1- CON I TRE POLPETTONI BONDAGE “50 SFUMATURE” ESPOSTI NEGLI AUTOGRILL E SOTTO L’OMBRELLONE SENZA VERGOGNA, LO SDOGANAMENTO DEL PORNO È COMPLETATO 2- UN TEMPO ERA RELEGATO AGLI ADEPTI, NASCOSTI PRIMA NELLE SALE A LUCI ROSSE E POI SU YOUPORN; OGGI IL PORNO È MAINSTREAM, DALLA LETTERATURA AL CINEMA, DALLA FILOSOFIA ALLA MODA. MA IL PRIMATO è DELL’ARTE CONTEMPORANEA 3- DALLE FOTO DI MAN RAY A INIZIO ‘900, PASSANDO PER LE SCOPATE DI KOONS E CICCIOLINA (1990), FOTOGRAFI E ARTISTI HANNO SPOGLIATO, PENETRATO E LEGATO. FINO AI ‘SEX BOOKS’ DELLA SNOBISSIMA TASCHEN: BONDAGE DI ARAKI E I GAY DI TOM OF FINLAND 4- PREPARATEVI A UNA STAGIONE CINEMATOGRAFICA RICCA DI “PORNO INTELLOS”: LARS VON TRIER, “SNUFF” BASATO SU “GANG BANG” DI PALAHNIUK, BRET EASTON ELLIS CHE LAVORA A “THE CANYONS”: METÀ ATTORI DA HOLLYWOOD, METÀ DALL’HARD

Luca Beatrice per "il Giornale"

All'inizio dell'estate faceva capolino nelle edicole, dopo qualche settimana eccolo impilato in bella vista negli autogrill ed esposto senza vergogna sotto l'ombrellone manco fosse l'ultimo erede di Va dove ti porta il cuore.

È il porno-seller 2012 diventato un caso più sociale che letterario, rivelatore di qualcosa che forse sapevamo già: alle donne piace l'hard. Così E.L James e la sua trilogia grigio-rosso-nera hanno liberato la legge del desiderio attraverso la parola scritta, talvolta più esplicita dell'immagine.

Un tempo tutto ciò era relegato a un pubblico nascosto di adepti, dalle sale a luci rosse ai siti web come youporn; oggi invece siamo al porno mainstream, sdoganato in diversi linguaggi, dalla letteratura al cinema, dalla filosofia alla moda (ricercatissimi i Sex Toys firmati Sonia Rykiel) fino all'arte contemporanea che anzi su tali questioni era giunta in anticipo. Fin dall'inizio del Novecento, a esempio, con alcune foto di Man Ray che lasciavano davvero poco spazio all'immaginazione.

Di «porno intellos» saranno ricche le prossime stagioni cinematografiche: dopo Melancholia Lars von Trier sta compiendo un altro deciso passo nell'hard, esplicitando le passioni sessuali di Charlotte Gainsbourg ne La ninfomane. Ciò che distingue un film porno da un film erotico è che nel primo caso le scene di sesso esplicito devono superare il 70 per cento del girato totale, quindi come nelle sequenze di paura nell'horror la trama passa in secondo piano.

Dovrebbe accadere qualcosa del genere in Snuff di Fabien Martorell, tratto dal romanzo Gang Bang di Chuck Palahniuk, autore ai massimi livelli della letteratura americana eppure assolutamente pornofilo almeno quanto Bret Easton Ellis, il quale sta lavorando alla sceneggiatura di The Canyons per Paul Schrader, dove si annuncia metà cast hollywoodiano (protagonista femminile sarà Lindsay Lohan) e metà di autentici professionisti dell'hard.

Rispetto al tempo in cui Rocco Siffredi veniva elogiato da Catherine Breillat per la sua recitazione in Romance come un'icona del cinema contemporaneo, oppure a quando l'ex direttrice di Art Press Catherine Millet pubblicava il suo romanzo di acrobazie sessuali, oggi siamo passati dall'atteggiamento snobistico di considerare il porno oggetto di culto al pieno diritto di cittadinanza di tale «non genere» nella creatività commerciale. L'arte, come si diceva, è arrivata ben prima, anticipando il fenomeno di oltre un ventennio, dalle acrobazie della coppia Koons-Cicciolina al «ritrovamento» del quadro manifesto L'origine du monde di Gustave Courbet (1866), sottratto alla visione pubblica fino al 1988 dopo che era stato proprietà di Jacques Lacan.

