SANTO BORDELLO - L’EUROPA DECIDERÀ SE FAR ENTRARE IL VATICANO NELLA LISTA DEI PAESI VIRTUOSI IN MATERIA DI TRANSAZIONI FINANZIARIE - LA CREDIBILITÀ DELLA SANTA SEDE A RISCHIO SU RICICLAGGIO, CRIMINALITÀ ORGANIZZATA E TRAFFICO DI DROGA, TANTO CHE IL PAPA HA DOVUTO ISTITUIRE UNO SPECIFICO ENTE DI CONTROLLO PER CONTRASTARE IL CRIMINE! - L’AMMISSIONE NELLA ‘WHITE LIST’ SARÀ IL PROSSIMO BANCO DI PROVA PER BERTONE…

Marco Ansaldo per "la Repubblica"

C´è uno spettro che si aggira in Vaticano, dietro i veleni insinuatisi in Curia e le lettere al vetriolo divulgate dai media. Un fantasma pronto a manifestarsi molto presto, tra pochi mesi, sotto le sembianze della Commissione Europea. A giugno, infatti, l´organismo comunitario deciderà se la Santa Sede avrà corrisposto a tutti gli adeguamenti richiesti a livello internazionale per contrastare il riciclaggio di denaro sporco, la criminalità organizzata e il traffico di droga. E valuterà se iscriverla nella cosiddetta "white list", la lista dei Paesi virtuosi in materia di transazioni finanziarie.

Una questione molto cara al Papa, che di recente, addirittura con un Motu proprio, ha dotato la Santa Sede di un nuovo ente di controllo economico interno. Un´azione portata avanti dal suo braccio destro, il segretario di Stato, Tarcisio Bertone. Ma in Vaticano cominciano ad affiorare forti dubbi su quella che sarà la decisione finale degli esperti europei.

E chi vuole colpire non tanto il Pontificato, ma soprattutto la gestione dell´attuale segretario di Stato, potrebbe agire facendo pubblicare missive segrete, che se da un lato puntano a vendicarsi di promozioni mancate e di posti assegnati ad altri, dall´altro sono destinate a ripercuotersi con effetti molto negativi sull´immagine internazionale del Vaticano. Con il rischio di vanificare gli sforzi per iscriversi all´elenco degli Stati puliti, la "white list" appunto.

Ieri il Fatto quotidiano ha preannunciato «nei prossimi giorni» la pubblicazione di un nuovo documento sulle questioni riguardanti l´anti-riciclaggio. E il cardinale Paolo Romeo, l´arcivescovo di Palermo che nei giorni scorsi un documento pubblicato dallo stesso giornale considerava autore di una confidenza fatta in un suo recente viaggio in Cina, su un ipotetico prossimo attentato a Benedetto XVI, ha riaffermato al Papa la sua «indiscussa fedeltà e gratitudine».

Durante la messa celebrata nel quinto anniversario del suo ministero a Palermo ha ringraziato i fedeli per «la vicinanza nei momenti di fragilità», ricordando anche il viaggio del Pontefice nel capoluogo siciliano il 3 ottobre 2010. E poi ha concluso con un sibillino: «In un momento così travagliato della storia anche della Chiesa, la gente guarda alla comunità ecclesiastica».

Martedì si terrà in Vaticano un appuntamento importante. Un Consiglio dei cardinali per lo studio dei problemi organizzativi ed economici della Santa Sede. Una riunione prevista, guidata dal cardinale Bertone e convocata per fare il punto sulla salute finanziaria dello Stato, e alla quale prenderanno parte fra gli altri i cardinali Scola, Vallini, Bertello, Calcagno, Versaldi. Potrebbe trasformarsi in un giorno di San Valentino poco idilliaco, a fronte di possibili voci dissenzienti che chiedano ragione dell´uscita di carte riservate sul caso di Carlo Maria Viganò, il monsignore spedito come nunzio a Washington, ma fino a pochi mesi fa segretario generale del Governatorato concentratosi nel combattere la corruzione interna.

