satoru iwata -3

NON GIOCO PIÙ - È MORTO SATORU IWATA IL PRESIDENTE DI NINTENDO: 'SUL BIGLIETTO DA VISITA C'È SCRITTO PRESIDENTE, NELLA TESTA SONO UNO SVILUPPATORE DI VIDEOGAME, NEL CUORE SONO UN GIOCATORE' - NEGLI ANNI 2000 RIPORTÒ AL SUCCESSO IL GIGANTE GIAPPONESE, PER POI FARLO AFFONDARE DI NUOVO

Aldo Fresia per www.wired.it

 

satoru iwata  8satoru iwata 8

“Sul mio biglietto da visita c’è scritto che sono presidente d’azienda. Nella mia testa sono uno sviluppatore di videogame. Ma nel mio cuore sono un giocatore”: è la frase utilizzata da Satoru Iwata per aprire il suo intervento alla Game Developers Conference del 2005, ed è la frase più citata nei messaggi sui social network e negli articoli di giornale che omaggiano l’ormai ex presidente di Nintendo, spentosi sabato 11 luglio 2015 all’età di 55 anni, a causa di un tumore al sistema biliare.

 

Per inquadrare questo particolarissimo e amato dirigente, e per provare a capire la sua complessa eredità, bisogna però aggiungere altre parole. Sono quelle tratte da un’intervista rilasciata nel 2004 a GameSpy: “Non sto dicendo che la tecnologia è irrilevante. Ma se ci concentriamo solo sulla tecnologia, allora non avremo successo”.

 

LO STATO DELLE COSE

satoru iwata  7satoru iwata 7

Oggi Nintendo ha emesso un asciutto comunicato stampa col quale annuncia la scomparsa di Iwata e indica una momentanea reggenza affidata a Genyo Takeda e Shigeru Miyamoto.

 

A loro spetta il compito di gestire una fase delicata. L’azienda ha basi economiche solide (500 miliardi di Yen di riserve monetarie), ma da qualche anno non brilla più come un tempo: il 3DS galleggia senza particolari picchi e la Wii U è un cocente fallimento commerciale. In un caso come nell’altro la lineup dei giochi non consente di intravedere significativi cambiamenti di rotta nel futuro prossimo – nonostante titoli come Splatoon, ad esempio, abbiano un loro che.

 

satoru iwata  5satoru iwata 5

Con tutti i distinguo del caso, è una situazione che richiama quella d’inizio anni Duemila, quando Iwata afferra il timone dell’azienda e la conduce verso l’era del DS e della Wii, vale a dire alcuni dei più grandi successi della sua storia.

 

DIVERTIMENTO PER TUTTI

Nato nel 1959 a Sapporo e figlio di un uomo politico, Satoru Iwata si appassiona presto al mondo dei videogiochi e già mentre frequenta il liceo prova a svilupparne di propri in casa. Terminati gli studi entra stabilmente nello staff di HAL Laboratory e partecipa alla realizzazione di Balloon Fight, EarthBound e dei primi Kirby.

 

Da giocatore e da sviluppatore segue un mantra che guiderà anche il suo futuro lavoro a capo di Nintendo: “La ragione primaria dei videogiochi è una e una soltanto: il divertimento. Il divertimento per tutti”, disse alla Game Developers Conference 2006).

 

LE RAGIONI DEL SUCCESSO

satoru iwata  4satoru iwata 4

Quando nel 2002 Iwata diventa presidente di Nintendo, l’azienda ha di fronte un panorama poco entusiasmante: il Gamecube, sua ultima creazione, è un mezzo flop e patisce la concorrenza di PlayStation 2 e Xbox.

 

L’analisi di Iwata è chiara: l’industria dei videogame si sta concentrando sui cosiddetti hardcore gamers e sta puntando moltissimo sulla potenza dell’hardware. È invece necessario ribaltare la prospettiva: includere il massimo numero possibile di giocatori, anche coloro che non trascorreranno mai ore davanti a uno schermo, e fornire loro un’esperienza che sia qualitativamente diversa: in termini di interazione prima di tutto.