Persino l'arte più concettuale e pruriginosa non rinuncia alla rappresentazione dei corpi al lavoro; il progetto Destricted ha messo insieme sette autori per altrettanti video dai contenuti espliciti (Matthew Barney, Larry Clark, Marina Abramovic...). Molto intellettualistico: promette molto mantiene poco.

Accontenta eccome il pubblico colto e voyeur la proposta editoriale di Taschen, che accanto al prestigioso catalogo di arte contemporanea ha dato il via a una sezione di sex books in cui compaiono, abilmente mixati, il maestro giapponese del bondage Araki e l'icona gay Tom of Finland, il fotografo di moda Terry Richardson e la sua ossessione per la fellatio con la prima porno diva nera Vanessa Del Rio. Né si considera più una stranezza trovare nelle gallerie e nei musei artisti che indagano la materia, da Jeff Burton, frequentatore abituale del backstage dei porno homosex a Timothy Greenfield-Sanders, fotografo ufficiale dei potenti d'America, che ha ritratto, vestiti e nudi, i divi hard.

La filosofia contemporanea tenta di spiegare il successo di questo nuovo fenomeno di massa. Cruciale, secondo molti, è stato il web: la facilità d'accesso ai contenuti pornografici ha favorito il loro dilagare e, alla fine, il loro approdo in tutti i media commerciali. Diffusione per contagio, diciamo così. Simone Regazzoni, autore nel 2010 di Pornosophia, un libro che gli costò il posto all'Università Cattolica, spiega che quando «un genere di culto incontra la cultura di massa può entrare nei circuiti della distribuzione popolare.

Prima l'arte, poi i videoclip (dai Prodigy a Madonna), quindi il cinema diventano territori di contaminazione tra alto e basso facilitati in questo caso dall'alto potenziale antinarrativo di un "non genere" come il porno». E il fenomeno E.L James? «Il porno chic ha una storia lunga che risale agli anni Settanta con Histoire d'O, film tratto dall'omonimo romanzo della francese Dominique Aury datato 1954. È il lato oscuro della cultura di massa, il porno attrae più del calcio, perché, diceva Freud, dove c'è un tabù c'è un desiderio».

Un ampio dossier sul fenomeno dello sdognamento del porno si può trovare nell'ultimo numero della rivista «Duellanti», con particolare riferimento alla cinematografia. All'estero, da anni esiste una bibliografia ampia sull'argomento. Ecco qualche titolo. «Hard Core: Power, Pleasure and the "Frenzy of the visible"» (1999) di Linda Williams riconduce la tendenza agli anni Settanta.

La Williams è anche autrice di «Porn Studies» (2004) in cui analizza le pratiche sessuali dal punto di vista culturale, fondando di fatto una corrente di studi che porta il nome del suo saggio. Brian McNair in «Striptease culture: sex, media and the democratization of desire» (2002) ha parlato di «pornificazione del mainstream». In Italia si segnala «Il porno espanso. Dal cinema ai nuovi media» (Mimesis, 2011) a cura di Enrico Biasin, Vanna Maina, Federico Zecca.

 

Cicciolina e Koons MAN RAY BONDAGE ANNI TRENTA COURBET L ORIGINE DEL MONDO jpegBONDAGE D AUTORE BY ARAKI PROGETTO DESTRICTED Timothy Greenfield Sanders RITRAE I DIVI DEL PORNO jpegTOM OF FINLAND Jeff Koons e Cicciolina scopano LADY GAGA PER TERRY RICHARDSONterry richardsonGang BangCharlotte-Gainsbourg-E WILLEM DAFOECHARLOTTE GAINSBOURG IN ANTICHRIST DI LARS VON TRIERrichardson terry foto