L´operazione trasparenza, voluta con forza da Joseph Ratzinger, è stata portata avanti dal nuovo presidente dello Ior Ettore Gotti Tedeschi. Di recente un gruppo di esperti legali e finanziari di più Paesi (Federazione Russa, Regno Unito, Belgio, Paesi Bassi, Liechtenstein) si sono incontrati con rappresentanti di Segreteria di Stato, Governatorato, Uffici Giudiziari, Gendarmeria, Ior, e anche dell´Autorità di Informazione Finanziaria, l´organismo di nuovo conio voluto dal Papa alla fine del 2010 e guidato dal cardinale Attilio Nicora. Il 24 gennaio scorso la Santa Sede ha poi sottoscritto tre convenzioni internazionali per rendere più incisiva la prevenzione contro forme di riciclaggio, traffico di droga e criminalità organizzata. Con documenti di ratifica e adesione firmati da Bertone.

Una nota vaticana ha reso noto che «l´esito di questa procedura sfocerà nel rapporto finale di valutazione che sarà sottoposto alla discussione», presumibilmente a metà del 2012. Sarà in gioco, con l´eventuale ingresso nell´elenco dei Paesi puliti, la credibilità finanziaria e internazionale del Vaticano.

«Il passo compiuto - ha spiegato difatti monsignor Dominique Mamberti, il ministro degli Esteri vaticano - vuole essere un ulteriore riconoscimento da parte della Santa Sede del fattivo impegno con cui la comunità degli Stati previene e combatte gravissime attività criminali transnazionali, di tragica attualità, attraverso appropriati strumenti di cooperazione internazionale».

Un passo teso, nell´intenzione del Vaticano, ad adeguare l´ordinamento interno ai più rigorosi parametri normativi concordati a livello internazionale. E, in particolare, alle raccomandazioni in materia di finanziamento del terrorismo e di antiriciclaggio che arrivano dal Gafi, cioè dall´organismo intergovernativo che elabora e sviluppa le strategie di lotta al riciclaggio del denaro sporco.

Una sfida difficile per la Santa Sede, combattuta al suo stesso interno da chi, per ragioni diverse, tenta di minarne la credibilità. Ieri il cardinale Camillo Ruini, chiudendo il simposio "Gesù nostro contemporaneo", promosso dalla Cei nell´ambito del Progetto culturale, ha usato parole che possono essere lette in modi diversi. Ricordando la necessità che la missione della Chiesa «ritorni ad essere quello che è stata all´inizio: una scelta di vita che coinvolge l´intera comunità cristiana e ciascuno dei suoi membri, ciascuno naturalmente secondo le condizioni concrete della sua esistenza». Ma come ha invitato il cardinale Angelo Bagnasco, attuale presidente della Cei, a Genova, dov´è arcivescovo metropolita: «Bisogna pregare. Altro che fare».

 

BERTONE GetContent asp TARCISO BERTONEPAPA BENEDETTO XVIvaticano ETTORE GOTTI TEDESCHI Cardinale Scolacardinale valliniANGELO BAGNASCO

