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CHI SONO I “FURBETTI DEL CONCERTINO”? OLTRE AL TRIO LOVAGLIO-CALTAGIRONE-MILLERI, CI SONO UNA MANCIATA DI ALTRI INDAGATI. “IL FATTO QUOTIDIANO” FA I NOMI: “SONO COINVOLTI I MANAGER DI AKROS CHE HANNO STRUTTURATO L’ABB: IL PRESIDENTE ALESSANDRO MELZI D’ERIL (GUARDACASO POI NOMINATO DAI NUOVI PADRONI AD DI MEDIOBANCA IL 28 OTTOBRE), IL DG GIUSEPPE PUCCIO, IL DIRIGENTE GIULIO GRECO, OLTRE A FABIO CORSICO DEL GRUPPO CALTAGIRONE...”

MPS, LOVAGLIO TIRA IN BALLO ANCHE IL MINISTRO GIORGETTI

Estratto dell'articolo di Gianni Barbacetto per “il Fatto quotidiano”

 

GIANCARLO GIORGETTI E FRANCESCO GAETANO CALTAGIRONE (FOTOMONTAGGIO)

Il bacio in fronte, questa volta, non lo dà il banchiere Gianpiero Fiorani al governatore di Bankitalia Antonio Fazio, come ai bei tempi dei “furbetti del quartierino”, ma Francesco Gaetano Caltagirone, imprenditore, costruttore, finanziere, editore, all’amministratore delegato di Montepaschi Luigi Lovaglio.

 

“Mi pare fantastico, bravo. Io le faccio i complimenti perché è stato molto bravo”. “Ma no”, gli risponde Lovaglio, “il vero ingegnere è stato lei, io ho solo eseguito l’incarico, comunque godiamoci questa cosa… ha ingegnato una cosa perfetta, quindi complimenti a lei per l’idea”.

 

GIANCARLO GIORGETTI - GIORGIA MELONI - FOTO LAPRESSE

L’“idea” è conquistare Mps attraverso Banco Bpm per poi assaltare Mediobanca e infine puntare a Generali, il vero obiettivo. Di concerto (non dichiarato) con Francesco Milleri (Luxottica-Delfin della famiglia Del Vecchio).

 

Ma con un terzo “concertista” molto particolare: il governo di Giorgia Meloni e del ministro Giancarlo Giorgetti, interessati a creare un polo bancassicurativo nazionale, fedele alle loro indicazioni.

 

[...] Per realizzare la “cosa perfetta” i soci coinvolti hanno però commesso – secondo la Procura di Milano – i reati di manipolazione di mercato e ostacolo alle autorità di vigilanza.

 

MPS MEDIOBANCA

L’inizio del deal e l’accordo con il governo li ammette lo stesso Lovaglio nell’assemblea di Mps del 17 aprile 2025: “L’operazione – l’ho detto pubblicamente e ho documentazione che mi supporta – l’ho presentata per la prima volta nel dicembre 2022 al ministro Giorgetti, precisamente il 16 dicembre 2022 (credo che fosse il giorno del suo compleanno)”. Un bel regalo di compleanno: una banca da poco salvata dal governo dal crac, che si mangia un istituto più sano, Mediobanca.

 

Tagliato fuori il mercato, escluso chi non possedeva già azioni Mediobanca. Secondo il Testo unico della finanza, per superare insieme il 25% di azioni Mediobanca dovevano lanciare una ben più costosa Offerta pubblica d’acquisto (Opa) in contanti.

 

Alessandro Melzi d’Eril

Anche questo viene contestato agli indagati dai pm Luca Gaglio e Giovanni Polizzi, coordinati dall’aggiunto Roberto Pellicano. Coinvolti sono i manager di Akros che hanno strutturato l’Abb: il presidente Alessandro Melzi d’Eril (guardacaso poi nominato dai nuovi padroni ad di Mediobanca il 28 ottobre), il dg Giuseppe Puccio, il dirigente Giulio Greco, oltre a Fabio Corsico del gruppo Caltagirone.

 

Palazzo Chigi vegliava con Giovanbattista Fazzolari, sottosegretario alla presidenza del Consiglio di Giorgia Meloni, grata a Caltagirone che ha schierato in suo sostegno il Messaggero. Si muove anche un direttore generale del Mef, Stefano Di Stefano, e Alessandro Tonetti, vicedirettore generale di Cassa depositi e prestiti. Ora il Mef smentisce, Bagnai tace. Ma, al confronto, quell’“abbiamo una banca” di Fassino a Consorte, nel 2005, sulla scalata di Unipol a Bnl, (poi fallita) pare quasi una battuta da bar.

Giuseppe PuccioFabio Corsico Franco Caltagirone matteo Piantedosi

 

 

luigi lovaglio

giorgia meloni giancarlo giorgetti foto lapresse

fabio Corsico

francesco gaetano caltagirone - giorgia meloni francesco gaetano caltagirone giorgia meloni FRANCESCO GAETANO CALTAGIRONE GIORGIA MELONI

Lovaglio, Nagel, Caltagirone, Milleri

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