Ultimi Dagoreport

donald trump giorgia meloni ixe sondaggio

DAGOREPORT - CHE COSA SI PROVA A DIVENTARE “GIORGIA CHI?”, DOPO ESSERE STATA CARAMELLATA DI SALAMELECCHI E LECCA-LECCA DA DONALD TRUMP, CHE LA INCORONÒ LEADER "ECCEZIONALE", "FANTASTICA", "PIENA DI ENERGIA’’ E ANCHE "BELLISSIMA"? - BRUTTO COLPO, VERO, SCOPRIRE CHE IL PRIMO DEMENTE AMERICANO SE NE FOTTE DELLA “PONTIERA” TRA USA E UE CHE SI È SBATTUTA COME MOULINEX CONTRO I LEADER EUROPEI IN DIFESA DEL TRUMPISMO, E ORA NON RACCATTA NEMMENO UN FACCIA A FACCIA DI CINQUE MINUTI, COME È SUCCESSO AL FORUM DI DAVOS? - CHISSÀ CHE EFFETTO HA FATTO IERI A PALAZZO CHIGI LEGGERE SUL QUEL “CORRIERE DELLA SERA” CHE HA SEMPRE PETTINATO LE BAMBOLE DELL’ARMATA BRANCA-MELONI, IL DURISSIMO EDITORIALE DI UN CONSERVATORE DOC COME MARIO MONTI - CERTO, PER TOGLIERE LA MASCHERA ALL’INSOSTENIBILE GRANDE BLUFF DELLA “GIORGIA DEI DUE MONDI”, C’È VOLUTO UN ANNO DI ''CRIMINALITÀ'' DI TRUMP MA, SI SA, IL TEMPO È GALANTUOMO, I NODI ALLA FINE ARRIVANO AL PETTINE E LE CONSEGUENZE, A PARTIRE DAL REFERENDUM SULLA GIUSTIZIA DI FINE MARZO, POTREBBERO ESSERE MOLTO AMARE TRASFORMANDO IL ''NO'' ALL'UNICA RIFORMA DEL GOVERNO IN UN "NO" AL LEGAME DI MELONI CON LA DERIVA FASCIO-AUTORITARIA DI TRUMP... 

tommaso cerno barbara d'urso durso d urso francesca chaouqui annamaria bernardini de pace

FLASH – IERI SERA GRAN RADUNO DI PARTY-GIANI ALLA CASA MILANESE DI TOMMASO CERNO, PER CELEBRARE IL 51ESIMO COMPLEANNO DEL DIRETTORE DEL “GIORNALE” – NON SI SONO VISTI POLITICI, AD ECCEZIONE DI LICIA RONZULLI. IN COMPENSO ERANO PRESENTI L’AVVOCATESSA ANNAMARIA BERNARDINI DE PACE E L’EX “PAPESSA” FRANCESCA IMMACOLATA CHAOUQUI. A RUBARE LA SCENA A TUTTE, PERÒ C’HA PENSATO UNA SFAVILLANTE BARBARA D’URSO STRETTA IN UN ABITINO DI DOLCE E GABBANA: “BARBARELLA” AVREBBE DELIZIATO I PRESENTI ANNUNCIANDO CHE, DOPO FABRIZIO CORONA, ANCHE LEI TIRERÀ FUORI QUALCHE VECCHIA MAGAGNA…

giorgia meloni carlo calenda

FLASH – CARLO CALENDA UN GIORNO PENDE DI QUA, L’ALTRO DI LÀ. MA COSA PENSANO GLI ELETTORI DI “AZIONE” DI UN’EVENTUALE ALLEANZA CON LA MELONI? TUTTO IL MALE POSSIBILE: IL “TERMOMETRO” TRA GLI “AZIONISTI” NON APPREZZA L'IPOTESI. ANCHE PER QUESTO CARLETTO, ALL’EVENTO DI FORZA ITALIA DI DOMENICA, È ANDATO ALL’ATTACCO DI SALVINI: “NON POSSO STARE CON CHI RICEVE NAZISTI E COCAINOMANI” (RIFERIMENTO ALL’ESTREMISTA INGLESE TOMMY ROBINSON) – IL PRECEDENTE DELLE MARCHE: ALLE REGIONALI DI SETTEMBRE, CALENDA APRÌ A UN ACCORDO CON IL MAL-DESTRO ACQUAROLI, PER POI LASCIARE LIBERTÀ “D’AZIONE” AI SUOI CHE NON NE VOLEVANO SAPERE...

