CAFONALINO - “CAMUSSO? UNA SQUINZIA DELL’ANTIBERLUSCONISMO” - L’ELEFANTINO FERRARA CARICA A TESTA BASSA: “LA SCOLARETTA DELLA CGIL PREGA IL PRESIDE MONTI DI NON ROVINARLE LA FESTA PER LA LIBERAZIONE DA BERLUSCONI. UNA BATTUTA DEGNA DEL POLLAIO GIORNALISTICO DI SERIE B - LA CAMUSSO HA PERSO TUTTO QUELLO CHE C’ERA DA PERDERE: FIAT, OCCUPAZIONE, PENSIONI. ADESSO DOVRÀ INCASSARE TAGLI ALLA SANITÀ, ESUBERI E CONTRATTI AZIENDALI CHE FANNO DELLA CGIL UN FOSSILE DA MUSEO”...

Foto di Umberto Pizzi da Zagarolo

1 - LANDINI: MARCHIONNE NON VUOLE CONDIZIONAMENTI DA GOVERNO...
(ANSA) - "Il messaggio vero di Marchionne è rivolto al governo". E quanto ha affermato il segretario generale della Fiom, Maurizio Landini, commentando le dichiarazione fatte in questi giorni dall'ad della Fiat, Sergio Marchionne e in particolare la frase 'nessuno condizioni la Fiat'. "Vuole continuare a non rispondere a nessuno di quello fa", ha sottolineato Landini sempre con riferimento all'ad del Lingotto, a margine della presentazione del suo libro 'Cambiare la fabbrica per cambiare il mondo'.

"Gli investimenti e la politica industriali non sono problemi della Fiom sono un problema di questo paese", ha spiegato il leader dei metalmeccanici della Cgil. "Sarebbe utile che il governo convocasse un tavolo - ha aggiunto - per conoscere la politica industriale e definire gli investimenti". Inoltre, ha evidenziato, "in questo Paese le libertà sindacali sono un diritto Costituzionale che non può essere lasciato in mano a Marchionne".

2 - CAMUSSO, BASTA PENSARE LINGOTTO SIA A CENTRO DI TUTTO
(ANSA) - Il segretario generale della Cgil, Susanna Camusso, ha sottolineato che "bisognerebbe smettere di pensare che Fiat sia al centro di tutto ciò che succede". E ha aggiunto, con riferimento all'amministratore delegato del Lingotto, Sergio Marchionne: "Penso che si siano cose più interessanti di questo signore che annuncia a puntate che vuole andarsene da questo Paese".

Nel corso della presentazione del libro 'Cambiare la fabbrica per cambiare il mondo' di Maurizio Landini, Camusso ha evidenziato come la Fiat sia diventata "un'ossessione" anche per il segretario generale della Fiom. Inoltre, parlando sempre di Fiat, della "vertenza sindacale che dura un anno e mezzo" ha spiegato: "Se la conclusione della vicenda sarà l'esclusione della Fiom, quindi della Cgil, dalle fabbriche della Fiat sarà una sconfitta". Anche se magari, ha aggiunto, "sarà vissuta come una eroica resistenza, dal punto di vista della presenza della fabbrica, della rappresentanza sindacale, sarà una sconfitta".

3 - LA SCOLARETTA DELLA CGIL CHE PREGA IL PRESIDE DI NON ROVINARLE LA FESTA...
Giuliano Ferrara per "il Foglio"

Questa Susanna Camusso è veramente perversa, nella sua frivolezza. Ha chiesto a Monti di non rovinarle la festa per la caduta di Berlusconi. Proprio così. Una battuta degna del pollaio giornalistico di serie B, una robina per squinzie dell'antiberlusconismo militante e mediocre. Una cosa che neanche lo sgomitante e trafelato Curzio Maltese, non dico un principe del cazzeggio nobile come Michele Serra.

La Camusso fa parte del pattuglione di baroni della Repubblica e del popolo bue che ha bevuto come un nettare la fuga di Berlusconi, o il suo "gesto di responsabilità" se preferite, poi ha ingurgitato come i bambini buoni la purga del presidente che fa senatore il preside, il governo tecnico al buio del programma, senza democrazia elettorale, senza una scelta discussa nel paese.

Ora, in coda davanti all'ufficio del preside, la scolaretta della Cgil ha ancora il fiato per fare dell'umorismo, per sentirsi invitata a un party antitirannico, la Camusso, proprio lei, la capa della Cgil erede di Di Vittorio, di Novella, di Lama, ora alla testa com'è di un popolo di pensionati e di lavoratori che si beccano sul groppone una favolosa stangata fiscale, previdenziale e sanitaria, oltre al resto. La Camusso ha perso tutto quel che c'era da perdere in tempi recenti.

La battaglia della Fiat, dove Marchionne ha preso a decidere da solo con il consenso dei lavoratori e contro la minoranza di blocco della Fiom-Cgil. Quella dell'occupazione, che è stata risolta sulla linea Treu-Biagi-Maroni-Sacconi con un allargamento della base occupazionale detto "precariato" dagli imbecilli, e che ora verrà ulteriormente corretto e incentivato con nuova flessibilità in entrata e in uscita (poter licenziare, poter assumere: certe equazioni riguardano il buon senso, le capisce perfino il sindacalista cislino Bonanni).

Camusso sta perdendo la battaglia delle pensioni, sciagurata pantomima tirata avanti per quasi mezzo secolo dal fronte classista-conservatore, una volta con buone ragioni di autotutela sociale ma da vent'anni per tigna e autodifesa corporativa. E si lamenta di non poter fare festa per la caduta di Berlusconi. Nel frattempo, già che ci siamo, si dovrà sbevazzare tagli lineari alla sanità, gli esuberi nelle ferrovie, e una quantità di contratti aziendali che fanno della confederazione generale un fossile da museo.

Ma la sindacalista socialista, che apre tutte le vertenze senza saperle chiudere, che passerà alla storia per appelli e photo-opportunity femminili e politiche contro il giocoliere galante, fatte in coppia ideologica con la Marcegaglia, ora vorrebbe che Monti fosse un pupazzo e non capisce come mai si prepara a picchiarla, poveretta, proprio nei giorni festivi del party della Liberazione.

 

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