LA LITE TRA I FRATELLI DEL VECCHIO NON È SOLO UNO SCAZZO IN FAMIGLIA – IN BALLO C’È UN PATRIMONIO INDUSTRIALE E FINANZIARIO CHE VALE 42 MILIARDI DI EURO, OLTRE AL FUTURO DELLA PIÙ GRANDE AZIENDA DEL MONDO CHE PRODUCE OCCHIALI, ESSILORLUXOTTICA (ESSILUX), E DI OLTRE 200MILA DIPENDENTI. IN GIOCO C’È ANCHE IL PRESIDIO NELL’ALTA FINANZA CON LE PARTECIPAZIONI IN ASSICURAZIONI GENERALI (10%), BANCA MPS (17,5%), UNICREDIT (2,7%) – “IL FATTO QUOTIDIANO: “TUTTI VOGLIONO UNA SOLA COSA, I SOLDI, COMPRESO FRANCESCO MILLERI, A CUI SONO DESTINATE AZIONI PER 400 MILIONI DI EURO E SENTE A RISCHIO IL SUO RUOLO PERCHÉ INDAGATO A MILANO PER LA SCALATA A MEDIOBANCA. SENZA ACCORDO, PERÒ, NESSUNO PUÒ DISPORRE DEL PATRIMONIO. E COSÌ...”
GLI EREDI DEL MARTINITT COME AGNELLI QUALSIASI
Estratto dell’articolo di Carlo Di Foggia per “il Fatto quotidiano”
[...] Tutti vogliono una sola cosa, i soldi, compreso Milleri, a cui sono destinate azioni per 400 milioni di euro e sente a rischio il suo ruolo perché indagato a Milano per la scalata a Mediobanca.
Senza accordo, però, nessuno può disporre del patrimonio. E così Leonardo junior si indebita per 10 miliardi per comprare le quote di due fratelli e sbloccare la situazione. Bene che vada i debiti verranno scaricati sulla holding Delfin o finanziati da una massiccia spremuta di profitti sotto forma di dividendi, un grande classico che pone le basi per il declino, altrimenti le banche si prendono tutto.
Le cause in tribunale fioccano e Leonardo si indebita anche per comprare giornali nell’illusione di farsi ascoltare (ma da chi?). Nel frattempo EssilorLuxottica, la creatura del fondatore e unica vera partecipazione industriale, ha perso in Borsa il 44% negli ultimi sei mesi.
Forse, col tempo, toccherà ammettere che almeno in questo Silvio Berlusconi è stato un esempio, lavorando all’eredità con decenni d’anticipo, anche se probabilmente la differenza l’ha fatta qualcosa di insondabile, ma anche impensabile per i nostri capitani d’industria: la fiducia nei propri figli. Non salverà il Paese, ma almeno ci risparmierebbe le faide di giovani ricchi annoiati.
SCENATE DA UN PATRIMONIO: LA RISSA IN CASA DEL VECCHIO
Estratto dell’articolo di Gianni Dragoni per “il Fatto quotidiano”
ROCCO BASILICO - NICOLETTA ZAMPILLO - LEONARDO MARIA DEL VECCHIO
È l’altra grande lite su un’eredità tra miliardari, dopo quella tra Margherita Agnelli e i figli John, Lapo e Ginevra Elkann. Sono coinvolti i sei figli di Leonardo Del Vecchio (Claudio, Marisa, Paola, Leonardo Maria, Luca e Clemente), la vedova Nicoletta Zampillo e il suo primo figlio Rocco Basilico, avuto dal banchiere Paolo Basilico.
In ballo c’è un patrimonio industriale e finanziario che in Borsa vale 42 miliardi di euro, racchiuso in una cassaforte lussemburghese, la Delfin. L’esito può influire sul futuro della più grande azienda del mondo che produce occhiali, l’italofrancese EssilorLuxottica (EssiLux), oltre 200mila dipendenti, controllata da Delfin con il 32,4%.
In gioco c’è anche il presidio nell’alta finanza con le partecipazioni in Assicurazioni Generali (10%), Banca Mps (17,5%), Unicredit (2,7%).
A differenza della lite in casa Agnelli, il quadro in casa Del Vecchio è più complicato.
Il fondatore di Luxottica, morto il 27 giugno 2022, ha avuto sei figli da tre madri diverse. Nel testamento ha diviso la proprietà di Delfin in otto quote del 12,5%, assegnando una quota a ciascuno dei sei figli, alla vedova Nicoletta e a Rocco Basilico.
A Rocco aveva destinato solo la nuda proprietà, riservando alla madre l’usufrutto, che dà diritto al voto e ai dividendi. Nicoletta però ha subito rinunciato all’usufrutto a favore del figlio.