donald trump peter thiel mark zuckerberg sam altman ice minneapolis

DAGOREPORT – IL NERVOSISMO È ALLE STELLE TRA I CAPOCCIONI E I PAPERONI DI BIG TECH: MENTRE ASSISTONO INERMI ALLE VIOLENZE DI MINNEAPOLIS (SOLO SAM ALTMAN E POCHI ALTRI HANNO AVUTO LE PALLE DI PRENDERE POSIZIONE), SONO MOLTO PREOCCUPATI. A TEDIARE LE LORO GIORNATE NON È IL DESTINO DELL'AMERICA, MA QUELLO DEL LORO PORTAFOGLI. A IMPENSIERIRLI PIÙ DI TUTTO È LO SCAZZO TRA USA E UE E IL PROGRESSIVO ALLONTANAMENTO DELL'EUROPA, CHE ORMAI GUARDA ALLA CINA COME NUOVO "PADRONE" – CHE SUCCEDEREBBE SE L’UE DECIDESSE DI FAR PAGARE FINALMENTE LE TASSE AI VARI ZUCKERBERG, BEZOS, GOOGLE, IMPONENDO ALL’IRLANDA DI ADEGUARE LA PROPRIA POLITICA FISCALE A QUELLA DEGLI ALTRI PAESI UE? – COME AVRÀ PRESO DONALD TRUMP IL VIAGGIO DI PETER THIEL NELLA FRANCIA DEL “NEMICO” EMMANUEL MACRON? SPOILER: MALISSIMO…

viktor orban giorgia meloni santiago abascal matteo salvini

FLASH – GIORGIA MELONI SI SAREBBE MOLTO PENTITA DELLA SUA PARTECIPAZIONE ALL’IMBARAZZANTE SPOTTONE PER LA CAMPAGNA ELETTORALE DI VIKTOR ORBAN, INSIEME A UN’ALLEGRA BRIGATA DI POST-NAZISTI E PUZZONI DI TUTTA EUROPA – OLTRE AD ESSERSI BRUCIATA IN UN MINUTO MESI DI SFORZI PER SEMBRARE AFFIDABILE ED EUROPEISTA, LA SORA GIORGIA POTREBBE AVER FATTO MALE I CONTI: PER LA PRIMA VOLTA DA ANNI, I SONDAGGI PER IL “VIKTATOR” UNGHERESE NON SONO BUONI - IL PARTITO DEL SUO EX DELFINO, PETER MAGYAR, È IN VANTAGGIO (I GIOVANI UNGHERESI NON TOLLERANO PIÙ IL PUTINISMO DEL PREMIER, SEMPRE PIÙ IN MODALITÀ RAGAZZO PON-PON DEL CREMLINO)

zelensky beltrame meloni putin

FLASH – CHI E PERCHÉ HA FATTO USCIRE IL DISPACCIO DELL’AMBASCIATORE “LEGHISTA” A MOSCA, STEFANO BELTRAME, RISERVATO AI DIPLOMATICI, IN CUI SI ESPRIMEVANO LE PERPLESSITÀ ITALIANE SULLE NUOVE SANZIONI ALLA RUSSIA, CON TANTO DI STAFFILATA ALL’ALTO RAPPRESENTANTE UE, KAJA KALLAS (“IL CREMLINO NON LA RICONOSCE COME INTERLOCUTRICE”)? NON SONO STATI I RUSSI, MA QUALCUNO DALL'ITALIA. EBBENE: CHI HA VOLUTO FARE UN DISPETTUCCIO A GIORGIA MELONI, CHE CI TIENE TANTO A MOSTRARSI TRA LE PIÙ STRENUE ALLEATE DI KIEV? -  PICCOLO REMINDER: BELTRAME, EX CONSIGLIERE DIPLOMATICO DI SALVINI AI TEMPI DEL VIMINALE, NELL’OTTOBRE DEL 2018 ORGANIZZÒ IL VIAGGIO DI SALVINI A MOSCA, AI TEMPI DELL’HOTEL METROPOL…