diesel gate dieselgate volkswagen

C'È IL TRUCCO E C'È PURE L'INGANNO - TRANQUILLI: SE LA VOLKSWAGEN TRUFFAVA SULLE EMISSIONI CON IL SOFTWARE, LE ALTRE CASE LO FANNO CON SISTEMI PIÙ BANALI, MA ALTRETTANTO EFFICACI - L'INCHIESTA DI ''QUATTRORUOTE'': LA DIFFERENZA TRA I DATI DICHIARATI E REALI È DEL 40% PER VW, MA CI SONO MODELLI FORD E RENAULT ALTRETTANTO SBALLATI

Enrico Artifoni per “il Giornale

 

DIESEL PRIMA PAGINA LIBERATION DIESEL PRIMA PAGINA LIBERATION

Quanto sono attendibili i dati di omologazione relativi ai consumi e alle emissioni inquinanti delle auto in vendita in Italia e nel resto d' Europa? Per niente, o quasi. Perché i test ufficiali si basano su misurazioni che hanno ben poco a che fare con l' esperienza quotidiana di guida di chiunque si metta al volante di una vettura, grande o piccola, pratica o sportiva, lussuosa o economica che sia.

 

Dunque, aldilà dell' utilizzo del software truffaldino da parte di Volkswagen e dei marchi ad essa collegati per far risultare in regola le emissioni di NOx (ossidi di azoto) del motore 2.0 TDI Euro 5, la discrepanza fra il dichiarato e il reale riguarda un po' tutti i modelli di tutte le marche.

 

DIESEL DIESEL

Stando alle rilevazioni di Quattroruote , che al dieselgate ha dedicato un' edizione straordinaria, in media sfiora il 40% per le vetture del gruppo Volkswagen equipaggiate con il motore turbodiesel incriminato, sia per quanto riguarda le emissioni di CO2 sia per i consumi di carburante, e arriva addirittura al 62% per la monovolume Sharan.

 

Ma non sono da meno i modelli di altri costruttori: il mensile ha rilevato, per fare alcuni esempi, uno scostamento dal dichiarato del 58% per la Focus Wagon 1.5 TDCI, del 54% per la Renault Captur 1.5 anch' essa con motore Diesel e del 48% per la Toyota Auris station wagon con alimentazione ibrida. Quattroruote spiega poi nel dettaglio perchè i test sulle emissioni inquinanti non dicono il vero e tutti i trucchi per aggirare le regole.

martin winterkorn   amministratore delegato volkswagenmartin winterkorn amministratore delegato volkswagen

 

Da quando sono nate le normative antinquinamento, quasi mezzo secolo fa, gli esami per verificare se le vetture rispettano i limiti di legge si sono evoluti, ma nella sostanza sono rimasti gli stessi: le auto non corrono su strada, bensì in laboratorio su rulli frenati in modo tale da riprodurre la resistenza all' avanzamento, e chi è al volante accelera, cambia marcia, rallenta e frena secondo uno schema ben definito. Proprio in questo schema sta il problema: nel ciclo di prova europeo, per esempio, l' accelerazione da 0 a 70 km/h deve compiersi in 41 secondi, un tempo esagerato anche per il più tranquillo degli automobilisti, e la velocità massima in autostrada, oltretutto mantenuta per pochi secondi, è di 120 km/h.

 

volkswagen autostadt fabbrica concessionario volkswagen autostadt fabbrica concessionario

A ciò si aggiunge che tutti gli accessori elettrici e il condizionatore - che mangiano energia e quindi incidono su prestazioni, consumi ed emissioni - devono restare spenti, cosa che non avviene praticamente mai nell' utilizzo reale. E sono tollerati vari accorgimenti che permettono di incidere positivamente sul risultato finale: Quattroruote cita, fra l' altro, la disattivazione dell' alternatore, la modifica delle mappature della centralina, l' utilizzo di oli speciali che riducono gli attriti nel motore e nel cambio, il gonfiaggio a pressione più elevata degli pneumatici e l' utilizzo di mescole speciali che riducono la resistenza all' avanzamento, l' allontanamento dai dischi delle pinze dei freni e la copertura delle fessure nella carrozzeria con nastro adesivo.

