mazzoncini renzi

VIAGGIANO COME BESTIE, MA SALVANO IL BILANCIO DELLE FS – L’AUMENTO DEI BIGLIETTI DEI PENDOLARI MIGLIORA I CONTI DEL RENZIANO MAZZONCINI. E NEL 2021 CRESCERANNO DI UN ALTRO 20% - STIMATO IN UN PUNTO DI PIL (1,7 MILIARDI) IL CAOS DEI RITARDI

 

Umberto Mancini per “il Messaggero

 

delrio mazzoncini

Un punto di Pil, cioè 1,7 miliardi. Una cifra rilevante che fotografa il costo annuale per il sistema Paese del malfunzionamento dei treni regionali in Italia. Un danno economico che non ha paragoni in Europa. Causato dalle non poche inefficienze di una gestione, quella che fa capo all' amministratore delegato delle Fs Renato Mazzoncini, più attenta alle mosse della concorrenza sull' Alta Velocità, dove i disagi sono limitati, che al buon funzionamento dei convogli regionali, quelli che trasportano ogni giorno 3 milioni di pendolari.

 

Una cifra alla quale quest' anno andrà aggiunto il grave danno del caos-neve a Termini, costato secondo alcune valutazioni non meno di 400 milioni.

 

I DETTAGLI DEL VULNUS

TRENI BLOCCATI DAL FREDDO E NEVE 2

Il calcolo del vulnus per le aziende e i viaggiatori lo hanno fatto le associazioni dei pendolari raggruppate in Assoutenti che fanno notare come a fronte di un peggioramento del servizio, soprattutto nelle ore di punta, ci sia paradossalmente un fiume di risorse pubbliche incassate dalle Ferrovie. Si tratta dei contratti di servizio stipulati dalla controllata di Fs Trenitalia con le Regioni. Contratti che stabiliscono gli incrementi tariffari per i cittadini e, di converso, anche i costi per gli enti locali che sussidiano le Ferrovie dello Stato.

 

I sindacati fanno notare che molto spesso proprio le Regioni non sanno che pesci prendere quando si trovano di fronte alle proposte delle Fs, perché non conoscono nel dettaglio i costi standard affrontati da chi offre il servizio e quindi non sanno come e fin dove trattare sul prezzo. Di certo in questa contrattazione le Fs, che godono di una posizione dominante e che guardano con sospetto anche la concorrenza sul territorio, non ci perdono visto che gli ultimi dati relativi a questo tipo di servizio non sono affatto negativi.

 

TRENI BLOCCATI DAL FREDDO E NEVE

Analizzando il bilancio 2016 di Trenitalia, si nota come il servizio passeggeri regionale abbia chiuso con un margine operativo lordo in aumento del 9,2%, passando da 718 milioni nel 2015 a 784 milioni nel 2016. «Tutto ciò grazie essenzialmente all' aumento dei ricavi da prestazioni», cioè dei ricavi a valere sui contratti di servizio.

 

LA CORSA AI RINNOVI

E in prospettiva il trend non sembra cambiare. Un esempio è il contratto di servizio con Trenitalia rinnovato a gennaio con la Liguria: di durata allungata a 10 anni (più altri 5) dai 6 precedenti, gli aumenti tariffari del 20% sono previsti dal 2021-2022. Ebbene , il flusso di cassa per le Fs vale vale 1 miliardo. «Il servizio - dicono Enrico Pallavicini, coordinatore di Assoutenti e il presidente Furio Truzzi - non è purtroppo migliorato, i treni sono obsoleti e i ritardi si sono cronicizzati».

treni in stazione

 

Anche qui si aspetta con ansia l' arrivo in servizio dei nuovi convogli previsto per la fine dell' anno ma che era stato promesso molto tempo fa. Un problema che riguarda tutte le Regioni, specialmente le meridionali, stressate per anni da una cura durissima a base di tagli dei servizi e aumenti contestuali dei biglietti. Complice, va detto, anche una politica dei trasporti nazionale che non ha favorito il ferro, ma alla quale la gestione Mazzoncini non ha saputo opporre efficaci alternative.

