MPS IN PALIO - VENDUTO IL 2,5% A “CLIENTI DELLA BANCA”, DEFILATOSI IL FONDO CLESSIDRA, RESTA IN PISTA EQUINOX DI MANCUSO PER IL 12% DELLA BANCA - PROFUMO SARÀ COSTRETTO DALLA FONDAZIONE A MANDAR GIÙ L’INGRESSO INGOMBRANTE DI MANCUSO, CHE METTERÀ IN OMBRA IL SUO? - DOPO LA NOMINA DEL PRESIDENTE, LA PARTITA SI SPOSTERà SUL CDA: DA UNA PARTE GLI EX DS COL SINDACO CECCUZZI, DALL’ALTRA GLI EX MARGHERITA CON GABRIELLO MANCINI - IN MEZZO I SINDACATI, CUI NON PIACE IL NOME DI PROFUMO, CHE DOMANI FERMERANNO LA BANCA …

1- BMPS: DOMANI DIPENDENTI IN PIAZZA,SABATO ATTESA DECISIONE VERTICE
(AGI) - I dipendenti del Monte dei Paschi scendono in piazza. Quella che e' ritenuta da molti la piu' antica banca del mondo, che nacque per volere delle Magistrature della Repubblica di Siena nel 1472, per un giorno incrocera' le braccia per manifestare, sotto le finestre di Rocca Salimbeni, quartier generale del gruppo, il proprio disappunto nei confronti dell'annunciata politica aziendale di contenimento costi.

La decisione di fermare le attivita' arriva dopo gli incontri tra azienda e sindacati, secondo questi ultimi "non andati a buon fine". Al centro del braccio di ferro le proposte, approvate dal Cda del gruppo e recentemente presentate ai rappresentanti sindacali dal Dg, Fabrizio Viola, che prevedono una riduzione dei costi, in particolare sul fronte del personale. Alla vigilia della manifestazione sono annunciate adesioni da tutta Italia, fanno sapere i sindacati.

Su tutte, pero', fa discutere quella del sindaco, Franco Ceccuzzi, intenzionato a partecipare al corteo di domani. Una presenza 'ingombrante', si dice in citta', soprattutto in considerazione del fatto che il primo cittadino delle contrade del Palio riveste un ruolo strategico nelle vicende della Fondazione Mps, fino ad oggi proprietaria della maggioranza delle azioni della Banca. Spetta difatti al sindaco nominare 8 dei 16 componenti della deputazione generale della Fondazione.

Organismo che decide la composizione della deputazione amministratrice della stessa e che a sua volta stabilisce i componenti di una parte importante del board del Cda della Banca. Lo sciopero cade, forse non a caso, in una settimana cruciale. Nelle prossime ore, la Fondazione sara' chiamata a esprimersi sui candidati alla poltrona di vertice della banca. Da giorni rumors annunciano Alessandro Profumo, l'ex Ceo di Unicredit in sostituzione di Giuseppe Mussari. Una candidatura alla quale Comune e Provincia guardano con favore ma che non piace ai sindacati.


2- MPS È UN PO' MENO SENESE LA FONDAZIONE CEDE IL 2,5% - INCASSO DI 115 MILIONI. LA PARTITA DEI POSTI IN CONSIGLIO
Gianluca Paolucci per "la Stampa"

La Fondazione Montepaschi inizia la discesa nel capitale di Mps. Con una serie di operazioni tra venerdì e ieri infatti l'Ente senese ha alienato il 2,5% del capitale, incassando circa 115 milioni di euro. Ma a Siena non si spengono le tensioni sulla vicenda del riassetto della fondazione, con una dialettica sempre più aspra tra gli enti locali, la banca, l'azionista di maggioranza. Due i punti «caldi»: i potenziali acquirenti della quota del 15,5 per cento che l'ente ha indicato come tetto massimo da cedere e la governance dell'istituto, dal nuovo presidente fino ai posti nel consiglio. In primo piano anche le tensioni con i sindacati legate ad un piano industriale che molti temono comporti uno snellimento della forza lavoro.

La Fondazione, dal canto suo, sta ancora trattando con le banche creditrici la proroga della moratoria sul debito da oltre 900 milioni che scade oggi. L'obiettivo sarebbe di posticipare il tutto al 30 aprile, in modo anche da scavalcare la data dell'assemblea per il rinnovo dei vertici di Mps (27 aprile). La cessione del 2,5% è stata effettuata ai prezzi medi di mercato, ovvero tra i 38 e i 40 centesimi per azione, mentre in Borsa il titolo ha chiuso ieri a quota 0,386 euro (in rialzo dell'1,87%).

Secondo quanto si apprende a comprare sarebbero stati alcuni clienti della banca presieduta da Giuseppe Mussari. Per il resto della quota, la Equinox di Salvatore Mancuso ha ribadito il suo interesse «fino al 12%», mentre Clessidra si sarebbe defilata. Proprio il nome di Mancuso è però poco gradito almeno da una parte dei «soci di riferimento», che temono che Mancuso rappresenti una «testa di ponte» per l'arrivo a Siena di interessi diversi da quelli strettamente localistici che hanno governato l'istituto negli ultimi quindici anni.

Proprio in vista dell'attesa riunione dei soci, sabato è in calendario la riunione della deputazione amministratrice della Fondazione che con ogni probabilità esaminerà la lista dei candidati da presentare per il nuovo Cda. Il nome che circola da tempo come successore di Giuseppe Mussari è quello di Alessandro Profumo, ex ad di UniCredit, sul quale si sarebbe ormai raggiunto un consenso.

Gli altri nomi circolati, dall'ex numero uno della Bpi, Divo Gronchi al numero uno di Lazard in Italia Carlo Salvatori, secondo quanto si apprende non sarebbero più «attuali». Più complessa la partita del consiglio: secondo varie fonti, è qui che si giocherà il vero scontro tra le varie «anime» del Pd senese. Da quella ex Ds che esprime il sindaco, Franco Ceccuzzi, a quella «margheritina» dalla quale proviene invece il presidente della Fondazione, Gabriello Mancini.

Venerdì, sempre a Siena, sfileranno in piazza i dipendenti della banca, per uno sciopero che in queste ore sta cominciando a far sempre più rumore, soprattutto dopo la decisione del sindaco Franco Ceccuzzi, ovvero dell'istituzione che nomina i vertici della Fondazione e quindi della banca, di partecipare alla manifestazione. Scelta accolta con forte stupore da tutti i sindacati.

 

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