 

satoru iwata  2satoru iwata 2

Nascono così il DS (2004) e soprattutto la Wii (2006), che spalancando il mercato delle famiglie e incoraggiando l’interazione fisica tra giocatori supera 100 milioni di console vendute nel mondo. Poco importa che la potenza di calcolo non sia paragonabile a quella della concorrenza. La mossa vincente è puntare sull’interazione fisica con il videogioco, mossa poi copiata da Sony (Move) e Microsoft (Kinect) con esiti tutt’altro che entusiasmanti.

 

LE RAGIONI DELL’INSUCCESSO

Paradossalmente, ciò che decreta il successo degli anni Duemila (l’hardware in secondo piano) decreta anche la crisi che segue. Non è solamente colpa di console poco convincenti, la Wii U su tutte, e di giochi che si appoggiano talvolta con troppa fiducia sul glorioso passato senza inventarsi personaggi e dinamiche nuove.

 

È che Nintendo non ha saputo cogliere un cambiamento significativo del mercato, quello che ha spostato i casual gamer sui dispositivi mobile, telefoni cellulari in primis. Anche in questo caso, non conta la potenza di calcolo: contano l’accessibilità persino per coloro che mai hanno preso in mano un videogame, e la possibilità di effettuare brevi e sporadiche sessioni di gioco, dove e quando ti pare. Certo, manca l’interazione famigliare tipica della Wii, ma in generale pochissimi sentono la necessità di comprare la nuova Wii U o di integrare il parco giochi a disposizione: è insomma un mercato fermo.

 

L’APERTURA AI CELLULARI

Una delle eredità lasciate da Iwata è la decisione di entrare nel mondo dei videogame per smartphone. I dettagli sono ancora da svelare, e per saperne di più dobbiamo attendere il 2016, ma tutto ruota intorno al Project NX. La nuova console Nintendo sembrerebbe progettata per fondere il sistema di intrattenimento casalingo con i dispositivi portatili e sfrutterà la partnership con DeNa, colosso giapponese che si occupa di sviluppo per piattaforme mobile, e-commerce e distribuzione di contenuti online.

satoru iwata  1satoru iwata 1

 

Se questa mossa verrà affiancata da una decisa apertura agli sviluppatori indipendenti, allora potremmo trovarci di fronte a interessanti prospettive. Anche perché portare Mario su mobile risponde a una logica commerciale, ma portarcelo con semplici adattamenti di vecchi titoli sembra una mossa piuttosto miope e poco coraggiosa: serve anche qualcosa di nuovo e innovativo, e da questo punto di vista il mondo indie è all’avanguardia.

 

Del resto, lo stesso Iwata, durante il suo ultimo incontro con gli azionisti, ha detto che “solo una manciata di personaggi possono sopravvivere una, due o tre decadi”. E Mario ha 34 anni.

 

QUALITÀ DELLA VITA

Si tratta dell’altra grande eredità di Iwata: comunicata nel messaggio agli investitori dello scorso anno, preannuncia un qualcosa di ancora poco definito: apparentemente si muoverà al di fuori del segmento videoludico e sarà focalizzato su temi legati alla salute.

 

satoru iwata  6satoru iwata 6

Non sono però escluse interconnessioni, perché l’idea è di “ridefinire l’intrattenimento come qualcosa capace di aumentare la qualità della vita delle persone in modo gradevole. Ciò che Nintendo proverà a fare nei prossimi 10 anni è realizzare una piattaforma di business che aumenti la qualità della vita in modo gradevole”.

 

L’EREDITÀ UMANA

Non è un dettaglio di poco conto, quando parliamo del presidente di un’azienda e dunque del suo volto più importante: Satoru Iwata piaceva alle persone. Il suo modo di ridere, muoversi, parlare lo facevano percepire come uno di noi, uno che quando diceva di sentirsi prima di tutto un giocatore gli credevi.

