LO STATO BISCAZZIERE PERDE UN PO’ DI SLOT MACHINE MA NON IL VIZIO - NEL 2016 GLI INCASSI PER L’ERARIO SALITI DEL 31%: GIOCATI QUASI 50 MILIARDI DI EURO - CON LE NUOVE REGOLE VERRANNO RIDOTTE DI UN TERZO LE MACCHINE MANGIA SOLDI, MA CONCENTRATE - LOMBARDIA, LAZIO, VENETO ED EMILIA-ROMAGNA SONO LE REGIONI DOVE SI GIOCA DI PIU’

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Mario Sensini per il Corriere della Sera

 

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Governo, regioni e comuni esultano, l' industria piange, ma le associazioni dei cittadini parlano di occasione persa. Dopo mesi e mesi di trattativa è arrivato finalmente l' accordo sul riordino dei giochi di monopolio tra l' esecutivo, i sindaci e i governatori. Ma, a sorpresa, insieme alla riduzione del 50% di tutti i punti vendita, che si aggiunge al già deciso taglio di un terzo delle slot machine , le Regioni hanno ottenuto di mantenere le loro normative sulla prevenzione delle ludopatie, «se prevedono una tutela maggiore» di quella prevista a livello nazionale.

 

PIER PAOLO BARETTA PIER PAOLO BARETTA

Per l' esecutivo si chiude, e bene, anche nell' ottica della campagna elettorale, un accordo su un tema molto sensibile ed in discussione da lunghissimo tempo: «Un quadro nazionale unico - dice il sottosegretario al Tesoro, Pierpaolo Baretta - che rispetta le autonomie locali». I governatori si dicono soddisfatti, perché possono mantenere in vita le normative più rigide. I sindaci altrettanto, visto che potranno stabilire fasce orarie di chiusura dei punti di gioco e una distanza minima da luoghi come scuole e chiese.

 

Secondo l' industria del settore, in questo modo cade invece la decennale riserva dello Stato sui giochi legali. Con ogni regione che potrà dettare legge in materia sarà difficile per i concessionari partecipare alle nuove gare. «È stato commesso un grave e inspiegabile passo indietro: l' attuale accordo andrà ad accentuare in modo critico la disomogeneità normativa nei territori. Questo accordo non consente una gestione sostenibile del gioco legale in Italia» dice Stefano Zapponini, presidente di Sistema Gioco Italia, associata a Confindustria.

 

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Il mondo delle associazioni impegnate nella battaglia contro il gioco d' azzardo, sottolinea un comunicato della Consulta Antiusura si aspettava invece di più, e il M5S rincara la dose. «Non è stato tolto l' obbligo per le Regioni di tener conto degli investimenti fatti dalle imprese» dice il senatore Giovanni Endrizzi. In effetti quella clausola è rimasta, ma secondo gli operatori del settore (6 mila imprese e 150 mila occupati) tutela solamente le spese già fatte e non gli investimenti futuri, che a questo punto appaiono a rischio.

 

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Nelle sue pieghe l' accordo nasconde una realtà un po' diversa. Intanto le leggi regionali e i regolamenti comunali dovranno «adeguarsi» al quadro già delineato dalla legge di Bilancio, con 10 mila negozi, 5 mila corner e 3 mila sale Bingo: il taglio di un terzo delle oltre 365 mila slot machine ,e del 50% dei punti vendita, sarà dunque concentrato, verosimilmente, nei bar tabacchi e nei generalisti. Le norme locali, poi, dovranno tener conto dell' ubicazione degli investimenti esistenti, consentendo un'«equilibrata distribuzione» del gioco sul territorio nazionale, che non dovrà avere zone slot free o dove sono troppo concentrate. Così come le fasce di interruzione oraria dovranno essere stabilite «d' intesa con l' Agenzia delle Dogane e dei Monopoli».

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Nel 2016 le slot machine hanno raccolto la bellezza di 49,4 miliardi di euro, con una crescita del 2,5% sul 2015, restituendone gran parte, come vincite, ai giocatori. La loro spesa effettiva è stata di 10,2 miliardi di euro, in aumento del 9,6%, mentre le entrate dell' erario sono passate da 4,5 miliardi del 2015 a 5,9 miliardi, con un aumento del 31%. Le slot di nuova generazione hanno distribuito premi per 18,8 miliardi di euro, le cosiddette «Vlt» per 19,5 miliardi. Lombardia, Lazio, Veneto ed Emilia-Romagna sono le Regioni dove si gioca di più.

 

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