2018capalbio premio capalbio

QUANDO DAGO PROFANO' CAPALBIO, LA FU PICCOLA ATENE DELLA INTELLIGHENZIA DELLA SINISTRA - 2018, PREMIATO PER “DAGO IN THE SKY”, ASCOLTA BASITO UN FURIOSO FURIO COLOMBO PER I MIGRANTI OSTAGGIO DELLA NAVE DICIOTTI. DAGO REPLICA: “MA VOI CON CHE CORAGGIO VI INDIGNATE SE PROPRIO QUI, A CAPALBIO L’ANNO SCORSO VI SIETE RIFIUTATI DI ACCOGLIERE LA MISERIA DI 50 MIGRANTI?” - VIDEO-CULT

VIDEO INTEGRALE

Foto di Enzo Russo per Dagospia

 

DAGOREPORT - ARTICOLO DEL 28 AGOSTO 2018

veltroni, bellumori e marramao

 

Correre dietro all'intellighenzia italica non ha mai fatto male a nessuno. E' raggiungerla nella fu Piccola Atene di Capalbio, per ritirare una targa-premio, che è pericoloso. Crudele, sadica, devastante in città; una volta raggiunta l’Ultima Spiaggia diventa anche narcisista, nervosa e intrattabile. Normalmente, a ferragosto, riesce a vincere il premio "Sigmund Freud-Gad Lerner", come miglior nevrotico non protagonista dell'anno.

platea del premio capalbio

 

Nei vicoli di Capalbio, sabato pomeriggio (tramonto molto metaforico, grigio leghista, con nuvole gonfie e fulmini politici imminenti), niente avrebbe lasciato suppore che quella tranquilla serata sarebbe stata turbata da uno scandalo degenere.

 

Gli ultimi esemplari radical-chic contesi da Luxor e dalla Valle dei Templi e da ciò che resta del Pd - anche se Renzi, fosse dipeso da lui, li avrebbe rottamati volentieri già cinque anni fa - con la pelle pazientemente grigliata all’Ultima Spiaggia (ormai più conveniente comprare un monolocale a Brera o piazza di Spagna, che affittarci un lettino con l’ombrellone) entrano in piazza Magenta per il tradizionale sabba di fine estate trasformato, da sette anni, in Premio Capalbio - premiati preferibilmente scelti tra chi possiede villa o casale nel raggio di venti chilometri, diciamo fino al Monte Argentario, Ansedonia: e quindi quest’anno uno dei prescelti è stato Giuliano Amato.

premiati sul palcomirella serri, damilano e bellumori

 

Colpo d’occhio: molti ottantenni, qualche novantenne, in platea il più giovane è il cinquantenne Matteo Fabiani, figlio di Fabiano, ex gran boiardo di Stato, come si diceva una volta, e con Asor Rosa e qualche altro tra i fondatori di quest’enclave del socialismo finalmente realizzato citando Bobbio e stappando Dom Perignon.

 

luigi coldagelli

Assente Chicco Testa, anche se uno che gli somiglia - ma imbolsito e tenuto a distanza dalle ragazze - è stato avvistato mentre s’aggirava nella penombra d’un festone ferragostano tra i boschi (in questi festoni giurano compaia spesso anche l’inossidabile Barbara D’Urso, sfoggiando un paio di shorts in tela mimetica di due taglie più piccoli). I paparazzi segnalano il ritorno di Melania Rizzoli, in formissima e potente assessore della giunta regionale lombarda.

melania rizzoli e marco damilano

 

Nella platea i nobili signori del posto (dai Caracciolo ai Pietromarchi) si mescolano democraticamente con gli indigeni in un’atmosfera di letizia gravida di attese. Infatti deve essere premiato il santo protettore dei radical chic, Valter-Ego Veltroni. Un momento semplice e commovente, con il lider abbronzato e alla mano come sempre che accetta il riconoscimento per il libro “Quando”, clandestino ai più, e tutta la platea si riconosce in lui.

