COME DAGO-DIXIT, A MILANO SI SUSSURRA CHE LUIGI LOVAGLIO STIA LAVORANDO PER PRESENTARE UNA SUA LISTA PER MPS: L’ORMAI EX AD DEL “MONTE”, INCAZZATISSIMO PER LA MANCATA CONFERMA, È CONVINTO DI POTER RACCOGLIERE I VOTI SUFFICIENTI PER ENTRARE NEL CDA, E CONVINCERE DELFIN A SOSTENERLO. UN’IPOTESI IMPROBABILE – CERTO È CHE “LOSBAGLIO” SI È DIMENTICATO LA VECCHIA REGOLA DELLA FINANZA: COMANDA L’AZIONISTA, NON IL MANAGER – LOVAGLIO È STATO SACRIFICATO COME “CAPRONE ESPIATORIO” SULL’ALTARE DELL’INCHIESTA SUL CONCERTO. UNA TESI DEL TIPO: VEDETE, L’ABBIAMO FATTO FUORI, NON ERAVAMO D’ACCORDO. MA CI SONO SEMPRE QUELLE INTERCETTAZIONI IMBARAZZANTI CON CALTAGIRONE…
DAGOREPORT - MPS, LA PARTITA È PIÙ APERTA CHE MAI - A MILANO SUSSURRANO UN’IPOTESI CHE AI PIÙ PARE PIUTTOSTO AZZARDATA: UN IMBUFALITO LOVAGLIO STAREBBE LAVORANDO PER PRESENTARE UNA SUA LISTA
LOV-AGLIO, OLIO DI RICINO E PEPERONCINO - “SOLO UN AZIONISTA NON MI VUOLE, PERCHÉ NON MI SONO RIVELATO OBBEDIENTE”, FRIGNA L’AD DI MPS PUNTANDO IL DITO CONTRO IL CALTAGIRONE INFERNALE - COME SOTTOLINEA FERRUCCIO DE BORTOLI: ''LOVAGLIO HA COMMESSO LO STESSO ERRORE DI NAGEL: CHI COMANDA È L’AZIONISTA, NON IL MANAGER. PERCHÉ QUESTA È LA FILOSOFIA DELLA LEGGE CAPITALI FORTEMENTE VOLUTA DAL GOVERNO MELONI''
L'INTERCETTAZIONE BOMBA CON "CALTA" IN CUI SI DANNO DI GOMITO: "MA LEI È IL GRANDE COMANDANTE?"; "IL VERO INGEGNERE È STATO LEI"), MA RISCHIOSISSIMA: COSA USCIRÀ DALLA BOCCUCCIA DI UN INCAZZATISSIMO LOVAGLIO QUANDO SI RITROVERÀ SOTTO TORCHIO DA PARTE DEI PM DELLA PROCURA DI MILANO CHE INDAGANO SUL “CONCERTONE”? AH, SAPERLO….
MPS, LOVAGLIO SFIDA I SOCI UNA LISTA CONCORRENTE PER PUNTARE ALLA CONFERMA
Estratto dell’articolo di Giuliano Balestreri per “La Stampa”
FRANCESCO GAETANO CALTAGIRONE MILLERI
Luigi Lovaglio, escluso dalla lista del cda di Mps, lancia la sfida al Monte, ai suoi azionisti e a tutto il consiglio d'amministrazione. Il banchiere sarebbe capolista nella rosa dei candidati promossa da Giorgio Girondi l'imprenditore a capo della multinazionale Ufi Filter che partirà da una base del 5% del capitale. E tra i nomi potrebbe esserci anche quello del presidente del collegio sindacale, Enrico Ciai.
Lovaglio è convinto di poter raccogliere sul mercato i voti sufficienti per entrare nel cda e magari a prendere il controllo della banca. Secondo fonti finanziarie, il banchiere pensa di poter convincere anche la Delfin della famiglia Del Vecchio a sostenerlo. Un'ipotesi che - tuttavia - si scontra sull'indagine sul presunto concerto nella scalata a Mediobanca che vede coinvolto Lovaglio con Delfin e il gruppo Caltagirone.