MERKEL ENTRA IN UNA GOLF ELETTRICA CON WEN JIABAO E WINTERKORN CAPO DI VOLKSWAGENMERKEL ENTRA IN UNA GOLF ELETTRICA CON WEN JIABAO E WINTERKORN CAPO DI VOLKSWAGEN

 

Tanti piccoli aiuti che messi insieme possono dare un grande vantaggio alle Case e lasciano senza difesa i consumatori. Ai quali non rimane che sperare, sull' onda dello scandalo, in una revisione che renda i cicli di omologazione ben più aderenti alla realtà. Ma già si pone un problema: nei test in laboratorio le condizioni ambientali, per quanto ricreate artificialmente, sono uguali per tutti e controllabili con precisione, mentre su strada possono variare e anche di molto, a seconda delle condizioni meteo, dell' asfalto, dei percorsi e del traffico. E poi va risolta la questione dell' armonizzazione su scala globale dei parametri.

volkswagenvolkswagen

 

Altrimenti, come accade oggi, lo stesso modello con il medesimo motore che una Casa automobilistica commercializza nei principali mercati di tutto il mondo può risultare in regola in Europa, ma non negli Stati Uniti o in Cina e viceversa. E proprio l' esigenza di trovare compromessi accettabili, soprattutto in termini di costi, può portare al ricorso a pericolose scorciatoie, come sembra sia successo nel caso di Volkswagen.

Ultimi Dagoreport

giorgia meloni carlo calenda

FLASH – CARLO CALENDA UN GIORNO PENDE DI QUA, L’ALTRO DI LÀ. MA COSA PENSANO GLI ELETTORI DI “AZIONE” DI UN’EVENTUALE ALLEANZA CON LA MELONI? TUTTO IL MALE POSSIBILE: IL “TERMOMETRO” TRA GLI “AZIONISTI” NON APPREZZA L'IPOTESI. ANCHE PER QUESTO CARLETTO, ALL’EVENTO DI FORZA ITALIA DI DOMENICA, È ANDATO ALL’ATTACCO DI SALVINI: “NON POSSO STARE CON CHI RICEVE NAZISTI E COCAINOMANI” (RIFERIMENTO ALL’ESTREMISTA INGLESE TOMMY ROBINSON) – IL PRECEDENTE DELLE MARCHE: ALLE REGIONALI DI SETTEMBRE, CALENDA APRÌ A UN ACCORDO CON IL MAL-DESTRO ACQUAROLI, PER POI LASCIARE LIBERTÀ “D’AZIONE” AI SUOI CHE NON NE VOLEVANO SAPERE...

donald trump peter thiel mark zuckerberg sam altman ice minneapolis

IL NERVOSISMO È ALLE STELLE TRA I CAPOCCIONI E I PAPERONI DI BIG TECH: MENTRE ASSISTONO INERMI ALLE VIOLENZE DI MINNEAPOLIS (SOLO SAM ALTMAN E POCHI ALTRI HANNO AVUTO LE PALLE DI PRENDERE POSIZIONE), SONO MOLTO PREOCCUPATI. A TEDIARE LE LORO GIORNATE NON È IL DESTINO DELL'AMERICA, MA QUELLO DEL LORO PORTAFOGLI. A IMPENSIERIRLI PIÙ DI TUTTO È LO SCAZZO TRA USA E UE E IL PROGRESSIVO ALLONTANAMENTO DELL'EUROPA, CHE ORMAI GUARDA ALLA CINA COME NUOVO "PADRONE" – CHE SUCCEDEREBBE SE L’UE DECIDESSE DI FAR PAGARE FINALMENTE LE TASSE AI VARI ZUCKERBERG, BEZOS, GOOGLE, IMPONENDO ALL’IRLANDA DI ADEGUARE LA PROPRIA POLITICA FISCALE A QUELLA DEGLI ALTRI PAESI UE? – COME AVRÀ PRESO DONALD TRUMP IL VIAGGIO DI PETER THIEL NELLA FRANCIA DEL “NEMICO” EMMANUEL MACRON? SPOILER: MALISSIMO…

