“CHI”, IL BERLUSCONI ILLUSTRATO, INTERVISTA TRAVAGLIO! - “L’ANTIPOLITICA È PERICOLOSA? È PIÙ PERICOLOSO UN GOVERNO NON ELETTO, CHE NON SI SENTE CONTROLLATO - NON HA SENSO PARLARE DI DESTRA E DI SINISTRA OGGI. I PARTITI SONO COMITATI D’AFFARI O CONSORTERIE A CONDUZIONE FAMILIARE - NEL ’96 VOTAI ANCHE LEGA A UNA DELLE CAMERE, MA SOLO PERCHÉ BOSSI AVEVA APPENA FATTO CADERE BERLUSCONI. NON HO UN MIO PARTITO, SCELGO IL MENO PEGGIO, PERCHÉ IL MEGLIO NON L’HO MAI TROVATO. MA CHI NON VOTA HA SEMPRE TORTO”...

Valerio Palmieri per Chi

La provocazione è partita da Pietrangelo Buttafuoco, che, interrogato sull'ascesa di Marine Le Pen alle presidenziali francesi, ha candidato Marco Travaglio per «una destra italiana della legge e dell'ordine». Chiediamo al vicedirettore del Fatto quotidiano e opinionista di Servizio pubblico se accetta l'investitura. «Non c'entra il parallelismo con la Francia: la Le Pen è fascista, io sono un liberale. Buttafuoco l'ha detta grossa. Poi non sono un politico e non ho mai pensato di candidarmi».

Domanda. Per anni l'hanno scambiata per uno di sinistra.
Risposta. «Non ha senso parlare di destra e di sinistra oggi. Lo aveva prima del 1989, quando c'erano le ideologie, ma anche le idee. Oggi i partiti sono comitati d'affari o consorterie a conduzione familiare».

D. Ma esiste una destra che incarni i suoi ideali?
R. «La destra storica italiana, quella di Cavour, Ricasoli e di Sella, che non c'entra con quella attuale. Vagamente simile alla Cdu della Merkel in Germania, basata su rigore, serietà, laicità, senso dello Stato».

D. Che effetto ha avuto in Italia il dato francese?
R. «Nella destra italiana c'è gente che si esalta per il risultato della Le Pen, che prova nostalgia per il Msi, che reputa un errore la svolta di Fini a Fiuggi e vorrebbe restare ancora fascista. Vedi adesso, sull'onda della Le Pen, quanti Storace, Borghezio e Santanchè sono tornati fuori. Jean-Marie Le Pen è un vecchio fascista e sua figlia è la sua "trota", solo più intelligente del Trota: ma ha preso tanti voti, perché, ancor più di Hollande, si è impegnata contro l'Europa tecnocratica, che ci sta ammazzando con il rigore fine a se stesso».

D. Lei chi consiglia di votare nel nostro Paese?
R. «Mi limito a dire per chi voto, perché non bisogna vergognarsi delle proprie scelte. Nel '96 votai anche Lega a una delle Camere, ma solo perché Bossi aveva appena fatto cadere Berlusconi. Non ho un mio partito, scelgo il meno peggio, perché il meglio non l'ho mai trovato. Ma chi non vota ha sempre torto».

D. Chi voterebbe alle prossime elezioni?
R. «Di certo non ci saranno Alfano, Bersani, Vendola e Casini. Ho votato i candidati del Movimento 5 stelle, quello fondato da Grillo, alle ultime regionali piemontesi e alle comunali a Torino, anche perché erano gli unici a opporsi alla Tav. Ragazzi puliti e impegnati, che vanno negli enti locali e fanno le pulci ai grandi partiti, rinunciando ai finanziamenti elettorali. A livello nazionale non so se il movimento sia pronto per il grande salto al Parlamento. Potrei votarli, come potrei votare Di Pietro, cosa che ho già fatto negli ultimi anni».

D. Due nomi di leader emergenti: Renzi e Maroni.
R. «Maroni non è certo nuovo: è stato tre volte ministro con Berlusconi. Renzi è solo giovane, non è nuovo, viste le idee vecchie che sostiene. Ma ha avuto il coraggio di sfidare i leader fossili del Pd, gli auguro di riuscirci».

D. L'antipolitica è pericolosa come dice Napolitano?
R. «È più pericoloso un governo non eletto, che ha una maggioranza dell'80 per cento in Parlamento e non si sente controllato. E poi è stato proprio Napolitano a delegittimare i partiti, creando dal nulla un governo di tecnici. Anch'io detesto questi partiti, ma poi non mi metto a tuonare contro l'antipolitica».

 

MARCO TRAVAGLIO TRAVAGLIO INTERVISTATO DA CHIMARCO TRAVAGLIO ALFONSO SIGNORINI BERLUSCONI E BOSSI

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