DAGOREPORT – POVERO LOVAGLIO, USATO E GETTATO VIA COME UN KLEENEX USATO. CHE FARÀ ORA L’AD DI MPS, (GIUSTAMENTE) FUORI DI SÉ DALLA RABBIA DOPO ESSERE STATO ESCLUSO DALLA LISTA PER IL VERTICE DEL “MONTE”, NONOSTANTE ABBIA PORTATO A TERMINE CON SUCCESSO IL RISANAMENTO DI MPS E IL RISIKO MEDIOBANCA ED OGGI SCARICATO A MO’ DI CAPRONE ESPIATORIO? IL “LOVAGLIO SCARICATO” È IMBUFALITO IN PRIMIS CON CALTAGIRONE, CHE GLI PREFERIREBBE COME CEO FABRIZIO PALERMO, MA ANCHE CON GLI “ANTIPATIZZANTI” SENESI ALLA SUA RICONFERMA: NICOLA MAIONE, PRESIDENTE DI MPS, E DOMANICO LOMBARDI, PRESIDENTE DEL COMITATO NOMINE – È UNA MOSSA INEVITABILE (AGLI ATTI DELLA PROCURA C'È L'INTERCETTAZIONE BOMBA CON "CALTA" IN CUI SI DANNO DI GOMITO: "MA LEI È IL GRANDE COMANDANTE?"; "IL VERO INGEGNERE È STATO LEI"), MA RISCHIOSISSIMA: COSA USCIRÀ DALLA BOCCUCCIA DI UN INCAZZATISSIMO LOVAGLIO QUANDO SI RITROVERÀ SOTTO TORCHIO DA PARTE DEI PM DELLA PROCURA DI MILANO CHE INDAGANO SUL “CONCERTONE”? AH, SAPERLO….
DAGOREPORT
luigi lovaglio il gordon gekko dei riccarelli
Povero Lovaglio, usato e gettato via come un kleenex usato. Inevitabile vittima sacrificale dopo l’audizione del capo della Procura di Milano, Marcello Viola, alla Commissione Banche del Senato, per allontanare l’accusa che non c’è ora e non c’è stato prima un “concerto occulto” per la scalata di Mps a Mediobanca (con l’obiettivo finale la conquista di Generali).
Una mossa rischiosissima, però. I prossimi giorni saranno di fuoco: che farà Lovaglio (giustamente) fuori di sé dalla rabbia dopo aver portato a termine con successo il risanamento di Mps e il risiko Mediobanca ed oggi scaricato a mo’ di caprone espiatorio?
Il "Lovaglio scaricato" è imbufalito in primis con Caltagirone, che gli preferirebbe come Ceo Fabrizio Palermo, a differenza del compagno di scalata Milleri, che invece punterebbe a Corrado Passera come presidente con la riconferma del baffuto banchiere.
Del resto, c’è agli atti della procura l’intercettazione-bomba del 18 aprile 2025, all’indomani dell’assemblea Mps con cui vennero superate le resistenze all’aumento di capitale della banca al servizio della scalata di Mediobanca tra Lovaglio e l’imprenditore romano: “Ma lei è il grande comandante? Come sta?”; “Molto bene! abbiamo fatto una bella operazione. Il vero ingegnere è stato lei, io ho eseguito solo l’incarico”.
FRANCESCO GAETANO CALTAGIRONE MILLERI
Non solo "Calta". Nella blacklist del banchiere ci sono gli “antipatizzanti” senesi alla sua riconferma: Nicola Maione, presidente di Mps, e Domanico Lombardi, presidente del Comitato Nomine.
Infine “Losbaglio” ha la dentiera avvelenata col Mef di Giorgetti che non lo ha - secondo lui - difeso abbastanza.
Ma una volta finito sotto la lente dei pm della Procura di Milano per la cessione del 15% del capitale di Mps a una cordata casualmente formata da Caltagirone, Milleri, Bpm, Anima, Giorgetti si è ritrovato un’altra tegola sul capoccione.
LUIGI LOVAGLIO - FOTO LAPRESSE
Le dimissioni per insider trading sui titoli Mps e Mediobanca di Stefano Di Stefano, capo delle "partecipazioni societarie e tutela degli attivi strategici" del Mef messo da Giorgetti rappresentante del Tesoro nel Cda della banca senese.
Tempi cupi da spingere la Meloni, in un’intervista a Bloomberg, ad affermare che “il ruolo del governo in Mps è terminato e la quota residua del 4,9% non ci dà la possibilità di esercitare un’influenza significativa sulla governance”.
Ed ora, che uscirà dalla boccuccia di un incazzatissimo Lovaglio quando prossimamente si ritroverà sotto torchio da parte dei pm della Procura di Milano che indagano sul “concertone”? Ah, saperlo….
MPS MEDIOBANCA
NICOLA MAIONE
ROBERTO PELLICANO
GIANCARLO GIORGETTI FRANCESCO GAETANO CALTAGIRONE
luigi lovaglio
LUIGI LOVAGLIO AL SENATO - COMMISSIONE DI INCHIESTA SULLE BANCHE - FOTO LAPRESSE
marcello viola in audiizone in commissione banche al senato foto lapresse