 

damilano premiato

Batteria dei premiati, in prima fila: da Veltronal al direttore dell’Espresso Marco Damilano, da Lia Migale al pallido vice-direttore del Corriere della Sera Federico Fubini con il suo sorriso "psyco" alla Anthony Perkins, dal pianista Giovanni Allevi dotato di una selva di boccoli asfaltati di nero-pece al traballante Giovanni Maria Flick (la cronista combattente di Repubblica Federica Angeli, assente, ha spedito un certificato medico).

melania rizzoli

 

Il premio a Flick per il libro “Elogio della Costituzione”, edizioni Paoline, lo consegna il filosofo in calore Giacomo Marramao: ma, appena Marramao inizia a spiegare le motivazioni, il Xanax viene sconfitto. Poi sul palco sale il presidente della giuria Furio Colombo e invece di spiegare cosa gli è piaciuto del libro del pallido Fubini - “La maestra e la camorrista”, Mondadori - dice cosa non gli piace di Salvini e di come è stata gestita tutta la vicenda degli immigrati sequestrati sulla nave Diciotti, a Catania, richiamando il governo alle sue criminose responsabilità.

marco damilano

 

Molti tra i proprietari terrieri di quell’oasi ideologica ascoltano con le lacrime agli occhi quegli appelli alla rivolta quando, probabilmente per un errore del computer, viene chiamato sul palco Roberto D’Agostino.

 

Si sono ricordati di premiare il responsabile di questo disgraziatissimo sito dopo aver scoperto che è l’autore di “Dago in the Sky”, il magazine su arte e innovazione tecnologica in onda per Sky Arte HD. Un viaggio tra la fine del medioevo analogico e il nuovo Rinascimento digitale, senza paletti, senza recinti, tra informazione, tecnologia, belle arti, orizzonti solo apparentemente impossibili.

 

marramao e amato

I più sensibili si sono accorti che qualcosa non va quando è arrivato nerovestito e tatuato con un cappellaccio nero calcato in testa, ma hanno pensato: se anche lui è qui vuol dire che è dei nostri. Invece appena salito su quel palco onorato da tanti nomi illustri del Pd, quell’ingrato nerovestito e in ciabatte prima toglie ogni illusione al pubblico spiegando che il loro mondo è caduto sotto i colpi di Instagram, di Facebook, di Vimeo, di Pinterest e di Google, facendo vibrare d’orrore le chiome canute. Poi, all’improvviso, il faccione tondo del sindaco Luigi Bellumori diventa pallido. Barcolla, sugli unici tacchi da 16 centimetri della piazza, anche la presentatrice Eleonora Daniele. Che sta dicendo Dago?

flick e bellumori

 

Sentite qua.

 

flick e marramao

“E ora però vorrei dirvi anche un altro paio di cosine… La prima è questa: premesso che Salvini non piace neppure a me, un tipino che è maleducato anche quando sta zitto, ma voi con che coraggio vi indignate per la sorte riservata a quei profughi disperati su quella nave giù a Catania se qui, proprio qui, l’anno scorso vi siete rifiutati di accogliere nientemeno cinquanta migranti?”.

 

fermento in platea

Gelo sulla piazza. A quel punto Furio Colombo, che dal giorno prima lanciava roventi richiami alla lotta dura contro quel governo migranticida viene colto da una mezza crisi isterica e urla dalla prima fila: “Questa è una fake news!”. Allora Dago invece di inchinarsi davanti a quel vegliardo che ha lottato per tanti anni a fianco di Gianni Agnelli e di Alain Elkann ha avuto un diabolico scatto: “Quella fake news l’ha pubblicata il tuo giornale, il Fatto! Non potevi scriverlo a Travaglio che era una bufala?”.

eleonara daniele e bellumori

 

Mentre il povero Colombo annaspa tra le sue contraddizioni, lasciando capire che lui una notizia del genere non l’avrebbe mai pubblicata, quel blasfemo di Dago incalza spietatamente la platea smarrita. Quei bravi vecchietti, dopo tanti anni di lotta nelle loro tenute, non avrebbero mai pensato di dovere sentire cose del genere.

