LOVAGLIO SCENDE DAL MONTE. E I MERCATI NON APPREZZANO – L’AD USCENTE È STATO ESCLUSO DALLA LISTA DEI 20 MEMBRI DEL BOARD DI MPS, CHE SARA’ PRESENTATA ALL’ASSEMBLEA DEL 15 APRILE. IN PISTA PER LA SUCCESSIONE L’AD DI ACEA, FABRIZIO PALERMO, L'EX CAPO DI UNICREDIT NELL'EST EUROPA, CARLO VIVALDI, E L'EX AD DI ILLIMITY, CORRADO PASSERA – NICOLA MAIONE CONFERMATO ALLA PRESIDENZA – AL VOTO NON HA PARTECIPATO BARBARA TADOLINI, ESPONENTE DEL PRIMO AZIONISTA, DELFIN – IL PRIMO EFFETTO DELL’ESCLUSIONE DI LOVAGLIO SI VEDE IN BORSA: MALE I TITOLI DI SIENA E MEDIOBANCA – VIA LIBERA DELLA BCE AL NUOVO STATUTO – IL DAGOREPORT: COSA DIRA’ UN INCAZZATISSIMO LOVAGLIO QUANDO SI RITROVERÀ DAVANTI AI PM DI MILANO CHE INDAGANO SUL “CONCERTONE”?
DAGOREPORT – POVERO LOVAGLIO, USATO E GETTATO VIA COME UN KLEENEX USATO. CHE FARÀ ORA L’AD DI MPS, (GIUSTAMENTE) FUORI DI SÉ DALLA RABBIA DOPO ESSERE STATO ESCLUSO DALLA LISTA PER IL VERTICE DEL “MONTE”, NONOSTANTE ABBIA PORTATO A TERMINE CON SUCCESSO IL RISANAMENTO DI MPS E IL RISIKO MEDIOBANCA ED OGGI SCARICATO A MO’ DI CAPRONE ESPIATORIO? IL “LOVAGLIO SCARICATO” È IMBUFALITO IN PRIMIS CON CALTAGIRONE, CHE GLI PREFERIREBBE COME CEO FABRIZIO PALERMO, MA ANCHE CON GLI “ANTIPATIZZANTI” SENESI ALLA SUA RICONFERMA: NICOLA MAIONE, PRESIDENTE DI MPS, E DOMENICO LOMBARDI, PRESIDENTE DEL COMITATO NOMINE – È UNA MOSSA INEVITABILE (AGLI ATTI DELLA PROCURA C'È L'INTERCETTAZIONE BOMBA CON "CALTA" IN CUI SI DANNO DI GOMITO: "MA LEI È IL GRANDE COMANDANTE?"; "IL VERO INGEGNERE È STATO LEI"), MA RISCHIOSISSIMA: COSA USCIRÀ DALLA BOCCUCCIA DI UN INCAZZATISSIMO LOVAGLIO QUANDO SI RITROVERÀ SOTTO TORCHIO DA PARTE DEI PM DELLA PROCURA DI MILANO CHE INDAGANO SUL “CONCERTONE”? AH, SAPERLO….
NUOVO CDA MPS, LOVAGLIO ESCLUSO: VIA LIBERA DELLA BCE ALLO STATUTO
Estratto dell’articolo di Andrea Greco per “la Repubblica”
LUIGI LOVAGLIO - FOTO LAPRESSE
Il consiglio di Mps, a un giorno dalla scadenza dei termini, incassa il nulla osta Bce allo statuto che introduce le nomine con la "lista del cda" e approva la lista redatta mercoledì sera dal comitato nomine, che esclude l'ad Luigi Lovaglio e conferma Nicola Maione alla presidenza. Questa nomina però la farà l'assemblea, il 15 aprile.
Senza citare le indagini in corso, per azione di concerto, che coinvolgono Lovaglio, Francesco Gaetano Caltagirone e il presidente di Delfin, Francesco Milleri, il comunicato uscito a tarda sera ha invocato «discontinuità» per la gestione della banca.
FRANCESCO GAETANO CALTAGIRONE MILLERI
Tra i 20 nomi, che dovranno spartirsi fino a 12 poltrone nel nuovo cda, tre sono indicati come papabili per il ruolo di ad: l'ex ad di Cdp e ad di Acea, Fabrizio Palermo; l'ex capo di Unicredit nell'Est Europa, Carlo Vivaldi; l'ex ad di Intesa Sanpaolo e di Illimity, Corrado Passera.
Poiché la legge Capitali impone alla lista del cda un secondo turno di voto sui singoli nomi, riservato a tutti i presenti in assemblea, il cda ieri avrebbe scelto di tenersi più opzioni esprimendo tre papabili ad, nel caso che uno non superi il secondo voto.
Servivano 10 voti su 14 per approvare la lista (i due terzi) e ne sono arrivati 11: tutti tolto lo stesso banchiere lucano in sella dal 2022 e Giuseppina Barzaghi, consigliera indipendente espressa dai fondi. Mentre Barbara Tadolini, esponente del primo azionista Delfin (17,5%), non ha partecipato dopo che in mattinata aveva comunicato l'indisponibilità a una conferma, ritenendo modificati i presupposti per cui aveva votato il piano industriale presentato venerdì da Lovaglio.
