renzi pinocchio

1. ELLEKAPPA: “RENZI, DUE ORE DI CONFERENZA STAMPA. IL BILANCIO 2015 DELLE COSE DETTE” 2. TUTTO RENZI, BALLA PER BALLA, CAZZATA PER CAZZATA, BUGIA PER BUGIA: SULLA SPESA PUBBLICA SOTTO IL GOVERNO RENZI C'È STATO UN AUMENTO NETTO, NON UN TAGLIO - IL DEBITO PUBBLICO ITALIANO È SALITO AL 136% DEL PIL, CON UNA CRESCITA DI DUE PUNTI PERCENTUALI

1 - TUTTO RENZI FANDONIA PER FANDONIA

Franco Bechis per “Libero Quotidiano”

 

LA CONFERENZA STAMPA DI RENZI - VIGNETTA DI ELLEKAPPALA CONFERENZA STAMPA DI RENZI - VIGNETTA DI ELLEKAPPA

La sfida l'ha lanciata proprio il presidente del Consiglio, Matteo Renzi al cronista di Libero durante la conferenza stampa di ieri di fine anno. «Dal decreto 80 euro in poi l'Italia ha fatto spending review lorda riducendo 12,3 miliardi di euro solo sui ministeri. Vedo il cronista di Libero che si sveglia, allora potrà fare il fact checking su quel che sto dicendo. Anzi, gli regalo per tutto il Capodanno Yoram Gutgeld così potrà fare una verifica puntuale dei dati». Sfida raccolta. E le cifre subito non tornano. Nel decreto sugli 80 euro i tagli alla spesa dei ministeri sono 240 milioni di euro.

 

Poi c'è una riduzione degli acquisti delle amministrazioni centrali dello Stato di 800 milioni di in tre anni. Nella successiva legge di stabilità la riduzione ai ministeri è di 1,017 miliardi nel 2015, altro 1,167 miliardi nel 2016 e 1,305,6 nel 2017. Poi c' è un taglio di 157,4 milioni ai fondi di parte corrente dei ministeri.

matteo renzi   conferenza stampa di fine 2015matteo renzi conferenza stampa di fine 2015

 

Quest' anno i tagli decisi ai ministeri sono 591,6 milioni di euro nel 2016, altri 663,8 milioni di euro nel 2017 e 649,5 milioni di euro nel 2018. Fanno in tutto 6 miliardi e 592,8 milioni. La metà di quanto detto da Renzi. E di questa somma 3,49 miliardi riguarda gli anni 2017 e 2018, ancora lontani da venire. Questo è il taglio lordo. Perché sulla spesa pubblica sotto Renzi c' è stato un aumento netto, non un taglio. Dal decreto 80 euro alla legge di stabilità 2016 Renzi ha infatti tagliato spese per un totale di 51 miliardi e 845 milioni di euro.

 

matteo renzi   conferenza stampa di fine 2015 matteo renzi conferenza stampa di fine 2015

Ma è un dato lordo, perchè mentre con la destra tagliava, con la sinistra aumentava la spesa pubblica negli stessi provvedimenti: +164,535 miliardi di euro. Il risultato netto è così un aumento della spesa pubblica complessivo fino al 2018 di 112,7 miliardi di euro. E ora andiamo a vedere gli altri dati dell' effetto-Renzi sull' economia italiana.

 

DEBITO PUBBLICO

Gli ultimi dati Eurostat sono relativi al secondo trimestre 2015 da confrontare con il secondo trimestre 2014. E le note sono dolenti. A metà 2014 il debito pubblico italiano era al 133,8% del Pil, il 27° posto in classifica in Europa. La media dell' area dell' euro era un debito al 92,7% del Pil e quella della Ue 28 all' 87% del Pil. Un anno dopo il debito pubblico italiano è salito al 136% del Pil, con una crescita di due punti percentuali contro una crescita di 0,8 punti nella Ue28 e una diminuzione di 0,5 punti nell' area dell' euro.

matteo renzi   conferenza stampa di fine 2015  matteo renzi conferenza stampa di fine 2015

 

L' Italia è sempre penultima in classifica, ma la distanza con l' ultima si è accorciata, perchè il rapporto debito/Pil della Grecia è sceso di 9 punti percentuali mentre l' Italia saliva. Renzi ieri in conferenza stampa ha detto che finalmente il debito pubblico italiano scende, ma è falso: in questo 2015 sale ancora. La sua legge di stabilità ne prevede una discesa per l' anno prossimo, e questa ovviamente non può essere incamerata oggi come una verità, e andrà verificata fra un anno.

