gianluigi gabetti franzo grande stevens

SE NE VA LA TORINO DEI GRANDI VECCHI – GABETTI (91 ANNI) LASCIA LA CARICA DI SOCIO ACCOMANDATARIO DELLA “GIOVANNI AGNELLI & C.”, MENTRE GRANDE STEVENS (87) ESCE DAL CDA DELLA FERRERO – DUE ANNI FA, I DUE FEDELISSIMI DELL'AVVOCATO FURONO SALVATI DALLA PRESCRIZIONE SUL CASO IFIL-EXOR

di Andrea Giacobino per “andreagiacobino.wordpress.com

 

FRANZO GRANDE STEVENS MICHELE BRIAMONTE EZIO MAURO ALLO STADIO FOTO LAPRESSE FRANZO GRANDE STEVENS MICHELE BRIAMONTE EZIO MAURO ALLO STADIO FOTO LAPRESSE

Con passi felpati, in perfetto stile sabaudo, due grandi vecchi della finanza torinese lasciano la plancia di comando di due grandi gruppi piemontesi. Quasi contemporaneamente, infatti, Gianluigi Gabetti ha rassegnato la carica di socio accomandatario della Giovanni Agnelli & C. e Franzo Grande Stevens non è più consigliere d’amministrazione della Ferrero.

 

Gabetti, anzitutto, che è stato per anni il consigliere più ascoltato di Giovanni Agnelli, è uscito dal consiglio dell’accomandita dell’omonima famiglia e dei suoi rami diversi che sta a monte di Exor ed è presieduta da John Elkann. Gabetti, che fu prima vicepresidente e poi presidente proprio della Sapa, non risulta più socio accomandatario da poche settimane del board dove avrebbe dovuto restare in carica fino all’approvazione del bilancio 2015.

Franzo StevensFranzo Stevens

 

Il consiglio degli accomandatari vede oggi così oltre ad Elkann, Alessandro Nasi, Tiberto Brandolini d’Adda, Gianluca Ferrero, Andrea Agnelli, Maria Sole Agnelli e Luca Ferrero de Gubernatis di Ventimiglia, quindi tutti e solo esponenti dei vari rami della dinastia. Gabetti resta comunque ancora azionista della Dicembre, la società semplice di Elkann che possiede il 34% circa dell’accomandita ed è anche consigliere d’amministrazione della Banca del Piemonte che fa capo alla Confienza Partecipazioni della famiglia Venesio. L’accomandita ha recentemente distribuito ai soci un dividendo complessivo di 36,3 milioni di euro che si confronta con i 54,2 milioni erogati nel 2014. La cedola ridotta si spiega alla luce della riduzione dell’utile civilistico che anno su anno è passato dai 151,8 milioni del 2013 ai 105,1 milioni del 2014.

GIANLUIGI GABETTI jpegGIANLUIGI GABETTI jpeg

 

E poi Grande Stevens, “l’avvocato dell’Avvocato” come veniva chiamati anche lui per la grande intimità con Agnelli. L’alto e candido legale di origini napoletane, tuttora presidente onorario della Juventus e già segretario del consiglio dell’accomandita Agnelli, era entrato nel board del gruppo dolciario di Alba, allora guidato da Michele Ferrero, a inizio del 2013. Ne è uscito pochi giorni fa, quando è stato approvato il bilancio chiuso alla fine dello scorso agosto.

 

Gianluigi Gabetti - Copyright PizziGianluigi Gabetti - Copyright PizziMichele Ferrero Michele Ferrero

Esattamente due anni fa la prescrizione aveva salvato i due ex grandi vecchi degli esordi di Elkann alla presidenza del gruppo Agnelli, in veste Grande Stevens di legale della famiglia e Gabetti di ex presidente dell’allora cassaforte Ifil. Erano stai infatti precedentemente condannati dalla corte d’appello di Torino a un anno e quattro mesi di reclusione e 600mila euro di multa: i giudici li avevano riconosciuti colpevoli del reato di aggiotaggio informativo nell’ambito del processo Ifil-Exor. Al centro della vicenda giudiziaria, l’operazione di equity swap che nel 2005 permise alla finanziaria degli Agnelli di mantenere il controllo su Fiat invece di cedere il passo alle banche creditrici per 3 miliardi di euro. Ma la prima sezione penale della Cassazione nel 2013 annullò senza rinvio la sentenza “per intervenuta prescrizione del reato”.

 

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