 

TRENITALIA

Due numeri, al di là delle problematiche legate alla manutenzione, sintetizzano i disagi dei pendolari: solo 7 anni fa erano in circolazione il 6,5% dei treni regionali in più e il 20% di Intercity. Un taglio grave che mette in luce una politica aziendale più impegnata a diversificare fuori dal territorio che a concentrarsi sulle questioni aperte in casa propria.

 

Eppure, spiega Pendolaria nel suo rapporto, il gap tra tagli ai servizi e aumenti dei biglietti è evidente. Basti segnalare che in Emilia Romagna nel periodo 2010-2017 i primi si sono ridotti del 3,8% mentre le tariffe sono cresciute del 19,1%; in Ligura tagli dell' 8,1% e un aumento che sfiora, sempre in 7 anni, il 49%. Non va meglio in Sicilia, Sardegna. Lazio o Umbria.

TRENITALIA MEME

Ultimi Dagoreport

giorgia meloni carlo calenda

FLASH – CARLO CALENDA UN GIORNO PENDE DI QUA, L’ALTRO DI LÀ. MA COSA PENSANO GLI ELETTORI DI “AZIONE” DI UN’EVENTUALE ALLEANZA CON LA MELONI? TUTTO IL MALE POSSIBILE: IL “TERMOMETRO” TRA GLI “AZIONISTI” NON APPREZZA L'IPOTESI. ANCHE PER QUESTO CARLETTO, ALL’EVENTO DI FORZA ITALIA DI DOMENICA, È ANDATO ALL’ATTACCO DI SALVINI: “NON POSSO STARE CON CHI RICEVE NAZISTI E COCAINOMANI” (RIFERIMENTO ALL’ESTREMISTA INGLESE TOMMY ROBINSON) – IL PRECEDENTE DELLE MARCHE: ALLE REGIONALI DI SETTEMBRE, CALENDA APRÌ A UN ACCORDO CON IL MAL-DESTRO ACQUAROLI, PER POI LASCIARE LIBERTÀ “D’AZIONE” AI SUOI CHE NON NE VOLEVANO SAPERE...

donald trump peter thiel mark zuckerberg sam altman ice minneapolis

IL NERVOSISMO È ALLE STELLE TRA I CAPOCCIONI E I PAPERONI DI BIG TECH: MENTRE ASSISTONO INERMI ALLE VIOLENZE DI MINNEAPOLIS (SOLO SAM ALTMAN E POCHI ALTRI HANNO AVUTO LE PALLE DI PRENDERE POSIZIONE), SONO MOLTO PREOCCUPATI. A TEDIARE LE LORO GIORNATE NON È IL DESTINO DELL'AMERICA, MA QUELLO DEL LORO PORTAFOGLI. A IMPENSIERIRLI PIÙ DI TUTTO È LO SCAZZO TRA USA E UE E IL PROGRESSIVO ALLONTANAMENTO DELL'EUROPA, CHE ORMAI GUARDA ALLA CINA COME NUOVO "PADRONE" – CHE SUCCEDEREBBE SE L’UE DECIDESSE DI FAR PAGARE FINALMENTE LE TASSE AI VARI ZUCKERBERG, BEZOS, GOOGLE, IMPONENDO ALL’IRLANDA DI ADEGUARE LA PROPRIA POLITICA FISCALE A QUELLA DEGLI ALTRI PAESI UE? – COME AVRÀ PRESO DONALD TRUMP IL VIAGGIO DI PETER THIEL NELLA FRANCIA DEL “NEMICO” EMMANUEL MACRON? SPOILER: MALISSIMO…

viktor orban giorgia meloni santiago abascal matteo salvini

FLASH – GIORGIA MELONI SI SAREBBE MOLTO PENTITA DELLA SUA PARTECIPAZIONE ALL’IMBARAZZANTE SPOTTONE PER LA CAMPAGNA ELETTORALE DI VIKTOR ORBAN, INSIEME A UN’ALLEGRA BRIGATA DI POST-NAZISTI E PUZZONI DI TUTTA EUROPA – OLTRE AD ESSERSI BRUCIATA IN UN MINUTO MESI DI SFORZI PER SEMBRARE AFFIDABILE ED EUROPEISTA, LA SORA GIORGIA POTREBBE AVER FATTO MALE I CONTI: PER LA PRIMA VOLTA DA ANNI, I SONDAGGI PER IL “VIKTATOR” UNGHERESE NON SONO BUONI - IL PARTITO DEL SUO EX DELFINO, PETER MAGYAR, È IN VANTAGGIO (I GIOVANI UNGHERESI NON TOLLERANO PIÙ IL PUTINISMO DEL PREMIER, SEMPRE PIÙ IN MODALITÀ RAGAZZO PON-PON DEL CREMLINO)