 

PRODOTTO INTERNO

matteo renzi   conferenza stampa di fine 2015    matteo renzi conferenza stampa di fine 2015

Nel terzo trimestre 2014 l' Italia era ancora in recessione, con una discesa dello 0,5%. L' area dell' euro cresceva dello 0,8% e la Ue 28 era più ricca dell' 1,3%. In classifica europea l' Italia era al 26° posto. Un anno dopo l' Italia si trova a crescere dello 0,8% rispetto a una crescita doppia dell' area dell' euro (+1,6%) e ancora maggiore della Ue28 (+1,9%).

 

Con il suo risultato l' Italia è ancora al 26° posto su 28 paesi. Sono solo cambiati quelli che facevano peggio di Renzi: un anno fa erano Cipro e Croazia, ora sono Grecia e Finlandia. Il significato di quell' immobilità in classifica, ancora fra le maglie nere di Europa però è chiarissimo: se si passa come dice il premier da un dato negativo a uno positivo, è solo perchè anche l' Italia viene trascinata dal ciclo economico generale che è mutato. Ma il valore aggiunto sulla crescita delle politiche governative è pari a zero.

matteo renzi   conferenza stampa di fine 2015  matteo renzi conferenza stampa di fine 2015

 

DISOCCUPATI-OCCUPATI

Ad ottobre 2014 il tasso di disoccupazione dell' Italia era 13,2%. Quello area euro era 11,5% e quello della Ue 28 10%. L' Italia era in classifica ventitreesima. Dodici mesi dopo il tasso italiano è sceso all' 11,5%, quello dell' area euro al 10,7%, quello Ue 28 al 9,3%. La posizione in classifica però è restata immutata: ventitreesima. Quindi ha beneficiato del trend economico senza migliorarlo sensibilmente.

 

Sulla disoccupazione giovanile aveva un tasso del 43,3%, contro il 23,5% medio dell' area euro e il 21,6% della Ue 28. In classifica generale l' Italia era al 26° posto, avendo dietro solo Grecia e Spagna. Un anno dopo il tasso di disoccupazione giovanile dell' Italia è sceso al 39,8%. Scesi anche quello dell' area euro (22,3%) e quello della Ue 28 (20%). Qui la posizione in classifica è migliorata di una posizione: 25° paese su 28, avendo messo dietro anche la Croazia. Ma non sembra un dato per cui esultare.

 

matteo renzi   conferenza stampa di fine 2015   matteo renzi conferenza stampa di fine 2015

Quanto alla percentuale di crescita dell' occupazione qualche miglioramento c' è stato. Nel terzo trimestre 2014 l' Italia aveva una crescita dello 0,1% contro lo 0,6% dell' area dell' euro e lo 0,9% della Ue a 28. Era il 22 paese in questa classifica. Un anno dopo la crescita italiana è stata dello 0,9% contro l' identico 1,1% fatto registrare dall' area dell' euro e dalla intera Europa. In classifica recuperate 3 posizioni, salendo al 19° posto.

 

PRODUZIONE INDUSTRIALE

Qui invece le cose vanno a favore del governo. Un anno fa nel mese di ottobre quella italiana scendeva di 3 punti percentuali rispetto l' anno precedente. Quella dell' area dell' euro saliva in 12 mesi dello 0,7%. Quella dell' Europa a 28 saliva dello 0,8 per cento. L' Italia era il 27° paese su 28, a pari merito con la Danimarca.

 

matteo renzi   conferenza stampa di fine 2015     matteo renzi conferenza stampa di fine 2015

Il dato dell' ottobre 2015 è invece +0,5% rispetto all' anno precedente. La media area del' Euro è poco sopra, +0,6% e quella della Ue28 identica a quella italiana. Dal 28° posto l' Italia è risalita al decimo posto, recuperando 18 posizioni. Brave le industrie, dunque. Ma è il dato macro-economico su cui incidono meno le politiche governative. E per altro di politiche industriali con questo governo non se ne sono proprio viste.

 

IMMIGRAZIONE

Qui Renzi ha fatto una gran confusione, sparandola davvero grossa e lontanissima dalla realtà. Si vede che non è il suo argomento. In conferenza stampa ha fornito un dato vero. Sia pure provvisorio, sugli sbarchi 2015: circa 150 mila immigrati. Meno dei 170mila dell' anno precedente, certo. Da settembre in poi le rotte dei migranti sono cambiate prediligendo Grecia e Balcani e l' Italia ha frenato un po' l' assalto che c' era stato nella prima parte dell' anno. Il premier ieri ha sparacchiato: «L' idea dell' invasione non corrisponde alla realtà. Noi abbiamo un quadro di presenza di immigrati che è il più basso degli ultimi 10 anni».

matteo renzi   conferenza stampa di fine 2015      matteo renzi conferenza stampa di fine 2015

 

Questo è falso. Il dato 2015 è al secondo posto dopo quello 2014 negli ultimi dieci anni.