L IMPERO DELLA FAMIGLIA DEL VECCHIO
Il testamento non ha avuto piena attuazione perché quattro eredi lo hanno accettato con il beneficio d’inventario, cioè con riserva, sono Luca (classe 2001) e Clemente (2004) – i figli più piccoli nati da Sabina Grossi – Claudio (69 anni) e Paola (65 anni), nati, come Marisa, dalla prima moglie, Luciana Nervo.
Motivo dei dissidi è soprattutto il malumore per i pieni poteri affidati da Del Vecchio a Francesco Milleri, il manager che è ad di EssiLux e presidente esecutivo di Delfin, un incarico a vita. Per sostituirlo ci vuole l’unanimità dei soci di Delfin, ma gli otto eredi non si sono mai trovati tutti d’accordo.
rocco basilico leonardo maria del vecchio
Sono rimaste bloccate alcune clausole del testamento, in particolare l’assegnazione gratuita a Milleri dello 0,5% di EssiLux, un pacco di azioni che all’epoca valeva 350 milioni, oltre al pagamento delle tasse di successione. Nel frattempo il valore dello 0,5% è aumentato: aveva superato i 500 milioni, ma con la caduta in Borsa di EssiLux negli ultimi mesi (-46% da novembre a oggi), forse dovuta anche a queste liti, adesso vale “solo” 409 milioni.
È congelata anche l’assegnazione di immobili di pregio alla vedova Nicoletta, che ha sposato due volte Leonardo, per questo soprannominata “Ph. D.”.
La lite ha impedito anche la distribuzione dei ricchi profitti di Delfin come dividendi: senza l’approvazione di almeno sei soci non si può distribuire più del 10% degli utili. Con il bilancio 2024, che ha 1,393 miliardi di utili (+105%), è stata bocciata la proposta di distribuzione di 500 milioni di cedole a causa del voto contrario di Paola, Luca e Clemente. I soci si sono “accontentati” di 150 milioni.
sergio mattarella con leonardo maria del vecchio
Ciliegina sulla torta: i dissidi tra Nicoletta Zampillo e i propri figli. Il 31enne Leonardo Maria, l’unico avuto da Leonardo Del Vecchio, il più glamour ma anche il più controverso [...], impegnato in uno shopping che va dalle terme di Fiuggi al Twiga fino all’editoria (ha comprato il 30% del Giornale e l’80% di Editoriale nazionale), sta cercando di scalare Delfin, probabilmente su suggerimento di Milleri.
Leonardo Maria ha concordato l’acquisto del 25% dai fratelli Paola e Luca per 5 miliardi a testa, così salirebbe al 37,25 per cento.
Lo scorso novembre Leonardo Maria ha avviato una causa in tribunale a Milano contro la rinuncia della madre all’usufrutto sulla quota assegnata in nuda proprietà a Rocco Basilico, sostenendo che i diritti di voto andrebbero ripartiti fra tutti gli eredi.
Come risposta Rocco ha impugnato alla Corte del Lussemburgo la delibera dell’assemblea di Delfin che il 27 aprile scorso ha autorizzato il trasferimento del 25% di Delfin da Paola e Luca a Leonardo Maria, sostenendo che sarebbe stato necessario il voto favorevole dell’88% del capitale.
L’ultima mossa è recentissima. La vedova Nicoletta ha scritto una lettera al cda di Delfin, vuole annullare l’atto di “rinuncia di legato” sull’usufrutto del 12,5% assegnato in nuda proprietà a suo figlio Rocco Basilico: “Era un momento nel quale, ancora devastata dal dolore, non ero in grado di valutare compiutamente la portata” dell’operazione, ha scritto Zampillo, che adesso ritiene l’atto potenzialmente “invalido e comunque inefficace”.
La mossa è diretta a favorire Leonardo Maria, che avrebbe un accordo per acquisire la nuda proprietà della quota della madre. L’ultima novità è che anche il giovane Clemente avrebbe sondato alcuni membri del cda di Delfin (forse il presidente a vita...) per vendere il suo 12,5%: in questo caso sarebbe la stessa holding a comprare. Questo avviene mentre Leonardo Maria sta per perfezionare con Unicredit, Bnp Paribas e Crédit Agricole un prestito di 11 miliardi necessario per finanziare l’acquisto del 25% di Delfin. Le banche otterrebbero in garanzia il pegno sulle quote e l’obbligo di distribuire almeno l’80% dell’utile per almeno tre anni.
leonardo maria del vecchio con la madre nicoletta zampillo 5
Perché questo è il paradosso: secondo Forbes Leonardo Maria è tra i 700 più ricchi del mondo, con un patrimonio di 5,9 miliardi di dollari, ma il patrimonio è dentro lo scrigno Delfin e dunque Leonardo Maria, per finanziare lo shopping, deve fare debiti. Così il pallino va in mano alle banche.