Ultimi Dagoreport

donald trump giorgia meloni ixe sondaggio

DAGOREPORT - CHE COSA SI PROVA A DIVENTARE “GIORGIA CHI?”, DOPO ESSERE STATA CARAMELLATA DI SALAMELECCHI E LECCA-LECCA DA DONALD TRUMP, CHE LA INCORONÒ LEADER "ECCEZIONALE", "FANTASTICA", "PIENA DI ENERGIA’’ E ANCHE "BELLISSIMA"? - BRUTTO COLPO, VERO, SCOPRIRE CHE IL PRIMO DEMENTE AMERICANO SE NE FOTTE DELLA “PONTIERA” TRA USA E UE CHE SI È SBATTUTA COME MOULINEX CONTRO I LEADER EUROPEI IN DIFESA DEL TRUMPISMO, E ORA NON RACCATTA NEMMENO UN FACCIA A FACCIA DI CINQUE MINUTI, COME È SUCCESSO AL FORUM DI DAVOS? - CHISSÀ CHE EFFETTO HA FATTO IERI A PALAZZO CHIGI LEGGERE SUL QUEL “CORRIERE DELLA SERA” CHE HA SEMPRE PETTINATO LE BAMBOLE DELL’ARMATA BRANCA-MELONI, IL DURISSIMO EDITORIALE DI UN CONSERVATORE DOC COME MARIO MONTI - CERTO, PER TOGLIERE LA MASCHERA ALL’INSOSTENIBILE GRANDE BLUFF DELLA “GIORGIA DEI DUE MONDI”, C’È VOLUTO UN ANNO DI ''CRIMINALITÀ'' DI TRUMP MA, SI SA, IL TEMPO È GALANTUOMO, I NODI ALLA FINE ARRIVANO AL PETTINE E LE CONSEGUENZE, A PARTIRE DAL REFERENDUM SULLA GIUSTIZIA DI FINE MARZO, POTREBBERO ESSERE MOLTO AMARE TRASFORMANDO IL ''NO'' ALL'UNICA RIFORMA DEL GOVERNO IN UN "NO" AL LEGAME DI MELONI CON LA DERIVA FASCIO-AUTORITARIA DI TRUMP... 

tommaso cerno barbara d'urso durso d urso francesca chaouqui annamaria bernardini de pace

FLASH – IERI SERA GRAN RADUNO DI PARTY-GIANI ALLA CASA MILANESE DI TOMMASO CERNO, PER CELEBRARE IL 51ESIMO COMPLEANNO DEL DIRETTORE DEL “GIORNALE” – NON SI SONO VISTI POLITICI, AD ECCEZIONE DI LICIA RONZULLI. IN COMPENSO ERANO PRESENTI L’AVVOCATESSA ANNAMARIA BERNARDINI DE PACE E L’EX “PAPESSA” FRANCESCA IMMACOLATA CHAOUQUI. A RUBARE LA SCENA A TUTTE, PERÒ C’HA PENSATO UNA SFAVILLANTE BARBARA D’URSO STRETTA IN UN ABITINO DI DOLCE E GABBANA: “BARBARELLA” AVREBBE DELIZIATO I PRESENTI ANNUNCIANDO CHE, DOPO FABRIZIO CORONA, ANCHE LEI TIRERÀ FUORI QUALCHE VECCHIA MAGAGNA…

giorgia meloni carlo calenda

FLASH – CARLO CALENDA UN GIORNO PENDE DI QUA, L’ALTRO DI LÀ. MA COSA PENSANO GLI ELETTORI DI “AZIONE” DI UN’EVENTUALE ALLEANZA CON LA MELONI? TUTTO IL MALE POSSIBILE: IL “TERMOMETRO” TRA GLI “AZIONISTI” NON APPREZZA L'IPOTESI. ANCHE PER QUESTO CARLETTO, ALL’EVENTO DI FORZA ITALIA DI DOMENICA, È ANDATO ALL’ATTACCO DI SALVINI: “NON POSSO STARE CON CHI RICEVE NAZISTI E COCAINOMANI” (RIFERIMENTO ALL’ESTREMISTA INGLESE TOMMY ROBINSON) – IL PRECEDENTE DELLE MARCHE: ALLE REGIONALI DI SETTEMBRE, CALENDA APRÌ A UN ACCORDO CON IL MAL-DESTRO ACQUAROLI, PER POI LASCIARE LIBERTÀ “D’AZIONE” AI SUOI CHE NON NE VOLEVANO SAPERE...