 

eliana miglio e peppe scaraffia

“Ah, e poi: alzate il ditino dell’indignazione sulla Diciotti e quel trucido di Salvini ma nemmeno una parola è stata spesa sulla strage di Genova: 43 morti, centinaia di feriti e oltre 600 sfollati solo perché Autostrade per l’Italia della famiglia Benetton ha dimenticato anni e anni di avvisi che il viadotto era a pezzi. Non solo: perché abbiamo dovuto aspettare 4 giorni prima di riuscire a leggere su “Repubblica” e il “Corriere” il nome di Benetton, quella cara famiglia che ogni anno sgancia sui giornali 60 milioni di inserzioni pubblicitarie? I tapini scrivevano: Atlantia. Ma cos’è Atlantia, una fiaba, un nuovo film di di Walt Disney?”.

 

daniele, fubini e colombo

A quel punto Dago ha smarrito ogni senso del limite .“E sì, certo… vi vedo un po’ storditi… vi fa male ascoltare certe cose, eh? Beh, allora vi dico pure che è davvero curioso che qui, davanti a Capalbio, l’Italia sia come spezzata. Ci sono autostrade ovunque ma qui, esattamente qui, voi siete riusciti a non far stendere la minima striscia di asfalto… una botta di arroganza assoluta solo perché vi dava fastidio, vi rovinava il panorama dalle vostre ville? Massì, siamo tutti bravi a fare i froci col sederino degli altri”.

 

daniele e fubini

Intanto, sparsi nella platea attonita, alcuni loschi individui applaudivano freneticamente Dago. Veltroni guardava attonito quel simbolo di un mondo volgare che aveva fatto irruzione in quella valle dorata. Forse si chiedeva che ne era stato del suo regno, forse tornava agli anni beati in cui il suo pupillo Baricco regnava incontrastato sulla cultura italiana.

 

daniele, dago, serri

Meno male che a quel punto il sindaco gaga’ Bellumori, inguainato in un severo abito scuro con pochette bianca, interviene per bloccare quella pericolosa deriva spiegando che non tollera comizi su quel palco. Chiarito quel fatto, è passato alla cosa più importante. Ha una richiesta da fare a Dago.

 

daniele e dago

Tutti si aspettano una richiesta di maggiore spazio ai profughi della Diciotti, quando il primo cittadino ha umilmente spiegato che le foto in cui veniva ritratto su Dagospia non lo soddisfacevano: “Sul sito escono sempre foto mie mentre mangio! Sempre con la bocca aperta!”. A quel punto Dago l’ha abbracciato confortandolo con parole di speranza: “Tu sei un bell’uomo anche con la bocca aperta...”. Ormai la tensione si sta sciogliendo e mentre Dago scende dal palco che ha usurpato sale quel genio con il gatto nero in testa di Allevi tra gli applausi del pubblico entusiasta di dimenticare quel momento di smarrimento.

 

 

Ultimi Dagoreport

vladimir putin donald trump volodymyr zelensky

FLASH! – QUANDO LE COSE GIRANO SUL PEGGIO, INTERVENGONO I SERVIZI SEGRETI - IL BENINFORMATO CAPO DELLA CIA, JOHN RATCLIFFE, SAREBBE VOLATO A MOSCA, SECONDO RUMORS DI WASHINGTON, PER CONSEGNARE UN DURO AVVERTIMENTO ALLA CRICCA DI PUTIN, FINITA IN UN CUL DE SAC NEL CONFLITTO UCRAINO – CARO VLADIMIR, UN'EVENTUALE ESCALATION CON USO DI ARMI NUCLEARI TATTICHE, CAPACI DI DISTRUGGERE KM DI TERRITORIO UCRAINO, È UNA LINEA ASSOLUTAMENTE DA NON OLTREPASSARE: GLI STATI UNITI NON STAREBBERO CON LE MANI IN MANO… 

kyriakou pier silvio berlusconi enrico mentana crippa fedele confalonieri mediaset urbano cairo marina

