: IL PD GUIDATO DA ELLY SCHLEIN) - NEL "CAMPOLARGO" INVECE DI CIANCIARE DI PRIMARIE, PENSASSERO PIUTTOSTO A TROVARE I VOTI NECESSARI PER RISPEDIRE A CASA I “CAMERATI D'ITALIA” DELL’ARMATA BRANCA-MELONI…

giancarlo giorgetti - foto lapresse

FLASH! – UN “TESORO” DI RUMORS: I RAPPORTI TRA IL MINISTRO DELL’ECONOMIA, GIANCARLO GIORGETTI, E IL SUO PARTITO, LA LEGA, SEMBRANO GIUNTI AL CAPOLINEA – IL “DON ABBONDIO DEL CARROCCIO”, QUALCHE GIORNO FA, PARLANDO DEL CASO VANNACCI, SI SAREBBE SFOGATO IN PARLAMENTO CON UN CAPANNELLO DI COLLEGHI LEGHISTI (TRA CUI ANCHE QUALCHE FRATELLINO D’ITALIA), MOSTRANDO TUTTA LA SUA DISILLUSIONE - LA SINTESI DEL SUO RAGIONAMENTO? “NON MI SENTO PIÙ DELLA LEGA, CONSIDERATEMI UN MINISTRO TECNICO…”

donald trump emmanuel macron charles kushner

DAGOREPORT – NEL SUO DELIRIO PSICHIATRICO, DONALD TRUMP STAREBBE PENSANDO DI NON PARTECIPARE AL G7 DI EVIAN, IN FRANCIA, A GIUGNO - SAREBBE UNA RITORSIONE PER L'''AMMONIMENTO'' DATO DAL DETESTATISSIMO MACRON ALL’AMBASCIATORE USA, CHARLES KUSHNER (CHE DEL TYCOON E' IL CONSUOCERO), CHE SE NE FREGA DI FORNIRE SPIEGAZIONI AL MINISTRO DEGLI ESTERI, BARROT, SUI COMMENTI FATTI DA WASHINGTON SULLA MORTE DEL MILITANTE DI DESTRA, QUENTIN DERANQUE - PER LO STESSO MOTIVO ANCHE GIORGIA MELONI, DIMENTICANDO CHE L'ITALIA E' NELL'UE E HA MOLTO DA PERDERE, HA IMBASTITO UNA GUERRA DIPLOMATICA CON MACRON - È UNA COINCIDENZA O C’È UNA STRATEGIA COMUNE TRA LA DUCETTA E TRUMP?