GIANCARLO GIORGETTI FRANCESCO GAETANO CALTAGIRONE
D'altra parte è stata proprio l'indagine in corso a Milano a convincere il comitato nomine a escludere Lovaglio dalla lista del cda: una proposta approvata - di fatto - all'unanimità dal consiglio stesso con il solo voto contrario dello stesso banchiere e di un altro consigliere.
Il banchiere lamenta che la sua esclusione sia dipesa dal fatto di «non aver obbedito» ai soci privati, in particolare a Caltagirone, azionista all'11%, e - come riporta Repubblica - avrebbe sottolineato che «l'unico a remarmi contro è il presidente, forse perché gli ho vietato le interviste».
LUIGI LOVAGLIO FRANCESCO MILLERI GAETANO CALTAGIRONE GENERALI
Secondo quanto ricostruito da La Stampa, in realtà, il banchiere non avrebbe avuto contatti con il costruttore romano dalla fine dell'Opas su Mediobanca a settembre, mentre il voto compatto del board mostra come le perplessità nei suoi confronti fossero condivise.
Alla base della decisione del board c'è infatti un parere legale del professor Antonio Blandini consegnato al comitato nomine il 3 marzo e arrivato il giorno successivo al consiglio d'amministrazione con tutte le criticità legate alla sua ricandidatura.
Il documento analizza la posizione del manager alla luce delle indagini avviate dalla procura di Milano secondo cui Lovaglio avrebbe fornito un «supporto materiale fondamentale» a un presunto concerto tra soci. Abbastanza - secondo l'esperto - per avere conseguenze sull'idoneità a ricoprire un ruolo di spicco all'interno di una banca. Il nodo riguarda i cosiddetti requisiti fit and proper, cioè i criteri di professionalità, onorabilità e correttezza previsti dal Testo unico bancario [...]
luigi lovaglio il gordon gekko dei riccarelli
Blandini precisa che l'esistenza di un'indagine in corso non determina di per sé la perdita dei requisiti [...]. Tuttavia, impone «una valutazione da parte dell'organo competente» che deve essere guidata da un principio chiave per le banche: la salvaguardia della sana e prudente gestione e della reputazione dell'istituto.
[...] Da un lato un'eventuale procedimento penale potrebbe costringere la banca ad affrontare nuove valutazioni sulla permanenza dei requisiti dell'ad; dall'altro lato c'è il possibile impatto sul mercato e sulla percezione degli investitori. Ma il parere legale sottolinea anche un altro aspetto: all'elezione per il nuovo cda parteciperanno i grandi soci privati da Caltagirone a Delfin. Proprio alla luce dell'inchiesta la presenza di Lovaglio nella lista del board avrebbe potuto generare tensioni o esporre la banca a contestazioni sulla governance.
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Per questo i consulenti hanno sostenuto che la scelta più prudente fosse quella di non includerlo nella lista del consiglio.
FRANCESCO GAETANO CALTAGIRONE MEDIOBANCA
Anche perché, conclude il parere «la Bce sottolinea la necessità che i cda siano rappresentativi degli assetti societari, per evitare il rischio che vi sia una disaffezione dei soci rispetto alla partecipazione della vita di una qualsivoglia Banca. Dunque, per un verso, questo ragionamento impone di sottoporre una lista che possa trovare la migliore e più ampia accoglienza in capo alla generalità dei soci, e che possa essere da questi tranquillamente votata».
LUIGI LOVAGLIO
LUIGI LOVAGLIO - PIERANTONIO ZANETTIN - FOTO LAPRESSE
LUIGI LOVAGLIO AL SENATO - COMMISSIONE DI INCHIESTA SULLE BANCHE - FOTO LAPRESSE