Nel 2013 gli sbarchi erano stati 42.925, quindi meno di un terzo di quelli di quest' anno.

Nel 2012 erano stati 13.267, nel 2011 erano stati 62.692, e dal 2005 al 2010 il dato più alto è stato quello del 2008 con 36.951 migranti.

 

Renzi ha detto una sciocchezza. Per altro in contrasto con una sciocchezza di segno opposto detta all' Unione Europea per potere avere la «clausola migranti» da 3 miliardi di euro: gli sbarchi sono leggermente diminuiti rispetto al 2014, quindi non ci sono «extra costi» per il bilancio italiano.

 

MATTEO RENZI IN CONFERENZA STAMPA A PALAZZO CHIGI FOTO LAPRESSE MATTEO RENZI IN CONFERENZA STAMPA A PALAZZO CHIGI FOTO LAPRESSE

2 - GOTOR: PROGRESSI? A VOLTE MATTEO PEDALA A VUOTO SULLA CYCLETTE

Monica Guerzoni per il “Corriere della Sera”

 

Detto da un «gufo» come lei è un bel complimento, senatore Miguel Gotor.

«A volte però sembra muoversi vorticosamente su una cyclette, più che su una bici».

 

Per lui il 2015 è stato un buon anno, meglio del 2014.

«Stiamo migliorando, ma Renzi è prigioniero di un modulo che ha stancato, vede gufi ovunque».

 

Intanto i risultati ci sono. Jobs act, Pubblica amministrazione, scuola, Italicum, 80 euro...

«Gli 80 euro sono il cuore del messaggio elettoralistico di Renzi, ma anche la metafora dei suoi limiti. Sono serviti a vincere le Europee, non a rilanciare i consumi e sono andati a vantaggio di chi ha più reddito. Con la stessa cifra si poteva tagliare la povertà assoluta o le tasse sul lavoro».

Miguel Gotor Miguel Gotor

 

Il premier prevede la crescita del Pil allo 0,8%.

«L'Italia sta crescendo, il problema è che lo faccia meno di altri Paesi e di quanto si potrebbe fare in condizioni irripetibili. Prezzo basso del petrolio, bassi tassi di interesse e un cambio euro dollaro favorevole».

 

È la tesi di Enrico Letta.

«Sono un bersanian-lettiano, rimasto fedele agli ideali della mia gioventù... Ricordo quando attaccava Letta perché crescevamo di uno zero virgola. Adesso quella stessa cifra diventa un elemento di successo da cui deriva il messaggio "ho il sole in tasca, tutto va bene madama la marchesa"».

 

Sbaglia a seminare fiducia per raccogliere crescita?

«È un atteggiamento rischioso. Dobbiamo rimboccarci le maniche e dire "abbiamo fatto delle cose, però occorre fare di più e meglio". Affermare che da quando c' è lui va tutto bene, cozza con l'esperienza di tanti italiani».

 

Il premier punta tutto sul referendum di ottobre.

renzi pinocchiorenzi pinocchio

«Il tema istituzionale non è percepito come centrale e non ho simpatia per i governi che propiziano referendum sul loro operato. Oltre a trasformare un prezioso istituto di democrazia diretta in uno strumento di democrazia plebiscitaria, possono riuscire o non riuscire. E poi, prima ci sono le Amministrative».

 

E gli attacchi all' Europa?

«Il tratto di Renzi è un populismo democratico che si nutre anche di antieuropeismo. Stiamo concimando il terreno dei populisti radicali ed è difficile essere allo stesso tempo forza di governo e forza antisistema».

 

Nel 2018 Renzi vincerà al primo turno?

«È difficile e sono preoccupato. L'Italicum con il ballottaggio consente la coalizione di tutti gli elettorati antisistema contro l' unica forza di governo, che saremo noi grazie al risultato di Bersani nel 2013, tanto bistrattato».

 

Niente rimpasto vuol dire che né lei, né altri della minoranza andrete al governo?

«Sono mesi che continuiamo a smentire e sarebbe bene dare alle smentite lo stesso spazio che si dà alle illazioni».

 

 

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