[…] da venerdì il calo è vicino al 15%, e pure ieri, in una seduta di rimbalzo corale, Mps ha perso l'1,2%, con l'indice Ftse banche su del 2%.
Gli altri nomi della lista del cda sono un mix di conferme e novità: Paolo Boccardelli, Gianluca Brancadoro, Alessandro Caltagirone, Antonella Centra, Rosa Cipriotti, Elena De Simone, Simonetta Iarlori, Domenico Lombardi, Paola Lucantoni, Fabiana Massa, Gianmarco Montanari, Francesca Pace, Marcella Panucci, Francesca Paramico Renzulli, Renato Sala, Paolo Testi.
Sempre ieri è giunto il nulla osta di Francoforte al nuovo statuto, richiesto prima di Natale (ed era l'ultimo giorno utile). Il ruolo futuro del capo attuale, invece, non è chiaro. Alcune fonti lo vedono entrare come candidato in una lista antagonista, che ogni azionista singolo ha tempo fino al 24 marzo per presentare. Basta l'1% per presentarla, e si dice che Giorgio Girondi, patron di Ufi Filters che a luglio aveva il 3% di Mps, potrebbe provarci.
Ma nessun socio privato potrebbe presentare una lista "lunga", per il controllo della gestione: quindi anche risultando la più votata, una lista Girondi-Lovaglio avrebbe solo sette consiglieri su 15, e nel successivo cda potrebbe mancare la maggioranza per ridare le deleghe all'ad in carica.
Tra l'altro, i rischi legali di reiterare il "concerto" ipotizzato dagli inquirenti terranno Delfin lontana da una ogni che includa Lovaglio. Anche Assogestioni, lato suo, lavora a una lista per rinnovare i suoi tre nomi già in cda. […]
LOVAGLIO FUORI DAL CDA, CADE MPS
Estratto dell’articolo di Andrea Deugeni e Luca Gualtieri per “MF”
Al mercato non piace l’esclusione di Luigi Lovaglio dalla lista del board di Montepaschi che la banca presenterà all’assemblea del 15 aprile. Ieri il cda di Rocca Salimbeni si è riunito per approvare la rosa da 20 consiglieri (scremata da un elenco di 26 del comitato nomine) che il gruppo sottoporrà al voto dei soci.
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Nella giornata della presentazione della rosa da parte del consiglio uscente, i titoli Mps e della controllata Mediobanca hanno accusato un calo dell’1,2% a 7,69 euro e dell’1,6% a 16,8 euro con minimi intraday di oltre -5% in una seduta in cui Piazza Affari invece ha guadagnato quasi due punti percentuali, con le banche in forte spolvero.
La flessione maggiore è stata quella del titolo di Piazzetta Cuccia, a riprova che il maggior impatto dell’uscita di Lovaglio è atteso sulla merchant bank, per il possibile rinvio della fusione per cui il banchiere lucano aveva fissato la scadenza entro fine anno. Il nome di Lovaglio è stato depennato dal comitato nomine presieduto dal consigliere Domenico Lombardi sulla base di tre pareri legali sfavorevoli alla riconferma.
Sulle valutazioni di alcuni consiglieri inoltre avrebbero pesato da un lato l’evoluzione dell’inchiesta milanese per l’ipotesi di concerto a carico del costruttore romano Francesco Gaetano Caltagirone, del presidente di Delfin Francesco Milleri e, in concorso, dello stesso Lovaglio e dall’altro le frizioni negli ultimi mesi del ceo con il board e con il secondo socio Caltagirone, culminate nel serrato confronto sul delisting di Mediobanca.
LUIGI LOVAGLIO MONTE DEI PASCHI DI SIENA
A queste motivazioni si sarebbero aggiunte anche argomentazioni più strumentali come l’età del banchiere (70 anni) e quella di un profilo manageriale più orientato alla ristrutturazione che allo sviluppo.
Secondo diversi osservatori, la partita potrebbe però non essere chiusa. Sulla nomina del board pendono ancora diverse incognite, a partire dalla possibile presentazione di una seconda lista con il nome del banchiere lucano a cui secondo indiscrezioni non confermate starebbero lavorando alcuni soci di peso della banca come l’industriale veronese dei filtri Giorgio Girondi (3% di Mps) e alcuni fondi internazionali vicini a Lovaglio.
L’iniziativa vorrebbe garantire un nuovo mandato al banchiere, alla luce del solido track record che ha visto una rivalutazione del 315% del titolo Montepaschi dai 2 euro delle nuove azioni offerte in aumento nel 2022 e poi per i 16 miliardi di capitale di remunerazione promessi agli azionisti, «il più alto rendimento da dividendo nel settore bancario europeo», ha specificato il ceo nella presentazione del piano venerdì scorso.
Oltre a quello di Lovaglio, per la seconda lista si fanno i nomi del presidente del collegio sindacale Enrico Ciai e della consigliera espressione di Assogestioni Alessandra Barzaghi (che, con il ceo, si sarebbe dichiarata contraria, mentre la consigliera Barbara Tadolini espressione di Delfin si è astenuta). […]