 

Comunicare in pubblico è qualcosa che si impara, ma la capacità di creare questo tipo di feeling è innata. Ed è impagabile quando diventa una delle finestre principali di un’azienda che fattura milioni. Di qui alle prossime settimane Nintendo, costretta a pensare al dopo Iwata, dovrà tenere conto anche di questo fattore.

satoru iwata  3satoru iwata 3

Ultimi Dagoreport

tommaso cerno lirio abbate sigfrido ranucci giuliano ferrara valter lavitola

DAGOREPORT - SE C'È UN FILO DI CONTINUITÀ NELLA STORIA DELL’ITALIETTA, UN ELEMENTO CHE RIMBALZA DA UN SECOLO ALL'ALTRO, È IL TRASFORMISMO - SE ALL’EPOCA SULLA VOLATILITÀ DI GIULIANO FERRARA SCESE UNA SORTA DI CONDANNA MORALE, OGGI SI VEDONO COSE CHE DIECI ANNI FA SI POTEVANO IMMAGINARE SOLO IN UN FANTAFUMETTO - L'"AMICIZIA FRATERNA" CHE LEGA L’EX GALEOTTO LAVITOLA CON IL GIORNALISTA DI PUNTA DELL’ANTI-POTERE, SIGFRIDO RANUCCI - L’EX DIRETTORE DELL’''ESPRESSO” LIRIO ABBATE CHE È IN ATTESA DI ASSUMERE LA VICE-DIREZIONE DEL ‘’GIORNALE’’, DOVE L’ATTENDE IL ‘’CERNO-BYL’’ DEL TRASFORMISMO: IL GAIO TOMMASINO, NEL BREVE GIRO DI UN LUSTRO, È STATO DIRETTORE DELL’’’ESPRESSO’’, VICEDIRETTORE DI ‘’REPUBBLICA’’, SENATORE PD SOTTO L’ALA DI RENZI, FINO A QUANDO, TRAFITTO DAL RAGGIO DI GIORGIA MELONI, E' PLANATO NELLA STAMPA DI DESTRA - TI BUTTI NELLA VITA DI MARIO ORFEO E SALTA FUORI DI TUTTO: DA CALTAGIRONE ALLA RAI, DA “REPUBBLICA” A LEONARDINO DEL VECCHIO…

sondaggi pagnoncelli meloni salvini vannacci trump

DAGOREPORT - DISGREGARE L’UNIONE EUROPEA, ALIMENTANDO FINANZIARIAMENTE LE FORZE SOVRANISTE EUROPEE, È L’OBIETTIVO DI TRUMP - NEL 2019, ALLA VIGILIA DELLE ELEZIONI EUROPEE, BANNON RISPONDE A UNA MAIL DI EPSTEIN: “SONO CONCENTRATO SOLO SUL RACCOGLIERE FONDI PER LE PEN E SALVINI IN MODO CHE POSSANO CANDIDARSI CON LISTE COMPLETE” - MEZZO MILIARDO DI CONTRIBUTI NON PUBBLICI DI CUI NON SI HA TRACCIA HANNO ARRICCHITO LE CASSE DEL BRITANNICO FARAGE ALLO SPAGNOLO VOX, FINO AI NAZI-TEDESCHI AFD – FINITO A “VAFFA” IL RAPPORTO TRA TRUMP E MELONI, SGRETOLATASI LA LEGA, ENTRA IN CAMPO, CARICO DI MUNIZIONI, IL GENERALE ROBERTINO VANNACCI. E SUBITO IL SUO PARTITO FA IL BOTTO  - “L’AFD ALLEATO CON FUTURO NAZIONALE È LA SCOMMESSA DI BANNON. I PUNTI NEL PROGRAMMA SONO GLI STESSI: REMIGRAZIONE, FINE DEL SOSTEGNO ALL’UCRAINA. PIÙ IN GENERALE: IMPLOSIONE DELL’UNIONE EUROPEA” – E RICICCIA LA DOMANDINA: CHI FINANZIA L’EX PARA’ DELLA FOLGORE?