donald trump peter thiel mark zuckerberg sam altman ice minneapolis

DAGOREPORT – IL NERVOSISMO È ALLE STELLE TRA I CAPOCCIONI E I PAPERONI DI BIG TECH: MENTRE ASSISTONO INERMI ALLE VIOLENZE DI MINNEAPOLIS (SOLO SAM ALTMAN E POCHI ALTRI HANNO AVUTO LE PALLE DI PRENDERE POSIZIONE), SONO MOLTO PREOCCUPATI. A TEDIARE LE LORO GIORNATE NON È IL DESTINO DELL'AMERICA, MA QUELLO DEL LORO PORTAFOGLI. A IMPENSIERIRLI PIÙ DI TUTTO È LO SCAZZO TRA USA E UE E IL PROGRESSIVO ALLONTANAMENTO DELL'EUROPA, CHE ORMAI GUARDA ALLA CINA COME NUOVO "PADRONE" – CHE SUCCEDEREBBE SE L’UE DECIDESSE DI FAR PAGARE FINALMENTE LE TASSE AI VARI ZUCKERBERG, BEZOS, GOOGLE, IMPONENDO ALL’IRLANDA DI ADEGUARE LA PROPRIA POLITICA FISCALE A QUELLA DEGLI ALTRI PAESI UE? – COME AVRÀ PRESO DONALD TRUMP IL VIAGGIO DI PETER THIEL NELLA FRANCIA DEL “NEMICO” EMMANUEL MACRON? SPOILER: MALISSIMO…

viktor orban giorgia meloni santiago abascal matteo salvini

FLASH – GIORGIA MELONI SI SAREBBE MOLTO PENTITA DELLA SUA PARTECIPAZIONE ALL’IMBARAZZANTE SPOTTONE PER LA CAMPAGNA ELETTORALE DI VIKTOR ORBAN, INSIEME A UN’ALLEGRA BRIGATA DI POST-NAZISTI E PUZZONI DI TUTTA EUROPA – OLTRE AD ESSERSI BRUCIATA IN UN MINUTO MESI DI SFORZI PER SEMBRARE AFFIDABILE ED EUROPEISTA, LA SORA GIORGIA POTREBBE AVER FATTO MALE I CONTI: PER LA PRIMA VOLTA DA ANNI, I SONDAGGI PER IL “VIKTATOR” UNGHERESE NON SONO BUONI - IL PARTITO DEL SUO EX DELFINO, PETER MAGYAR, È IN VANTAGGIO (I GIOVANI UNGHERESI NON TOLLERANO PIÙ IL PUTINISMO DEL PREMIER, SEMPRE PIÙ IN MODALITÀ RAGAZZO PON-PON DEL CREMLINO)

zelensky beltrame meloni putin

FLASH – CHI E PERCHÉ HA FATTO USCIRE IL DISPACCIO DELL’AMBASCIATORE “LEGHISTA” A MOSCA, STEFANO BELTRAME, RISERVATO AI DIPLOMATICI, IN CUI SI ESPRIMEVANO LE PERPLESSITÀ ITALIANE SULLE NUOVE SANZIONI ALLA RUSSIA, CON TANTO DI STAFFILATA ALL’ALTO RAPPRESENTANTE UE, KAJA KALLAS (“IL CREMLINO NON LA RICONOSCE COME INTERLOCUTRICE”)? NON SONO STATI I RUSSI, MA QUALCUNO DALL'ITALIA. EBBENE: CHI HA VOLUTO FARE UN DISPETTUCCIO A GIORGIA MELONI, CHE CI TIENE TANTO A MOSTRARSI TRA LE PIÙ STRENUE ALLEATE DI KIEV? -  PICCOLO REMINDER: BELTRAME, EX CONSIGLIERE DIPLOMATICO DI SALVINI AI TEMPI DEL VIMINALE, NELL’OTTOBRE DEL 2018 ORGANIZZÒ IL VIAGGIO DI SALVINI A MOSCA, AI TEMPI DELL’HOTEL METROPOL…