DAGOREPORT - IL MISTERO PIGNATARO S’INGROSSA - LO ZAR DEL GRUPPO ION, COLOSSO GLOBALE NEL SETTORE DEI SOFTWARE, DEI DATI FINANZIARI E DEL FINTECH, HA DATO L’ENNESIMA PROVA DI MANTENERE FEDE ALLA SUA OSSESSIONE PER LA RISERVATEZZA - RULLO DI TAMBURI, FIATO ALLE TROMBE: IL 30 APRILE SCORSO “IL MILIARDARIO OSCURO” HA LIQUIDATO L’EX SPIONE DI STATO, GIUSEPPE DEL DEO, DALLA CARICA DI PRESIDENTE ESECUTIVO DI CERVED SPA, CON UNA LETTERINA INVIATA AI “CLIENTI” (CHE PUBBLICHIAMO) - CERTO, LA SOCIETÀ NON È QUOTATA IN BORSA, COME DEL RESTO TUTTE LE AZIENDE DELL’INTRICATISSIMA RETE GLOBALE DI PIGNATARO, E QUINDI NON HA NESSUN OBBLIGO DI ‘’TRASPARENZA’’ - MA LE POLEMICHE POLITICHE E MEDIATICHE SEGUITE ALLO SBARCO DI DEL DEO ALLA CERVED, IL CUI CORE-BUSINESS È LA RACCOLTA, ELABORAZIONE E DISTRIBUZIONE DI INFORMAZIONI ECONOMICO-FINANZIARIE, UTILIZZATE DA BANCHE, AZIENDE E ISTITUZIONI, BEH, RIENTRAVA PER LO MENO NELLA SFERA DELL’OPPORTUNITÀ DARNE COMUNICAZIONE…
DAGOREPORT
Il mistero Pignataro s’ingrossa. Lo zar dello Ion Group, colosso globale nel settore dei software, dei dati finanziari e del fintech, ha dato l’ennesima prova di mantenere fede alla sua ossessione per la riservatezza.
Rullo di tamburi, fiato alle trombe: il 30 aprile scorso “il miliardario oscuro” ha liquidato Giuseppe Del Deo, estromettendolo con lauto TFR, dalla carica di presidente esecutivo di Cerved SpA, senza preoccuparsi di darne comunicazione a chicchessia.
Eppure si tratta dell’ex spione di Stato, ben noto alle cronache, che per oltre trent’anni ha gestito l’intelligence economico-finanziaria, ma soprattutto politica dell’Aisi, l’agenzia del controspionaggio interno, che venne misteriosamente prepensionato a 51 anni da Palazzo Chigi e all’uscita di piazza Dante, sede dei servizi, trovò Pignataro pronto a farlo accomodare sulla prima poltrona di Cerved.
Una volta finito indagato per peculato e accesso abusivo a banche dati istituzionali, il 21 aprile scorso Del Deo si autosospese dalla carica. Sono bastati appena 9 giorni a Pignataro per chiudere la partita con l’ingombrante presidente di Cerved.
Ecco qui di seguito il testo della comunicazione che Pignataro ha inviato in data 30 aprile:
Gentile Cliente,
confermiamo che Cerved Group S.p.A. è del tutto estranea ai fatti riportati dalla stampa riguardanti il Dott. Giuseppe Del Deo, i quali si riferiscono a condotte anteriori e distinte rispetto al suo ruolo nella Società. La Società non è coinvolta né destinataria di alcun provvedimento.
Con l'occasione, desideriamo informarLa che in data 30 aprile 2026 l'Assemblea di Cerved Group S.p.A. ha nominato il nuovo Consiglio di Amministrazione. Il Dott. Maurizio Tamagnini è stato nominato Presidente. Il Dott. Luca Peyrano è confermato nel ruolo di Amministratore Delegato.
Restiamo a disposizione per qualsiasi ulteriore informazione.
Cordiali saluti,
Cerved Group S.p.A
Certo, la Cerved non è quotata in Borsa, come del resto tutte le società dell’intricatissima rete globale di Pignataro, e quindi non aveva nessun obbligo di comunicazione agli organi di stampa, da una parte.
Dall’altra: va bene il basso profilo ma le polemiche politiche e mediatiche seguite allo sbarco alla presidenza della Cerved di Del Deo, rientrava per lo meno nella sfera dell’opportunità darne comunicazione.
Un fatto che va al di là di qualsiasi trasparenza essendo il core business della Cerved, la raccolta e l’elaborazione e distribuzione di informazioni economico-finanziarie, utilizzate da banche, aziende e istituzioni per valutare l’affidabilità delle imprese.
Oltre alla Cerved, Pignataro è proprietario anche di Cedacri, che è la principale azienda italiana specializzata in servizi informatici integrati e outsourcing tecnologico per il settore bancario, finanziario, assicurativo e aziendale, che gestisce piattaforme e sistemi critici per numerosi istituti di credito: significa accesso e gestione di flussi informativi altamente sensibili.
Ultimo boccone nel 2024, dopo tormentate e indicibile vicende, con l’acquisizione di Prelios, società leader nella gestione di crediti deteriorati (NPL) e asset management immobiliare.
Insomma, trattasi di aziende che non producono bicchieri ma “dati sensibili”: infatti, al momento della loro acquisizione da parte di Pignataro, intervennero Palazzo Chigi e il reparto dell’intelligence economico-finanziaria Aisi guidato all’epoca - guarda il caso...- da Del Deo. chiedendo approfondimenti (e minacciato il golden power).
Ma per il “mago dei dati” cacciare Del Deo e issare alla presidenza Maurizio Tamagnini, una sua vecchia conoscenza fin dai tempi in cui era un ignoto trader a Londra, e attuale Ceo di quel Fondo Strategico Italiano (FSI) che ha partecipazioni in Cedacri e Cerved, non era poi così necessario farlo sapere a destra e a manca. Si sa, il silenzio è d’oro….
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LA STRUTTURA DI ION - ANDREA PIGNATARO
Luca Peyrano
la sede di cerved
cerved group
cedacri
cedacri group
PRELIOS
STRUTTURA FINANZIARIA DI ION - GRAFICO BLOOMBERG