nicola fratoianni elly schlein vladimir putin gaetano manfredi

DAGOREPORT - CON L'ARMATA BRANCA-MELONI SOTTO SCHIAFFO DEL VANNACCISMO, IL CENTROSINISTRA RIESCE A MOSTRARE SOLO UN CAMPOLARGO SGARRUPATO E PIENO DI BUCHE - LA MANIFESTAZIONE DI NAPOLI HA FATTO INCAZZARE DI BRUTTO ELLY SCHLEIN PER LE INTEMERATE DI FRATOIANNI E DI CONTE CONTRO L'AUMENTO DELLE SPESE PER LA DIFESA: PER I LEADER DI AVS E M5S, DOPO QUATTRO ANNI DI GUERRA, L'EUROPA SI E' INVENTATA LA "MINACCIA PUTIN" - ANCHE IL LANCIO DEL SINDACO DI NAPOLI, GAETANO MANFREDI, COME LEADER DELLA "GAMBA CENTRISTA", HA INFIAMMATO I NEURONI DI ELLY - IL TIMORE DELLA SEGRETARIA CON L’ESKIMO È CHE IL NUOVO AGGREGATO, ANZICHÉ GUIDATO DA PERSONALITÀ NUOVE CAPACI DI ATTIRARE GLI ELETTORI MODERATI, SIA FORMATO DA POLITICI PD, COL RISULTATO DI FARLA PRECIPITARE NEI SONDAGGI...

mario orfeo mirja cartia dasiero theodore kyriakou

DAGOREPORT – PERCHÉ MARIO ORFEO HA DETTO ADDIO A “REPUBBLICA”? DIETRO ALLE DIMISSIONI C’È UNA FRATTURA INSANABILE CON IL NUOVO EDITORE, IL GRECO THEO KYRIAKOU, E LA NUOVA AD, MIRJA CARTIA D’ASERO – “PONGO” SI È OFFESO PERCHÉ I NUOVI PADRONCINI DI LARGO FOCHETTI HANNO DATO MANDATO AI CACCIATORI DI TESTE DI INDIVIDUARE UN PROFILO ADATTO A GUIDARE LA “CNN ITALIANA” CHE SOGNA IL MAGNATE GRECO. MA COME, È STATA LA RAMPOGNA DI ORFEO, IO SONO STATO DIRETTORE DI DUE TG (TG1 E TG3) E DG RAI, E QUELLI MI IGNORANO? SENTITOSI SCAVALCATO IRRIMEDIABILMENTE, ORFEO VOLA TRA LE MUNIFICHE BRACCIA DI LEONARDINO DEL VECCHIO – PER LA “CNN” DI KYRIAKOU DOVREBBE ARRIVARE IL DESTRISSIMO ANDREA PUCCI, ALLA FACCIA DEL CDR SOVIET DI “REP”…

marco bucci gianluigi aponte michele brambilla andrea malaguti il secolo

FLASH! - ALL'INDOMANI DEL VIOLENTO SCAZZO CON QUERELA TRA IL GOVERNATORE DELLA LIGURIA MARCO BUCCI, CHE HA UN'IDEA DELLA LIBERTA' DI STAMPA PARI A QUELLA DI TRUMP, E IL DIRETTORE DEL "SECOLO XIX", MICHELE BRAMBILLA, ANCHE IL RAPPORTO DELL'EDITORE DEL QUOTIDIANO GENOVESE, L'ARMATORE DEI 7 MARI GIANLUIGI APONTE CON IL GOVERNATORE HA COMINCIATO A DECLINARE - PER RISOLVERE LA SITUAZIONE, APONTE HA INCARICATO IL GENERO PIERFRANCESCO VAGO, PRESIDENTE DI MSC CROCIERE, DI PROPORRE LA DIREZIONE ALL'EX DIRETTORE DE "LA STAMPA", ANDREA MALUGUTI (CORTEGGIATO ANCHE DA LEONARDINO DEL VECCHIO PER IL POLO EDITORIALE QN)....