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TUTTA LA VERITÀ SU RYANAIR - UN EX PILOTA: ‘ECCO PERCHÉ HO LASCIATO LA COMPAGNIA E PERCHÉ I GIOVANI ABBANDONANO L’ITALIA. ORA GUADAGNO 5 VOLTE TANTO’ - UNO ANCORA IN SERVIZIO: ‘MACCHÉ FERIE, IL PROBLEMA È CHE 700 MIEI COLLEGHI SONO SCAPPATI. NON CI DANNO NEANCHE L’ACQUA A BORDO, NON CI ASSUMONO E CHI PUÒ SE NE VA’’

1. «PERCHÉ HO LASCIATO RYANAIR E PERCHÉ I GIOVANI ABBANDONANO L’ITALIA»

Lettera di Adriano Ingrosso, pilota comandante di Xiamen Air, al ‘Sole 24 Ore

 

 

Sono un comandante (giovane, alla soglia dei 30 anni) ex Ryanair, impiegato nel sud-est della Cina da inizio anno con stipendio quintuplicato.

RYANAIRRYANAIR

Scrivo questa lettera perché è evidente che quello che sta succedendo in quell’azienda è un buon indicatore di cosa potrebbe accadere fra qualche anno in Italia.

I cittadini giovani, così come i dipendenti Ryanair non hanno fatto molto rumore negli ultimi anni. Non sono scesi in piazza, non hanno protestato. Hanno peró fatto una cosa molto più radicale e grave: hanno votato con i piedi.

 

Un esodo silenzioso, sottovalutato e sminuito da chi è al potere (vedi il governo italiano con i giovani o l’amministratore delegato di Ryanair O’Leary con i piloti). Problema ignorato fino alla crisi della settimana scorsa, quando le operazioni e la credibilità aziendale sono state compromesse in modo grave.

 

Ci sono due modi per rimpiazzare un comandante:

1) Assumere un dipendente, addestrarlo da zero e poi fare in modo di trattenerlo in azienda offrendo condizioni adeguate ai competitor.

2) Attirare con delle buone condizioni lavorative e contrattuali un comandante già in carriera (quindi qualcuno con minimo 7 anni di volo e studio alle spalle, nella maggior parte dei casi 15 anni o più).

 

Una mattina si sveglieranno i pochi rimasti in Italia e si accorgeranno che i conti non tornano.

michael o leary all assemblea degli azionisti ryanairmichael o leary all assemblea degli azionisti ryanair

I laureati e i diplomati che sono costati allo stato miliardi di euro non saranno rimpiazzabili da stranieri (che sono ben felici di andare a fare le vacanze in Italia, un pó meno di affittarsi casa nella capitale dove i mezzi pubblici sono inefficenti, le buche un rischio mortale e l'80% delle persone non capisce l'inglese).

 

Si cercherà quindi di far tornare in patria gli italiani emigrati.

In due modi: quello soft, introducendo sgravi fiscali per i rimpatriati ( come già ha fatto lo stato italiano in passato e come sta facendo la Ryanair adesso dando un bonus di importo ridicolo per assumere o trattenere in azienda i piloti).

 

Peccato che la politica dei bonus sia precaria perché ha solo un effetto temporaneo, e comunque chi emigra difficilmente ritorna. Specialmente dopo aver sperimentato come si sta nelle nazioni concorrenti: strade senza buche, servizi efficenti, giustizia sociale, tribunali funzionanti, buoni stipendi e la maggiore possibilità di ottenere la pensione nei 192 paesi su 195 che hanno un debito pubblico in rapporto col Pil inferiore all' Italia.

 

Ci sarà anche quello coattivo: cosí come in Eritrea e Usa verrà considerata la tassazione universale dei redditi prodotti all'estero dai cittadini Italiani residenti Aire (buona fortuna per l'incasso).

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I giovani sono irrilevanti politicamente vista la loro inferiorità numerica (e quindi numero di voti), ma escluderli dal processo decisionale e favorire gli altri non sará la soluzione.

Come abbiamo finalmente visto, un sistema (aziendale o paese) può essere messo in ginocchio proprio dalla parte debole, anche senza che essa abbia combattuto in modo convenzionale.

 

Prima di aggiornare i manuali sulla teoria dei giochi con questa eventualità della “primavera invisibile”, consiglierei di affrontare il problema.

I nati dal 1975 in poi non hanno quasi nessuna responsabilità nella creazione del debito abnorme che ha garantito un benessere (economicamente insostenibile e quindi fasullo) alle generazioni precedenti, a scapito di quelle successive.

 

Attenzione: bisogna trattare bene i pochi giovani coraggiosi che sono rimasti (ormai ci vuole più coraggio per restare che per andarsene), altrimenti sarete costretti a ripagarvi da soli quel debito.

 

 

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2. UN PILOTA RACCONTA L’INFERNO RYANAIR: ‘MACCHÉ FERIE, MANCANO I PILOTI: 700 SONO GIÀ SCAPPATI ALLA CONCORRENZA’

Estratto dall’articolo di Alberto Marzocchi per https://it.businessinsider.com/esclusivo-un-pilota-racconta-linferno-ryanair-macche-ferie-i-piloti-scappano-in-cerca-di-condizioni-piu-umane/

 

“L’acqua. Le altre compagnie te la offrono insieme al cibo. A noi niente. Io mi devo portare la bottiglietta da casa. E se la finisco in volo, sono costretto a comprarmela dal carrello degli assistenti di volo, a tre euro”.

 

michael o leary ryanairmichael o leary ryanair

(...)

 

Un primo ufficiale – che chiameremo Andrea, per garantirne l’anonimato – ha spiegato a Business Insider Italia come funziona

 

(...)

 

 

Andrea lavora in Ryanair da un anno e mezzo ed è di base in uno degli 86 aeroporti europei della compagnia low cost. Ha frequentato un’accademia aeronautica (...), poi il colloquio di lavoro in Irlanda e il corso di abilitazione (a spese proprie, per la modica cifra di 29.500 euro) per portare uno dei 427 Boeing 737 del vettore irlandese.

 

La maggior parte dei piloti non è dipendente: si tratta, di fatto, di liberi professionisti che si raggruppano in piccole società e che prestano il proprio servizio a Ryanair. Alla fine vengono pagati in base alle ore di volo effettuate. Andrea è uno di questi.

maria pilota Ryanairmaria pilota Ryanair

 

“Il mercato dell’aviazione è in forte crescita – ci spiega – e negli ultimi dieci anni non è mai stato così aperto. Molte compagnie hanno bisogno di piloti con esperienza e li vanno a cercare proprio in Ryanair, che è la più grande d’Europa. Il punto è che Ryanair non fa nulla per trattenerli e le altre compagnie offrono condizioni migliori: dallo stipendio ai diritti su malattie e riposi, dai benefit alla possibilità di fare carriera”.

 

(...)

 

Quindi non è vero, (...) che la cancellazione dei voli (...) è dovuta a una cattiva gestione delle ferie dei piloti?

“La verità è che Ryanair ci sta facendo girare le palle con questa storia, perché scarica su di noi la responsabilità di quello che sta accadendo. Le ferie non sono mai state un problema. Il problema, in realtà, è che mancano piloti”.

 

(…)

 

michael  o leary michael o leary

 

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