zelensky beltrame meloni putin

FLASH – CHI E PERCHÉ HA FATTO USCIRE IL DISPACCIO DELL’AMBASCIATORE “LEGHISTA” A MOSCA, STEFANO BELTRAME, RISERVATO AI DIPLOMATICI, IN CUI SI ESPRIMEVANO LE PERPLESSITÀ ITALIANE SULLE NUOVE SANZIONI ALLA RUSSIA, CON TANTO DI STAFFILATA ALL’ALTO RAPPRESENTANTE UE, KAJA KALLAS (“IL CREMLINO NON LA RICONOSCE COME INTERLOCUTRICE”)? NON SONO STATI I RUSSI, MA QUALCUNO DALL'ITALIA. EBBENE: CHI HA VOLUTO FARE UN DISPETTUCCIO A GIORGIA MELONI, CHE CI TIENE TANTO A MOSTRARSI TRA LE PIÙ STRENUE ALLEATE DI KIEV? -  PICCOLO REMINDER: BELTRAME, EX CONSIGLIERE DIPLOMATICO DI SALVINI AI TEMPI DEL VIMINALE, NELL’OTTOBRE DEL 2018 ORGANIZZÒ IL VIAGGIO DI SALVINI A MOSCA, AI TEMPI DELL’HOTEL METROPOL…

 donald trump ursula von der leyen xi jinping

DAGOREPORT – TRUMP SCHIFA L'EUROPA? E QUEL VOLPONE DI XI JINPING VUOLE USARLA PER FAR ZOMPARE L'ECONOMIA AMERICANA - IL PRESIDENTE CINESE HA FATTO UNA PROPOSTA “INDECENTE” ALLA COMMISSIONE EUROPEA DI URSULA VON DER LEYEN: “COMINCIAMO AD AVERE RAPPORTI ECONOMICI IN EURO”. TRADOTTO: LASCIATE PERDERE IL VECCHIO DOLLARO COME VALUTA DI RISERVA MONDIALE – XI SOFFIA SUL FUOCO: L’UE È IL PRIMO DETENTORE DEL DEBITO AMERICANO, PERTANTO HA IN MANO LE SORTI DELLA VALUTA USA (E QUINDI DELLA SUA ECONOMIA)

grande fratello vip pier silvio berlusconi alfonso signorini fabrizio corona ilary blasi

FERMI TUTTI: IL “GRANDE FRATELLO VIP” 2026 SÌ FARÀ - PIER SILVIO BERLUSCONI NON HA ALCUNA INTENZIONE DI DARLA VINTA A FABRIZIO CORONA NÉ TANTOMENO DI SCENDERE A COMPROMESSI: IL REALITY TORNERÀ IN ONDA, CON OGNI PROBABILITÀ, CON LA CONDUZIONE DI ILARY BLASI. IN RISERVA, RESTA IL NOME DI VERONICA GENTILI CHE, NELLA PASSATA STAGIONE, HA CONDOTTO CON MEDIOCRE FORTUNA L’“ISOLA DEI FAMOSI” – IN ENDEMOL, CASA DI PRODUZIONE DEL REALITY, C’È STATO UN AUDIT INTERNO PER FARE CHIAREZZA SUL TANTO VAGHEGGIATO "CASO SIGNORINI", E SUI METODI DI SELEZIONE DEI VARI CAST DELLE PASSATE EDIZIONI, NON RILEVANDO ALCUNA "CRITICITÀ" - RESTA IN PIEDI IL PIANO GIUDIZIARIO: LO STOP IMPOSTO ALLA PUNTATA DI OGGI DI “FALSISSIMO” SUL CASO SIGNORINI È UNA SBERLA PER CORONA CHE…