DAGOREPORT - RITORNA A CASA, LESSO! SI ACCAVALLANO LE VOCI CHE LA PROSSIMA DESTINAZIONE DI ENRICO MENTANA SIA QUELLA DI PADRONE SUPREMO DI TUTTA L’INFORMAZIONE MEDIASET - RUOLO CHE DAL 1998 RICOPRE IL FEDELISSIMO “FELDMARESCIALLO” DI FEDELE CONFALONIERI, MAURO CRIPPA, ARTEFICE MAGICO DEL “RETEQUATTRISMO” DEI DEL DEBBIO-PORRO-GIORDANO-SALLUSTI CHE HA APPARECCHIATO L’AVANZATA POPULISTA DI SALVINI E POI IL MELONISMO SENZA LIMITISMO - CHE PIER SILVIO (E LA SORELLA SUPERIORE MARINA) ABBIA LE PALLE IN SATURAZIONE DEL “CRIPPISMO ALLA FIAMMA” SI ERA BEN CAPITO DALLO SBARCO SU RETE4 DI BIANCA BERLINGUER, POI DI TOMMASO LABATE E INFINE DI MILO INFANTE CHE, OLTRE A CONDURRE DUE PROGRAMMI, E' NOMINATO CONDIRETTORE DELLA “STANZA DEI BOTTONI” DEL CRIPPA-PENSIERO, VIDEONEWS - L’IPOTESI MENTANA È STATA ACCOLTA DALLA CRICCA DI CRIPPA OVVIAMENTE MALE, MALISSIMO, CONOSCENDO ALTRESÌ BENE IL CARATTERINO DI CHICCO. E GIRANO A MEZZA VOCE BATTUTINE DEL TIPO: ‘’PIER SILVIO MANDA IN PENSIONE IL 67ENNE CRIPPA PER SOSTITUIRLO CON MENTANA, PENSIONATO DI 71 ANNI...’’

sigfrido ranucci valter lavitola giampaolo rossi

DAGOREPORT - MARTEDÌ PROSSIMO CALERÀ IL SIPARIO SU RANUCCI: A OTTOBRE, QUANDO RITORNERÀ IN ONDA “REPORT”, L’AMICO FRATERNO” DI WALTERINO LAVITOLA NON SARÀ PIÙ ALLA CONDUZIONE - IN SEGUITO ALLE VERIFICHE INTERNE (“AUDIT) SUL RISPETTO DEL CODICE ETICO DELLA RAI E IN ATTESA DELLE DECISIONI DEGLI INQUIRENTI E DEI MAGISTRATI SULLA MA-LAVITOLA ALLE VONGOLE SGUSCIATE, L'AMMINISTRATORE DELEGATO GIAMPAOLO ROSSI COMUNICHERÀ A RANUCCI IL CAMBIO DI CONDUZIONE (SOSTITUZIONE CHE È NEL PIENO DIRITTO DELLE PROCEDURE AZIENDALI) - QUINDI, A DISPETTO DI QUANTO PIÙ VOLTE SCRITTO, IL DIPENDENTE RAI RANUCCI SIGFRIDO NON VERRÀ ASSOLUTAMENTE “SOSPESO” DAL RUOLO DI VICE-DIRETTORE, IL SUO STIPENDIO CORRERÀ TRANQUILLO COME OGNI MESE, MA VERRÀ SPOSTATO DAL RESPONSABILE DEI PROGRAMMI DI APPROFONDIMENTO, PAOLO CORSINI, AD ALTRI IMPORTANTI INCARICHI - FINE DEL PRIMO TEMPO....

