“IL PIANO DELL’UE PER DARE UNA SPINTA ALL’ECONOMIA ITALIANA È STATO UN FALLIMENTO” – IL “FINANCIAL TIMES” CERTIFICA IL FLOP DEL PNRR PER IL NOSTRO PAESE, PRINCIPALE BENEFICIARIO DEL FONDO DI RIPRESA POST-PANDEMIA: “LA CRESCITA RESTA STAGNANTE” – DIETRO I VUOTI PROCLAMI DI MELONI E DEL MINISTRO FOTI (“ABBIAMO SUPERATO LE DEBOLEZZE STRUTTURALI CHE CI HANNO FRENATO DECENNI”), CI SONO I NUMERI REALI: IL NOSTRO PIL È CRESCIUTO DELLO 0,5% NEL 2025, UNO DEI TASSI PIÙ BASSI D'EUROPA, E SI PREVEDE CHE RIMANGA INVARIATO NEL 2026 – PER IL “FT” SENZA IL SOSTEGNO DEL RECOVERY, L'ITALIA SAREBBE ENTRATA IN RECESSIONE GIÀ LO SCORSO ANNO…
(ANSA) - BRUXELLES, 27 MAG - L'Italia è stata la principale beneficiaria del fondo di ripresa post-pandemia della Ue, ma l'economia del Paese rimane stagnante. Lo evidenzia il Financial Times parlando di un "fallimento" del Pnrr, il "piano dell'Ue per dare una spinta decisiva all'economia italiana".
Tra gli economisti intervistati dal quotidiano, figura anche l'ex presidente dell'Inps Tito Boeri, secondo il quale l'Italia non è riuscita a usare le somme ricevute per migliorare il suo potenziale di crescita e che questo, dato un debito già elevato, "rappresenta un grave problema".
giorgia meloni tommaso foti - foto lapresse
I risultati macroeconomici rimangono, nel migliore dei casi, deludenti, evidenzia il quotidiano finanziario: il Pil italiano è cresciuto dello 0,5% nel 2025, uno dei tassi più bassi d'Europa, e si prevede che rimanga invariato quest'anno e il prossimo. Il rapporto debito/Pil è salito da poco meno del 134% nel 2023 a oltre il 137% alla fine del 2025, e si prevede che salirà al 138,5% quest'anno.
Sinora l'Italia si è assicurata nove delle dieci tranche previste, per un totale di 166 miliardi di euro, che Tommaso Foti, ministro degli Affari europei, ha presentato come prova del fatto che Roma abbia "superato le debolezze strutturali che hanno frenato l'Italia per decenni".
Tuttavia, secondo Eurostat, alla fine del 2025 l'Italia aveva speso solo il 57% dei fondi assegnati. Boeri sostiene che il Pnrr fosse "eccessivamente ottimistico" e "del tutto irrealistico" fin dall'inizio, vista la scarsa capacità dell'Italia di utilizzare i fondi Ue. Sebbene le riforme fossero "assolutamente necessarie", erano "mal progettate", non tenendo conto dell'inevitabile resistenza e delle scadenze serrate.
Il Financial Times evidenzia tuttavia che, secondo molti economisti, senza il sostegno del Pnrr l'Italia sarebbe probabilmente entrata in recessione già lo scorso anno. Bruxelles, dal canto suo, respinge le accuse di un ridimensionamento del piano sostenendo che le revisioni abbiano modificato la strategia degli investimenti senza ridurne l'ambizione.
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CHIAGNI E FOTI - MEME BY EMILIANO CARLI