viktor orban giorgia meloni santiago abascal matteo salvini

FLASH – GIORGIA MELONI SI SAREBBE MOLTO PENTITA DELLA SUA PARTECIPAZIONE ALL’IMBARAZZANTE SPOTTONE PER LA CAMPAGNA ELETTORALE DI VIKTOR ORBAN, INSIEME A UN’ALLEGRA BRIGATA DI POST-NAZISTI E PUZZONI DI TUTTA EUROPA – OLTRE AD ESSERSI BRUCIATA IN UN MINUTO MESI DI SFORZI PER SEMBRARE AFFIDABILE ED EUROPEISTA, LA SORA GIORGIA POTREBBE AVER FATTO MALE I CONTI: PER LA PRIMA VOLTA DA ANNI, I SONDAGGI PER IL “VIKTATOR” UNGHERESE NON SONO BUONI - IL PARTITO DEL SUO EX DELFINO, PETER MAGYAR, È IN VANTAGGIO (I GIOVANI UNGHERESI NON TOLLERANO PIÙ IL PUTINISMO DEL PREMIER, SEMPRE PIÙ IN MODALITÀ RAGAZZO PON-PON DEL CREMLINO)

zelensky beltrame meloni putin

FLASH – CHI E PERCHÉ HA FATTO USCIRE IL DISPACCIO DELL’AMBASCIATORE “LEGHISTA” A MOSCA, STEFANO BELTRAME, RISERVATO AI DIPLOMATICI, IN CUI SI ESPRIMEVANO LE PERPLESSITÀ ITALIANE SULLE NUOVE SANZIONI ALLA RUSSIA, CON TANTO DI STAFFILATA ALL’ALTO RAPPRESENTANTE UE, KAJA KALLAS (“IL CREMLINO NON LA RICONOSCE COME INTERLOCUTRICE”)? NON SONO STATI I RUSSI, MA QUALCUNO DALL'ITALIA. EBBENE: CHI HA VOLUTO FARE UN DISPETTUCCIO A GIORGIA MELONI, CHE CI TIENE TANTO A MOSTRARSI TRA LE PIÙ STRENUE ALLEATE DI KIEV? -  PICCOLO REMINDER: BELTRAME, EX CONSIGLIERE DIPLOMATICO DI SALVINI AI TEMPI DEL VIMINALE, NELL’OTTOBRE DEL 2018 ORGANIZZÒ IL VIAGGIO DI SALVINI A MOSCA, AI TEMPI DELL’HOTEL METROPOL…

 donald trump ursula von der leyen xi jinping

DAGOREPORT – TRUMP SCHIFA L'EUROPA? E QUEL VOLPONE DI XI JINPING VUOLE USARLA PER FAR ZOMPARE L'ECONOMIA AMERICANA - IL PRESIDENTE CINESE HA FATTO UNA PROPOSTA “INDECENTE” ALLA COMMISSIONE EUROPEA DI URSULA VON DER LEYEN: “COMINCIAMO AD AVERE RAPPORTI ECONOMICI IN EURO”. TRADOTTO: LASCIATE PERDERE IL VECCHIO DOLLARO COME VALUTA DI RISERVA MONDIALE – XI SOFFIA SUL FUOCO: L’UE È IL PRIMO DETENTORE DEL DEBITO AMERICANO, PERTANTO HA IN MANO LE SORTI DELLA VALUTA USA (E QUINDI DELLA SUA ECONOMIA)

grande fratello vip pier silvio berlusconi alfonso signorini fabrizio corona ilary blasi

FERMI TUTTI: IL “GRANDE FRATELLO VIP” 2026 SÌ FARÀ - PIER SILVIO BERLUSCONI NON HA ALCUNA INTENZIONE DI DARLA VINTA A FABRIZIO CORONA NÉ TANTOMENO DI SCENDERE A COMPROMESSI: IL REALITY TORNERÀ IN ONDA, CON OGNI PROBABILITÀ, CON LA CONDUZIONE DI ILARY BLASI. IN RISERVA, RESTA IL NOME DI VERONICA GENTILI CHE, NELLA PASSATA STAGIONE, HA CONDOTTO CON MEDIOCRE FORTUNA L’“ISOLA DEI FAMOSI” – IN ENDEMOL, CASA DI PRODUZIONE DEL REALITY, C’È STATO UN AUDIT INTERNO PER FARE CHIAREZZA SUL TANTO VAGHEGGIATO "CASO SIGNORINI", E SUI METODI DI SELEZIONE DEI VARI CAST DELLE PASSATE EDIZIONI, NON RILEVANDO ALCUNA "CRITICITÀ" - RESTA IN PIEDI IL PIANO GIUDIZIARIO: LO STOP IMPOSTO ALLA PUNTATA DI OGGI DI “FALSISSIMO” SUL CASO SIGNORINI È UNA SBERLA PER CORONA CHE…