giorgia meloni e primo ministro etiope abiy ahmed sem fabrizi

DAGOREPORT – COME SI È ARRIVATI AL CLAMOROSO SCAZZO DIPLOMATICO CON L’ETIOPIA? BISOGNA TORNARE AL 2024, QUANDO IL PREMIER DI ADDIS ABEBA, ABIY AHMED, AIUTA GIORGIA MELONI A CONVINCERE L’UNIONE AFRICANA A FIRMARE IL PIANO MATTEI. GLI ALTRI LEADER DEL CONTINENTE NERO ERANO SCETTICI (EUFEMISMO) E AHMED TIRA FUORI DAL CILINDRO IL COINVOLGIMENTO DELL’UE – SOLO CHE IL GOVERNO ETIOPE SI ASPETTAVA QUALCHE “VANTAGGIO” CHE, EVIDENTEMENTE, NON È ARRIVATO. RISULTATO? LA “RITORSIONE” CONTRO SEM FABRIZI, OTTIMO AMBASCIATORE, CHE DOPO DIECI MESI È STATO RICHIAMATO IN ITALIA PER EVITARE L’UMILIAZIONE DI ESSERE DICHIARATO “PERSONA NON GRATA"

ceuta migranti spagna francia pedro sanchez giorgia meloni emmanuel macron

FLASH – IN POCHI SOTTOLINEANO QUALI SONO GLI UNICI DUE GRANDI PAESI DELL’UE A NON ACCODARSI AI “RESPINGIMENTI” DEI DUBLINANTI VERSO L’ITALIA: FRANCIA E SPAGNA – MACRON E SANCHEZ SE LA RIDONO DI FRONTE ALLE DIFFICOLTÀ DI GIORGIA MELONI, E MOSTRANO ORGOGLIOSAMENTE MA SENZA PUBBLICIZZARLA LA LORO POSIZIONE: NOI SIAMO PER L’ACCOGLIENZA, NON RIMANDIAMO INDIETRO NESSUNO, ANCHE SE POTREMMO. UNA MOSSA POLITICA CHE MANDA FUORI GIRI GLI OTOLITI DELLA “SIRENETTA DEL COLLE OPPIO”

giorgia meloni antonio tajani matteo salvini

DAGOREPORT – I FRANCHI-TIRATORI PER IL “MELONELLUM” INIZIANO A ESSERE TANTI, FORSE TROPPI – SE LA LEGA VA DRITTA VERSO LA RESA DEI CONTI, ANCHE FORZA ITALIA È IN TUMULTO - DOPO LA “FRONDA” DELLE DONNE, GUIDATE DALLA BERLUSCHINA DEBORAH BERGAMINI, SU PREFERENZE E PARITÀ DI GENERE, ORA È IL MINISTRO DELLA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE, PAOLO ZANGRILLO, A INCAZZARSI CON TAJANI PER IL MANCATO COINVOLGIMENTO NELL’INIZIATIVA ANTI-BUROCRAZIA DEL PARTITO – IL GUAIO PIÙ GROSSO PER LA DUCETTA, PERÒ, RESTA QUEL CARTOCCIO DEL CARROCCIO: CON IL 6% CHE GLI ATTRIBUISCONO I SONDAGGI (DI CUI QUASI LA METÀ “CONTROLLATO” DAI GOVERNATORI DEL NORD), LE TRUPPE DEL PARTITO DI SALVINI SI SGONFIERANNO. DEGLI ATTUALI 95 TRA DEPUTATI E SENATORI, E SARÀ UN MIRACOLO SE RESTERANNO UNA TRENTINA - IN CASO DI VITTORIA DEL CENTROSINISTRA, LA SITUAZIONE POTREBBE ESSERE ANCORA PEGGIORE: DUE LEGHISTI SU TRE RISCHIANO DI NON ESSERE RIELETTI - CHISSA' COSA SUCCEDERA' A SETTEMBRE, QUANDO ALLA CAMERA I DEPUTATI DI LEGA E DI FORZA ITALIA (MA ANCHE FRANGE DI FDI) SARANNO CHIAMATI A VOTARE (CON SCRUTINIO SEGRETO) LA NUOVA LEGGE ELETTORALE, UNICA RIFORMA RIMASTA IN PIEDI DEL GOVERNO MELONI....